Recuperare.

Mi sto accorgendo che quello che ho seminato nell’ultimo anno in fatto di amicizie, sta dando i suoi frutti. Come in ogni situazione della vita, per ottenere qualcosa che sia concreto e duraturo, occorre lavorare sodo, bisogna crederci SENZA mai perdere di vista l’obiettivo. Per motivi vari, avevo trascurato negli ultimi anni alcune amiche, non investendo più su un’amicizia con loro. Non credevo che potessero essermi d’aiuto ed offrirmi la loro comprovata amicizia, rifiutavo telefonate ed incontri, non volevo scambiare con loro chiacchiere e raccontare le mie disavventure, credendo di essere la sola ad averle. Qualcuna di loro per fortuna ha continuato a cercarmi, le altre si erano giustamente allontanate o avevano ridotto i contatti a qualche freddo messaggio. Cosa che io non sopporto, se non x brevi e concise comunicazioni. A quel punto mi sono arresa alla mia presunzione di stare sola ed ho ricominciato a cercarle e a farle sentire importanti x me. Alcune lavorano ancora fuori casa ed hanno genitori anziani ed ammalati ai quali badare, perciò non possono disporre del loro tempo come grazie a Dio, posso fare io. Ma se le cerco ci sono, mi invitano a casa loro o fuori a mangiare insieme. Ci telefoniamo spesso, ci mandiamo foto e stiamo rinsaldando i rapporti che c’erano. Sto cambiando atteggiamento, se mi sento sola so che ho amiche con le quali parlare e che hanno problemi se non identici, molto simili ai miei. Possiamo parlare, confrontarci, aiutarci, ci scambiamo pareri e consigli sui figli, ricordiamo i vecchi tempi e cerchiamo di fare piccoli progetti per il futuro prossimo. Il processo di recupero di una buona amicizia non è una cosa semplice che si possa sbrigare in poco tempo. Non è un impegno da prendere sottogamba che si può fare per qualche giorno e poi aspettarci che dall’altra parte ci sia il miracolo! Sono felice di aver deciso in tal senso, e lavorando in quest’ottica sono riuscita anche a conoscere donne nuove, che per ora sono solo buone conoscenti ma che spero possano divenire qualcosa in più. Discorso diverso è per amici uomini, ma ne parlerò nel prossimo post. Con affetto, buona serata a voi tutti

Stirare e stirarsi.

che bello dopo una vacanza, essere in pari con gli stiri! E vivere di rendita per i benefici del relax provato in riva al mare!

Il giardiniere mandato dal Comune, per tagliare l’erba del parco, mi ha fatto la gentilezza di tagliarla anche davanti a casa mia. Non poteva mi ha detto, aveva l’ordine di fermarsi in un dato punto. Ma mi ha con fessato che ha smesso di farsi delle domande molto tempo fa. Lo ha fatto, punto e basta.

Dirlo sottovoce..

Quando mi chiedono come sta mamma Bianca e quanti anni ha, la mia voce cambia. Rispondo in modo dolce, carezzevole, il tono e’ molto basso e la chiamo ” mammina”. Ho paura di offenderla rispondendo in modo veloce o sgarbato, temo che abbia freddo e che si senta sola. Cerco con la voce, con la mimica, con gli occhi, di proteggerla e di farla sentire al sicuro. Era la mia bambina di 95 anni, io la sua mamma di 54 e mi fa male rispondere a chi mi chiede come sta. Per educazione devo rispondere con garbo, se poi mi dicono la famosa parola “condoglianze” che significa tutto e niente, realizzo che non torna piu’. Dovrebbero abolirla come parola! Significa proprio che non c’è più speranza ed indietro non si torna. Al mare non ho pensato moltissimo a lei e a papà, ma tornando a casa, tornano a galla tutti i ricordi e la voce s’increspa, si rompe, si spezza nel punto esatto dove l’avevo lasciata. È ancora troppo presto, è ancora tutto da metabolizzare, c’è confusione in me e desidero parlarne poco con gli altri. Scrivere è diverso, mi fa bene, mi aiuta questo metodo muto di mettere i pensieri per iscritto..Tutto è cambiato, trasformato, ogni cosa non è al proprio posto, io stessa sono fuori posto. Fortunatamente ho trovato molto fresco al ritorno ed oggi piove. Così non ho sentito troppo il cambiamento e la mia giornata prosegue. A proposito: ben trovati a Tutti!

Andiamo al mare o in guerra?

Le donne di ogni eta’ da quando esiste il genere, sono dotate di una capacità intrinseca nel DNA di complicare anche le cose più semplici, quelle che dovrebbero essere tranquille e rilassanti. Siamo portate x nostra uterina natura a complicare il semplice con il difficile, attraverso l’inutile. Cito l’esempio classico di quando si parte per una vacanza e ci si accinge a godere del meritato riposo. Dovremmo aver imparato dopo decenni di storia, che non serve trasformarci in una vamp nel giro di una settimana per apparire al massimo della forma, quando invece dovremmo occuparci delle incombenze relative alla casa. Tipo chiudere il gas prima di partire. Sarebbe buona norma scrivere una lista essenziale di cose da fare prima de partenza. Prendo la sottoscritta come esempio di scempiaggine acuta , che a 54 anni crede di andare in guerra invece che al mare e pertanto si prepara a fronteggiare stati di emergenza. Una delle cose principali che noi donne facciamo é il colore ai capelli: 3 ore di seduta dal parrucchiere, con i glutei incollati alla poltrona in finta pelle, pregando che ci nasconda i capelli originali, i bianchi, la ricrescita precedente e già che c’è, che dia un po’ di luce al biondo, già extra biondo, ben sapendo che i capelli al mare si rovinano molto. Ben sapendo che tinte e colpi di luce si fanno al ritorno. Poi ci facciamo rasare gambe, inguine, ascelle, dita dei piedi ( io non ho peli sulla dita dei piedi, ma l’estetista mi fa la ceretta ugualmente..), anche se é ben noto che dopo la grande pausa ( menopausa) i peli si diradano quasi a scomparire e la depilazione potrebbe essere una di quelle spese inutili da togliere dal budget famigliare. Continuiamo con la sistemazione di ciglia e sopracciglia, manicure permanente e pedicure con smalti fluo a prova di fari illuminanti. Con la scusa che saremo sempre in acqua, l’estetista furbacchiona, ci fa spendere anche per gli smalti permanenti. Io dopo questi trattamenti d’urto, sono già stremata e ogni anno mi chiedo chi me lo fa fare, tanto il marito l’ho già trovato, perciò che i guardino oppure no, cambia poco. Ma non è finita qui; non possiamo certo presentarci all’aeroporto bianche come Mozzarella di bufala, non sai le occhiate che le altre donne ci donano, con un danno enorme per la nostra già fragile ede insicura psiche. Quindi solarium, lettini abbronzanti e ore al sole, con protezioni bassissime o nulla! Anche in questo caso sappiamo perfettamente che troppo sole senza protezione altissima, non solo ci fa venire le rughe e le zampe di gallina, ma cosa più dannosa, potrebbe far venire i melanomi della pelle. Ed ora facciamo la valigia…No, no,,perbacco: mancano quei 5/6 massaggi vigorosi che ci diano l’illusione di non avere più cellulite e pelle poco tonica! Mangiamo ananas in gran quantità che contiene la bromelina, beviamo 3 lt. Di acqua a

Giorno, verdure cotte e crude, sempre in bagno a far pipì ed i mariti ci guardano con aria impaurita, sembriamo pazze scatenate ed ogni anno è la stessa cosa. Quando arriva il giorno della partenza, sfinite, con i nervi a fior di pelle, perfette e già abbronzate, ci chiediamo cosa partiamo a fare. Poi al mare ci sono le esse esse esse, che rovinano tutto il lavoro fatto: sabbia sole salsedine. Ah beh, allora ditelo! Il prossimo anno vacanza in un monastero e ci vado al naturale! E non importa se ho un metro di crescita nei capelli ed un pelo sul naso come nonna Abelarda!

Che culo però!

Sì ho un gran culo! Scusate il francesismo ma alla facciazza di chi vorrebbe vedermi schiattare, dico che mi rialzo sempre! Mia mamma me l’ha fatto bello grosso, rotondo, sincero, resistente agli urti!

Ne ho passate parecchie, non ultima la morte di Bianca, sto ancora male ma guardo già in avanti. Sarà la resilienza, saranno le preghiere, saranno i geni duri a morire, ma cari i miei ragazzi sono in piedi!

Guardo già la valigia e timidamente metto dentro 2 costumi..troppe domande non voglio farmele stasera. Poi me lo guardo nello specchio e gli dico ” meno male che ci sei tu!”

Il cordone ombelicale.

Direi che non si recide mai: né dalla mamma, nemmeno quando viene a mancare, né quando noi donne diventiamo mamme e siamo legate ai nostri figli. Ci sono rapporti madre/ figli molto complicati, legami che non si recidono mai, nonostante le distanze, i caratteri, le idee completamente diverse, la grande differenza d’età…

Con mamma Bianca coesistevano tutte queste variabili insieme. E oltre. Abbiamo avuto un rapporto molto difficile x decenni, l’ho odiata per come si è comportata quando ero una ragazzina.

Poi arriva un brutto giorno, nel quale ti avvertono che non c’è più. E tu subito non lo realizzi bene, ti dici che hai capito male, che non é vero, che si sono sbagliati…

Vorrei riavvolgere il nastro, tornare indietro, vorrei che ci spiegassimo meglio, vorrei che non fosse andata così. Ed ora é tardi, mi manca, é come avere un cratere nello stomaco, che non si chiuderà facilmente. Ora sono nuda, sola, senza punti di riferimento importanti come i miei genitori. Ora dovrò provare a camminare con le mie gambe, perché non c’è più mia mamma che mi dà qualche consiglio.

Un tempo le dicevo di tacere, mi dava fastidio persino la sua voce. Oggi, a 2 gg dalla sua scomparsa, non so cosa darei per risentire ancora quella voce, oramai consumata e stanca.

Uno tsunami di emozioni.

S

ei mancata venerdì sera in modo sereno, dopo giorni di agonia e sofferenza. Non eri comunque più tu, quella roccia che mi aveva partorito 54 anni fa si stava sventolando piano piano. E tutto mi gira intorno, nella testa ho una confusione pazzesca, temo che non ci siamo dette tutto, temo di non aver fatto in tempo e tu nemmeno. Il nostro simbiotico rapporto è stato troppo difficile, contrastato, amoroso, patologico, una differenza di 41 anni tra me e te ha pesato tantissimo x queglia anni ‘SESSANTA nei quali sono nata io. Non hai voluto morire ieri, giorno del mio compleanno, ma la sera prima, quando il 5/6/1964 proprio alla stessa ora, iniziasti ad avere le doglie. I cerchi si stanno chiudendo tutti, ma le parole e le idee mescolate ai ricordi sono ancora troppo confuse. È troppo presto per realizzare che non potrò più parlarti o venire a trovarti, in quella dimora che da 14 anni era la tua casa. Quanto dolore abbiamo provato! Quante parole sbagliate dette nel momento sbagliato ci siamo dette! Ma io ho perdonato ed ho fatto in tempo a dirtelo, tu mi hai chiesto perdono, io te l’ho concesso. In genere sono i figli che chiedono perdono ai genitori, ma nel ns caso, è avvenuto l’esatto contrario. Ora vado a prepararmi, tra poco ci sarà il tuo funerale ed io non so se sono pronta per darti gli ultimi saluti….mi sento sola in questo momento. Nuda ed impaurita come quando sono nata, inerme di fronte alla maestosità della vita e della morte. Ci saranno Riccaro e Alice Aurora, Corrado, mia sorella Giuliana con la quale c’è ancora un muro gelido che ci divide ed altre persone che si vedono solo ai matrimoni ed ai funerali. Poi ci sei tu, li dentro a quel pezzo di legno, che non puoi parlarmi ed abbracciarmi, non mi puoi rassicurare dicendomi che doveva andare così, che è giusto lasciare il posto a qualcun’altro, come mi hai sempre insegnato. Cercherò di non piangere, me lo hai proibito quando abbiamo parlato le ultime volte, magari ci riesco….per ora ti dico solo ” ciao, chera la me cova”…è la nostra parola d’ordine! Ciao mamma, non ti dimenticare di me.