La marcia indietro.

Non sono molto brava nelle cose all’indietro. A partire dalla guida, quando devo fare marcia indietro o percorrere un tratto di strada non in avanti mi scoccia molto. Anche se penso all’indietro sto male, preferisco fare progetti. In generale le situazioni che vanno indietro e non avanti non fanno per me. Maglie alla rovescia, sguardo sfuggente, calze alla rovescio o peggio una di un colore e l’altra di un altro… guardare indietro, sfogliare una rivista dal fondo e non dall” inizio!

Sono segnali ben precisi, mosse fatte consciamente oppure no?

Silenzio.

Esserci non vuol dire necessariamente scrivere o parlare. Io in questo periodo della mia vita, sto parlando moltissimo. Più di quanto non appaia. Parlo in un altro modo, con il mio stomaco e la pancia, parlo con gli occhi e scrivo con la mente. Mi esprimo con i respiri ed i sospiri, mi faccio ugualmente capire da chi mi vuol capire e da chi mi conosce nel profondo. Ho sentito tante di quelle stronzate negli ultimi tempi, che un po’ di sano silenzio non può che fare bene. Scrivo e leggo oceani di parole, cerco di farle anche un poco mie e di capire ciò che vogliono esprimere. Ma il suono della voce RARAMENTE esce. È periodo di colloqui a scuola, io ascolto i professori che mi chiedono puntualmente: come va signora Schianchi? Va, semplicemente, si va avanti, rispondo. Poi mi metto in silenzio ed ascolto ciò che hanno da comunicarmi su Alice. Avrei mille argomenti da sviscerare, ma rimangono chiusi a chiave nella mia mente, illudendomi che gli altri li leggano ugualmente. Mi è successo ancora, non volendo scrivere banalità o “riempitivi” x colmare un’altra pagina del mio diario, lascio che i giorni scorrano da soli, senza scrivere e senza parlare troppo. È un esercizio mentale molto difficile per me, parlatrice x eccellenza e amante appassionata della scrittura. Attendo che i pensieri si tramutino in parola e la parola dia origine ai fatti, non sempre graditi, ma necessari. In questo caso benedico il blog, che muto accoglie la mia riflessione odierna. Finalmente sono riuscita a scrivere.

Basta un mal di pancia?

Per trascorrere una brutta notte, piena di incubi e con gli occhi aperti un’ora sì e l’altra pure. Alice ieri sera verso le 23 mi é venuta a tirare x un braccio ( io avevo appena preso sonno) x dirmi che aveva crampi e altro. Io con tappi e pastiglia x dormire ci ho messo un po’ per realizzare che era lei che mi chiamava. Tolgo i tappi e le do fermenti lattici e buscopan, dato che i crampi erano furenti( diceva). Poi faccio 4+ 4 e penso al meledetto virus gastrointestinale: vuoi che sia già arrivato sin qua? Quelli purtroppo viaggiano tutto l’anno, ma io non ho ancora fatto il vaccino e già mi vedevo al pronto soccorso con la flebo a rimettere a testa in giù. Poi, vincendo la sonno e l’agitazione, le ho preparato la borsina dell ‘acqua calda e mi sono messa a letto con lei, a fianco come quando era piccolina

Sentivo che il suo respiro si faceva calmo e regolare, mentre le accarezzavo i capelli x farla addormentare. Come faccio ancora oggi quando é in difficoltà o non si sente bene. Quindi si é addormentata beatamente senza più dolori. Io no. Sogni terrificanti, occhi aperti, orecchie pure x sentire se mi chiamava. Ho puntato la sveglia alle 7.30 x salutarla prima che andasse a scuola , sperando che fosse in piedi e che stesse bene. Aveva già fatto colazione e mi ha lasciato un messaggio sul cellulare pieno d’affetto x la sua mamma. Per acquisti o altro c’è sempre e solo il papà, per malattie & affini sempre e solo la mamma chioccia! P.S. oggi andrò a farmi vaccinare di corsa, arriva prima quest’anno l”influenza e non desidero beccarla!

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