Persone o UFO?

Marito geloso uccide l’ex moglie.

Marito tradito sfigura con l’acido la compagna.

Moglie tradita uccide l’amante del marito, uccide lui, poi si suicida.

Nonno e zio abusano della nipotina per anni: la mamma sa ma tace.

Un giudice riconosce oggi un’attenuante sulla “tempesta emotiva” del pover’uomo e dimezza la pena.

Un ragazzino ed una ragazzina uccidono i genitori e la sorellina di lei, scontano anni di pena poi vengono rilasciati.

Un cardinale, un prete, un vescovo, un prelato, abusano per anni di bambini, non vengono denunciati dalla Chiesa che sa ma tace. Vengono solo cambiati di Parrocchia in Parrocchia facendo altri danni, cioè abusi su abusi.

A questo proposito vi invito a guardare il film ” il caso Spotligh (Descrizione Una squadra di giornalisti del Boston Globe conduce un’inchiesta che porta a una scioccante verità: la complicità della Chiesa in una vasta gamma di casi di abusi su minori. Il film documentario è basato su fatti realmente accaduti).

Un Papa per la prima volta nella storia si ritira dal suo incarico, adducendo che il suo mandato è divenuto per lui troppo pesante da sostenere emotivamente.

Un altro Papa che sicuramente sapeva dei bambini abusati, viene fatto Santo.

Un nuovo Papà oggi cerca di riparare in malo modo i danni enormi che la Chiesa ha fatto, denunciando chi ha compiuto gli abusi, ma oramai è troppo tardi.

I bambini sodomizzati o abusati in altri modi, diventeranno nella maggior parte dei casi, adulti disturbati che potrebbero comportarsi a loro volta e compiere su altri minori ciò che hanno dovuto subire.

Una mamma uccide il suo bambino, sconta qualche anno di carcere, poi viene rimessa in libertà.

Maestre ed infermiere o operatrici di case di riposo x anziani picchiano e maltranno bambini ed anziani sfogando le loro frustrazioni e malattie mentali su chi non può difendersi.

Un gruppo di pazzi inizia ad uccidere qua e là in nome di chicazzononsisa, compie stragi nell’occidente e la nostra intelligence non riesce a sventare prima gli attentati.

È questo il Pianeta Terra che vorremmo salvare? È questo mondo per il quale oggi si sono fatte manifestazioni in parecchie parti del globo? Non so voi ma io ho seri dubbi se convenga salvarlo così come si presenta.

È severamente vietato sbagliare.

Rita Pavone si è permessa di commentare la ragazza che vuole salvare il pianeta, pur non sapendo ( COSÌ dice lei, ma io le credo) che avesse la sindrome di Asperger. Una forma di autismo della quale è affetta Greta Thunberg. Non hanno diffuso i telegiornali ed i mass media questa notizia forse per dare più credibilità ad una ragazzina che ha avuto questa idea nemmeno tanto originale, di sicuro effetto mediatico, che non risolverà nulla., ma che servirà solo a creare altra co fusione. PURTROPPO!I cambi climatici non saranno frutto degli scioperi nelle piazze ma dovranno partire da molto piùin alto, non è come dire mi cambio un pannolone perché questo è sporco!l’idea di pulire le spiagge, usare meno plastica, non accendere troppo i condizionatori e via dicendo…sono solo una goccia in un mare che è già di m…..Comunque, la Pavone ha scritto che la ragazzina con quelle trecce le ricorda un film horror. Punto. Ha scritto il suo parere. E giù addosso critiche feroci, offese ed insulti. Trovo lodevole l’iniziativa di Greta di far smuovere i popoli, trovo invece raccapricciante che una persona non possa più permettersi nel 2019 di sbagliare. Che poi non ha sbagliato: semplicemente non sapeva della malattia. Ha chiesto scusa, ha chiesto venia ma sarà marchiata come quella che ha offeso la bambina che vuole salvare il Pianeta! E scagli sta benedetta prima pietra chi tra noi…

Il bivio.

Credo che ognuno di noi nella vita si sia trovato di fronte ad un grosso e grande bivio e non sappia quale direzione prendere. Se va a destra ha paura di sbagliare, se gira a sinistra teme non sia la direzione giusta. E mille interrogativi affiorano nella mente, il tarlo si insinua e si entra in una grossa confusione. Si tende ad immaginare scenari apocalittici andiamo a destra, si fanno mille congetture se prendiamo la via di sinistra e continuiamo così nella speranza di avere una risposta.si immagina come sarebbe se andare di qua o di là. Non è certamente una bella situazione, vogliamo forse che qualcun’altro al nostro posto prenda in mano la patata bollente?

L’ideale sarebbe sparire per un po’ di tempo aspettando che il bivio diventi un senso unico. Ogni scelta implica delle rinunce e occorre essere lungimiranti per capire quali sono le meno dolorose.

Tanto va la gatta al lardo

Quando 2 ex coniugi attempati si rivedono.

Seduti più o meno comodamente sulle poltrone del Bar dei Fidanzati, l’ex marito non si capisce come mai, ma pare avere un tic nervoso che lo porta a grattarsi di continuo le parti intime, suscitando nella controparte un moto di obbrobrio non indifferente. Con un tono da educanda di convento e una vocina al miele d’acacia, gli sussurra dentro alla protesi dell’orecchio:”Ma allora ti faccio ancora un certo effetto, nonostante siano passati decenni?”,emanando un sentore di feromoni, che stordiscono lui e imbestialiscono lei. L’ex marito, ex aitante, ex risposato, ex dotato, demoralizzato e contrito le risponde che è il pannolone che non ne vuole sapere di stare al proprio posto, mettendola in un grave imbarazzo. Affranti, decidono di ordinare due camomille con un sospetto di cognac dentro e un’idea di Sambuca Molinari, memori di quando ne sorseggiavano a litri prima di ogni incontro. Lei è felice, le sembra di essere ritornata indietro nel tempo e di avere vent’anni, ma quando il cameriere posa le noccioline, le patatine, le olivine ed i pistacchini, come accompagnamento alle tisane, lei addenta una manciata di tutto con la voracità di una leonessa a digiuno da due anni e fa partire, come un missile della Nasa, la protesi dentaria superiore che arriva diritta nell’occhio di vetro di lui, sbriciolandoglielo in mille piccoli bagliori! Beata protesi di cemento amianto! per una volta il dentista non ha mentito, dicendole che avrebbe distrutto una base nucleare e che poteva servire come arma impropria per i dirottatori di verginità occulte! Rotto l’occhio di vetro, frantumato il cristallino, deformato l’iride e devastati i quattro interventi di cataratta, Ahimè! I due sono rattristati, delusi, intimoriti e le loro palpitazioni salgono a tal punto, che devono mettere sotto alla lingua la compressa per il cuore e per l’ipertensione, alla veloce, altrimenti un attacco di angina ciascuno non glielo levava nemmeno il Padreterno! E fu così che all’ex moglie, viene l’idea bizzarra di fuggire via da quel bar, per andare a rintanarsi vergognosamente nel suo nuovo appartamento da single poco convinta. I due pagano, tremolanti il conto, si avviano claudicanti verso casa, sostenendosi a vicenda l’un l’altro, consci e consapevoli che il tempo è passato e non ritorna più. A questo triste punto, potrebbero prendere la saggia decisione di salutarsi sull’uscio di casa, darsi la mano da buoni amici, giurare di non incontrarsi mai più, spergiurare di continuare a ritrovarsi al circolo per anziani “CATOMES TOT” che sta a significare raccattateci tutti (non è vero!) e continuare ognuno nella ricerca di un posto letto nelle varie Case di Riposo per anziani. Invece, no! Ostinati, arrabbiati, inferociti, sbavezzanti, ma riluttanti all’idea di non riuscire più nel carnal intento della copula, decidono di salire in casa.

Lei apre le centodue serrature della porta blindata, con mano tremolante e senso di stordimento al sol pensiero di averlo conquistato ancora, noncurante delle conseguenze nefaste che di lì a poco si sarebbero verificate in quel dolce appartamento. Una volta entrati, lui corre in bagno a cambiarsi il pannolone, anzi per meglio dire a togliere quell’ inqualificabile pannolone intriso di pipì e residuati bellici delle compresse per i reni e senza pensare all’ernia iatale e alle varie flatulenze che essa provoca, ne usa uno interno della ex consorte. Come dire, un obi da uomo….Poi si lava i denti, fa un bidet accuratissimo, usando il Viakal che trova nascosto in un mobiletto per le medicine, lava con dovizia e perizia le ascelle, grattando bene i pori aperti, facendo fuoriuscire i nuovi, ma radi peli bianchi. In fine, si alita in mano per capire di che alito è fatto e si pettina la calotta lunare con una spugna di mare per bebè. Forse era quella del loro figlio neonato, che la mamma usava per fargli il bagnetto? Mah, vallo a ricordare! Nel contempo, lei accende lo stereo, alza il volume causa le sordità reciproche e inserisce una cassetta con musica adatta per l’occasione: Marcia funebre della Sonata Opera 35 di Chopin. Cerca di abbellirsi come può, fiondandosi nell’altro bagno, ma guardandosi nuda allo specchio tridimensionale nota alcuni particolari, che le erano sfuggiti sino a quel momento: il viso pare una cartina geografica con le segnaletiche stradali, il mento è triplo e cambia colore ad ognuna delle tre pieghe, il collo si è accorciato di circa dieci centimetri, un seno le arriva all’altezza dell’alluce valgo, l’altro è piegato di lato sulla schiena, la pancia pare una gonna plissettata e si allarga a forma di trapezio scaleno, l’interno delle braccia è divenuto una tendina parasole che le copre le ginocchia. Prosegue l’indagine al microscopio con la salivazione azzerata, prende un Alka Seltzer mista a una caramella di menta già usata, e nota che quello che un tempo erano le gambe, ora sono due stampelle piene di buchi e la pelle che si arrotola su se stessa.I peli sono ovunque meno che sul pube, ne ha persino nell’incavo dei seni e all’interno dell’ombelico, causa le cure ormonali per la terapia ormonale sostituiva. Incredula e spaventata, si gira e dietro vede la schiena a macchie di giaguaro, le scapole alate, il sedere con le chiappe di ricotta asimmetriche, le gambe divenute due parentesi rotonde e i piedi come gli Hobbit del Signore degli Anelli. Come fare per mascherare codesti difettucci, in tempo per l’amplesso tanto ambito ed agognato? Non può far altro che pregare e recitare un Rosario d’urgenza, ma non fa in tempo a finire le cinquanta Ave Maria, che lui, lucido e profumato come il cavallo della pubblicità del bagnoschiuma Vidal, bussa alla porta del bagno e le dice”Sono pronto cara, proviamo ad abbracciarci e a fare il tuca tuca?”

……..alla prossima se a questa vi sarete chiesti”Ma chi glielo ha fatto fare??”. Vi adoro!

La cocca.

còcca1 s. f. [forse lat. coccum, *cocca; cfr. coccola1]. – 1. Tacca in fondo alla freccia, in cui si adatta il nervo, cioè la corda dell’arco: Chirón prese uno strale, e con la cocca Fece la barba in dietro a le mascelle (Dante). Per estens., la parte della corda da cui scocca la freccia: Va stridendo lo strale Da la c. fatale (Parini). 2. Estremità, angolo di fazzoletti, tovaglioli, grembiuli, scialli, sciarpe e sim.: ricomparve Lucia, col grembiule così carico di noci, che lo reggeva a fatica, tenendone le due c. in alto (Manzoni). 3. a. Ingrossamento o bottoncino ai due capi del fuso per fermare il filo: Frullando giù col filo nella c. (Pascoli). b. Nodo che, nella filatura, si fa nel filo per poterlo torcere. 4.Nell’attrezzatura navale, attorcigliamento di un cavo sopra sé stesso, che impedisce il suo libero scorrere

Nel mio caso specifico ero la cocca della signora maestra, cocca mi chiamava un mio pediatra e cocca mi chiama ancora la ginecologa che ha fatto nascere i miei 2 figli! Raramente la mia mamma mi chiamava con quest’appellativo affettuoso, preferiva l’analogo ” nani” con l’accento sulla I. Oppure mi diceva “vieni qui “nano, o nanein”, altri termini parmensi per indicare una persona cara, da coccolare e da tenere come qualcuno di molto prezioso! Sono dei vezzeggiativi insomma. Essere La Cocca della maestra indica essere la sua preferita, un medico pediatra potrebbe chiamare cocca o cocchina le sue pazienti femmine a seconda dell’età. Nel caso della ginecologa potrebbe riferirsi alla “gallina”, non in un senso dispregiativo ma volendo significare che noi donne incinta, prima ” coviamo” x 9 mesi, poi depositiamo l’uovo, cioè il bimbo, in una cesta, alias in una culla! Anche le galline giovani del pollaio venivano chiamate ” cocche” da persone di città, che ne apprezzavano sia il sapore genuino della carne, sia le prelibate uova! Essere la cocca di qualcuno è comunque bello ed importante, simpatico ed accattivante, basta non essere una delle tante cosche del pollaio! Ma essere l’unica!

Abiti dei Gonzaga

Sabato pomeriggio al palazzo ducale di Guastalla, abitato un tempo dai Gonzaga. Esposti quadri della dinastia, trine, pizzi, merletti, abiti del ‘900 e la ricostruzione di un abito di una delle mogli dei Gonzaga

Nell’ultima foto una “pianeta” , ossia un paramento liturgico del 1700 che veniva usato dal presbitero per presiedere l’Eucaristia. Questa in particolare é tessuta in oro e argento ed è molto preziosa. Oggi viene sostituita dalla “casula”. C’è sempre da imparare ed io di fronte a questi ABiti, m’illumino il cuore!

Un po’ di sana pubblicita!

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Ci posso contare?

Vento e amore.

se ogni ondeggio del vento di stasera fosse un bacio, sarei ricoperta d’amore. Se ogni foglia che si muove fosse pace, sarei su una nuvola a guardare giù. Ma il vento cesserà, gli alberi non balleranno più ed ogni cellula tornerà al proprio posto. Ma io quei baci appassionati li aspetto ed allora sarò io il vento che fa muovere ogni cosa.

E domani?

domani vado a farmi fare le punturine di acido ialuronico per avere aspetto più rilassato e togliere alcuni segni che mi danno molto fastidio! Non mi vergogno a confessarlo, é un trattamento molto soft, non voglio di certo già ricorrere al botulino!

Vediamo se anche questa volta non mi vengono lividi, degli aghi non ho paura! Al mattino presto applichero’ una crema anestetica e poi….che Dio c’aiuti! La primavera é in agguato e non vorrei mi trovasse raggrinzita. Vi bacio sulla punta del naso!

Case aperte, case chiuse.

Che si chiamassero postriboli, lupanari, bordelli, case chiuse, case di tolleranza ed oggi invece si chiamano appartamenti, la sostanza non cambia. Mi riferisco ovviamente alla sede dove le nostre sorelle in Eva svolgono il loro mestiere. Mi fa riflettere molto il post di stamattina di Paola, che mostra stupore per la proposta di Salvini di riaprire le case chiuse. Che peraltro sotto Ltra fprma, sono ancora aperte. Non ho ascoltato la frase e non so in quale contesto lo ha detto, ma cari amici, trova la mia approvazione. Piena e consapevole, per molti motivi. Non faccio ovviamente riferimento a prostituzione con sfruttamento della signora, non voglio nemmeno sentir parlare di botte, di ospedali, di magnaccia, di perdita di identità femminile e della frase” poverina è venuta in Italia, non ha lavoro, è un extra comunitaria, non sa cosa fare e x mangiare ha dovuto fare la puttana. Non ci sto. Piuttosto in un convento, in una mensa a lavare i pavimenti, a pulire la stalla e le mucche, ma questa prima scusante non la accetto. Non siamo più ai tempi di ” sì buana ( B u a n a) e della raccolta del cotone. Tolto il fattore obbligo di prostituzione, c’è chi lo fa volontariamente senza essere sfruttata da nessuno, ma per sua voglia o predisposizione al mestiere. Anche una mia ex compagna di classe, già divorziata e mamma di 3 figli ora grandi, fa la escort e riceve in un appartamento di sua proprietà, comprato con i suoi soldi, facendo ciò che le piace fare.

Nessun capoccia, nessun ricatto, solo un’età un poco avanzata, ma di lavoro pare ne abbia parecchio.Condannano tanto le case chiuse, ma le signorine dentro quelle mura erano protette, erano in compagnia di loro amiche, erano visitate dal medico regolarmente, nutrite, pagate, pettinate e ben curate e scusate se è VOLGARE, ma non facevano un c..zo dalla mattina alla sera. Anzi se ne facevano più di uno! Questo dipendeva dalle tasche dei giovanotti. Chiamiamole stupide! Spesso il cliente si innamorava, ricambiato, quindi si accasavano e ritornavano a non fare più di un c..zo dalla mattina alla sera. Non sono invece favorevole alla prostituizone per strada, sotto gli occhi anche dei bambini, questo sì che è un brutto messaggio per i nostri figli e una spersonalizzazione di noi donne, che vendiamo il nostro corpo senza remora alcuna, senza vergogna, mostrandoci in tutta la nostra bruttezza, facendo fare soldi ai capoccia. E facendoci sfruttare non solo da loro! Da lì i mariti possono anche prendere malattie forestiere e riducono se stessi e la donna a carne da macello. Forse unendosi in un unico centro, tanti problemi si risolverebbero. Chiamiamola casa chiusa? Chiamatelo ambulatorio associazione prostitute volontarie, chiamiamolo come vogliamo, ma tornano quei vantaggi di cui sopra. Unico neo: devono aprire la P.IVA e pagare le tasse normalmente come tutti. Il mestiere più antico del mondo sempre rimarrà, i clienti sempre ci saranno, perciò Salvini non ha detto una gran fregnaccia alla fine della fiera.