NINUCCIA E GLI ANGELI ( VI ed ultima parte del III CAPITOLO)

Giochi di luce e neve.

Buongiorno ai miei lettori! Mi scuso x la lunghezza della V parte del III cap che in sede di eventuale stampa del libro verrà sicuramente ridimensionato. Scrivo ora le ultime righe, invitandovi a suggerire vs. Graditi commenti. Negativi o positivi che siano, ma pur sempre costruttivi. Prima di terminare questo lunghissimo capitolo mi preme dirvi che il tablet o word press o la memoria del blog che ha 8 anni, non stanno più al passo con la mia velocità di scrittura. Dovrà metterci le mani San Corrado ( il mio informatico personale ndr) per capire come mai! Vado troppo in fretta a scrivere per questi strumenti già obsoleti x me! Memore di quando lavoravo in un CED, praticamente a cottimo! Credo di essere stata una delle più veloci tastieriste che l’azienda aveva! Sarei molto più avanti nella correzione del romanzo e voi sareste già entrati nel cuore vero della storia.

Finestrino esterno di casa mia.

Devo dirvi però che arrivati a questo momento del film, qualche boccia è ferma e i punti cruciali sono emersi. La trama si continuerà ad allargare a ragnatela con colpi di scena continui,flash back,personaggi nuovi che contribuiranno a rendere affascinante e mai banale la storia. Ne approfitto ora x citare il sig. ALBERTO ANELLI, Dio non volesse mai che io me ne dimentichi che è la.fonte di Castrolibero ove ho attinto nomi reali degli attrezzi che gli Scarpari usavano in quel periodo. Nomi e modi di dire riguardo alle scarpe sono perciò fonti veritiere e attendibili. Il perché io abbia poi voluto mescolare la storia di Ninuccia con quella degli Scarpari è un altra faccenda ed ora non è il momento giusto x rivelarlo. Andiamo ora a finire sto benedetto III CAPITOLO. Una raccomandazione: se non ricordate dove eravamo rimasti vi consiglio di rileggere un pezzetto del post precedente x non perdere MAI il filo del discorso. Buona lettura stimata in circa 13 minuti

Sperando che non mi faccia addormentare proprio ora che sono quasi arrivata, dopo questo interminabile e terribile viaggio. In fin dei conti aveva semplicemente conosciuto una persona molto in gamba che se dapprima sembrava rozza e tetra, si era si era rivelata con un’intelligenza profonda ed un aspetto fisico che la faceva vibrare. Un uomo con mani affusolate che conosceva ed insegnava la musica a bambini, da lui definiti ” Angeli” nati con handicap non banali. Un uomo così doveva essere dotato per forza di cose di una sensibilità straordinaria. Tanto terribile la faccenda in sé non era, potevano invece risultare terribili le conseguenze che sarebbero nate se continuavano a vedersi o a frequentarsi. Ma come fare,dato che Castrolibero conteneva solo 10368 anime, stando ai dati ISTAT del 31 agosto 2008? Dati che Ninuccia aveva appreso documentandosi accuratamente prima della partenza. Se paragonato al milione di abitanti di Bologna, quelle creature si vedevano e si conoscevano tutte. Non sarebbe riuscita perciò ad evitare di incontrarlo una volta o l’altra e questo per lei era un grosso problema. Doveva prepararsi ad una simile eventualità, ma ora il Capotreno avvertiva che finalmente erano arrivati Cosenza e bisognava scendere definitivamente dal treno.

Coppia vintage di elfi.

Ninuccia scese con calma e si diresse subito al bar della stazione per fare una colazione abbondante.” Prima andrò in toilette anch’io a darmi una rinfrescata. Non voglio sembrare una prostituta che ha passato la notte ” a lavorare”….memore delle parole udite da Gaudenzio. Raggiunse la toilette dove fortunatamente vi erano anche le docce. Con due gettoni la poteva fare calda, ma non avendo tempo da perdere decise di sfidare la sorte e le sue cervicali e la fece gelida. Si friziono’ per bene ciò che le rimaneva dei capelli con un campioncino di Dior che aveva nella valigia di cartone e con una sua maglia pulita, si asciugò come pote’, visto che di salviette di carta non ce n’erano. Guardo’ la sua immagine riflessa nello specchio sbeccato e decise di truccarsi in modo molto leggero, dando al viso segnato dalle occhiaia un poco di ” salute in scatola” come amava definire gli intrugli femminili per camuffare le donne. Non vedeva Gaudenzio in giro mentre si stava truccando ed una volta uscita dal bagno nemmeno lì c’era la sua ombra. Era certa che per un bel lasso di tempo non lo avrebbe incontrato.

Nel. Bosco Verde 2 anziani gnomi si fanno compagnia.A stufa spenta naturalmente!

Rinvigorita nell’aspetto e contenta per aver mangiato al bar tre brioche integrali ancora calde e bevuto due caffè cremosi,si accese la prima sigaretta del mattino, stupita di non dover ricorrere alle sue compresse. Si avviò così per le strade di Cosenza più di trent’anni dopo aver lasciato quei luoghi. Ora era alla ricerca di un mezzo che la portasse finalmente a Castrolibero. Chiese ad una passante un’informazione” Scusi signora, a Castrolibero come ci arrivo?” La donna scrutandola da capo a piedi le rispose” se non vuole andarci in carrozza con i cavalli, alla stazione degli autobus c’è la linea “Cosenza-Marano Marchesato. Prima del capolinea troverà Castrolibero,ma se come credo non è pratica di questi luoghi, chieda all’ autista.” Ninuccia la ringraziò e tirò dritto per la sua strada. La.donna continuava a fissarla come fosse un extra terrestre. Di questo Ninuccia se ne rendeva perfettamente conto e pensò che doveva crearsi una nuova identità ed un motivo più che valido per Dora che da quel momento, di cognome faceva Scalzi. Doveva pensare a chi era e perché si trovava lì. Con il suo accento bolognese, glielo avrebbero chiesto non appena avesse messo i piedi giù dall’autobus e lei, organizzata e precisa come sempre, doveva già avere in mente tutto quanto che fosse il più possibile vero e credibile. Ora non si poteva barare: l’acqua calda era arrivata anche lì,le linee adsl pure, le tv le avevano in casa anche i meno abbienti, di conseguenza pochi dati ma precisi ed attendibili. Non fece in tempo a terminare i suoi pensieri che si accorse di essere arrivata in un battibaleno alla stazione degli autobus.Parcheggiata sul lato destro vi era già la corriera Cosenza-Marano Marchesato, vi salì immediatamente senza tanti ripensamenti e pagò il biglietto direttamente al controllore, dato che non aveva fatto in tempo a comprarlo alla biglietteria. Il Controllore molto stupito per il bigliettone da 500 €, disse con aria interrogativa alzando la banconota controluce e contemporaneamente un sopracciglio” E lei pretende che io alle 8.05 del mattino abbia già avuto il tempo di andare in Banca a cambiare in spiccioli? ” Ninuccia sapeva molto bene che non doveva più usare quei soldi così ingombranti ma ancora non sapeva come fare per cambiarli con tagli più piccoli. Avrebbe dovuto aprire un conto in banca, dare perciò le vere generalità e il suo piano sarebbe andato a farsi fottere.”E’ bastata una volta x prendersi gioco di me, penserò più tardi al da farsi”. Tutti e due si guardarono seri, ma dopo pochi istanti scoppiarono a ridere entrambi! Non era una tragedia ed il controllore le disse che gli avrebbe cambiato lui quel pezzettone!

Mentre si aggiusto’ il nodo della cravatta decise di presentarsi

le chiedo scusa per l’arroganza, ma sa da queste parti non siamo molto aperti nel dare confidenza agli estranei e non cambiamo così d’acchito biglietti di questo calibro al mattino presto. Soprattutto agli sconos… volevo dire se non conosciamo il possessore. A proposito io mi chiamo Tirotta Mafaldo, per servirla, signora?? Con chi ho il piacere di parlare invece io?” A Ninuccia si rigirarono le budella nello stomaco a sentire nome e cognome, le tre brioches inghiottite al bar cominciavano a farle il girotondo nello stomaco.

” Ma se mi riconosce come faccio? Non sono ancora pronta con la nuova identità, ma di tante anime proprio Mafaldo dovevo incontrare per primo? Poi proprio a quest’ora del mattino su questa corriera scalcinata.” Fece finta di nulla e si calò sulla fronte il colbacco di pelo in modo che il viso fosse parzialmente coperto e pregò la Madonna di non essere riconosciuta. Si diedero la mano e il controllore finalmente cambio’ il biglietto da cinquecento a Dora. Ninuccia sudata ed agitata per quel breve colloquio, si sedette sulla prima poltrona libera impaziente di arrivare. Lui continuò a convalidare gli altri biglietti dei passeggeri e non si curò più di lei. Ringraziando il cielo anche lui era invecchiato parecchio e con quei fondi di bottiglia che aveva sugli occhi, poteva stare tranquilla. Si era anche ricordata che oltre ad essere storpio, Mafaldo soffriva sin da giovanissimo di una malattia agli occhi rara ed ereditaria che lo avrebbe portato alla cecità quasi completa. A giudicare dagli occhiali che indossava e dalle gomitate che dava alle persone in piedi, senz’altro aveva ragione: non avrebbe potuto riconoscerla in quelle condizioni. Quel viaggio così pieno di imprevisti e di situazioni nuove da affrontare la stava già mettendo a dura prova, ed era solo agli inizi! Qui non c’erano Rosina o Aristide a consigliarla, qui non c’erano i suoi fidati collaboratori. Era sola e doveva prendere da sola le sue responsabilità. “Già Rosina! Non la vedo da un giorno e mi sembra un’eternità! Appena arrivo al paese cerco una cabina telefonica e la chiamo, voglio sapere come sta, e se quella nevrotica di Greta le ha fatto un danno veramente importante! ” Serve niente signora Dora? Tutto a posto? A proposito, lei dove scende?” ” Tutto bene, la ringrazio, scenderò a Castrolibero, spero tra poco.” ” Si’ in effetti è un viaggio breve, tra 5 fermate tocca a lei e me ne rammarico molto! Chissà speriamo di incontrarci ancora se lei prenderà di nuovo questa linea”.Così le disse il sig. Mafaldo Tirotta, vecchio amico e spasimante di gioventù. Finalmente annunciò la fermata di Castrolibero e lei con il cuore che le batteva all’impazzata, si alzò dalla poltrona, raccolse le Sue cose e salutando in modo assai caloroso Tirotta, scese. Lui fece appena in tempo a gridare sporgendosi dalle porte” Ma noi non ci siamo già conosciuti? Ma noi ci conosciamo perbacco!”.Nel gelo di quel mattino del 16 gennaio 2010, dove il termometro segnava meno dieci gradi Ninuccia e Dora erano già lontane diversi metri per sentire quella importante domanda.

Fine finalmente del III CAPITOLO

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

2 pensieri riguardo “NINUCCIA E GLI ANGELI ( VI ed ultima parte del III CAPITOLO)”

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