Ninuccia e gli Angeli: I parte del IV CAPITOLO.

Camminando di buon passo si ritrovò in contrada Santa Annunciata, lo capiva sentendo in lontananza le campane della chiesa di San Paolo. Forse oggi la chiesa era in disuso, chissà!Ricordava di aver letto da qualche parte che era di proprietà degli Eredi Mielilupo e ricordava che non veniva più utilizzata da tempo memorabile per recitare ls Santa Messa. Le campane con il.loro disarmonico suono che lei riconosceva ancora molto bene nelle orecchie, funzionavano anche se con il battacchio rotto oramai da decenni. Si chiedeva come mai dopo trent’anni non era ancora stato riparato, così come il suo cuore non era ancora guarito per le atrocita’ subite nonostante i numerosi rammendi qua e là. Senti’ che nove rintocchi suonavano. A quell’ora lei di solito era già in piedi da almeno un paio d’ore. Mentre camminava adagio, guardava con curiosità ed attenzione il paesaggio che le si prospettava davanti. Cercava con uno sforzo sovrumano di ricordare se tutto quanto fosse ancora al proprio posto se negli anni qualcosa fosse cambiato in quel paese. Ogni tratto delle stradine ghiacciate sembrava che le parlasse dicendole ” guarda che sei tu che te ne sei scappata, sei tu che ci rinneghi da anni e sei profondamente cambiata. Noi ci siamo ancora tutti, o quasi, e ti aspettavamo da molto tempo dolce Ninuccia. Ogni viso che passava in fretta, ogni colore che intravedeva nel grigio e nel bianco di quella giornata invernale, ogni pezzetto di sasso messo lì sulla sua strada le parlava e le domande che le venivano rivolte non avevano ancora le risposte. La sua più grande preoccupazione era quella di non venire riconosciuta da anima viva, nessuno doveva sapere che era lì per cercare suo figlio, in modo tale che se qualcuno aveva qualcosa da spifferare per errore o per la voglia di chiacchierare del passato, lei lo avrebbe captato subito. Doveva ascoltare ogni.parola attentamente e raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, da qualunque fonte arrivassero. Poi lei con arguzia ed intelligenza avrebbe scartato le sciocchezze e tenuto a mente le notizie che potevano riportarle Beniamino.

Papà Antonio, nonna Ione Corvini con un bimbo del quale lei era la sua baby sitter. Li ho trovati i miei Angeli Custodi.

Purtroppo sarebbero uscite di bocca dagli abitanti anche le nefandezze che don Raffaele Quadri compieva non solo all’interno della Fabbrica,ma anche all’interno delle tenere cosce delle sue lavoranti. Chissà che fine aveva fatto, se era morto o vivo,avrebbe voluto saperlo certa che se lo avesse rivisto lo avrebbe ucciso con le sue mani. Lo.stupro da lei subito era stato occultato e mascherato a dovere da Angelica e da Rosina, che a suo tempo si premunirono di mandare via dal paese Ninuccia quando lo stato interessante si fece evidente, dicendo a tutti che era andata a Reggio Calabria da una zia per evitare di riprendersi l’ennesima broncopolmonite. In paese nessuno secondo i suoi ricordi si era accorto della gravidanza. Angelica aveva sparso la voce che un residuo della.pandemia di asiacella l’aveva deformata per giustificare le sue prime rotondità. Aveva.pagato profumatamente i dubbi con l’indennizzo ricevuto da mastro Raffaele per il gravissimo torto subito. E se qualcuno avesse avuto il benché minimo sospetto di una gravidanza di Ninuccia ci avrebbe pensato la “dolce” Angelica a zittire le petulanti bocche. Dove non arrivava lei con i suoi metodi ci arrivava mastro Raffaele con il suo denaro ed il suo potere. Passarono così gli anni e quel mistero tanto ambiguo quanto inconsueto cadde per così dire, in prescrizione e man mano che Ninuccia cresceva e dimagriva a.vista d’occhio, non se ne riparlo’ più. Di bambini piccoli in casa in via dei Tigli n. 8 a casa

Ercolano nemmeno l’ombra, Di conseguenza ogni dubbio o sospetto era svanito come neve al.sole

Ora doveva cercare di ricomporre un .mosaico lungo 46 anni e doveva trasformarsi in una perfetta ed abile investigatrice, forse uno dei pochi mestieri che non aveva ancora svolto in vita sua. Se il bambino si fosse salvato dalle mani dell’assassina, in modo a questo punto inspiegabile, potevano stare tutti certi che sua madre lo avrebbe ritrovato. Ma Rosina scuoteva sempre la testa e abbassava lo sguardo” il bambino è morto, non c’è più, in che lingua te lo devo dire? Per me è uno strazio ogni volta che te lo ricordo!” In questa situazione non si trattava di vendere migliaia di libri o di acquistare una banca;era in gioco la carne della sua carne che ancora gridava vendetta per quello.che era stato fatto ad entrambi……continua…

…se lo gradite. Continuerò la scrittura. Non pensiate sia una passeggiata correggere e riscrivere un romanzo così intricato e forte! È x me fonte ogni volta di fatica fisica e psicologica ripagata non so come e in che misura. Mi piace scrivere, mi piace far conoscere questo personaggio così complicato,ma.vi assicuro che non è semplice per niente. Buon pranzo a tutti, proseguirò nel pomeriggio! Attendo come sempre vostri graditi pensieri che non arrivano ma io vado avanti per la mia strada con Ninuccia vicina.

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Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

2 pensieri riguardo “Ninuccia e gli Angeli: I parte del IV CAPITOLO.”

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