NINUCCIA E GLI ANGELI (IV PARTE DEL TERZO CAPITOLO)

Buongiorno e buona lettura, sempre in fila mi raccomando! TEMPO di lettura tranquilla stimato in 18 minuti circa.

Alla risposta dell’uomo Ninuccia sobbalzo’ e per tutta risposta gli chiese” poi dove è diretto, se non sono troppo indiscreta? Non dico che stiamo per diventare amici ma compagni di treno, sì. Anche io prendo per Paola, poi andrò a Cosenza. E da lì non so come ma devo arrivare a Castrolibero, lo conosce quel piccolo paesino?” Pronunciò le ultime parole molto in fretta senza dare all’altro il tempo di replicare, come volesse fare una confessione spontanea dicendo a lui per primo, un perfetto sconosciuto, che stava per ritornare a casa. Gaudenzio toccandosi i capelli e la barba, segnale di profondo disagio e di imbarazzo mentre si accendeva una sigaretta, disse” Tra tutti i milioni di destinazioni che ci sono purtroppo anch’io faccio lo stesso tragitto e arriverò a Castrolibero diavolo! Dove peraltro abito, contenta di saperlo? ” Lo disse con la solita voce stanca e bassa, come se la sua mente fosse da un’altra parte e lì solo l’involucro esterno, cioè il suo corpo. ” Una signora come lei che cavolo ci va a fare in un Paese come quello dove non c’è nemmeno un night o una balera, ma solo puzza e rottami ovunque, lasciati per ogni vicolo. Perché è di una balera vero che lei abbisogna per campare? Una come lei dovrebbe tornarsene a Bologna subito! E poi scusi, alla sua rispettabile età che lavoro pretende di fare laggiù? Ma quanti anni ha, se non sono troppo indiscreto? Forse nella trattoria di Martino avranno bisogno di una lavapiatti….” D’improvviso sembrava che a Gaudenzio fosse nata un’insolita e convulsa voglia di chiacchierare che non gli era famigliare per niente. Un timido sorriso si affacciava sulla sua bocca, carnosa e ben disegnata anche se con labbra molto screpolate e denti non immacolati per le troppe sigarette fumate. ” Avrebbe bisogno di una bella ripulita o di un paio di miracoli, inoltre dovrebbe passare dal mio dentista e Fernando potrebbe fare un ottimo lavoro su quella foresta incolta di barba e capelli! Non dovrebbe tagliare moltissimo, di certo non gli occorre lo scalpo così come ha fatto a me. Lui non si deve nascondere da nessuno e quest’aria un po’ selvaggia e rude è la sua e non gli va tolta. Sotto a quella barba e a quei capelli in disordine secondo me si nasconde un viso di quelli che tolgono il fiato, quei visi che un tempo mi facevano impazzire….Aristide potrebbe insegnargli le buone maniere ed io mi lascerei ricrescere i miei capelli tingendoli di biondo, riprovando ad essere una donna o forse quella ragazza che non sono mai stata.” Questi pensieri civettuoli e peccaminosi, invadevano la già confusa testa di Ninuccia e per un attimo le avevano fatto dimenticare il motivo che la stava portando a Castrolibero. Una vampata di calore la imprigiono’ dentro ad un altro pensiero ancora più erotico, al limite dello scandaloso e se ne vergogno immediatamente, ricacciandolo indietro. Ma fu solo un attimo ed il pensiero così come era venuto se ne era già volato via. Si era dimenticata ancora di prendere le sue compresse, ma non voleva sfidare il destino e ne inghiotti’ subito una senza essere vista da lui. Le domande che ora lui le faceva erano troppe e troppo personali per i suoi gusti e mentre terminava la sigaretta disse” ho fame, cerchiamo un bar che abbia qualcosa da mettere sotto ai denti. Ma prima devo trovare l’altra scarpa, una qualunque, mi fa male il piede, mi sta venendo un’enorme vescica e sto zoppicando”. Lui le rispose che l’unico posto in una stazione per trovare una scarpa a quell’ora di notte, era il cassonetto della spazzatura: non erano in aeroporto con il Duty Free sempre aperto! ” Eccone due là in fondo vicino al bar, vieni andiamo a cercare la tua nuova scarpa.” Non si era accorto che era passato al “tu” involontariamente. Gli veniva spontaneo anche se per lui chiuso e lunatico qual’era, era inusuale dare confidenza ad una persona conosciuta da poco. Sì perché per lui Dora era una perfetta sconosciuta, anche se era lì con lui di notte a Napoli, a cercare una scarpa in un bidone dell’immondizia. ” Però ce le mette lei le mani dentro, vero? Io ho una paura terribile dei ratti e dei topi, piuttosto mi tengo la mia vescica che oramai sarà aumentata di volume.” ” Sì ce le metto io le mani dentro e puoi scommettere che troverò subito una scarpa per te, sono un esperto di cassonetti io, non l’ avresti mai detto vero Dora? ” in un battibaleno si sfilò la camicia lasciando Ninuccia a bocca aperta e se la arrotolo’ attorno alle mani per proteggerle in assenza di guanti consoni all’uso, dopodiché infilò un braccio dentro al cassonetto. Lei lo guardava con aria divertita mentre teneva d’occhio anche il grande orologio della stazione: tra poco sarebbe arrivato il treno per Paola. ” Non si può sbrigare per favore con quella maledetta scarpa?” disse Ninuccia pensando alle centinaia di scarpe che aveva lasciato a casa! ” Tra dieci minuti arriva il treno per Paola, non possiamo perderlo.” ” Ehi! Sto facendo del mio meglio, qua dentro non ci sono solo scarpe” disse mentre estraeva uno zaino ricolmo di pannoloni usati per bambini alla cui vista Ninuccia emise un grido di lamento. ” Ti fa male la vescica Dora? Le chiese Gaudenzio” Credo di aver trovato qualcosa che fa al caso tuo” Estrasse finalmente tutte e due le braccia dal cassonetto ed in mano aveva non uno, bensì due paia di scarpe. Un paio erano espadrillas in tela grigia e l’altro paio robuste scarpe da ginnastica rosse. ” Non saranno di marca ma almeno ti ripari il piede e considerando che c’è il gelo, credo che opterai per quelle da ginnastica.” Ninuccia che odiava il colore rosso perché le ricordava tutto quel mare di sangue, disse a malincuore:” Potendo scegliere indossero’ le espadrillas, anche se avrò un poco freddo ai piedi le trovo più congeniali per me. Aggiungerò 2 paia di calzettoni di lana che ho in valigia e non starò poi così male.” A questa risposta che non comprendeva dato il freddo che faceva, Gaudenzio le porse quelle che aveva scelto senza capire la ragione. ” Va beh, contenta tu di avere i piedi gelati, contenti tutti. Un nuovo fischio avvisava che era in arrivo sul binario n. 68 il treno per Paola, perciò si rimisero in fila x salire. Si era fatta l’una e trenta del mattino e salendo sul treno cercarono uno scompartimento l’uno lontano dall’altra, salutandosi con la solita vigorosa stretta di mano. Non desiderava fare un altro pezzo di strada con Dora accanto, quella donna non gli piaceva, troppi misteri erano cuciti addosso alla sua persona e parecchie cose non gli erano chiare. E quando a Gaudenzio non tornava qualcosa, lui taceva e ascoltava il rumore del silenzio, sperando di trarne le giuste e concrete risposte. A partire dal fatto che Dora aveva lasciato un biglietto da 500 € nel cassonetto della spazzatura” per pagare le scarpe che abbiamo rubato” si giustifico’ lei, mentre lui non capiva e diceva che se qualcuno le aveva abbandonate voleva dire che non gli servivano. Ninuccia in questo modo per lei normale di ricorrere spesso al danaro si scontrava con l’intento e la promessa che si era fatta a Bologna prima di partire. ” Così se altri poveretti dopo di noi ne abbisognano se le possono comperare, invece di gelare, non le pare? Ninuccia continuava imperterrita a dare del lei a quell’uomo così mistico e strano, per nulla somigliante ad un uomo del suo nuovo mondo. Niente lo accomunava a lei, a parte quello strano sfregolio involontario che sentiva nelle parti intime ogni qualvolta lui le si avvicinava troppo. Non se lo riusciva a spiegare e questo la mandava su di giri. Cercava con la razionalità di scacciare via dal suo corpo quel leggero schiudersi delle piccole e grandi labbra, ma niente da fare: loro non le obbedivano come fosse in un consiglio d’Amministrazione a dare ordini! Anzi! Loro andavano per i fatti propri schiudendosi ancora di più a loro piacimento, facendola innervosire parecchio.

Non riusciva a tenere testa alla sua natura più intima e segreta, questo per lei era un dato di fatto altamente negativo che giocava in suo sfavore. Non le avrebbe certo giovato un amplesso non programmato con il primo finto tonto che aveva casualmente incontrato in viaggio. Anzi! Era un eufemismo chiamarlo viaggio e basta, quella era la sua unica ragione di vita ora, altrimenti quella vita piena di oro e di orpelli inutili, colma di tutto e vicina al Nobel, se la sarebbe tolta a Bologna. Ma per fortuna ora aveva uno scopo: c’era Beniamino da trovare e tutte le spiegazioni del caso da fornirgli. I pruriti sessuali li doveva assolutamente mettere da parte e prese un’altra compressa per calmarsi, stramaledicendo quella mai morta voglia di amare che ancora aveva. In fatto di scarpe Ninuccia conosceva bene l’argomento e poteva dire la sua, in fatto di bambini un po’ meno, reputandosi una pessima madre. Ora non aveva sonno ed estrasse dalla valigia di cartone un vecchio Rosario che le aveva regalato nonna Divina e iniziò a snocciolarlo molto lentamente, quasi come cercasse la medicina in quelle preghiere che la guarisse da tutti i suoi mali in un battibaleno, ben sapendo che così non era.

Se

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Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

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