La ruota sta girando.

Chi nasce deve morire, lo sappiamo tutti. 

La morte fa parte della vita, senza l’una l’altra non può esistere.

Nasciamo soli e moriamo ancora più soli.

Chi muore giace, chi vive si dà pace.

È una ruota che gira: oggi a te, domani a me.

Dobbiamo morire per far posto a chi nasce, seno’ al mondo non c’è posto x tutti! 

Sono  frasi fatte, parole obsolete  che sentiamo da quando siamo piccoli e che facciamo nostre, come una nenia, come un disco rotto,  quasi a voler esorcizzare la paura della morte. Crediamo di essere preparati,  quando la nera signora si avvicina a noi o a una persona a noi cara, crediamo di “sfotterla”, di farci sberleffi di lei. La prendiamo sottogamba, cerchiamo di giocare a nascondino e di non farci trovare, ma non è così, lei ci trova sempre, ci prende per mano e ci porta dove vuole. Alla fine della partita vince sempre e solo lei. Ma per una persona che muore, quante ne rimangono in vita per piangerla,  per ricordare di lei quanto era buona, dolce, cara e sì bella? Trovo che a volte ci sia del cinismo e del finto buonismo attorno a quella bara, dove spesso s’incontrano parenti che vedi solo per l’appunto ai funerali e a qualche matrimonio. Trovo che sia meglio voler bene ad una persona quando è ancora in vita, quando ella può apprezzare il nostro bene ed eventualmente ricambiarlo. Vi chiedo scusa se vi metto al corrente di una questione così privata e personale come la morte imminente di una persona cara. Forse così facendo, sento meno dolore, come mi ha scritto oggi pomeriggio il mio caro amico Gianpaolo. Lo sapevamo tutti che era grave, che poteva sentirsi male, molto male da un momento all’altro,  ma per qualche mese ci eravamo dimenticati della signora nera……Lei no, lei non ha dimenticato Luisa, lei sta continuando a fare il suo lavoro, con precisione, con meticolosita’ e senza possibilità di mancare all’appuntamento.  Ci vediamo domani mattina Luisa, vengo a tenerti la mano, come ieri e come oggi, vengo a sussurrarti all’orecchio che ti voglio bene e nella mia mente mi dico che non ti dimenticherò mai. Forse domani tu non potrai più sentirmi, sei sedata e non senti più male, forse domani sarà troppo tardi….però tu aspettami lo stesso, 


La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia.


Sally cammina per la strada senza nemmeno

guardare per terra

Sally è una donna che non ha più voglia
di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione, debolezza
per ogni candida carezza
tanto per non sentire l’amarezza

Senti che fuori piove
senti che bel rumore

Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia

Senti che fuori piove
senti che bel rumore

Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po’ male
forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento
e come se fosse l’ultimo

Sally cammina per la strada leggera
ormai è sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s’è salvato
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così
forse ma forse ma si
Cosa vuoi che ti dica io?
senti che bel rumore

 

Ho voluto riportarvi il testo di questa bellissima canzone di Vasco perché rispecchia il mio stato d’anima di oggi pomeriggio.  Ci hanno detto che è molto grave, forse questa volta non ce la farà.  È troppo debole ed il suo cuore sta cedendo. Oggi pomeriggio le ho tenuto la mano e ho cercato di tranquillizzarla, lei dice che è molto stanca e fa molto fatica a respirare. Siamo tutti impotenti di fronte a quest’ennesima disgrazia che forse si sta abbattendo sulla ns famiglia. La dottoressa è stata molto chiara e precisa: è molto grave ed il suo cuore assieme ai reni stanno cedendo. E lo ha detto con naturalezza, come se stesse dicendo che domani piove o ci sarà il sole. Per lei è soltanto un nome ed un numero di un letto, per me ha rappresentato tanto.  È stata una suocera d’oro e non ha mai giudicato la mia unione con suo figlio, seppure io sia grande di lui di 8 anni e quando ci siamo messi insieme io ero separata e con un bimbo. Le ho voluto e le voglio molto bene, tieni duro Luisa non mollare…

Il potere di guarigione degli Angeli.

Sto leggendo e studiando con grande attenzione questo bellissimo libro, scritto da Isabelle von Fallois, una bella giovane nordica signora bionda,  nata a Monaco di Baviera. Isabelle è scrittrice, pianista, coach e sicuramente anche un po’ psicologa, quello che avrei voluto fare io “da grande”. A questa donna, 8 anni fa, fu diagnosticata una gravissima forma di leucemia: i medici le diedero 3 gg di vita, massimo 3 settimane. Era devastata poverina da questa diagnosi infausta oltre che precisa, tipo una sentenza di morte vera e propria. L’unica cosa che la consolata era la sua musica. Era Costretta a stare da sola in una camera sterile, nessuno poteva toccarla o accarezzata.  I medici compresero che la musica FORSE le avrebbe salvato la vita, acconsentirono così a farle portare un pianoforte elettrico nella sua stanza d’ospedale. Sembrava aver vinto la leucemia ma non era al corrente degli effetti collaterali disastrosi che l’accompagnavano quasi sempre. Dopo 4 anni di dura lotta tra la vita e la morte prese una decisione forte. 

Visto che varie modalità e terapie di guarigione non l’avevano aiutata del tutto, smise di suonare il pianoforte e passò giornate intere a pregare e meditare, poiché sapeva che questa era la sua ultima possibilità di trovare delle risposte concrete. Due mesi dopo iniziò a udire e vedere gli angeli. Soprattutto l’Arcangelo Raffaele stava al suo fianco, dandole chiare istruzioni su come tornare in salute. Da quel momento i progressi furono evidenti. Poiché una gran parte dei pazienti che erano stati in ospedale con lei erano morti, Isabelle Von Fallois decide di dover aiutare le persone a comprendere il potere della preghiera, della meditazione e di lavorare con gli angeli. Ha studiato diverse tecniche e oggi aiuta le persone a vivere una vita più sana, più felice e più realizzata attraverso seminari, conferenze, coaching spirituale, musica e scrittura. Il suo primo libro è stato pubblicato in Germania nel gennaio 2009. Io ora sto leggendo e studiando attentamente il suo ennesimo libro dal titolo 

 L’autrice nonché sensitiva,afferma che occorrono 28 gg per modificare gli automatismi dannosi che ci portano a stare male, occorrono (secondo lei…) 28 gg per rinnovare le sinapsi capaci di farci conseguire i risultati desiderati. Io personalmente che non ho mai tempo, pur avendolo comprato ed iniziato a leggere il 3 Aprile, sono ancora al sesto giorno,  ma ci arriverò in fondo prendendosi tutto il tempo necessario. Per ogni giorno Isabelle ci presenta un angelo, con il suo nome e con il suo compito da svolgere come si trattasse di un bravo scolaretta.  Non è un libro semplice,  pur essendo lo nel modo sciolto di scrittura,  è un libro che va affrontato con serietà facendo gli esercizi che Isabelle propone e credendo con veemenza che ciò che ci vuole trasmettere ci potrà aiutare. Stamattina ho conosciuto l’Arcangelo JOPHIEL, che è L’ANGELO DELLA BELLEZZA, DELLA PAZIENZA (IO L’HO PERSA DA UN BEL PÒ..) E DELLA CREATIVITÀ,. Questo sesto giorno è sicuramente molto impegnativo e più tardi, a cellulari e tablet spenti, mi raccogliero’ nel mio “spazio sacrale terminero’ di leggerlo attentamente. Ci sarà tra di voi qualche scettico o qualcuno che pensa che dal momento che dormo male di notte, mi attacco anche agli Angeli. Non è così,  non sono una fanatica della religione, non vado a messa da anni e questo è arci noto. Però credo fortemente in qualcosa di soprannaturale, una forza misteriosa che ci aiuta e ci sostiene nei momenti più bui della nostra vita,. Che si chiamino Angeli Custodi,  Padre Pio, Madonnina o Gesù, io di questo la certezza al 100 % non c’è l’ho. Però credo, ho la speranza, ho fiducia, voglio pensare che non finisce tutto qui in questa vita di merda,  scusatemi il francesismo.  Penso inoltre  che se c’è  un angelo vicino a me in questo momento della mia vita, che mi impedisce di fare gravi sciocchezze,  questo si chiama Antonio, ed è il mio papà. Da quando leggo il libro comunque vi assicuro che qualche schema comportamentale negativo e x me molto dannoso, si sta rompendo. Sto cominciano piano piano a rivalutare comportamenti sbagliati e modalità di errori che tendiamo sempre a ripetere. Come noi donne che siamo inevitabilmente attratte dallo,stesso prototipo di uomo, anche se sappiamo bene che è quello sbagliatissimo x noi. Però chissà perché perdiamo la testa sempre per i “belli e dannati”, e sempre ricerchiamo relazioni x noi dannose proprio con quel tipo di bastano lì, non con un brav’uomo, tutto casa chiesa e famiglia. Ora mi fermo qui, di spunti x i confronti credo oggi di avervene offerto in quantità con i due Articoli proposti. Aspetto i vostri pensieri, qualunque essi siano, e spero stavolta che siano veramente numerosi. Buona serata e buone riflessioni insieme a me,

Di cartellini da timbrare e dimissioni da rassegnare. 

Ancora una mattina uggiosa ed umidiccia, tipica della ns amata ( si fa per dire..) pianura padana. Ne approfitto per restare ancora un poco sotto alle calde coltri, non ho voglia di uscire dal letto, anche se il programma quotidiano lo richiede.  Mi reputo molto fortunata a non dover più timbrare un cartellino, e a non dovermi più scapicollare tra banca, figli,  casa,genitori con 2 badanti, marito e altro. Ho lavorato quasi 25 anni, tra Max Mara ( le sedi sono a 5 minuti da casa mia) ed il Banco S. GEMINIANO e S. Prospero.  Ora dopo mille fusioni si chiama credo, BANCO POPOLARE DI VERONA E NOVARA. Ho dato le mie volontarie nonché necessarie dimissioni nel lontano 2008, oramai sono 10 anni e devo dirvi che mi sono volati!

Mi chiedono ancor oggi come si sta senza “il posto fisso” perché quello era veramente un posto fisso a vita, remunerato con 15/16 mensilità a seconda che la filiale dove prestavo servizio andasse anche  a premio. Oppure vi erano le “una tantum” le somme chiamate “ad personam ” x meriti personali e budget raggiunti! I ns datori di lavoro, i Maestri Veronesi, come li definii io in una mia poesia, pensavano anche ai nostri figli. Ad ogni Santa Lucia e ad ogni Epifania vi era un assegno circolare x ogni figlio.  Pensate un po’ che  lo regalavano loro sino al raggiungimento della maggiore età! Altri benefit perduti,così come persi il rimborso TOTALE di tutte dico TUTTE, le visite mediche, prelievi del sangue, colloqui con psichiatri & co, fatture x occhiali, dentisti, insomma i rimborsi non solo x me ma anche x figli e marito. I ns datori di lavoro avevano pure istituito un fondo malattia, una specie di assicurazione, dove, previo versamento mensile di una cifra ridicola x ogni iscritto della mia famiglia, avevo il rimborso di tutto nella misura dell’80 %. Il restante 20% me lo rimborsava lo Stato Italiano l’anno dopo nel 730. Altro che posto fisso in Provincia come Checco Zalone nel famoso film! La banca era una “bengodi”, ed in questo i miei genitori avevano visto molto lungo.

Ma la sfiga nella vita di ognuno è sempre in agguato, ed io che di sfiga son maestra, come ho detto prima, nel 2008 ho dovuto dapprima prendermi un anno sabbatico x cercare di risolvere un GRAVISSIMO problema che aveva afflitto la mia famiglia. Poi trascorso l’anno non retribuito,  visto che a casa non ci stavo poi così male, decisi di non rientrare mai più.  Rassegnai così le mie dimissioni al B.S.G.S.P., e giuro che dalla firma in avanti, non me ne sono mai e poi mai pentita! Non avrò più la sedicesima, ma in compenso ho potuto dedicarmi a ciò che ho sempre amato veramente nella mia vita. Aprii un blog, scrissi 3 libri, collaboro con i quotidiani della mia città,  organizzo mostre e sfilate di abiti d’epoca. Da due anni a questa parte vendo anche il vintage e l’antiquariato. Sono preente su diversi siti on line di antiquariato, faccio mercati del vintage e della creativita, quando la salute e la viglia me lo concedono. La mia clientela migliore ed il mio giro di affari piu’ sostanziosi me lo sono costruita con tenacia, con pazienza e con tanta passione amore x  l’ antico!”che culo Fabiana che hai! Fai ciò che vuoi e quando vuoi, gestisci il tuo tempo e se vuoi stare a letto un mattino ci puoi stare”. A coloro che pensano ciò,  rispondo che la mia vita non è una vita da pensionata, compiro’ 53 anni il 6/6 e guai a voi se non mi farete gli auguri…la mia vita da 9 anni a questa parte è molto più bella, frizzante, allegra,movimentata e di di quando andavo solo in banca e in casa avevo la donna delle pulizie tutti i giorni pur abitando in un mio app.to tutto su un piano. Ora che invece abito in una villetta di 4 piani,le uniche donne in casa siamo io e ALICEAURORA che è diventata donna il 9 aprile! Sto molto di più con lei di quanto non stessi con Riccardo,  perché ero sempre in banca,o a corsi di aggiornamento a Verona,  curo di più la casa, i miei hobby, la mia persona,  e soprattutto….faccio ciò che mi piace di più. Se riuscirò a riprendere la continuità del sonno, e se il mio medico di fiducia si deciderà a cambiarmi la compressa e capirà che NON è quella giusta x me, forse forse dopo potrò affermare che non me la passo poi così male!

Guarda “”I campi in aprile” – Luciano Ligabue” su YouTube

E pensare che abito a 10 minuti da lui! E pensare che gli scrivo dei piccoli e garbati tweet, lui che ora deve stare a riposo con le corde vocali, può scrivere….scrive ogni giorno dei tweet e dà la possibilità di rispondergli.  Se x sbaglio dovesse mai rispondere a uno dei miei accorati appelli volo a Correggio! E gli porto tortelli, cappelletti, lasagne e pizza….come gli fa sua mamma! È una persona a modo al di là che mi piace da morire come cantante! Il suo ” made in Italy” mi fa compagnia anche di notte quando non dormo! Ciao Luciano, aspetto il tuo invito così finalmente posso parlarti di alcune cose che sento mie e tu le hai scritte nel tuo ultimo LP. Non puoi neanche immaginare la compagnia e la speranza che mi dai con le tue canzoni.  Guarisci presto che a settembre al palazzetto di via Guasco, se riesco ti vengo a vedere. Ah proposito anche se è solo martedì….” non mi rompete i coglioni”!!


Natalina e Ciclamino.

Potrebbero essere una coppia di fidanzati, o una vecchia coppia di coniugi che festeggiano il cinquantesimo di matrimonio. Invece sono solo  2 miracoli della natura a tema floreale. Ognuno con un ruolo ben preciso, ognuno con colori e fioriture diverse in diversi periodi dell’anno. Partendo x cavalleria dalle signore, vi presento ora Natalina, una pianta grassa, con un colore fucsia accesi, che dovrebbe fiorire verso Natale, come si può evincere dal nome

Arriva ora il fidanzato, messer Ciclamino, ben nutrito e assai fogliuto, che invece di avere i fiori, come si conviene alla stagione in corso, è colmo satollo di foglie. Eccolo qua

Come dicevano i nostri vecchi” non ci sono  più le stagioni di una volta”, io aggiungo che non ci sono nemmeno più le fioriture di una volta! Comunque sono lo stesso una bella coppia, non trovate?


Una generazione di nevrotici.

Inutile dirlo e scriverlo ancora per la milionesima volta, ma è bene tenerlo a mente e non dimenticarlo mai. Ma che cosa non dobbiamo dimenticare, mi chiederete voi, sciagure e shoah a parte? La risposta e’ piuttosto banale. Non dobbiamo dimenticare che NOI Uomini e Donne non siamo animali, non siamo vegetali, abbiamo il dono della parola, dovremmo avere quello dell’intelligenza, e possediamo anche lo sgradito dono di gesticolare ad ogni pie’ sospinto. Noi Italiani in primis e Reggiani pure, siamo dei gesticolatori seriali. Perdonatemi la nuova parola, che se letta dalla persona giusta potrebbe anche fare la sua comparsa all’Accademia della Crusca. Arrivo presto al sodo: noto un nervosismo palpabile in QUASI TUTTI gli  esseri umani, una fretta indiavolata in ogni corpo. Sia in chi deve timbrare un cartellino ma, cosa assurda! anche nei ns. pensionati in coda alla posta, che raramente ti lasciano passare se hai fretta. Tu sei lì che friggi,  perché devi correre in ufficio, devi volare in farmacia a prendere la Tachipirina perche’ tua figlia ha 39 di febbre…Oppure devi correre a casa a buttare la pasta perché alle 12.46 arriva la ciurma affamata e se non trovano pronto…Sempre di corsa direttore, sempre con l’ affanno perenne e l’infarto in agguato. Perennemente con il malefico cellulare in bocca, che non abbandoniamo mai. Nemmeno quando andiamo in toilette ad espletare le ns funzioni fisiologiche, ed anche quelle, mi perdoni…ma le facciamo di fretta! Mi chiedo sovente che cos’avranno mai di cosi’ urgente da fare i nostri adorati nonnetti, se non comprare il pane, il quotidiano pagare la bolletta dell’Enel..in posta per l’appunto! In ogni giorno della settimana, a qualsiasi orario, con qualsiasi condizione meteo, in ogni via o rotonda che si rispetti, la gente sfreccia da ogni dove, anche da destra e ti dà dell’imbecille se non ti sposti x tempo. E se non lo capisci al volo,  te lo spiega con gesti eloquenti o parole pesanti. Non se ne può più di tutti quei clacson che ci suonano nelle orecchie se al  verde non scattiamo via come un razzo! Non si sopportano più i maleducati o i furbetti delle code,  che ti passano davanti fingendo indifferenza e facendoci passare x i fessi di turno. Aborro oramai alla mia venerabile età, coloro che nulla perdonano e sono sempre pronti con il “mitra puntato” per rimproverare al primo stupido ed umamo errore che commettiamo. Ma direttore, come mai siamo diventati così nervosi, agitati, frenetici e maleducati? Qual’è la molla che ci ha fatti diventare così schizzati? Poi va da sé che chi tra noi non commette mai errore, scagli la prima pietra…

Schianchi Fabiana.


Il mistero delle pulizie di Pasqua. 

Ogni anno e’ la stessa storia: lo stesso copione si ripete, la stessa commedia viene messa in scena, gli stessi gesti forzati vengono compiuti. Ci ho studiato a lungo, ho provato a capire da sola, ne ho discusso animatamente con amiche, suocera  e colleghe, ma non c’è stato nulla da fare! Ai primi giorni di sole tiepido e giornaliero,  le brave “dirigenti di famiglia” e pure “quelle di banca” o chi per loro ne fa le veci, iniziano la danza sfrenata delle mitiche “pulizie di Pasqua”. È una cosa che ha del prodigioso, ma anche dell’inverosimile! Mi domando ancora perché vengono concentrate in un “tour de force” che dura circa un mese, tutte le incombenze casalinghe che in genere si potrebbero fare un po’ per giorno, in ogni mese dell’anno. Tralasciamo x un attimo, il noto ed ambito “cambio degli armadi”, termine obsoleto ed errato che si usa per diffondere la notizia, che abbiamo riposto ed imbustato x bene,  la biancheria invernale per far posto a quella per la primavera/estate. È utile ricordare a chi ci legge, che se cambiamo armadio ogni anno, le pulizie pasquali ci costerebbero di certo una fortuna! Tutto il resto a mio modesto avviso, si può diluire poco alla volta, lavando magari i vetri a febbraio, pulendo i tappeti in maggio, lucidando l’argenteria ad Ottobre e via discorrendi. Ritengo che sia assurdo e molto faticoso concentrare le pulizie più profonde e seriali, tutte nel periodo che precede la Santa Pasqua. Così facendo, non solo si arriva stanchissimi alla triade più importante dell’anno nel mondo Cristiano, ma ci si illude che sino all’autunno la ns. dimora non si sporchi più e rimanga in ordine come la casa del mulino bianco, in quella nota pubblicità. Amici ed amiche che mi leggerete, la mia esperienza da “Dirigente di Famiglia di I Livello” ora, e da ex “Dirigente di Banca” negli anni passati, mi ha portato ad una semplice quanto mai efficace conclusione. Pulizie profonde o di routine che dir si voglia tutto l’ anno, un po’ per settimana con calma e criterio. Senza farci prendere dalla nevrosi tipicamente femminile del : tutto e subito”. E per quanto concerne il cambio degli armadi..beh solamente quando l’armadio non sta più su da solo e cade a pezzi! Ne approfitto x augurare ai lettori e a tutta la Redazione del Resto del Carlino e agli amici del mio blog, una serena e gioiosa Pasqua. Magari andando a tavola apparecchiata, senza dover per forza di cose estrarre dalla credenza antica il servizio buono?  che si usa per l’appunto…solo a Pasqua e a Natale! 

Fabiana Schianchi


La lavanda dei piedi. 

Stasera è il Giovedì Santo, le campane sono legate e lo saranno sino a domenica 16 aprile,  giorno di resurrezione di Nostro Signore e giorno anche del 45 esimo compleanno di mio marito. 

 Questa  serata è ben nota a chi frequenta assiduamente la Chiesa. Infatti anche nella mia parrocchia di Canali si sta svolgendo l’antico rito della lavanda dei piedi come fece Gesù ai 12 Apostoli. Io come da un bel po’ di tempo a questa parte, non andro’ a vedere “la messa in scena” ma sono in caa da sola. Mio marito purtroppo e’ fuori x lavoro, lui che alle 20.30  e’ gia’ in “pataglia: cone me a guardare  NOW TV. Mia figlia alice, e’ dalla sua MAPS, e tra pochi minuti vado a ritirarla….l’altro figliolo grande, Riccardo, anni 23 dove sia nessun lo sa!

Ed io? Potevo starmene da sola in casa, con le mani in mano?? Dato che a me i piedi non li lava nessuno, ma tra poco vado a fare la doccia e me li lavo da sola, ho pensato di preparare il pesto x fare domani i cannelloni ripieni. Li mangeremo a Pasqua o a Pasquetta, né farò in quantità industriale, così poi li congedo e nel momento del bisogno…