Un po’ di quiete dopo lo tsunami.

Non c’è posto migliore dove rifugiarmi quando sono molto stanca oppure ho attraversato periodi difficili. La mia casa, il mio divano rosso di alcantara, (quello più corto dei due), la mia camera da letto, la mia cucina nella quale trascorro tante ore, rappresentano i luoghi del cuore.  Quei posti tanto amati quanto noti e conosciuti, nei quali a cellulare e televisore spento provo a ricaricare le pile. È dalla metà dell’ottobre 2016 che il mio orologio biologico e la mia persona avevano perso quell’equilibrio necessario alla sopravvivenza. Troppe ore di sonno perse, troppe levatacce alle 4 del mattino, troppe medicine e tante errate x me.  Troppi i pensieri cattivi ed inevitabili, che prepotentemente risalivano a galla, facendomi ritornare indietro ad un passato doloroso e troppo complicato da gestire.  
Le persone intorno a me non l’avevano capito, d’altronde mica potevo girare con i cartelli appesi al collo con su scritto ” aiuto,  sto male, c’è qualcuno di voi che sa come aiutarmi?” E amche in questa occasione, per dignita’, per privacy, per non turbare i miei  figli, x non “scandalizzare” i benpensanti, ho finto che tutto andasse bene. Cominciava a trapelare qualcosa quando ho iniziato a dimagrire molto ed allora la gente cominciava a chiedersi cosa c’era che non andasse. Anche quando ero vicino alla separazione, parliamo della fine degli anni ’90, nessuno di quelli che mi circondavano avevano ben capito che stavo malissimo con quell’uomo. Preciso una cosa importante: nessuno di quelli che NON mi conoscevano bene! E quando, danno o vergogna si dice da noi, ho dovuto comunicarlo anche in banca, gli asini e gli ignoranti  (uomini  e donne) a farsi meraviglie su meraviglie, a spalancare bocche e a dire “ma no, ma dai, ma proprio voi? Una coppia così bene affiatata, voi che siete una coppia da invidiare? Ma sai Fabiana che non ci  eravamo accorti di nulla.” Con tutto quello che avrte, proprio a voi che non  manca niente, doveva capitare una cosa così  britta? Secondo gli stolti e gli ignoranti, non saprei usare altri 2 aggettivi qualificativi che rendano meglio l’idea, è sufficiente condurre un tenore di vita alto, abitare in una bella villa, fare vacanze faraoniche per essere “una gran bella ed affiatata coppia!” Invece spesso è proprio all’interno di queste coppie da rivista, che si nasconde il marcio, spesso anche le corna,  spesso nascono pure bambini all’esterno della coppia. E lì sono poi cavoli amari, soprattutto x il nascituro, che ovviamente ne farà le spese. Per fortuna nel mio caso non vi erano corna, ma solo un’enorme stratosferica incompatibilità di carattere. Fatta questa piccola ma doverosa premessa, arrivo ai giorni nostri, dove il sonno mi sta travolgendo e non farei altro che dormire dappertutto ed in ogni luogo.  Sento di aver bisogno di silenzio assoluto, gradisco molto la scrittura proprio perché è muta e al di là delle parole (gradite) che leggo non mi comunica emozioni tumultuosa.  Mi ha detto il mio amico e medico condotto di EVITARE come la peste bubbonica quelle persone che mi hanno portato nella situazione della quale vi parlo da mesi, mi ha suggerito di non sentirle nemmeno x telefono.  Pena la ripresa del NON DORMIRE, ed allora  mi faccio forza e Non telefono a chi non devo telefonare. Oggi,pomeriggio mentre vi scrivo sono in sala, sono da sola perché mia figlia e mio marito sono andati a fare una piccola commissione x Alice. Io non me la sono sentita di andare, sono stanchissima e le gambe non mi reggono. Forse per la prima volta ho avuto il coraggio di dire di no, di solito siamo abituati a muoverci sempre insieme, soprattutto io e mio marito, sempre attaccati con il boati,  ma oggi ho detto no. L’ultimo evento nefasto di mercoledì,  cioè il funerale della mamma di una mia amica mi ha dato il colpo di grazia, la notte ho dormito pochissimo. Ora se voglio avere la quasi certezza di partire sabato prossimo x il mare, devo assolutamente ricaricare le pile e riposarmi. E per farlo ho bisogno di non avere intorno nessuno all’infuori dei miei 2 famigliari, devo staccare con le vendite e gli app.ti di lavoro, devo limitare al minimo indispensabile gli impegni (già fissati peraltro) dei prossimi giorni. Qualcuno l’ho già disdetto,  ora è tempo di curarmi per davvero e di riposo da chi e da che cosa mi aveva ridotto in questo stato.  Ma il mio amico dice che io sono nata non con la camicia,  ma con la resilienza,  ed anche questa volta rinascero’ dalle mie ceneri.  Boh, se lo dice lui che è dottore….Ora fate silenzio che ho voglia di dormire! Buon week end a tutti,


La vostra amica Fabiana Schianchi.

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16 comments

  1. il week end è quasi finito e quindi ti scrivo qualcosa. Stacca la spina. Non pensare a nulla. Scrivi,dormi, fai quello che ti senti. Ricordo novembre 2016. Ricordi quello che scrivevi e io ti ho preso un po’, solo un poco 😀 , che non era vero niente.
    E va bene. ci sentiamo e ti leggerò volentieri

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