Primo appuntamento.

Dopo la mia solita colazione, alle 8.30 vado a farmi fare il colore ai capelli. La crescita è molto visibile, noi donne non la sopportiamo! Mi preferisco bionda da una vita, anche se sono castana come colore originale. Il mio colore originale proprio non lo voglio, lo “disconosco”. Sono bionda dentro, ma questo vezzo mi ha costretto a tagliare i capelli molto corti perche’ erano parecchio rovinati. Pazienza! Cresceranno! Quasi tutte le donne cambiano il proprio colore dei capelli, non si piacciono al naturale! Se sono lisce si fanno la permanente, se hanno i capelli ricci se li fanno stirare, le more si fanno bionde, le castane diventano talvolta rosse! Comunque vedremo più tardi il risultato e se Romina farà tutto perbene. Ah proposito! Il caffè di stamattina era particolarmente Buono e cremoso, Mi ha messo subito di buon umore! Tra me e il caffè C’è un rapporto di amore da decenni e non abbiamo intenzione di separarci!  

Caldo torrido!

Oggi per la prima volta da quando sono a Cervarezza, il caldo si è fatto sentire per davvero. Il termometro è arrivato a 31 gradi, salirà ancora domani e dopodomani dovrebbe arrivare sui 34 gradi! È una temperatura molto elevata per questo paese, e mi ricorda tanto la famosa estate del 2003! Iniziò a fare caldo a maggio per smettere a settembre inoltrato, senza mai interruzioni con  pioggia. Oggi ho avuto capogiri, senso di nausea, mal di testa tremendo, stanchezza e sono dovuta rimanere sdraiata quasi tutto il giorno. Per di più stamane  mi è venuta la brillante idea  di andare a trovare mia madre,  che si trova a Vetto d’Enza a circa 600 mt di altitudine. Quindi ho risentito anche del cambio di pressione, anche se ci sono andata al mattino presto. Anche ora mentre sto scrivendo fa ancora molto caldo, aspetto che arrivino le 20 circa ed il fresco serale, ma so già che terrò le imposte aperte sino a tardi. Mi chiedo come farei a resistere, se fossi a casa mia a Reggio Emilia, dove oggi mi dicono che sono arrivati circa sui 36 gradi! Il caldo è insopportabile per tutti credo, ma io ogni anno lo sopporto sempre meno e appena la temperatura supera i 28/29 gradi il mio fisico crolla. La siccità incombe terribile, i roghi non si contano, il caldo aumenta e aumenterà  ancora per i prossimi anni, insomma l’estate in Italia è un macello! Dove dobbiamo andare x avere un po’ di fresco? E soprattutto, voi come state? 

Mi faccio bella

Piccoli e corti capelli crescono. E nel crescere mostrano i loro colori originali: un misto di castano con fili bianchi! Una cosa orripilante, sembra la testa della strega Bacheca! Che non ho mai saputo di che favola facesse parte..comunque nel riguardare le foto di ieri, pubblicate in un momento di forte sonno, meditazione, sguardo interrogativo misto a relax, mi sono spaventata! 

Il taglio corto sembra pratico da gestire, ma non lo è per niente ed é  spesso in disordine. Le braccia si sono arrotondate causa quei 2/3 kg che ho ripreso dalla Grecia in poi. Sembrano braccia rubate all’agricoltura e mio padre, pace all’anima sua! ne avrebbe avuto bisogno senz’altro di 2 braccia in più! Mi devo rimettere a camminare più spesso ed osservare la dieta in modo più scrupoloso, altrimenti la mia tg 42 diviene ancora una tg 44 ed il colesterolo si impenna. Dei selfie di ieri salvo solo l’abbronzatura, che continuo a coltivare e a conservare con pazienza e sbuffate. Uso kg di creme pre e post sole, creme x viso, x decolleté, x le rughe, olio x le gambe che sono le più dure e toste ad abbronzarsi! Faccio la cosidetta ” cura del sole” stando sdraiata fronte et retro,  almeno un paio d’ore al giorno! Comunque è innegabile e lo dobbiamo ammettere: noi donne così come mamma ci ha fatto, non ci vogliamo rimanere mai. Le ricce si fanno stirare i capelli, le lisce si fanno fare la permanente, le more divengono bionde, le bionde autentiche chissà perché ma rimangono spesso così! Beate loro! In generale Non ci piaciamo così come ci hanno fatte, ma a furia di cambiarci i colori ed i connotati tutti,  se poi un bel giorno non dovessimo più riconoscerci davanti allo specchio? Ora attendiamo il miracolo della tintura e più tardi vediamo se sembro una persona quasi normale! Buon giovedì mattina a tutti. Con affetto, Fabiana.

Nel far della sera.

Raccolgo quel che ho seminato durante il giorno. Ogni sera un piccolissimo bilancio di come ho vissuto e se ho imparato qualcosa di nuovo. Non si è mai troppo vecchi o troppo stanchi per apprendere, ed io questo l’ ho capito solo di recente. Un mese oggi che sono in questo paesino di montagna che  sommato agli 8 giorni in Grecia, fanno quasi 40 giorni di assenza dal mio nido.

 È stato un mese molto duro questo! Pur essendo in vacanza al fresco assoluto, dove praticamente posso fare ciò che voglio senza mai guardare l’orologio, in un posticino tranquillo dove tutto è pace, quest’anno molte cose sono mutate. In peggio naturalmente! Ed ogni anno, ogni estate sarà così e così è già da alcuni anni, solo che io un po’ zuccona,  penso sempre che le cose cambino. Le cose e le persone, soprattutto le persone non cambiano, anzi con il passare degli anni e la vecchiaia possono solo peggiorare!! Ho fatto una fatica “bestiale” ad abituarmi ai ritmi lentissimi, ai silenzi prolungati, (non faccio vita di paese x mia scelta e mio marito durante la settimana non c’è), ho strappato a me stessa dialoghi interiori difficili.  Ho sbagliato molto in passato, ma faccio ancora  in tempo ad imparare dagli errori. Quello che sino a pochi giorni fa definivo “un esilio” comprendo ora che mi ci voleva ed era necessario. Dovevo estraniarmi per pensare e capire. 

Io che amo la gente, le chiacchiere, il brusio e le relazioni vere ed intense ho bisogno della sera e della sua quiete, quando ogni pezzo della giornata ritorna al suo posto nella scatola dei giochi.

Cosa ne resterà? 

Me lo sono chiesta spesso negli ultimi due anni! Che fine faranno i nostri blog, i nostri scritti, i nostri POST, quando noi non scriveremo più? O, ahimè! Quando X avanzamento totale dell’età  anagrafica non ci saremo più su questa terra? La domanda parrebbe forse inutile, ma penso a quante emozioni e a  quanta passione mettiamo dentro queste pagine. Ci sono tanti tipi di vite, tutte diverse in apparenza,ma tutte uguali con gli stessi uguali problemi che girano e rigirano per poi ripartire daccapo. Mi viene spontaneo chiedermi se serviranno a qualcuno tutti questi argomenti che tocchiamo, tutte le conversazioni che facciamo tra di noi, tutti i temi sviluppati. Se ci pensiamo bene sono tantissimi gli argomenti dei quali ci occupiamo! Per soldi? Non di sicuro? Cerchiamo appagamento e gloria? Abbiamo bisogno di autostima che ci deriva da quanti più apprezzamenti e letture riceviamo? Non lo so perché scriviamo, ma lo facciamo in un numero sempre maggiore di persone. Quando uno non sa cosa fare, apre un blog! Non siamo piu’ originali e non ci distinguiamo piu’ per originalità. C’è  chi scrive per amore della scrittura, chi lo fa x solitudine, chi per mostrare ciò che sa fare con le proprie mani. Chi invece butta giu’ qualche parola, aspettando che i lettori la interpretino a loro modo e cosi’ facendo a mio modestissimo avviso, il blog lo fanno le frasi scritte da chi legge, non da chi lo gestisce. C’è chi interpreta il blog come un modo x condividere con chi non conosce la propria vita, chi resta sulle generali e inventa storie. Ci sono tanti modi diversi di interpretare la scrittura, di raffigurarla, di viverla giorno x giorno, modi x manifestare agli altri ciò che siamo o ciò che vorremmo essere, manifestando dubbi e speranze, portando un poco o troppo di noi stessi su questi luoghi immaginari. Si spera alla fine dello scritto, quando pigiamo il magico tasto “PUBBLICA” di avere scritto qualcosa d’interessante? Ma poi interessante x chi mi viene da dire? Per te che leggi o x me che scrivo? A chi, dopo di noi potrà interessare ciò che avevamo da dire, le foto che abbiamo pubblicato con tanto amore, facendo del nostro meglio affinché esse siano di gradimento altrui? Ci passiamo tante ore della nostra giornata, mesi, anni a volte e non ci stanchiamo  di scrivere e si corrispondere in una sorta di epistolario che non ha fine. Non so se a voi interessa che fine faranno tutti questi oceani di parole..

Notte a colori!

Una domenica  stuzzicante, provocante, colorata, passionale e densa di colori! Tanto vento ci ha scompigliato i capelli ed i cuori..

Si prospetta una notte fresca e gentile! Se fosse anche piena di sogni e di dolcezze così come la giornata, comincerò 

 Sicuramente meglio la nuova settimana..buonanotte a voi.

L’invidia: che brutta bestia!

E’ uno dei sentimenti più brutti in assoluto. Genera imbarazzo e dolore sia che  la proviamo per gli altri, sia che la subiamo, divenendo oggetto di prese di mira in modo negativo.In genere affermiamo convinti di non conoscere questo antipatico stato d’animo, ma se vediamo una collega d’ufficio fare carriera al nostro posto, se impariamo che la nostra amica si sposa prima di noi o un nostro amico parla di quel viaggio che volevamo fare da secoli, scattano dentro di noi sentimenti ed emozioni con i quali facciamo molta fatica a rapportarci. E’ la tanto temuta e famigerata punta d’invidia.

 E’ un sentimento che viene paragonato alla cattiveria e che ci mette davanti alle nostre fragilità interiori e ai nostri limiti umani. Socialmente è inaccettabile pertanto viene taciuto e negato, ma purtroppo provato sulle nostre umani carni. L’invidia bisogna saperla gestire, ed esistono dei trucchi suggeriti da psicologi per imparare a governarla, affinché coloro che la provano non passino la vita a “rodersi il fegato” come si suol dire. L’invidia nasce da un confronto con qualcun’ altro che non siamo noi stessi, che possiede qualità,  beni materiali, risorse intellettuali, o partner che anche noi vorremmo “possedere “, ma che per qualche strano motivo e gioco del destino non abbiamo e forse non avremo mai. Essa con la sua radice cattiva porta a galla insicurezze ed innesca una serie di emozioni negative come il senso d’inferiorità, l’impotenza di fronte all’altra/o, la rabbia cieca e l’odio.

invidia3Per non rimanere invischiati in questa rete di sentimenti dannosi dobbiamo focalizzare le nostre emozioni, dobbiamo ammettere con noi stessi che siamo esseri umani, dunque SÌ, in questo caso siamo invidiosi. Usiamo anche noi il confronto come occasione per dimostrare le nostre risorse e ciò che abbiamo con il  appreso, imparando a nostra volta dagli invidiati gli atteggiamenti migliori e i modi di comportamento che vorremmo fossero i nostri. Se ci circondiamo di persone positive, serene e che noi reputiamo un modello al quale ispirarci, possiamo senz’altro attingere mettendo da parte l’invidia. Cambiamo così il nostro pensiero, desideriamo attingere ed imparare, non invidiare e magari “stramaledire” colui che possiede una villa con quattro piscine e noi siamo in metri quadrati con mutuo trentennale da pagare. Non fermiamoci a quei brutti pensieri del tipo:per lei è stato facile! Gliel’hanno pagato gli suoceri o i genitori!”, proviamo invece a domandarci se ella è felice in quella villa e se anche lei, ci invidia proprio perché abbiamo quel piccolo e delizioso nido dentro al quale abitiamo con il nostro compagno e siamo felici con lui. Lei dopo tutto, anche se abita in tale mole di metri quadrati li odia, perché si è separata da poco ed il marito è scappato con la sua migliore amica. Non fermiamoci mai alle apparenze: l’invidia spesso è fuorviante e ci porta a credere che la realtà sia solo una, quella del nostro punto di vista. La facciata esteriore in genere è solo ciò che loro fanno trasparire, come noi stessi facciamo con loro. Se ci riflettiamo sul serio tantissime volte alla domanda”Come va? Come stai? “ Rispondiamo che stiamo benissimo, che tutto va a meraviglia anche se abbiamo appena litigato con nostro marito, anche se abbiamo scoperto che nostra figlia bigia la scuola, ed abbiamo perso da un mese il nostro posto di lavoro. Torna in ballo l’arte squallida del mentire aggiunta all’ingrediente ed al fattore delimitante “invidia”. E’ un mix esplosivo! Qello che noi conosciamo delle altre persone è solo una minima parte e non possiamo trarre delle conclusioni per cui catalogare lei fortunata, io sfigata. Dietro a quella casa con quattro piscine c’è solitudine, sofferenza, pianti, impotenza e tanta rabbia. La nostra amica immaginaria, che prendo ad esempio, ma che potrebbe essere benissimo nostra zia, nostro cugino o la vicina di casa, se ha tutti quei soldi e quelle ville e di primo acchito sembra più fortunata di noi e più agiata economicamente, può essere in realtà  una persona sola, triste, depressa e senza scopi veri nella vita, che a causa di questo forti vincoli farà molta fatica a crearsi una propria identità ed una propria autonomia economica, fisica ed emotiva. Anzi! Noi stessi siamo da lei invidiati per quel poco che possediamo essendocelo guadagnato con le nostre sole forze. Quindi non è tutto oro ciò che luccica, non dobbiamo dimenticarcelo mai. Un altro espediente per vincere l’invidia è quello di partecipare alle gioie degli altri, condividerle, essere felici per loro e magari pensare: se potrò, un giorno anch’io raggiungerò quel tal risultato. Ora ci lavoro su e cerco di capire in tutta serenità come ha fatto XYZ a divenire così…che so, magra e tonica! -Nessuno di noi è Superman o Wonder Woman, non dobbiamo confrontarci con nessun super eroe, ma con una persona che ha le nostre stesse potenzialità. Lei forse le ha messe a frutto prima di me, ma ciò non toglie che anche io posso imparare! Mi congratulerò con sincerità e con sorriso con lei/lui per aver raggiunto il risultato che bramava da molto tempo! Così non metterò tra di noi la barriera dolorosa dell’invidia ma ci avvicineremo e ci sosterremo a vicenda, qualora anch’io volessi raggiungere il suo risultato. In questo percorso per guarire o stare lontano definitivamente dalle invidie occorre la ferrea volontà di mettersi in gioco nelle relazioni sociali, così come dobbiamo prenderci cura del nostro corpo ed amarlo molto. L’invidia è una vera ferita che sanguina, è un taglio della pelle e provoca dolore fisico. Concludo riportando un trafiletto su quanto emerso da uno studio eseguito dall’Istituto nazionale di scienze radiologiche di Inage-KU in Giappone, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista SCIENCE: Attraverso tecniche di IMAGING, i ricercatori nipponici hanno scoperto che i circuiti neuronali sono gli stessi che si attivano quando ci facciamo male.Forse l’invidia serviva ai nostri avi per stare alla larga dagli estranei e rafforzare l’attaccamento al proprio clan. Era uno stimolo per la sopravvivenza dell’individuo che così era più protetto e del gruppo stesso. Oggigiorno non è più così, ma se viviamo male questo sentimento “rancido” proveremo ugualmente due tipi di dolore: fisico e psichico. Il mio povero papà era solito ripetere una frase” Meglio essere invidiati che invidiare”: Oggi, non sono più d’accordo con queste sue parole, si sta male in due, chi invidia forse maggiormente, ma anche l’invidiato speciale soffre

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