Santi contadini.

Non sopporto il caldo, lo temo come la peste bubbonica, mi crea malori e parecchi disagi. Già sui 27 gradi comincio a “sragionare”. Credo di non essere l’unica a soffrirne, i caldi di questi anni si sono fatti molto prepotenti, umidi ed afosi e sappiamo benissimo che il clima é cambiato ovunque. Noi polli d’allevamento, abituati ad avere il condizionatore anche in borsetta, ed ogni comfort possibile per sconfiggere l’afa, siamo diventati sempre più intolleranti al caldo e all’umidita. Quando la colonnina arriva sui 29 gradi, si grida gia’ all’allarme meteo e si comincia con il nuovo parolario delle varie ondate: bisonte, caronte, lucifero, giuda, satana, crudelia, ecc….Le estati di oggi credo siano identiche a quelle di tanti anni fa, inquinamento e smog a parte, c’era caldo ieri come oggi, ma c’è una figura che del caldo doveva farsene un ragione se voleva mangiare e darne ai propri figli. La figura del contadino che lavorava la terra 40/50 anni fa viene citata poco o niente assieme ai vari allarmismi meteo. I contadini di una volta, tra i quali i miei poveri genitori, si svegliavano alle 4 del mattino per andare a tagliare l’erba nei campi finché c’era fresco, dopo essere andati a letto a mezzanotte per caricare l’ultimo carro di fieno sempre con il fresco. Non ho mai udito un lamento da parte dei miei, eppure entravano in casa madidi di sudore, con la canottiera ( x non prendere un colpo d’aria!) Che si poteva strizzare con le mani! Si toglievano il cappello di paglia, la vestaglia blu a manica lunga, i pantaloni lunghi, gli stivali e buttavano tutto in un angolo, si lavavano come potevano e mangiavano un boccone prima di andare a fare il meritato riposino pomeridiano. Poi le mucche da mungere 2 volte al giorno, i maiali da accudire, polli, conigli, tacchini, gallo e galline, orto e gerani da annaffiare tutte le sere. Vedevo mia madre sventagliarsi qualsiasi cosa in volto, rosso paonazzo, ma nessun accenno ai gradi della temperatura! Temevano invece la pioggia nemica del fieno e non appena scorgevano in cielo nuvole arrabbiate, correvano con il loro trattore in miniatura a caricare le balle di fieno, affinché le balle si potessero preservare integre per la vendita. Non capivo perché si vestissero così tanto x andare nei campi, mi dicevo che dovevano avere ancora più caldo. Invece oggi ho capito che per proteggersi dal caldo,uno dei rimedi naturali è proprio quello di vestirsi di più. Poveri genitori e poveri contadini di un tempo! Andando a letto la sera, le cose non miglioravano di certo: materassi di lana bollenti, zanzare ovunque, ma Zamparini accesi con il loro puzzo inconfondibile! Bisognerebbe fare loro un monumento e ricordarli di più, quando gridiamo dell’allarme meteo, seppur vero! Prendiamo esempio lamentandoci meno, da chi se ne stava per ore e mesi a lavorare a cielo aperto, sotto qualsiasi temperatura perché quello era il loro destino e nessun clima poteva cambiarlo.

Una magia.

Difficilmente si potrà ripetere la magia di questo Luglio 2018 a Cervarezza. Peccato io non possa per motivi famigliari, rimanere anche ad agosto! Mi hanno accompagnata momenti di serenità raramente conosciuti, pace ed amore ritrovati con mia sorella, quiete interiore, relax non cercato e non voluto ma capitato a piene mani. Ho imparato ad apprezzare la fisarmonica, strumento che non conoscevo da vicino, ho applicato senza accorgermene regole per stare bene. Riconosco che non ho proprio lavorato, ho fatto il minimo indispensabile in casa, ho pranzato spesso fuori e non ho quasi stirato. Ho finalmente capito che in estate bisogna sfruttare abiti leggeri e comodi che non devono essere stirati, stessa regola x marito e figli. Magliette, bermuda, felpe comode che abbisognano solo di una piegatura. Per la prima volta ho applicato senza volerlo, il principio del “dolce far niente”, quella distensione di nervi e di cervello che tanto vanno predicando i giornali ed i cosiddetti esperti. Per una come me, abituata a non stare mai ferma, è stata un’esperienza diversa che mi ha fatto bene e dicendolo sottovoce mi ha aiutata a rilassarmi . I pochi giorni in Grecia sono stati solo una gran corsa e ho potuto assaporare ben poco. Ecco una vera vacanza in montagna, con il suo significato pieno: camminare molto, mangiare bene ma leggero, chiacchierare tanto con gli abitanti del Paese, stare sdraiata a leggere, spegnere cellulari e computer per diverse ore in una giornata, pregare, lavorare pochissimo in casa( rivolto a chi non è in Hotel), stare più che si può all’aria aperta, sorridere sempre, pensare poco a chi è a casa, curare corpo e spirito, essere curiosi di tutto. Questa è la mia ricetta di relax per questo Luglio a Cervarezza! E voi, avete suggerimenti per il vostro relax estivo?



Pace.

Raramente la provo, ma quando viene a trovarmi non mi riconosco più. Tutti i pensieri cambiano, i sensi si tranquillizzano ed il cuore batte regolare. È uno stato di grazia molto difficile da raggiungere, ma non impossibile. Non so chi o cosa devo ringraziare, ma comunque sia, ringrazio l’ignoto per questa giornata di pace.

Le sorelle si Cavan le budelle?( II parte)

Dopo aver terminato la lettura dell’interessante libro di Franca Rome’ “DONNE SORELLE”, la prima considerazione che mi sovviene è che in tutte le famiglie ove ci siano 2 o più sorelle ci sono stati nell’infanzia e nell’adolescenza dei problemi. E parecchie volte questi dissapori rimangono anche nell’età adulta, raggirando gli evidenti ostacoli vedendosi molto poco e quando ciò avviene non si è naturali ma si ripropongono gli stessi comportamenti e scenari degli anni trascorsi. Tutto torna a galla, raramente si dimentica, perché credo fortemente che l’essere con l’età possa solo peggiorare. Alla base di queste acredini credo di aver capito che la motivazione principale, sia il contesto nel quale hanno vissuto queste sorelle e come sono state trattate dai genitori. Purtroppo o per fortuna, non saprei giudicarlo, dato che sono la seconda sorella, quindi la più coccolata e forse la più amata, i genitori fanno enormi differenze e preferenze dell’una rispetto all’altra. Chi è “vittima” delle preferenze, diviene anche vittima dell’altra o più sorelle che le rinfacceranno, per tutta la vita ciò che “la prediletta” ha ricevuto in più. E questo “in piu’ “, sia in termini di beni materiali o danaro, sia in termini di affetto ed amore. Ed é naturale che sia così. Forse se la sorella penalizzata, riuscirà a farsi una strada nel lavoro, la carriera che lei desidera, ad emergere laddove è stata privata, forse il rancore ed il livore si accquieteranno un poco. Ma non spariranno mai del tutto e quando nelle occasioni classiche si incontreranno ( Natale, Pasqua, matrimoni, funerali..) il loro atteggiamento avrà subito un mutamento ovvio ed il rapporto sororale porterà sempre con sé ombre e dubbi. Si guarderanno in modo molto diverso da quando bambine giocavano e ridevano insieme. 🌷🌷Quel legame indissolubile sarà stato spezzato e molto difficilmente si ricucira’. Ma questo è solo uno dei motivi di ruggine tra sorelle. Un altro che mi è rimasto impresso è quello della figlia non desiderata, ma avuta ” per errore”. Non parliamo poi se la madre desiderava al posto della femmina un maschio ed invece le nasce magari la terza o la quarta femmina, cioè ” materiale di scarto” per la madre, che per tutta la vita aveva desiderato il maschio! Questo la farà sentire non desiderata e non amata, insomma un errore di percorso. A quest’ ultima saranno riservati trattamenti maschili, o non verrà considerata come le altre figlie, le si imporranno abiti e sport prettamente maschili, la si vorrà vedere come il maschio che non c’è a discapito di lei che dentro si sente femmina al cento per cento. Senz’altro verrà derisa dalle altre sorelle, nasceranno malumori e scambi di ruoli facendo nascere incomprensioni e cattiverie tra tutti i componenti della famiglia. Ho letto che a queste ultime figlie, mal cresciute, male amate e poco desiderate non rimane altro da fare se non allontanarsi dalla famiglia, cercando un’autonomia ed un ruolo ben preciso nonché un’identità chiara per non soccombere e continuare a sentirsi “un errore” per tutta la vita. Quasi tutte hanno dovuto seguire un lungo percorso psico-analitico per provare a darsi parecchie risposte a domande assai spinose. ( continua)

Serena e felice.

Dopo un concerto privato eseguito dal Maestro Paolo Gandolfi, dopo una giornata molto intensa e felice, vado incontro al sonno serena e molto felice. Non succedeva da molto tempo.

( mia figlia e mia sorella)

La musica ha un potere enorme: apre il cuore, unisce ciò che era diviso, parla un linguaggio uguale x tutti, muove montagne e scalfisce anche le pietre. E poi, i piccoli/grandi miracoli a volte succedono.