E noi stiamo a guardare?

Da molti anni ad oggi cioè da quando il nostro mondo si é sbriciolato, puntiamo sempre il dito sulle brutte e spesso feroci azioni che ” gli altri” compiono. Ci stupiamo e inorridiamo nel constatare le atrocità e le bruttezze che avvengono di continuo, ci si gela il sangue e rabbividiamo nell’apprendere notizie troppo crudeli alle quali giornalmente dobbiamo assistere. L’essere umano che di umano non ha più niente, se non la voglia spasmodica di potere e di fare soldi, è riuscito con l’aiuto dei suoi simili, a distruggere tutto ciò che di bello era stato creato ed inventato. Retorica?

Appurato, letto, imparato, criticato da tutti noi, ma chiediamoci che cosa facciamo di concreto per provare ad impedire che queste atrocità avvengano? E parlo di qualsiasi settore che può spaziare dall’inquinamento, alla corruzione, agli omicidi di ragazzi innocenti, alla diffusione di droghe e alcool venduto a minorenni senza richiedere il documento d’identità…(.un’amica di mia figlia è finita in ospedale per aver bevuto una fila di shottini (non so come cavolo si chiamino..) serviti a lei stessa senza richiedere un D.I. Ma cazzo, poteva FINIRE in coma etilico, dato che non parlava più! È noi, noi stiamo ad osservare a suggerire idee, a criticare, ma ognuno bada bene di conservare il proprio orticello sempre più piccolo, non rendendosi conto che se il mio orto brucia e si ammala, domani sicuramente succederà al tuo!
È molto semplice ed inutile stare ad elencare l’elenco delle schifezze che ci circondano, siamo tutti quanti dentro a barili di cacca sino alle sopracciglia, ma abbiamo ancora il coraggio di guardare e criticare. Nel nostro piccolo, con le ns forze, con il ns ingegno, facciamo concretamente qualcosa per far calare quel livello di cacca che ci avvolge. Non dico molto, qualcosina ciascuno, e le critiche lasciamole a chi sa veramente giudicare ma qui sulla terra nemmeno i giudici dei tribunali SANNO più fare il proprio lavoro.

Giudicare e criticare è molto semplice, in silenzio e con buona volontà compiamo azioni anche piccole che servano a restituirci un po’ di armonia e pace.

Forse anche il COVID 19 se ci comportassimo da persone assennate e usassimo la testa, sono stra convinta che se se ne vada e ci abbandoni. Ma anche in questo caso ai ristoranti non rinunciamo, ( sono sempre tutto esauriti!) ai bar nemmeno, alle mostre, agli assembramenti ai mercati rionali, alle FESTE in casa di congiunti o disgiunti,spesso senza mascherina, tutto CIÒ è un disgusto totale. In classe 28 studenti che sfiatano, fanno starnuti e altri RUMORI, tossiscono, respirano, escono dalle loro giovani bocche microscopiche particelle di saliva, vivono insomma….ma al banco niente mascherina, se invece vai alla lavagna ( MT 1.30 da percorrere) te la devi mettere. Tutto un controsenso…ma tu che mi leggi cosa fai per migliorare questo stato ignobile di cose? Buona domenica a tutti!

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

14 pensieri riguardo “E noi stiamo a guardare?”

  1. Ho letto tutto quello che hai scritto e penso che tu possa avere ragione.
    Per l’Italia posso fare ben poco.
    Cerco però sempre di non « aiutare » quei Paesi che non conoscono la democrazia e continuano ad « inondarci » con le loro merci.

    Nel mio ultimo articolo ho scritto testualmente :

    “Eppure la tortura esiste ancora e molti Stati apparentemente “puliti” sorridono serenamente con opportunismo e ipocrisia a certe REALTÀ che non conoscono neppure la democrazia”.

    L’allusione è facile da comprendere… però molti nostri connazionali si sono arricchiti andando a « lavorare » dove esiste la vera dittatura… che non va bene.

    Mi fermo qui e ti auguro un ottimo pomeriggio domenicale.
    Quarc

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    1. Caro Quarc, premetto che non mi riferivo assolutamente al tuo scritto ma alla popolazione intera, me compresa che faccio troppo poco per provare a cambiare un pochino le bruttezza che ci circondano. Per le torture è un altro doloroso capitolo. Buon pomeriggio anche a te: io come sempre sto lavorando felice!

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  2. Che dire? Ci sarebbe da aprire un mondo che spesso vive di facciata. Tutti se ne strafottono, dinché non inciampano. Allora si elevano urla e strepiti perché il mondo non doveva andare così.
    Abbiamo memoria corta e molta ipocrisia.

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