Chi ce l’ha più grosso?

Come canticchiavano pure stonati J AZ e Fedez in quel famoso tormentone ” vorrei ma non posto”, oramai devo ammettere che lo smartphone è diventato un prolungamento del nostro corpo. Pure in Scenari paradisiaci come questi che ho ammirato in Sardegna, noi imbecilli esseri umani ( e purtroppo mi ci metto dentro anch’io!) Non ci stacchiamo mai dal cellulare.

A

bbiamo la spudoratezza ed il vincolo eterno con questo strumento che spesso si rivela infernale, impedendoci di godere appieno della vacanza e del riposo. I nostri occhi sempre rivolti ad un display e ad una tastiera, la nostra voce sempre ad urlare con amici e parenti quanto sole c’è e come stiamo bene al mare, facendo partecipi di tutta la conversazione anche le spiagge vicine!

Ci muoviamo sempre con lui in mano, con l’ovvio rischio che possa cadere in acqua o dentro la sabbia ( magari!)

Lo mettiamo al collo dentro una custodia in plastica, a mo’ di collana, lo appendiamo in cintura come fosse un piccolo marsupietto, lo teniamo in seno come le serpi, lo diamo al marito che lo metta nel marsupio dentro alla borsina delle medicine e creme, che sta nello zainetto da portare sulle spalle, che non si sa mai che da qui ai 10 mt del barettino mi venga un’emergenza! INSOMMA ne siamo dipendenti, schiavi per sempre, ci ipnotizza, é la nostra droga, il tavor per dormire,il nostro amante che di noi sa tutto e tutto può rivelare, un alleato alla tristezza ed ai vuoti che ci siamo creati attorno! E più lo cerchiamo e lo acquistiamo, scegliendo modelli iper tecnologici, più ne diventiamo schiavi e i produttori godono immensamente!

Non vorrei fare della retorica, ma permettetemi di ricordarvi e di ricordarmi come facevamo negli anni ’70/80, quando c’erano le cabine e sotto il sole di agosto, con pochi gettoni, facevamo la fila per dire a mamma e papà che stavamo bene! É diventato la nostra terza mano, anche per andare dal lettino della spiaggia al bagno lo prendiamo con noi! Una tortura doppia: e per chi ce l’ha e per chi vede ed imita! E guai se non c’è la WI FI! Crisi di panico, urla strazianti di bambini ( sì, bambini che ce l’hanno già a 5 anni!)inferociti, lacrime di donne che non possono postare le foto di dove sono state, a testimonianza che la mia vacanza è stata più bella della tua! Personalmente ho cercato di usarlo il meno possibile, a orari stabiliti, lasciandolo in camera almeno un giorno sì e uno no!

Non vi dico la fatica, ma le regole sono queste: poco e spesso spento. Usiamo di più gli occhi per guardarci attorno, le orecchie per sentire lo sciabordio dell’acqua, la voce teniamo a ad un tono basso e la bocca possibilmente libera per baciare e non per sbraitare dentro a quel coso…

La mia estate 2019.

Come sostengo da sempre, ogni fine é l’inizio di qualcosa di nuovo. Fine è interruzione, tregua, cambio rotta, non è uno stop per sempre. E la mente ed il cuore si alimentano di nuovi colori, diverse abitudini, gli occhi si riempiono di immagini che difficilmente si dimenticheranno!

Un altro ferragosto se n’è andato, il quarantaduesimo da quando non ci sei più. Io anche se lontanissima da casa, da te cara nonna Ione non sono lontana! Sei nel mio cuore con gli altri, vi porto dentro di me e da lì non ve ne andrete mai. La mia estate 2019 é dedicata alle persone che non ci sono più e che continuo ad amare ininterrottamente.

Buon sabato a tutti con affetto, Fabiana Schianchi.

Quando ci vuole ci vuole!

covavo la voglia e l”idea già da qualche giorno e stamattina l’ho concretizzata. Colore e taglio drastico come 2 estati fa! I capelli se ne sono andati e non li rimpiango! Le mutande invece sono ancora al loro posto ben posizionate!

A proposito di mutande..

Mi verrebbe da scrivere che il primo modello di mutanda inventato ed indossato dai nostri antenati fu la cosiddetta ” foglia di fico”, anche se essi non disdegnavano di camminare e muoversi ignudi mostrando così alle femmine, la natura che potevano offrire e scegliere a loro volta senza inutili perdite di tempo. A quei tempi non ci si poteva basare su una scelta fatta in base al carattere, al titolo di studio, agli interessi in comune, o in base ai gusti sulle vacanze, ma gioco forza la natura ” carnale ” aveva” la meglio su tutto ciò che non era ancora stato inventato. Arrivando a periodi più recenti, si fa per dire, parrebbe che la biancheria intima sia nata nell’antico Egitto quando le donne nobili iniziarono ad indossare una tunica liscia a diretto contatto con la pelle, a po’ di sottoveste. Invece gli antichi romani ed i greci, molto più libertini, non indossavano nulla sotto alle tuniche. Se aggiungiamo che a quei tempi era considerato molto sconveniente lavarsi i genitali, possiamo immaginare gli olezzi che “salivano”dalle vesti, poco pulite anch’esse e le innumerevoli malattie veneree delle quali i ns cari predecessori soffrivano.

Se dovessimo uscire di casa oggi senza le mutande, o slip, o perizoma, o boxer per gli uomini, sarebbe una cosa non concepibile! Io personalmente, oltre che cambiarne 2 paia al giorno e distinguendo quelle da giorno, da quelle per la notte, non riuscirei nemmeno a dormire senza quel piccolo ma confortevole pezzo di stoffa! Ci sono invece persone che soprattutto in estate, dormono senza di esse, sperando di trarre un poco di refrigerio dalla gran calura estiva . Figuriamoci andare al lavoro o in autobus, senza di esse! magari con una gonna corta che una volta accavallate le gambe, lasci spaziare l’immaginazione e portarla a quel noto film con Sharon Stone

Dal ‘700 in poi, si narra invece che ad indossare le mutande fossero solo 3 donne aristocratiche su 100. Tale indumento di indubbia seduzione se confezionato ed indossato con una certa sensualità, era allora considerato un eccesso di frivolezza e di poca serietà, tanto che la Chiesa le osteggiava considerandole il diavolo in persona! Venivano quindi praticamente indossate solo dalle prostitute che ne fecero un segno inequivocabile del loro mestiere: chi indossava le mutande chiamate ” braghesse” era l’escort di quei tempi. Motivo per cui le nobil donne, le tolsero e non le indossarono più. Il che potrebbe venire interpretato in modo malizioso, ma atteniamoci ai dati DELL’EPOCA. Pensiamo un po’ a quanta storia c’è dietro questo piccolo indumento, messo poi tolto, tolto poi ri indossato, osannato e criticato, sino a dar lavoro oggigiorno a milioni di persone che le confezionano nelle fogge, nei colori e nei tessuti più strani! Arrivando verso l’800 le mutande si allungano sino al ginocchio almeno, si allargano e vengono arricchite da pizzi e passamaneria quasi a sembrare un paio di moderni ” bermuda”!

Considerando che mutande, slip o boxer maschili vanno a braccetto con i genitali si dovrebbe lavarle subito dopo l’uso, perché su di esse, come nei calzini, si annidano parecchi germi e batteri che si moltiplicano stando a stretto contatto con l’ambiente caldo umido che soprattutto le vagine hanno. Non che l’organo maschile produca meno germi, ma per sua conformazione è più chiuso in sé stesso! Va inoltre ricordato che non occorre usare molto detersivo perché oltre a logorare il tessuto, lascia sempre qualche traccia sulla stoffa che ritornando a contatto con le intimità potrebbe irritarle non poco. Purtroppo c’è anche chi per risparmiare detersivo e stoffe, usa le mutande più volte, rigirandole da una parte e dall’altra, per diversi giorni, sino a che “stanno in piedi da sole” ed a quel punto i casi sono 2: o buttarle nel cassonetto o previa accurata sminuzzatura in un vecchio frullatore usarle come concime per i campi!

Con immutato affetto, Faby.

Nuvole e caldo.

un risveglio di quelli tropico/padani, tanto nuvolo mixato a caldo asfissiante. Quando la giornata inizia così non promette nulla di buono metereologicamente parlando!

non rimane altro che farci una suonatina e usare il ventaglio in abbondanza!

o eventualmente ripartire per acque limpide…Mah!

Con affetto, Faby

Sapore di scuola.

Dopo una mattina fra le bancarelle del mercato, tra angurie e meloni tagliati a metà, basilico oramai a fine corsa ma ancora profumato…ecco come si presentava la piazza del nostro teatro Municipale Romolo Valli alle 9 del mattino.

inutile ripetermi: la città ad Agosto si svuota quasi del tutto, i negozi sono chiusi, molti hanno saldi e sconti ed i visi che incontri non sono conosciuti. In compenso, al pomeriggio ad Alice é venuta voglia di cominciare la raccolta della nuova cancelleria per le scuole superiori! Ed allora via per il Grand’Emilia alla ricerca di quadernoni, diario, astuccio, zaino( ma quanto costa lo zaino che ha voluto lei!$$$), biro, gomme con quel loro profumo inconfondibile!

evidenziatori, compasso, classificatori…insomma una prima fornitura che va a sommarsi ai libri nuovi già arrivati! Insomma ogni anno per le spese scolastiche è un salasso ed i negozi ne approfittano sempre di più! D’altronde se si acquistano usati, c’è sempre quella minima differenza anche in una virgola che fa sentire l’alunno non uguale ai compagni e da qui ” il terrore” sifaperdire, di non riuscire a seguire il programma per intero! Lo Stato Italiano dovrebbe provvedere egli stesso a pagare per intero almeno i libri di scuola: dalle elementari all’università per i ragazzi meritevoli e volenterosi. Se vogliamo che tanti ragazzi intelligenti e vogliosi di imparare abbiano la possibilità di farlo senza far spendere ai genitori un patrimonio! Ci vuole la macchina della zecca di stato per stampare euro di continuo quando ci sono figli da crescere e da far studiare!

comunque sia, siamo in ferie e ci godiamo ogni attimo di questa caldissima e lunga estate.

Con affetto, Faby.