Quando una persona lascia il segno.

Oggi un visitatore occasionale del mio diario ha cercato e letto un mio post dell’estate scorsa, dal titolo “Cara Nonna ti scrivo”. Era riferito all’unica nonna che ho avuto la fortuna di conoscere  e di frequentare, seppur per pochissimi anni prima che morisse. Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario della sua morte: sarà x la precisione il 15 agosto. Nel giorno così detto di Ferragosto, dove si fanno bagordi e “magnazze” oltre misura, nonna Ione Corvini, verso le 3 del mattino lasciava la vita terrena all’età di 78 anni. Allora, eravamo nel 1977, lei veniva considerata una donna anziana, una nonna “vecchia” che in qualche modo la sua vita l’aveva vissuta ed in una bruttissima maniera ci lasciava. Il cancro allo stomaco che l’ha divorata, non le ha lasciato scampo ed in quei tempi la ricerca ed i miglioramenti o guarigioni nel campo dei tumori, erano veramente molto rari per non dire inesistenti. Motivo per cui,  una volta diagnosticato che  cosa aveva esattamente, i medici di Parma decisero di NON tentare nemmeno l’intervento, dicendo che oramai era ad uno stadio troppo avanzato anche solo x tentare. Secondo voi sapevano ciò che dicevano, o non non sarebbero state speranze comunque? Domanda sciocca, ma me la faccio lo stesso… Ricordo benissimo che non fece nemmeno chemioterapia, mi chiedo anche se esistevano già a quei tempi, sinceramenTe non Non ricordo!  Il medico condotto di Rivalta (RE), il defunto  (pure lui!)  dottor Domenico Chiesa, si limitava a farle iniezioni di morfina per lenire i lancinanti dolori, dei quali lei si lamentava il meno possibile per non arrecare disturbo a sua figlia in primis, ( mia mamma Bianca) e nemmeno a noi altri della famiglia.  Iniezioni che le facevano avere allucinazioni impressionanti e vedeva cose, persone o animali che nella nostra canera non c’erano assolutamente! Eravamo sbigottiti, non preparati a tale tipologia di malattia e conseguenti effetti collaterali. Nel giro di pochi anni, ionstessa mi ci sono dovuta abituare avendo perso papà, cognato e suocera ed avendo assistito a ciò che la morfina produce. D’altronde oggi la si può usare in dosi molto più alte che negli anni passati, ed almeno gli ammalati non soffrono!  Nei pochissimi scritti a lei dedicati, ho cercato di farne un ritratto il più veritiero possibile, senza esagerare nel lodare il suo carattere, la sua personalità,  le sue eccellenti doti di persona schiva e molto raffinata, nonostante fosse figlia di NN. Ha lasciato un segno indelebile nella mia mente di bambina allora e di donna e mamma oggi. Dentro di me esiste un angolino tutto per lei, che mi accompagna da sempre, nei momenti di  tristezza e di sconforto, in quelli belli dove la metto al corrente di ciò  che provo, ma la sento molto vicina soprattutto quando le chiedp un consiglio che riguarda sempre la salute di qualcuno. Immagino lei, pacata e serena, vedova a 32 anni con 4 figli piccoli dà crescere, come avrebbe fatto nella tal situazione e mi dico che non si sarebbe certo persa d’animo! Mi dà  forza quando questa mi viene meno, mi pervade  un sentimento di affetto e di dolcezza che con il passare degli anni non è mai venuto a mancare. Dormivamo insieme, nel suo lettone a barca, con lei accanto e la sua lunga treccia bianca,  mi addormentavo tranquilla, io che a dormire ho sempre avuto problemi enormi! Sapeva infondere tranquillita’, sicurezza ed affetto, ovunque il suo sguardo si posasse era come se un alone di pace arrivasse all’improvviso ed avvolgesse chineta accanto a lei! Una dinna umile ma eccezionale, nessuno dei suoi 4 figli ha ereditato il suo carattere! Ma nemmeno gli 8 nipoti le assomigliano! Si diceva che mia sorella Giuliana   avesse preso due lati di lei: uno estetico, cioè l’altezza e lo sguardo, l’altro preferisco non scriverlo, perché sinceramente non lo vedo e tra Giuliana e Ione c’è un abisso come il giorno e la notte.  Raramente vado a trovarla al cimitero di Mulazzano (PR) dove sono sepolti i suoi resti, perché so perfettamente che sotto a quella tomba di granito bianco e nero, lei non c’è più da 40 anni! Ci sono andata ai primi di giugno prima di partire per il mare, penso che sia lei che mi abbia chiamata facendomi sentire giustamente in colpa, perché non ci vado mai. Ed ha avuto ragione! Mi sono sentita meglio quando sotto alla pioggia, sono arrivata in quel piccolo e sperduto cimitero di collina.  Ho capito che non sono gli anni trascorsi a farci dimenticare una persona, ma è stato ciò che quella persona ha seminato che ce la fa sentire sempre vicina a noi. E mia nonna ha seminato bene, percio’ credo che non verrà mai dimenticata da chi é rimasto dopo di lei. Anche sua figlia maggiore, ( mia madre) che ora ha 94 anni, se la ricorda ancora e ricorda bene quanto ha sofferto x la sua morte! Soffrì così tanto che le venne un terribile esaurimento nervoso che non curò  mai perché il suo lavoro nei campi aveva sempre la precedenza su tutto. Per questo se lo trascino’ x molti e molti anni a venire con le conseguenti ripercussioni anche sulla sottoscritta. Quando vado a trovarla in casa di riposo si raccomanda di non  piangere e di non disperarmi quando lei verrà a mancare,  perché  tanto non ci si cava nulla, anzi! Dalla disperazione ci si può gravemente ammalare ed entrare in una spirale di depressione dalla quale è difficilissimo uscire!  Ho portato 2 piante di girasole, prevedendo che dopo quella pioggia sarebbe arrivato il sole caldo di giugno. Altri fiori o piante sarebbero morte subito, mentre il girasole è una pianta molto robusta, adatta ad un cimitero e ad una tomba sulla quale a piangere credo non vada più nessuno. Ha lasciato un segno grande la mia cara nonnina, ha saputo NON farsi dimenticare senza fare nulla di speciale, ha Donato tutto di sé, amore e affetto a chiunque ne avesse bisogno, senza mai e poi mai chiedere qualcosa in cambio. È  l’unica persona ad avermi dimostrato che cos’è la dignità e l’umiltà, l’educazione ed il rispetto per gli altri, il non perdere la speranza è la pazienza… Lezioni che a volte, lo ammetto, faccio ancora  fatica a mettere in pratica, ma nel mio cuore ci sarai sempre cara dolce nonna Ione.

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6 comments

  1. un ricordo che rimane impresso nel tuo cuore. persone senza tempo che vivono sempre con noi.
    E sì allora erano altri tempi e un tumore non lasciava scampo. però mi domando se oggi sarebbe vissuta meglio curando la malattia. Mi chiedo sempre in questi casi se la qualità della vita prevale su qualche anno in più oppure è preferibile accorciare la sofferenza.
    Al di là di questi miei pensieri, ricordo con quanto affetto ne hai parlato nei tuoi post, quando pensavi di scriverci un romanzo.

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  2. Ho fatto un po’ di confusione ma volevo dire che avrei voluto che la mia vera mamma fosse la nonna e non sua figlia, cioè mamma Bianca! Ma non fa nulla, oramai i giochi sono fatti e una persona i genitori non può sceglierseli.

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  3. Buonasera Fabiana,
    se vuoi vedere due o tre campi di bei girasole in fiore, li puoi ammirare alla rotonda di Vignale di Traversetolo.
    Saluti.

    Renza

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    • Ciao Renza sono stata da quelle parti lì un mese fa che sono andata al cimitero a Mulazzano da mia nonna, ma diluviava e non ho proprio pensato di girare x Vignali! Magari quando andrò a Langhirano a trovare i miei cugini a “CASE SCHIANCHI” Più avanti…ora rimango 2 mesi su a Cervarezza come ogni anno

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