NINUCCIA E GLI ANGELI: II PARTE DEL TERZO CAPITOLO.

Proseguo nella correzione e nella pubblicazione. Seguite in fila mi raccomando! TEMPO di lettura stimato in ..dieci minuti circa. Avviso i gentili lettori che questo è un pezzo molto forte e significativo per tutto il contesto del libro.

“Presto , fai bollire tutte le pezze di cotone bianche che trovi Rosina, prendi gli stracci per pulire in terra e sul tavolo, sbrigati! Prepara la sUglia, le corde e il filo dell’otto e falli bollire mi raccomando! Non vorrei mi morisse anche lei e di setticemia per di più! Poi dove le trovi altre 2 braccia che lavorano alla fabbrica?” Ninuccia urlava nel letto, sudava e urlava: sembrava un animale sgozzato, povera bambina! ” Non lo uccidere mamma, nessuno lo VERRÀ mai a sapere, lo daremo in adozione, ma lascialo vivere….”!mentre le doglie erano sempre più forti e Angelica le allargava le gambe per controllare a che punto era la dilatazione della vagina, toccandola e palpandola senza delicatezza e senza umanità. Ma soprattutto senza nessuna competenza ginecologica anzi, le sembrava di toccare una scrofa di quelle che andava ad aiutare a partorire per racimolare qualche soldo in più. Levatrice delle scrofe e di quella povera bambina sfortunata che era sua figlia, che aveva solo tredici anni! ” Ripensandoci bene era molto meglio se ti facevo abortire, il dottor Baroni mi avrebbe senz’altro aiutata, ora non avrei tutto questo fastidio e non dovrei tenere un omicidio sulla coscienza e sul mio cuore.” A volte Angelica si chiedeva nei rari momenti di lucidità se un cuore lo possedeva. ” Come al solito sei tu che provochi sempre gli uomini, è solo colpa tua se tutto questo è avvenuto! Con quei seni prepotenti che ti ritrovi e quelle labbra da donnaccia! Che cosa credevi, che quel maiale di mastro Raffaele rimanesse insensibile alla tua così prorompente fisicità? Te l’ho spiegato mille volte che gli uomini sono tutti dei porci, dovevi vestirti di più e coprirti le labbra con una veletta nera da Messa.”. Mentre Angelica era in trance e parlava muovendosi come un automa, Ninuccia visto che era legata sul tavola da cucina, trasformato in un tavolo operatorio, si dimenava come un animale e girava gli occhi verso Rosina, supplicandola di non permettere che sua madre uccidesse il bambino.” Fa che non lo uccida Rosina, aiutami ti supplico! Prendilo tu” mentre l’ultima spinta fu talmente forte che si vide la testina bionda sbucare e Angelica disse” Ecco il diavolo che esce e girandolo su se stesso come si fa per dare un giro di vite, lo strappò per sempre dal grembo di Ninuccia lacerandola in maniera disumana, facendole fuoriuscire un lago di sangue.

Ninuccia urlava talmente forte che i vicini bussarono alla porta per chiedere che cosa stava succedendo. Angelica legandola ancora più stretta e mettendole in bocca un tappo per le damigiane dell’olio per impedirle di parlare, rispose” Non è nulla, stiamo cercando di estrarre ben tre denti marci che ha in bocca Ninuccia poverina! Le hanno provocato degli ascessi e se non li estraiamo subito rischia di morire di febbri altissime. Non vi preoccupate e tornatevene a casa, qua non serve nulla oramai abbiamo quasi finito. Ma se proprio volete rendervi utili portatemi del ghiaccio e molto x favore così glielo metteremo sulle gengive”. Quando Angelica ebbe estratto il bambino lo prese in braccio e sparì nell’altra stanza, con il piccino che sbraitava come un indemoniato. Emetteva vagiti non umani, sicuramente quelli non erano i primi vagiti di un bimbo appena nato, erano urla premonitrici di morte. Era sporco di sangue e di tutto quel nutrimento che Ninuccia era riuscita a fargli avere” È anche bene in carne”, pensò Angelica, con quelle guanciotte tonde e rosee anche se non lavato sembrava un Cherubino. ” Sarebbero due buone braccia per la fabbrica, questo essere pesa almeno 4 chili e mezzo!” Disse con rabbia cieca la donna che stava per compiere il massacro sull’infante.

Il coltello da macellaio luccicava sul letto, sembrava una spada ed era pronto per il delitto, la lama bene appuntita era anche stata arroventata. Non ci sarebbe voluto molto tempo per una creatura così piccola: un colpo ben sferrato come Angelica faceva con i tacchini e via! Niente più umiliazione e vergogne, niente più timore di avere una figlia rovinata per sempre. L’unica figlia, e femmina per di più, quindi fonte di guai a non finire. La cassettina per le mele con il canovaccio a quadretti bianchi e rossi era sul lato destro del tavolo, pronta e questa sarebbe stata la sua piccola bara. Dalla cucina le urla di Ninuccia e di Rosa erano oramai mescolate insieme, dato che le aveva tolto il tappo dalla bocca così almeno poteva sfogarsi ed il sangue era ovunque. Sui muri, sul logoro tappeto, sui visi delle due bambine, sulla porta…..un macello vero e proprio. Ovunque vi erano le tracce del massacro. Ninuccia oramai allo stremo delle forze rischiava di morire dissanguato, povera creatura di Dio e degli Angeli.

estraiamo

Pubblicato da Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, sul blog e al 3204380039! Chiama

2 pensieri riguardo “NINUCCIA E GLI ANGELI: II PARTE DEL TERZO CAPITOLO.

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