NINUCCIA ( II CAPITOLO.)

INDIETRO NON SI TORNA.

Tempo di lettura stimato in circa 20 minuti

Mentre cercava di stirarsi le gambe e lisciarsi la vestaglia che oramai era ridotta ad un ventaglio plissettato, tante erano le pieghe del tessuto anche macchiato di sangue, sentì all’interno di una delle tasche qualcosa di rigido e metallico. Guardò meglio ed estrasse il cercapersone, ancora intatto, dal quale non si separava mai che portava sempre con sé, nel caso le fosse venuto un attacco di panico mentre era sotto la cascata dell’acqua. ” E se io ho il mio, Rosina deve avere il suo in tasca” pensò a voce bassa, mentre una vampata di calore le cambiò il colore del viso e del décolleté. Si tolse di scatto la vestaglia, la buttò sul letto insieme agli altri abiti, si infilò i Roy Rogers e la Fruit rammendata mentre teneva in bocca il cercapersone che provava ad azionare con i denti per chiamare subito Rosina. Poi disse a voce alta ” No un attimo Ninni, stai calma, ragiona, non la puoi chiamare subito. Sicuramente sta facendo le lastre e qualcuno è accanto a lei, ma chi? Le gemelle o Aristide saranno con lei?. Ragiona Ninni, prendi una sigaretta e rilassati e pensa a cosa è meglio fare in questa situazione. Pensa a che cosa farebbe la dottoressa Ercolano se un avvoltoio volesse comprarle a un prezzo irrisorio una delle sue banche, cercando di fotterla usando il trucco di spargere la voce che la banca è sull’orlo del fallimento. Lei glielo permetterebbe? O tirerebbe fuori le sue proverbiali unghie affilate e taglienti che non gli darebbero via di scampo? Allora cara Ninni? Che cosa farebbe la dottoressa? Agirebbe d’impulso o ragionerebbe? Rispondi Ninuccia, rispondi prima di cadere a terra svenuta! ” la fronte era tutta imperlata di sudore, in bocca non scorreva più la saliva, ma Ninuccia riuscì ugualmente a pronunciare la frase che l’aveva salvata molte volte. ” Hai due accessori importanti e fondamentali dei quali tua madre ti ha dotata: un cervello e una vagina, ora devi usare solo il primo accessorio” Aspiro’ la prima boccata di fumo che quasi le andò di traverso, mentre si accorse che non aveva preso nessun’altra compressa, dopo la prima del mattino. Sembrava una tigre con quegli occhi a fessura che lanciavano saette! Si ritrovò sdraiata nel suo letto mentre fumava tranquillamente, l’uragano era passato anche questa volta ed il suo corpo da rigido e teso qual’era tornò morbido e SINUOSO. Nonostante lo scempio dei capelli praticamente inesistenti, Ninuccia non si rendeva bene conto che avrebbe potuto tranquillamente far perdere la testa ancora a qualche uomo. Per un attimo si guardò nel grande specchio e l’immagine che esso le rimandava era quello di una donna sexy, intelligente e colta, sensuale, accattivante e ricca. Maledettamente e vergognosamente ricca! I suoi capitali e i suoi tesori non le avrebbero in ogni caso permesso di rimettere indietro l’orologio del tempo, ma sarebbero serviti un giorno per ora molto lontano. ” Dove non arriva la bontà e la pazienza, laddove non può la scienza e dove non vi è COSCIENZA, ci arrivano i soldini su tanti bei trenini”. Purtroppo questa massima che odiava ma che aveva imparato a memoria da nonna Divina, funzionava spesso e si disse tra sé e sé che questo stupido ritornello poteva tornarle utile. ” La terrò come ultima riserva, se proprio non saprò che pesci pigliare: non voglio nemmeno sentirlo l’odore dei soldi da domani in poi” . Il cervello di Ninuccia iniziò a ragionare e mise in fila le cose da fare, prima tra le quali telefonare alle figlie. Cercò il suo cellulare che in questo momento non riusciva a trovare, forse era rimasto in bagno, ma Ninuccia non aveva nessuna intenzione di tornare la’ dentro. Guardò nel comodino accanto alla parte del letto dove dormiva lei ma non c’era. Andò di corsa nel salone principale per prenderne uno di scorta e quando entrò trovo’ la finestra ancora aperta. La stanza era ghiacciata, ma l’odore stagnante del sigaro era ancora presente. Un altro conato di vomito la fece piegare in due, si premette forte lo stomaco con le mani perché ora non c’era il tempo di rimettere. Vide su uno dei divani un cellulare ma non ricordava che fosse color grigio fumo di Londra: non ne possedeva di quel colore. Lo afferrò ugualmente con le mani tremolanti e compose a memoria il numero di Celeste. Quando c’erano motivi gravi ed importanti preferiva parlare con Celeste, poi eventualmente anche con Greta. Dopo tre squilli la ragazza rispose ” Mi dica dottor Baroni, che novità ci sono per Rosina? Siamo in ansia…Ninuccia alquanto stranita rispose in modo secco ” Ma che dr. Baroni, sono tua madre, non riconosci il numero?”

” Ma veramente questo non è il tuo numero…è il numero….” Non fece in tempo a finire la frase che Ninuccia disse”Stammi ad ascoltare attentamente CELESTE, ora non ho tempo per spiegarti tutto. Ho appena finito il Consiglio di Amministrazione e sono stanchissima, tra l’altro mi sono dimenticata di dirvi che sto per partire per Hong Kong e….starò via circa un anno. È successo uno sgradevole inconveniente con una delle mie banche laggiù e stavolta non posso mandare Ambrosetti: è troppo importante e rischio di perdere 5 istituti bancari! Perciò a malincuore devo lasciarvi ed andare personalmente se voglio cavarci qualcosa.”

” Ma Mamy, tu non puoi assentarti per un anno intero, non lo hai mai fatto da quando siamo nate, non capisco perché tutta questa fretta all’improvviso…” Celeste non vi devo allattare ancora mi pare! Poi rimane con voi Rosina, Aristide e Laerte sui quali potete contare sempre e comunque. A proposito, ti volevo chiedere se sai dove sia Aristide, ho bisogno di lui prima di partire!” CELESTE aveva gli occhi spalancati e Greta attaccata al ricevitore del telefono, non riusciva a respirare. Riuscì solamente a dire ” Aristide è alla clinica “Angelo Beniamino”, perché Rosina è scivolata sul parquet di casa ed è arrivato il dottor Baroni e probabilmente, anzi sicuramente ha una caviglia rotta e ne avrà pare, per almeno sei mesi. Come pensi di fare senza di lei che ti sostituisce sempre in tutti i tuoi affari personali? Non credo che tu voglia servirti di noi due, o mi sbaglio?” ” Sbagli di grosso cara la mia ragazza! Al vostro ritorno da Saint Moritz, il dr. Ambrosetti, Aristide e Laerte con la super visione di Rosina vi insegneranno i primi rudimenti su come dirigere un’azienda. Mi auguro che la voce Rosina non l’abbia persa, almeno quella si sarà preservata durante la caduta? Vi inizieranno a dare qualche responsabilità che alla vostra età è tempo che vi prendiate, dal momento che tutto il patrimonio o quasi, sarà vostro e dovrete quindi almeno imparare a gestirlo. Con me lontana non vi sarà difficile imparare, se ci sono riuscita io che provenivo da tutt’altro settore, ce la farete anche voi senza ombra di dubbio! Con tutti gli aiuti che ho vi ho messo a disposizione riuscirete egregiamente, ne sono più che sicura. Sono stata chiara?” A questo punto della conversazione Greta di scatto prese il telefono e imprecando tra i denti come uno scaricatore di porto disse a sua madre” Senti Ninuccia Ercolano, non me ne frega nulla se tu devi partire per Hong Kong, non me ne frega nulla delle tue banche e del tuo impero, a me interessa solo partire per la montagna con il tuo vecchio completo da sci! La tua azienda la gestisci tu con uno dei tuoi cagnolini scodinzolanti, io e mia sorella non ne vogliamo sapere mezza.” Celeste con una forza che non sapeva di possedere, diede uno schiaffo alla sorella che la sbalordi’, riprese in mano il telefono e disse ” Non ascoltarla questo mese non ha avuto il suo ciclo ed è scollegata dal mondo degli umani! Crede di essere già in pre menopausa e naturalmente afferma che è un tuo regalo generazionale, visto che anche tu verso i trentacinque anni iniziavi ad avere i primi sintomi. Per farla breve mamma non ti devi preoccupare di nulla: Rosina è in buone mani, parti tranquilla e appena arrivata ci chiamerai. Qua il mondo andrà avanti lo stesso anche senza di te, non credi? Io da parte mia ti prometto che mi metterò d’impegno e cercherò di farmi piacere economia e finanza, materie che ho sempre odiato a scuola, ma comunque ci proverò. Non mi chiedere però di scrivere un libro sui bambini al tuo posto, piuttosto mi faccio suora di clausura!”

” Ma noooo tranquilla, vi sto chiedendo di imparare a dirigere un’azienda, mica ho capitolato ancora! Ora vi devo salutare e tu fammi sapere come sta sua sorella con i suoi disturbi e stalle molto vicina per favore! Ah dimenticavo! Ho fatto recapitare a casa vostra i completi da sci che tanto volevate, li troverete stasera stirati ed adattati alle vostre misure. Mi dispiace per l’aereo ma a questo punto ne dovrete prendere un altro, con tutto quello che è successo è già tanto se siamo tutti vivi! Ci vediamo tra un anno. ” E chiuse in velocità la telefonata. “Questa è fatta, sono fiera di me stessa! Ora proseguiamo con ordine e dedichiamoci alle altre incombenze”. Mise il cellulare sul divano dove lo aveva trovato pensando e ripensando al perché CELESTE l’aveva chiamata dottor Baroni, proprio non riusciva a concentrarsi su quel piccolo particolare ma ora non ne aveva tempo. Ci avrebbe ragionato su più tardi, forse in treno dal momento che il viaggio da Bologna a Castrolibero era piuttosto lunghetto. Andò di nuovo in camera sua per riprendere il cercapersone e premette il tasto rosso pregando che Rosina rispondesse. Dopo diversi bip bip Rosina rispose e a Ninuccia tornò la salivazione in bocca ed il battito regolare del cuore. ” sei tu ringraziando il cielo! Come stai? Cosa ti hanno fatto quelle scellerate? Per fortuna che questo aggeggio ha una lunga gittata e funge anche da telefono, ma per quanto ne avrai? Come faccio a partire senza salutarti…..e rimbambi’ la povera Rosina con mille e mille domande. ” Se prendi fiato e mi lasci parlare un attimo ti racconto tutto. Ho la caviglia rotta, mi hanno fatto scivolare perché non volevo che andassero in camera tua: avrebbero scoperto il tuo pazzo progetto! Ho la caviglia rotta in più punti, i legamenti sfilacciati e anche il menisco è partito, sei contenta di saperlo? Ora partirai più tranquilla sapendo che ne avrò per un anno circa anch’io?” “Ma come posso essere contenta? Se potessi le strozzerei con queste mani, ma non credo di poterlo fare ora! Vorrei essere lì con te ad abbracciarti e a curarti le ferite, come tu facesti con me, vorrei..” Ne vorresti un po’ troppe di cose, pensa a partire ora e a portare a termine il tuo screanzato piano, se ti riesce. Io non sono preoccupata per me, ci vuole altro per fermarmi! Penserò a te ogni giorno e pregherò affinché tu riesca a sopportare il peso di non trovarlo, ma tu possa trovare almeno una piccola tomba su cui piangerlo. Anche se lo avrà sotterrato perbene chissà dove! Qua le tue figlie sono in buone mani che userò al posto dei piedi se necessario!” ROSINA chiuse la conversazione prima di far udire a Ninuccia la voce rotta dalle lacrime, sia per la partenza di lei sia per il dolore insopportabile. Chiese ad un’infermiera un calmante di quelli veri e non una camomilla, e quando la morfina cominciò a fare effetto si addormento’ con la testa piegata all’indietro su un cuscino bagnato di lacrime. Riuscì solo a biascicare con la lingua impastata ” non lo troverai, è morto, lei te lo ha ucciso….”NINUCCIA non fece in tempo a dirle che le voleva molto bene, ma sperava fosse sottinteso e voleva anche dirle che l’avrebbe chiamata appena possibile, ma conoscendo molto bene Rosa Giudici sapeva che avrebbe spento il cercapersone, segno inequivocabile che per lei la conversazione era terminata. “Benissimo, ora che il piano ha avuto inizio, mi dedico a portare con me gli indumenti necessari e le mie medicine. Anche se laggiù la vecchia farmacia penso ci sia ancora, ma meno frequentero’ i negozi e meglio sarà. Per fortuna che sono riuscita ad ottenerne una scorta notevole così se ho fatto bene i calcoli per una annetto circa dovrei essere a posto” Lo pensò a malincuore, rattristata per l’incapacità di vincere gli odiati ed amati attacchi di panico, anche se con gli anni era riuscita a dominarli non poco. Erano le dodici e quindici minuti, il suo stomaco reclamava qualcosa da mangiare e lei abitudinaria in tutto, mollo’ a terra la vecchia valigia di cartone chiusa nella maniglia con lo spago. Quello spago che si ricordò, serviva a suo padre Biagio per prepararle l’altalena in estate. Si precipitò in cucina pensando a cosa avrebbe potuto rimediare in fretta e furia per calmare i morsi della fame. Quando arrivò in quella che banalmente veniva chiamata ” cucina” con un leggero battito di mani accese la luce, e percorrendo quei venti metri circa di lunghezza, si diresse verso il frigorifero. ” “Mi auguro che Rosina abbia messo in concia lo scamone e in freezer il vino.” Aveva troppa fame e si sarebbe accontentata di una fetta di carne ed un paio di BICCHIERI del suo vino bianco preferito. Come sempre quando era veramente affamata non sentiva e non vedeva più nulla, il buio totale si impadroniva di lei e sentendosi quasi svenire mise subito lo scamone sulla piastra elettrica per cucinarlo ai ferri. ” Al naturale così faccio prima, aggiungo solo un rametto di rosmarino che presumo sia nel vaso DERUTA degli odori. Finalmente dopo quattro minuti di cottura, due per parte, prese una forchetta d’argento, il suo calice di MURANO personale e finalmente si versò il primo bicchiere di Traminer fatto arrivare per lei direttamente da Bolzano. ” Sì Rosina sono a conoscenza dell’etichetta e conosco perfettamente la lezione: il Gewurztraminer DOC è adatto per crostacei alla griglia e non per la carne rossa! Ma a me provoca un brivido al palato, mi piace da impazzire, come impazzisco per un uomo che sia almeno un metro e novanta di altezza, in boxer attillati di Armani e camicia bianca slacciata, perciò me ne frego del galateo e sai cosa ti dico cara Rosina? Che me ne verso un altro calice! Ma che paragone stupido, io che ora penso ad un uomo seminudo con quello che mi aspetta! Credo sia stata la carne a farmi venire certi appetiti, non può essere diversamente!

Complice lo scamone ben grigliato ed il vino che l’avevano riscaldata e calmata, Ninuccia parlava da sola per farsi coraggio senza rendersene conto, come se Rosina fosse lì con lei in cucina a mangiare insieme come di solito facevano. ” sorelle per la vita” diceva Ninuccia ” e oltre” le faceva eco Rosina quando da bambine cantavano e ballavano per le stradine di Castrolibero, mezze nude con i piedi ghiacciati a chiedere l’elemosina. E così fu.

Il rumore molesto di un gallo arrabbiato la svegliò di soprassalto. Altro non era se non un allarme che segnalava la presenza di qualcuno in cucina che si era addormentato da troppo tempo con un gas acceso. Guardò immediatamente l’orologio, un Patek Philippe d’oro massiccio che portava al polso destro, uno degli innumerevoli regali del suo secondo marito il Cavalier Sangalli Pietro. Il suo primo editore, l’artefice di tutte le sue fortune, colui che l’aveva fatta diventare ciò che era oggi. Scattando in piedi come se avesse preso la scossa, realizzò che erano le diciotto del pomeriggio e che alle 19 aveva il treno. Non c’era più tempo per nulla, adagio’ l’orologio sul tavolo, afferrò la valigia di cartone, si infilò il loden al rovescio e chiamò un taxi. L’ora era giunta.

Ndo

Pubblicato da Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, sul blog e al 3204380039! Chiama

4 pensieri riguardo “NINUCCIA ( II CAPITOLO.)

    1. Veramente io ho già scritto 3 libri, questo è un romanzo a tinte molto forti. Scrivo da sempre: per i quotidiani, scrivo lettere ai settimanali e il blog è solo un passatempo. Ho deciso di correggere da sola questo romanzone e di pubblicarlo intanto a capitoli qui sopra. Poi vedrò cosa fare

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