Continuo con Ninuccia..III PARTE DEL IV CAPITOLO

Buona serata di martedì 22 dicembre 2020 a voi tutti. Oggi mi devo rilassare e dedicare il mio tempo libero, poco in verità a Ninuccia che mi reclama prepotente. Vi consiglio di rileggere la II parte del IV cap. o almeno un pezzettino x agganciarvi a questo nuovo. Buona lettura stimata in….

Ma se esistesse qualche dannata anima che sa, di certo non parlerà mai!Dovessero tagliargli la lingua ed amputare i testicoli, non li conosci ancora i nostri compaesani?” Rosina sembrava un fiume in piena, usava un linguaggio che raramente Ninuccia le aveva udito proferire

Sembrava come impazzita, e non riusciva a trattenere con la diplomazia che le era consona, ciò che la sua mente covava. Vomitava tutto addosso a Ninuccia senza trattenere più nulla. E continuò imperterrita anche se il dolore alla gamba era lancinante” Hai persino consultato diverse sensitive, hai assunto detective, basta te ne prego. Torna in te, non ce la faccio più a saperti in questo stato! Torna a casa se non vuoi che stavolta il cuore ti si spezzi del tutto.” Rosina dovette trattenere un singhiozzo improvviso simile ad un pianto. Bevve un sorso di camomilla e tentò di proseguire, prese tutto il fiato che le restava in gola e disse” tu sei da sola senza me. Lo vuoi capire o no? ” Rosina deglutì ancora forte nella speranza si trovare una voce forte e ferma da usare, ma all’improvviso sentì come se un nocciolo di pesca nella gola la stesse strangolando e dovette chiamare Aristide con il cerca persone per farsi portare altra camomilla ed un antidolorifico forte. Allo stremo delle forze la povera donna si ritrovò con in bocca il lembo del lenzuolo ricamato, ora strappato dai continui morsi che Rosina Giudici gli dava per non urlare e far capire a Ninuccia che era disperata. Anche se non aveva più fiato continuò a conversare senza arrendersi. “Di conseguenza ci vedremo molto prima di un anno, i tuoi sessanta li festeggerai con noi a Palazzo, come ogni anno e non certo dove ti trovi ora. Abbi cura di te Ninni. Quando avrai bisogno di me, ammesso che tu ne abbia, sai dove trovarmi ma per saluti o scemenze ti chiedo di non disturbarmi più dal momento che la decisione che hai preso è una sentenza di morte per te. Io mi devo solo rassegnare e prenderne atto e così sia!”.

La conversazione era terminata ancor prima che Ninuccia potesse dire a Rosa che le voleva un bene dell’anima. Voleva urlare che ora sarebbe tornata a Bologna a casa, da lei e dalle sue figlie. Cercava in ogni modo la voce per dirle che era folle quello che stava per fare ma le parole non le uscivano dalla bocca, nemmeno una. Voleva anche rassicurarla che era la verità tutto ciò che aveva detto, ma era pur vero che indietro non sarebbe ritornata. Non aveva tagliato i capelli a zero causa un valzer degli ormoni, non si era fatta quel viaggio orribile per una voglia passeggera. Nulla di tutto questo: lei ora voleva solo trovare suo figlio, punto e basta. Anche se era in ritardo di 46 anni! Aveva come un fuoco che le squarciava il petto e non la lasciava respirare. Doveva trovarlo a tutti i costi anche se avesse dovuto rovistare e mettere a soqquadro tutta Castrolibero e la Calabria intera. Chiese al barista una toilette per prendere tempo e lui, asciugando distrattamente una tazzina gliela indicò dicendole ” In fondo a sinistra c’è il bagno, ma scusi noi due non ci conosciamo? Io sono Martino! Martino Ponzi e tu non sei…..

Ma sì che sei….tu sei Nin….” Prima che il barista potesse finire la frase Ninuccia scappò in bagno con la fronte imperlata di sudore. Stava per svenire, ma il pensiero degli occhi imploranti di Beniamino che l’avevano guardata solo per pochi minuti prima di esserle strappato via, le impedi’ di cadere. In un lampo le venne un’idea: si bagno’ le tempie ed i polsi con acqua fredda, si asciugò per bene ed uscì sicura di sé e determinata come non mai.” “La ringrazio per il telefono e per il bagno,signor…come ha detto che si chiama? ”

” Sono Martino Ponzi, ma non ti ricordi più di me Ninuccia?”

” Guardi che io non mi chiamo Ninuccia,mi sta confondendo con un’altra donna, io sono la dottoressa Scalzi Dora e sono qui per ricostruire l’albero genealogico della mia famiglia. Sono stata incaricata dal Comune di Modena per il quale lavoro e visto che sembra, dico sembra che io abbia la famiglia più antica come origini nel mio settore, quest’anno hanno scelto me per le ricerche! L’uomo del bar la fissò stupito. La riguardò ancora e disse dispiaciuto” In effetti ora che la guardo meglio non può essere lei,anzi! Lei non aveva queste forme e questi connotati. Anche se dopo tanti anni sarà cambiata certamente, ma ricordo che odiava i capelli rasati a zero come un soldato e so per certo che mai e poi mai se li sarebbe tagliati..Lei li portava sempre lunghi aveva dei boccoli meravigliosi anche se sua madre la obbligava a raccoglierli a crocchia come una vecchia nonna e voleva che li tenesse sempre nascosti con un foulard nero, in segno di lutto. Quale lutto poteva aver avuto una ragazzina? Alla mia rispettabile età non l’ho ancora capito: NINUCCIA era bellissima! Lei era la vita ed il sole di Castrolibero e non ce ne sarà mai più un’altra come lei. Era talmente bella che tutti noi ragazzi avevamo perso la testa, ma Ninuccia non ci credeva e diceva che si sentiva orribile con quella gobbetta sul naso. ” Me la farò togliere prima o poi, voglio un profilo perfetto ed il naso all’insù: così sembro una strega e temo di spaventare i bambini! Lo farò a Cosenza con i guadagni della vendita del mio primo libro”. Così diceva sempre lei, fiduciosa e certa che sarebbe riuscita a pubblicare il suo primo libro. Martino tornò in sé e smise di guardare il soffitto; aveva avuto una visione celestiale nel ricordare Ninni ma doveva tornare con i piedi per terra o avrebbe fatto avere a sua insaputa un attacco di panico alla donna che gli stava di fronte. “Mi scusi signora ma lei ha un naso troppo perfetto, capelli troppo corti quasi ehm….da uomo, lei è troppo dove dovrebbe essere poco ed è poco dove lei era il massimo, mi scusi la franchezza! Con la mia amica Ninuccia lei non c”azzecca proprio nulla.” Martino terminò il suo lungo discorso dopo aver onorato e santificato una donna che agli occhi di Ninuccia pareva già morta e beata. Era anche molto sollevata per non essere stata riconosciuta dal suo migliore amico. La trasformazione totale stava dando i suoi frutti.

Dovevano averla amata molto al paese i suoi pochi ma veri amici! Mi scuso tanto signora Dora Scalzi, come posso fare per farmi perdonare? ” beh, visto che me lo chiede, una cosa per me potrebbe farla e sarebbe molto gradita”

.

“Tutto quello che desidera” rispose prontamente Martino, aggiustandosi il grembiule e posando sul bancone la.tazzina del caffè che oramai doveva essere asciuttissima e molto lucida! ” Avrei bisogno di trovare un alloggio che non sia una locanda o un albergo, mi accontenterei di qualunque abitazione, purché confortevole e pulita. Per svolgere il mio incarico avrò bisogno di diversi mesi di studio, quindi la mia abitazione dovrebbe essere diciamo per un periodo mediamente lungo e se possibile, in un luogo tranquillo lontano dalla confusione.

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

4 pensieri riguardo “Continuo con Ninuccia..III PARTE DEL IV CAPITOLO”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: