Una seduta terapeutica.

Quando la stanchezza arriva sino agli alluci,quando non c’è il tempo di scrivere o i giorni passano veloci senza chiederti il permesso, uso uno dei miei rimedi semplici ma efficaci. Mi reco dalle mie parrucchiere per farmi coccolare con una messa in piega. Una buona scusa x uscire di casa, prendersi un’ora per sé lontana dalle faccende domestiche e dal famigerato “cosa faccio da mangiare?”. È un periodo ancora troppo caldo e soleggiato per rimanere in casa, non sono ancora pronta per quegli interminabili pomeriggi in casa causa nebbie spesse o pioggia, o peggio vento. Fattori climatici dannosi x la cervicale ed altro ma che servirebbero x pulire l’aria. Tra poco andrò al lavatesta e inizierà il mio relax. Mi piace da morire che mi lavino i capelli, frizionando e massaggiando vigorosamente il cuoio capelluto. Mi viene quasi da addormentarmi..Dalla parrucchiera si ascoltano tante piccole storie di vita che noi donne sappiamo raccontare condendo più o meno i contenuti. S’imparano gossip di ogni tipo, mentre sbadigliando sotto al casco, si legge una rivista sempre non impegnativa, con gli occhi a mezz’asta. E meno male che  ci sono le nostre terapeute del relax, le nostre amate parrucchiere! 

La pizza al giovedì?

Questo della pizza che preparo una volta alla settimana, è uno di quei capisaldi della mia vita sui quali non vi sono incertezze. É un’abitudine oramai assodata, reiterata nel tempo e se non la faccio vuol proprio dire che sono troppo stanca o non mi sento bene. In genere la preparo al mercoledì, in modo da spezzare la settimana ma stavolta l’ho fatta oggi che é giovedì, perché verrà un’amica di Alice a cena. Con il segreto della defunta suocera, non sbaglia direi mai! Basta prepararla tutta già disposta nelle teglie e lasciarla per un’ora buona in cucina con accanto una grossa pentola piena  di acqua a gas acceso. In questo modo si crea una stanza piena di vapore, io la chiamo la”cucina termale“. La pizza lievita già negli stampi ed una volta cotta, è molto friabile e leggera da digerire. Il processo di lievitazione naturale lo fa attraverso il vapore che la fa alzare molto di spessore e diviene morbidissima.
È Mi rilassa molto prepararla, mi mette pace e sbadiglio spessp…sono azioni e gesti che faccio migliaia di volte, così come ricamare il mezzo punto o stirare. La testa dormicchia e riposa, perché sono azioni ripetute negli anni che non richiedono una grandissima attenzione! Parlo x il ricamo ovviamente. X la pizza occorrono le giuste dosi e x lo stiro se ci dormo un po’ su, rischio di stirarmi le dita. Speriamo sia buona come di consueto e piaccia a tutti! Non è famiglia o amore se non c’è la pizza di Fabiana! Povera a me come sto invecchiando….baci a tutti! 

Oggi hai fatto la cacca?

Il mio problema principale non è andare di corpo ma è il tempo che mi manca e non ne ho mai abbastanza. È sempre sera ed è sempre mattina, passo dalla colazione alla cena e non me ne accorgo. Così come mi accorgo solo ora che ho scritto qualcosa il 9 ottobre poi il nulla. Eppure ci sono! Anche se non scrivo vi penso, anche se non vi conosco mi sento in colpa per non dedicarvi il tempo di due righe..C’è chi d’abitudine scrive ad ogni ora della giornata stancando il lettore, c’è qualcuno cioe’ moltitudini di persone che hanno cosi’ bisogno di essere presenti che scrivono a qualsiasi ora del giorno e anche della notte. Alla fine non scrivono nulla d’interessante, riempiono la tastiera di pensieri sconditi e tristi,però scrivono e si mettono in gioco. Io no. Io mi blocco, come faccio con le persone e non riesco più a parlare x giorni e x mesi. Un groppo alla gola e un nodo alla mente e alle dita che non ne vogliono sapere di scrivere! Ma se non ho niente da dire e se la mente non partorisce, io non scrivo. Forse in passato ho fatto così anche io: il buon giorno, il buon pranzo, il buon riposino, il buon pomeriggio, la buona cena, la buona notte….e via discorrendo in un andirivieni di rottura di palle
 a leggere tutto ciò che succede ad una persona durante la giornata. O per lo meno ciò che ci vogliono comunicare. Perché leggi di qui e leggi di là, non ho ancora trovato qualcuno che scriva se oggi ha fatto la cacca. Eppure stitichezza a parte, tutti la facciamo e tutti andiamo sul WC almeno una volta al giorno a depositarla. Come se a fare pipì e pupu’ ci fosse qualcosa di male, ma manca il coraggio di scriverlo e di comunicarlo agli altri. Quella sì che sarebbe una bella Condivisione e un modo per discutere su un fatto certo che ci accomuna tutti quanti. Da qui in poi il famoso e scurrile detto “ma vai a cagare…” non dovrebbe più essere un’offesa, ma un grande augurio per chi è stitico. 

Mi rilasso un po’.


È stato un lunedì interminabile, infatti non 
é ancora terminato ed é  stato troppo caotico e laboriosio. Ora mi rilasso un poco prima della preparazione della cena, le gambe non mi reggono. 

 Nel pomeriggio sono tornati i “nanetti” alias i giardinieri, per mettere i sassi a bordo siepe e piantare altre piantine di photinia, al posto di quelle defunte. Insomma il rifacimento di un giardino, seppur piccolo, è cosa impegnativa, lunga e costosa. 
 Il pratino è già cresciuto molto e nel Week end verranno a fare il primo taglio. Così anche noi vedremo quanti cm dovrà rimanere x restare in buona salute. Ho rubato qualche scatto al mio giardino, a 2 rose gialle appena nate, al gatto che mi fa le fusa, ma dovrò insegnargli che non si voltano le orecchie ad una signora! 
Stasera sono veramente stanca e spero che non sia solo l’inizio di una settimana tempestosa! Una dolce e tranquilla serata, densa d’amore e d’affetto,  a chi mi legge e anche a chi mi ignora! 

Ma dove vai se la password non ce l’hai?

Questa volta l’ho combinata proprio grossa! Ci hanno messo in condizioni di avere una password, un Pin, un account, una parola chiave, un codice, per tutto ciò che facciamo quotidianamente. La maggior parte delle attività che vengono da noi gestite con un cellulare o con un computer, richiedono la maledetta password, tradotta in italiano parola d’ordine o codice d’identificazione. Il nostro cervello, in genere normo dotato, cioè non siamo parenti di Einstein ma nemmeno lontani parenti, non può ricordare tutto in qualsiasi momento, uno può anche essere in un momento di stanchezza e confondere il pin del bamcomat con quello del telefono. Per cui dopo 3 tentativi l’automa ti mangia o risucchia la tessera bancomat e tu stai lì come una pirla e ti chiedi dove hai sbagliato. Sempre x via del fatto che siamo umani, la nostra memoria potrebbe vacillare e non ricordare più la malefica parolina. Che può essere alfanumerica, solo numeri o solo lettere, minuscole e maiuscole, fatta di punteggiatura, mista panna….ci manca che inseriamo le emoticon e siamo a posto! Ebbene….il canale on line dove di solito pubblico i miei oggetti da vendere e dove ho sempre in corso delle trattative, ad un certo punto, non so che cosa sia successo, ma mi ha chiesto di fare il “login”. Panico totale: sono andata nel pallone e non mi sono più ricordata la password. Ho provato con tutte le date di nascita, andando a ritroso sino ai tris nonni, i nomi dei figli, i miei santi preferiti, ho inserito “merda, merdaccia e tutti i derivati” che metto quando sono molto arrabbiata…insomma un disastro apocalittico! Non me la ricordo, non ci riesco e piu’ ci Provo peggip é! Ho scritto ai gestori di tale sito non so quante mail x farmi aiutare, ma dicono (ed io ma soprattuttp mio marito non ci crediamo) non sono in grado di farlo! Sono 2 settimane che aspetto di riprendere la mia piccola attività, mentre ho scritto alla TELECOM, mandando fotocopia dei miei documenti di riconoscimento nell’attesa che mi forniscano una password provvisoria che dovrò immediatamente cambiare. Sono incazzata nera, avevo alcune richieste di acquisto dei miei oggetti che andranno sicuramente perse, e i gestori del sito affermano che non riescono ad aiutarmi! Quando aprii il mio account, facendo il LOGIN con mail e password feci l’errore di non trascrivere i codici. Di solito lo faccio, ma quella volta presa dalla fretta non ho scritto nulla!! D’altronde la memoria che avevo e vi assicuro che era elefantiaca, comincia a vacillare e abbiamo in testa troppi numeri per ricordarli tutti. Davo un’occhiata alla mia lista e se penso che un tempo bastavano qualche gettone per telefonare ed un’agenda dove annotare a biro i numeri di telefono, mi sento male! A volte stra maledico la tecnologia tutta perché ci costringe ad essere schiavi di numeri e lettere, quando i nostri cervelli sono già colmi di migliaia di altre informazioni. Parto al mattino con l’accensione del cellulare e chiede il pin, accendo il tablet e chiede la password, guardo il mio estratto conto on line e chiede account e password, vado a fare la spesa e x usare la FIDATI ORO(ESSELUNGA) chiede il pin, nei canali di vendita password, pin e altro, per regolare i termostati una sequenza di numeri che non finiscono più, ma dove andiamo a finire? Secondo me tra poco ci chiederanno la password anche x andare in toilette e se ci scappa forte non dico la pipì, ma la cacca vera e propria e non ricordiamo la passwword….beh vorrà dire che ce la faremo addosso! 

Perché proprio a me?

Perché faccio parte di questo mondo e quello che può succedere a te, può succedere anche a me. Non sono diversa, non sono originale, non ho appoggi particolari da lassù, quindi anche se penso di essere l’unica non la sono. Finché succede agli altri, facciamo finta di niente, facciamo le corna dietro alla schiena e tiriamo di lungo. Nella speranza di non venirne contagiati. Ma la vita ti presenta all’improvviso situazioni alle quali non siamo preparati, episodi strani e reiterati nel,tempo e non c’è medicina che possa dare beneficio. Non siamo ancora attrezzati x affrontarli, ci torturiamo mille volte in un giorno,  facendoci la mitica domanda” perché proprio a me? Cosa ho fatto di male perché questa cosa orrenda mi toccasse da vicino?” Soprattutto pensiamo a come fare x uscirne e guarire da un momento “no”, un momento che non è contemplato da chi ci sta intorno. Il tempo, la pazienza, l’attesa, la calma, le preghiere, giorno dopo giorno, un pezzettino alla volta. Ed avere accanto spalle robuste e orecchie aperte per ascoltare, senza voltarsi dall’altra parte.

Ma tu ci arrivi sempre?

 Io spesso non ci arrivo. Lo ammetto e non ne ho vergogna, le nozioni sono troppe e se non so, sto zitta. O mi documento e se l’argomento mi interessa, approfondisco e studio.

 La volpe invece, furba x modo di dire, non disse che non ci arrivava ma disse che l’uva era acerba. Sembra una cavolata, ma mi rendo conto che sono circondata da migliaia di Piero e Alberto Angela. Sanno tutto loro, dei laureati in “tuttologia” e guai a contraddirli!

Se non ci arrivo potrei prendere anch’io la scala, ma se poi cado perché non ci arrivo lo stesso? O mi guardo intorno e cerco filari più bassi? Insomma ogni frutto ha la sua stagione e ogni mente ha i suoi umani limiti, che lo accettiamo o no. E prima arriviamo ad accettare il fatto, meglio è. 

Primo o uno Ottobre?

Non so mai come sia il modo corretto x chiamarlo! Fatto sta che oggi inizia uno dei mesi dell’anno per me più belli e colorati! Anche se qui a Canali spioviggina da stamattina, la giornata non é triste o bigia e grigia. Io ne approfitto x fare qualche lavoretto in casa con mio marito. Come lavare le foglie dei lampadari di Murano che sono in sala e le pale dei lampadari che hanno girato molto quest’estate per portare un poco di refrigerip!  Per fortuna esiste la lavastoviglie e in 3/4 lavaggi brevi circa, dovrebbero essere lavate tutte e pronte x essere rimontate. Da oggi in poi vedremo colori accesi, invitanti e passionali, lo scenario  miei preferiti che immortalero’ durante le mie camminate, sempre che il meteo mi consenta ancora di camminare! È anche periodo dei primi sintomi para influenzali causa il passaggio da la caldo al freddo del mattino. Fioccano raffreddori, tossi secche e stizzose, mal di gola e acciacchi vari, il tutto ancora senza febbre. Ottobre è un mese di passaggio, precede il periodo più bello dell’anno sempre come mio pensiero: il Natale e con esso tutto il carosello che lo compone! Benvenuto dunque caro Ottobre, aspetto di viverti appieno, di ritrovare tutto il buonumore che in genere ho e sono curiosa ed eccitata ALL’IDEA di rivedere i tuoi colori maestosi! Vado a svolgere le mie incombenze domenicali mattutine, poi oggi pomeriggio pausa relax con la famiglia! Buona domenica e buon ottobre a chi mi legge!