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Odori e profumi.

Sono nata e vissuta in campagna sino in età adulta, con animali tipici di una piccola fattoria, con piante d’ogni tipo e frutti che partorivano frutta incontaminata.  Mia mamma teneva anche l’orto e che orto! A onor del vero erano molto più in ordine l’orto ed il giardino, il terrazzo con i suoi bei gerani, le aiuole, ed il vialetto con le sue rose ai lati, che la casa stessa! Se  avevo voglia di ciliege di Vignola, bastava che andassi vicino al pozzo e potevo mangiare sia le bianche che le rosse, se le pesche erano mature ne facevo scorpacciate sino a scoppiare!  E poi uva, mele, pere, susine, cachi, amarene, fichi…ognuno con il suo aroma e profumo unico. Ovviamente c’erano anche odori non gradevoli che provenivano dalla stalla, dalla porcillaia, dal serraglio delle galline, ma anche quelli avevano la loro CARATTERISTICA  particolare: l’odore della fatica e del sudore, delle ferie mai fatte, delle domeniche NON al ristorante ma a mungere mattino e sera e degli decenni,  trascorsi dai miei genitori  sempre a testa e schiena china nei campi. Io,  timorosa di impregnare la mia persona ed i miei abiti di odore di mucca o di maiale,  me ne stavo nella parte “nobile” della casa, cioè sul davanti o fronte strada,  dove c’erano i miei tigli, il giardino, i pini maestosi, piantati quando sono nata io, cioè nel 1964 e così alti e grandi che arrivavano ad occupare una parte della strada.  Motivo per cui mio padre, con il consenso del partito dei “Verdi” che facevano allora parte  della giunta comunale, dovette far tagliare i rami piu’ lunghi che potevano essere molto pericolosi per gli automobilisti. Ricordo benissimo che c’erano anche due tuie molto vanitose ed imponenti, una per ogni lato del giardino, avevano un odore amaro di resina e se le toccavo mi rimaneva una specie di colla nelle dita. Questi erano gli odori ed i profumi dell’esterno della casa, ma ho ancora  impressi nella mia mente,  certi odori e profumi che provenivano dall’interno della casetta. Se chiudo gli occhi, mi pare di sentirli ancora! Partirei da 3 profumi  che non ho mai dimenticato e che identificavano mia nonna Ione: la saponetta Palmolive, che usava per lavarsi il viso. Era per lei un tesoro da usare con parsimonia e a me sembrava usasse il profumo Chanel n. 5. Le caramelle di menta, quelle lunghe e dure che adorava e se un famigliare voleva farla contenta, bastava che gliene regalasse un sacchettino! Il profumo del caffè  che beveva con piacere e gioia, un altro rito che la metteva di buon umore e che ame piaceva moltissimo!  Si accontentava di poco, Vero? Mia madre aveva invece la famosa crema Kaloderma in tubetto, che andava bene per tutto, dal viso, al seno, dalle mani alle gambe!  Se penso al numero spropositato di creme che posseggo, una per ogni cm del corpo,nella speranza di ritornare giovane, deduco che noi donne d’oggi siamo un po’ sceme e credulone a lasciar capitali di soldi in farmacie e profumerie! La giovinezza non torna piu, di questo anche io stessa dovrei cominciare a farmene una ragione! Vorrei sottolineare il fatto che le donne dinun tempo, pur non avendo creme costose a disposizione, sieri, fiale cosidette miracolose ed altre diavolerie non avevano la cellulite o la perdita di tono su glutei e seno, raramente avevano le rughe e oggi a 94 anni mia mamma é la dimostrazione vivente che anche senza creme il suo corpo regge ancora moltp bene! Il suo profumo era la Violetta di Parma, provenendo lei stessa da Langhirano di Parma. Profumo della “BORSARI” ancor oggi molto noto, sebbene con una fragranza molto forte ed intensa. Un altro che definisco odore, era quello del “VIM” in polvere, per me nauseabondo, ma quando lo sentivo comprendevo che finalmente si dedicava un poco alle pulizie della casa, seppur quell’antico detersivo graffiava molto il lavello ed i fornelli essendo in polvere e non in crema. Un altro odore tipico di mia madre, era quello della lacca per capelli, che ella si acconciava in casa da sola, mettendosi i famosi bigodini e stando sotto al casco un tempo ragionevolmente lungo per farle venire la couperose nelle guance. Se ne spruzzava una quantità smodata e così anche dalle camere si evinceva che si era fatta la messa in piega! Mio padre, uomo all’antica e contrario ai dopobarba e alle acque di colonia ( roba x gay….diceva) faceva uso solo di schiuma da barba, ed il profumo mi riconduce a qualcosa di morbido e di pulito. Era un bel momento, quando al sabato papà si faceva la barba, tagliandosi regolarmente perché aveva un tipo di barba molto dura. Di mia sorella non desidero ricordare nulla, il distacco ancora presente e doloroso  tra noi,  non mi porta a volerla ricordare. Un altro gradevolissimo aroma e profumo era quello del caffè fatto con la moka a parecchie ore del giorno, piaceva  a tutti, nonna Ione compresa e questo è uno di quei profumi che fa tutt’oggi parte della mia vita. Se passiamo ad armadi e como’ vi erano in casa mia 2 odori molto forti e contrastanti tra di loro, uno dei quali ancora oggi mi fa venire la nausea. La famosa canfora allo stato brado.  A quei tempi le casalinghe la mettevano in mezzo a cappotti, alle coperte di lana, ai maglioni, per scongiurare il pericolo delle tarme, che oltre a sgranocchiare suddetta biancheria, mordicchiavano anche i mobili, soprattutto quelli ANTICHI in noce. Oggigiorno la canfora è stata un po’ mimetizzata e non ha più quell’odore così forte e penetrante, ma quando la sento sto ancora male e devo togliere di torno, gli indumenti che ne sono impregnati. Questo avviene d’estate quando vado nelle case di montagna, dove è ancora usata abbondantemente! L’altro odore per me troppo forte, ma ad alcuni piace ancora é l’odore della lavanda, che mamme e nonne mettevano legata in piccoli mazzetti nei cassetti dei como’ x profumare la biancheria. Certo che tra canfora e lavanda, era una gara dura ed entrando nella stanza che le conteneva, se ne usciva ubriachi! I miei ricordi si spostano ora in cucina, con la famosa crosta del formaggio,che grattugiato sino a grattugiarsi le dita, lavata x bene e grattata in superficie, veniva messa dentro al minestrone di verdura x insaporirlo, cosa che oggigiorno si fa raramente… credo. Un altro odore, anche se poi il sapore era squisito, era solito svegliarmi al mattino presto ed era quello del gnocco fritto. Mia mamma lo faceva al mattino presto, lo friggeva nello strutto, altro condimento molto pesante da digerire, perché a mio padre piaceva molto mangiarlo x colazione, quando rientrava in casa dopo aver munto (a mano naturalmente!) le nostre simpatiche mucche. VI assicuro che l’odore del fritto rimaneva attaccato ai capelli e agli indumenti per un giorno almeno ed anche in casa non se ne andava più via, nonostante tutte le finestre spalancate! Oggi il gnocco difficilmente si frigge in casa, ma lo si va a mangiare già  pronto ed in quanto a VIM E canfora….Dio me ne scampi!

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

12 pensieri riguardo “Odori e profumi.”

  1. bei ricordi di un tempo…anche per la mia mamma il vim era la soluzione a tutta la casa, ma quello liquido verde…..sei stata fortunata a crescere in un ambiente cosi sano e naturale… io no, in città e non ricordo altro che il profumo dell’asfalto bagnato dopo la pioggia e che mi piace ancora oggi. In cucina forse il profumo della pizza era quello che mi metteva di buon umore….se mi fai pensare a mia madre… non ricordo nessun profumo che mi leghi a lei…. che tristezza— buon fine settimana cara… io sono nei lavori di casa: stiamo rinfrescando le pareti… 😦

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    1. Non li dimenticheremo mai certi odori, profumo od aromi. Credo che oramai siano dentro al nostro DNA. Buon sabato Fulvia, hai programmi x quello che definiscono un Week end torrido? P.S.: se posso chiedertelo dove abiti tu?

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      1. Vivo ad Anagni da diversi anni ormai, spostati da Roma per il lavoro di mio marito.
        Il we è stato torrido, sabato passato in piscina, quella di casa e domenica 10 persone a pranzo. E tu?

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      2. Un Week end sereno e ventilato passato con mio marito e mia figlia. Mi spiace molto x mio figlio che è a Reggio Emilia e lavorerà sino al 12 agosto. Si deve subire tutto il caldaccio tremendo!

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  2. Ti si legge facilmente ed è un pregio: mi sono bevuto tutti i post da quello sui migranti in su. Leggere mi piace…Da qualche anno ho una certa ritrosia a commentare.
    Dentro la testa ho profumi diversi dai tuoi ma la capacità di evocazione è identica.
    Il profumo del gelsomino di sera all’entrata del cinema all’aperto nel vecchio paese siciliano: intenso e ipnotico, ma ero un bambino di dieci anni.
    Il profumo della salsa di pomodoro fresco di stagione entrando in casa di nonna con la fame che può avere un ragazzo dopo una giornata a mare.
    L’odore del mare all’alba di trent’anni fa sulla spiaggia di Capo isola delle Correnti a sud del sud facendo alzare in volo i gabbiani che zampettavano davanti a me.
    Il profumo dei capelli di Giusy un attimo prima di baciarla… Quarant’anni fa.
    Buona giornata Fabiana.

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    1. Ma che commento suggestivo! Ti ringrazio tantissimo, mi piace scrivere sin da quando sono piccola. Anche i tuoi profumi ed i tuoi ricordi sono molto dolci e ti rimarranno dentro x sempre. Ero indecisa se scrivere questo post, mi sembrava banale…buon sabato anche a te. Ti aspetto, hai circa 1400 articoli da leggere. Il blog l’ho aperto nel 2012 e ancora non sono riuscita a smettere di scrivere😉

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      1. Dubbi sulla banalità? Qualsiasi cosa può diventarlo, dipende dalla sincerità di chi scrive innanzitutto. Io ho smesso di scrivere…Per ora. Ma scrivere è sempre stato fisiologico per me.

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  3. Buonasera Fabiana,
    anch’io sono nata e vissuta in campagna sino ad eta’adulta, pertanto gli odori e profumi che hai descritto sono anche i miei, ed anche il sapore della crosta di formaggio nel minestrone.
    Saluti.
    Renza

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