Le 150 sfumature di un corteggiatore per errore. (lettera C2).

Care dame, donne, donzelle,
danzatrici e dirompenti sognatrici, stiamo imparando l’ A, B e oggi
il C, di questo personaggio emblematico, ma fondamentale nella vita
di una preda. Vi siete mai chieste perché ci chiamano prede e noi,
benevolmente ci lasciamo chiamare così? Non possiamo rompere una
tradizione ultra millenaria e con un cenno, quasi di rassegnazione,
continuiamo più per apatia che per convinzione a volere a tutti i
costi un Corteggiatore che ci faccia sentire uniche, speciali,
bellissime, prive di difetti fisici e psicologici, sensuali, perfette
come fidanzate, mogli, mamme, amanti, lavoratrici e ottime
casalinghe. Insomma, per farla breve, il nostro maschio, predatore da
sempre cerca a sua volta, una razza in via d’estinzione. Tratteremo
più avanti le 1500 sfumature di una preda perfetta, ma questo non è
il momento consono. Se crediamo di esserci già fatte un’idea, del
corteggiatore fasullo, del clone di quello riposto nell’urna al
Museo, attenzione: non è la verità. Stiamo all’erta: orecchie e
occhi ben aperti e puliti perché le sfaccettature di costui, non
terminano mai, osservandolo bene e captando ogni suo più piccolo
atteggiamento non potremo più sbagliare, ma se invece, abbassiamo le
difese ed iniziamo a sbatter le ciglia in modo languido e trotesco è
fatta! La rete per noi, pescioline da grigliata è pronta e noi cotte
e mangiate. Buona lettura!

C come cantastorie. Il soggetto
in questione, è uno dei più antichi e popolari corteggiatori della
storia. Va a caccia ovunque, soffermandosi soprattutto nelle piazze
dei paesi, dove, con gli strumenti musicali a sua disposizione,
canta, suona e balla, raccontando a tutti le storie che ha vissuto e
quelle che vorrebbe avere. Si presenta a noi, spavaldo e impomatato
di lucido da scarpe su quei tre peli in croce, che di solito porta
sulla calotta polare. Di media o bassa statura, sedere basso e passo,
gambe con la merlite acute, calza scarpe con le stringhe, ove al loro
interno ha infilato dei rialzi per sembrare più alto. In genere
indossa baffi lunghi arrotolati su se stessi, cura molto questo
particolare, tingendoli con lo stesso colore di quei famosi tre peli.
Quando suona la fisarmonica, strumento ingombrante tende a sudare
parecchio e, chiedendo il permesso alla dama sognante, toglie la
camicia, rimanendo con la maglietta della salute, che però non gli
impedisce di mostrare alla folla, la folta ma incolta, coperta di
peli sul torace e sulla schiena, che cerca di estirpare con il
decespugliatore, facendoseli rasare dal suo migliore amico, che a sua
volta è calvo totalmente. Non possedendo caratteristiche fisiche
sexy ed audaci, cerca di ingannarci, come può, usando questi
mezzucci, però facilmente individuabili all’occhio, degli occhi
esperti ed avvenuti di una donzella furbetta. Da qui, l’appellativo
“Cantastorie” o “raccontabugie” e se vogliamo rimanere in
tema di dialetto Reggiano, lo chiameremo “Cuntabali”. Se desidera
far colpo subito o mai più, adotta ancora ai giorni nostri, l’antico
stratagemma insegnato dal ruspante, ma oramai imbalsamato, Bobby
Solo, dal defunto Little Tony, dallo straniero Elvis Presley, del
quale cerca anche di imitare il noto movimento del bacino, ottenendo
solo un blocco alla schiena totale alla colonna vertebrale. Quale
stratagemma vi chiederete? Ricordate la prima bottiglietta in vetro
di coca cola, a forma allungata e tondeggiante? Orbene, il Cuntabali,
sempre aiutato dall’amico un po’ sfigato, se la fa posizionare di
traverso, dentro agli slip, per non far scoprire l’inganno. E qui ci
racconta un’altra delle sue storie. In genere spalanchiamo gli occhi,
che rimangono per ore incollate all’attrezzatura, ma se per puro
caso, vogliamo toccare con mano il prodotto da acquistare, scopriamo
l’inganno e ci adiriamo non poco,. Diventiamo delle iene, per la
rabbia di essere state ingannante, siamo anche capaci di dare due
schiaffi al fetente, in piazza, davanti a tutti. Qui ragazze mie
dobbiamo fare una scelta: o crediamo al voluminoso disturbo che ha in
mezzo alle gambe, oppure abbiamo un ragionevole dubbio su cotanta
misura e decidiamo di dare una fugace ma rivelatrice toccatina, con
la scusa di indicargli che ha “la bottega aperta”. E qui ci
giochiamo il futuro: se tocchiamo, lui potrebbe pensare che non siamo
più illibate, oppure facciamo finta di credere e comperiamo Arrigoni
a scatola chiusa. Poi non venitemi a dire, che siete state ingannate
e volete restituire l’acquisto al mittente: donna avvisata…Il
nostro corteggiatore, di solito in tenerissima età, ha seguito corsi
di musica, ha imparato i gorgheggi ed i solfeggi, gira sempre con
una chitarra al collo, un oboe, una fisarmonica, oppure un violino .
E’ capace di serenate spacca timpani pur di conquistarci, sa fare
sviolinate come nessuno, ce le canta e ce le suona perbene, non
risparmiandoci nemmeno un do di petto. Se proprio se la vede molto
brutta e teme di perderci, gioca l’ultima carta: si mette in
ginocchio, toglie camicia e cravatta, mostrandoci il tappeto d’erba,
si stacca i tre peli sulla calotta, butta all’aria le scarpe con il
riempitivo e….ci invita a bere con lui quella Coca Cola nella
bottiglietta che si è sfilato, tirando finalmente un respiro di
sollievo!

.. e poi non venitemi a dire che io non ve l’avevo detto! Meditate amiche mie, meditate. Buonanotte a tutti.

The Essential Elvis Presley
The Essential Elvis Presley (Photo credit: Wikipedia)

Le centocinquanta sfumature del corteggiatore per errore.(lettera B1)

English: Dr Balanzone year 1653 Italiano: Dott...
English: Dr Balanzone year 1653 Italiano: Dottor Balanzone anno 1653 (Photo credit: Wikipedia)

B come Balanzone. O meglio come dottor Balanzone, maschera carnevalesca di origine Bolognese. Si presenta al primo appuntamento con un grande inchino, sventolando  sul vostro viso fresco di maquillage, il suo tabarro nero. Si toglie con enfasi, ansimando non poco per il troppo Lambrusco ingurgitato, tanto di cappello, tenendo però la maschera nera, adagiata sulla fronte e sul suo naso aquilino. Potrebbe sembrarvi a prima vista, un galant e gentil uomo e voi rimarreste di certo piacevolmente stupite, sicure che avete trovato l’uomo da impalmare.  State guardia care donzellette, questo  tipo di corteggiatore non è sicuramente facile da riconoscere e da trattare. A volte si presenta come dottor Graziano e basta, oppure Dottor Baloardo, ma vi consiglio di drizzare i riccioli quando vi si presenta con il nome di Dottor Lombardi. Sta a significare che è già affacendato e servitore di un’altra padrona, e voi sareste…ehm.. la seconda. Non è più di primo pelo, ha una scoliosi molto marcata,  in compenso è molto vanitoso e superficiale. Egli non tiene in considerazione l’eventuale signorina da conquistare, non le fa mai complimenti, ma li pretende. Non nota se la dama è stata dalla parrucchiera e ha cambiato il taglio ed il  colore dei capelli grande demerito e punti in meno a suo favore. Parla troppo, con termini maccheronici fatti passare per discorsi importanti e pieni di saggezza. Come tutti i dottori in giurisprudenza, alias Avvocati, racconta una marea di frottole, bugie plateali per suggestionare le prede, balle al quadrato, raccontando che è ricco possidente terriero, invece non tiene nemmeno gli occhi per piangere! Si atteggia a Ministro della Giustizia, vuole avere sempre l’ultima parola ed è pedante e roboante a più non posso. Ma la dama, avveduta e “sgarullata”  ovvero furbina, non è convinta di ciò che lui vuol far credere e non comprende nulla di quegli interminabili discorsi, conditi con alito pesante e parolone greco/latine, lingue che egli non conosce affatto! Poverina, guarda male e con sopracciglio rialzato, questo esemplare umano che pare un manichino di legno: indossa solo e sempre abiti nero pece di prete, ( cioè il famoso prete a letto, in inverno però!),  casacche a palandrana, camicie bianche con colletto inamidato e rigido, pantaloni rigonfi che arrivano solo fino al tozzo ginocchio. In estate e in inverno. Si chiede smarrita, come mai, in inverno, dato il clima austero e gelido delle giornate Bolognesi, come faccia a non avere le gambe dal ginocchio in giù gelate, ma è semplice: indossa tre paia di calzamaglia in tinta con il colore delle sue gambe. Per far sembrare la gamba naturale, fa applicare prima alle merciaie, quelle di una volta, peli finti sulle calze, cosicché potrebbe sembrare che lui sia uomo temprato e insensibile al freddo e al gelo. Come al caldo torrido e alla pioggia. Ma vi ricordo, care prede che “sembrare e non essere è come filare, non tessere”. Bianca Docet, sempre ed ovunque. Continua a leggere “Le centocinquanta sfumature del corteggiatore per errore.(lettera B1)”

Le centocinquanta sfumature del corteggiatore per errore(lettera B2).

A pile of Lego blocks, of assorted colours and...
A pile of Lego blocks, of assorted colours and sizes. (Photo credit: Wikipedia)

Per non perdere il filo del discorso avviato, direi di tentare il proseguo, nella descrizione accurata di codesti simpaticoni cloni del Corteggiatore per eccellenza, che sappiamo bene non esistere più. Resta il fatto, che se per caso qualcuna di voi, ha la percezione di incontrarne uno anche solo vagamente somigliante all’originale, me lo segnali subito e vedrò di provare ad esaminarlo! C’è molta richiesta in giro di Corteggiatori al merito e Doc, quelli ai quali non devi chiedere mai, prevengono, cioè vengono prima di noi, nell’esaudire ogni nostro desiderio.

B come bambazoun, termine dialettale reggiano. Nell’italiano corretto, chiamasi Bamboccione, cioè colui che alla tenera età di quarantanove anni, non si è ancora tolto di casa, ma continua a ciondolare in slip, noncurante se i genitori fanno facce strane quando lo vedono grattarsi i cabbasisi e sbadigliare, stanco già alle otto di mattina. Si dimentica di tagliarsi le unghie dei piedi, non si toglie quegli orrendi peletti nell’interno delle narici e nell’incavo delle trombe di Eustachio, la mamma sovente deve lavargli i denti e fargli fare i gargarismi, egli tende a soffrire di mal di gola, dovuti alla bocca sempre aperta. Di giorno per il continuo sbadigliare e la notte, per il russare portentoso, cambiando sinfonia ad ogni tirata leggera di braccio da parte di papino. Ottimo come acchiappamosche e zanzare, evita così alla famiglia di acquistare zanzariere e prodotti repellenti per gli insetti. E’ l’unico modo che conosce per ringraziare e pagare, a modo suo la pigione, per essere ancora sotto i piedi, oramai sfracellati dei genitori. Si fa ancora portare la colazione a letto, sul vassoio d’argento, con il vasino contenente uno rosa rossa, dorme in un letto a tre piazze, perfetto ed inamidato ogni giorno, con lenzuola profumate alla lavanda provenzale. La sua camera è un trionfo di peluche e Lego, soldatini e pistole finte, modellini di auto e Big Jim con il suo nome attaccato, ha ancora i poster sui muri e sulla porta, soprattutto quello dei Cugini di Campagna e del suo mito: Dalida. Raramente acquista la biancheria necessaria per sé e i prodotti per l’igiene personale. E’ mammina che acquista anche i profilattici di misura più o meno giusta, ma si sa, le mamme tendono sempre ad esagerare, soprattutto se si tratta delle misure intime del proprio bambino. Va da sé, che non ha nessunissima intenzione di togliere il disturbo, rimane con mamma’ e papà, ben contenti di continuare a sfamarlo, lavarlo, vestirlo e farlo addormentare la sera, cantandogli la sua ninna nanna preferita. Voi capirete bene, che questo tipo di vita è per lui il non plus ultra della felicità, non si sognerebbe mai di corteggiare una donna che non sia sua madre, mai e poi mai metterebbe tanta enfasi nel sorridere o nel portare fuori a cena una possibile candidata alle nozze. E’ la mamma, che gli compera le mutande con il pizzo e gli antenati disegnati sul davanti, è la mamma che con l’aiuto del papà gli fa il bagnetto, e lo fanno ridere di gusto come con i neonati, altrimenti piangerebbe disperato rifiutandosi di lavarsi. Ma sarebbero guai e quell’odore di stallatico misto ai primi odori della andropausa, farebbero svenire i genitori, che già anziani, molto probabilmente avrebbero loro bisogno di aiuto, capovolgendo la situazione. Motivo per cui il bagnetto lo fa ogni sera, non opponendo resistenza. E’ sempre mamma che mette dentro alla vasca, il termometro a forma di ochetta. Non si sa mai che l’acqua sia troppo calda e possa beccarsi un ustione nelle parti più delicate, che sono già di per sé ammosciate per il poco uso, invecchiate data l’età, rattrappite per via di quel testicolo mai sceso per la fatica di farlo…. Allora sì, che cade anche l’ultima speranza di vederlo ammogliato e fuori casa. Meglio un solo testicolo funzionante e non ustionato che continuare in questo logorio della vita di un figlio Bambazoun!

Amorevolmente vostra, fabiana.

Le centocinquanta sfumature del corteggiatore per errore(lettera A)

Come aperitivo pre serale, vi informo che da stasera mi occuperò di studiare e di illustrarvi i vari comportamenti ed azioni, di una rara categoria di uomini in via d’estinzione: il corteggiatore doc. Purtroppo assistiamo da secoli  e ne siamo consapevolmente vittime, che il signor corteggiatore d’altri tempi, non esiste più, non c’è, non si trova nemmeno al supermercato. Non si può comperare, o meglio, mi correggo, non sono più oggetto di svendite o di tre per due, sono spariti e si sono stancati di avere noi, pive infinite perdutamente arrabbiate, scocciate e stanche per il troppo lavoro fuori casa. Esistono ancora i gigolò, si spacciano per “badanti per donne ricche e sole”, ti corteggiano a meraviglia, proprio come desideri tu, a suon di euro però!! Ti fanno sentire unica ed indispensabile, la sola donna sulla faccia della terra che riesca a farli sentire uomini e non caporali, agiscono a comando nostro, come robot, p ilotati dai nostri occhi e dalla capienza dei nostri risparmi. A parte questi manichini, rimanendo su una linea normale, di buon gusto e di vera conquista, il vero, grande corteggiatore con la C maiuscola, colui che ci aveva ai suoi piedi dopo un lavoro immane, ricoprendoci di tutto ciò di cui abbiamo bisogno, visoni e diamanti compresi non è più vivente. Si è trasformato con il tempo e con le mode, è lui che pretende di essere corteggiato e “preso”, per la gola e per altro. Ha constatato e compreso che è un lavoro da certosino conquistarci e portarci a “ninin”, è troppa la fatica di conquistare una Donna, con la crisi che c’è e le pretese che abbiamo noi, i figli da far studiare sino a sessant’anni e le case da mantenere, ha ben pensato di sparire dalla circolazione e ritirarsi in convento. Tanto lì, mal che vada, una donna che sta facendo praticantato e non sa ancora se prenderà i voti oppure no, la trova sempre. Si è accorto che noi donne non ci accontentiamo più di andare a mangiare una Margherita senza mozzarella e le pensioncine a due stelle di Pinarella ci stanno un po’ strette. Ammettiamolo amiche mie, chi di no i non vorrebbe andare su di una Porsche cabrio a Cannes a prendere un caffè macchiato tiepido, nel fine settimana? Come diceva la povera e splendida Marilyn, i diamanti sono i migliori amici delle donne e mio zio aggiungeva, che è meglio piangere dentro ad una Rolls Royce che su di un pullmino dell’azienda dove lavorava, in cassa integrazione. Mah! Vallo a capire, fatto sta che anche i virili corteggiatori, rari e perfetti, non ci sono più, siamo riuscite ad estinguerli come si fa con un mutuo o con un debito. Mi mancano molto, quelle telefonate a gettone, quegli inviti alla festa di compleanno con le tartine e la fettina di uovo sodo, mi manca l’apertura della portiera della Dyane blu e il darmi il braccio, per la passeggiata domenicale al Parco Fola alla domenica pomeriggio. Me ne farò, come voi una ragione e comincerò a stilare un elenco dettagliato e comprensibile, proprio come si fa con i remigini. Si inizia dalla A come ape per finire con la Z, come zaino. Nostalgiche come siamo, curiose e bramose di rivedere com’erano fatti, per ricordare i bei tempi andati, potremmo recarci al Museo preistorico o nelle catacombe romane per appurare se qualche resto è rimasto e studiare com’era fatto, che cosa lo contraddistingueva dai simil corteggiatori di oggi. Siete pronte per impararne ogni sfumatura ed aspetto latente e soprattutto riconoscere per tempo ed evitare le volgari imitazioni dell’originale. Mi racconterete se anche voi, per caso nel corso della vostra vita, sino ad oggi, avete mai avuto a che fare con un:

Bestuur SMG Sempre Crescendo
Bestuur SMG Sempre Crescendo (Photo credit: Wikipedia)

A  come altruista: uomo di mezza
statura e un’età compresa tra i trenta e i cinquanta ancora
celibe. Buono di natura, generoso, non avaro, amoreggia sempre con
più di una donna. Dona tutto di sé, un pezzettino a me, uno a te,
uno all’altra, per sé non tiene nulla, solo il conto in banca. E’
rimasto single, ci sarà pure un perché Mentre corteggia te e ti fa
credere che sei l’unica, ne ha “a mano” almeno altre due di
scorta. Non essendo più di primo pelo, tende a fare confusione e
chiama “micetta”, l’altra soprannominata “tigrotta”, quando
invece la terza viene affettuosamente chiamata “panterona”. Come
smascherarlo? Bendatelo e facendovi toccare, chiedetegli di dirvi
dove avete i nei, le macchiette e di che colore sono i vostro occhi,
questa è la prova del nove. A volte porta a cena tutte e tre,
chiamando altri due suoi fidati amici in aiuto, ma le tre, furbe e
ingegnose ragazze, essendosi conosciute tramite facebook,conoscono i
trucchi del mestiere e si sono finte uomini. In questo modo hanno
capito e ora gliela faranno pagare assai cara!

A come avaro: è il contrario esatto
del corteggiatore altruista. Non si prodiga nel corteggiare una
donna, la conquista nel senso stretto della parola gli interessa
relativamente. Più che altro abbisogna di una donna che possa
mantenerlo, sfamarlo e curarlo, portando in dote anche l’ultima
cornice di argento antico che possiede. Previdente quanto
furbacchione, non mette nella tasca posteriore il portafoglio per non
doverlo estrarre mai, tiene i documenti nel taschino della camicia e
gira con uno/due euro per caffè e parcheggio. Se per puro caso
sente la necessità corporea di mettere gli occhi su un essere umano,
la porta fuori a cena, scegliendo il Mc Donald, l’autogrill di
ultima categoria, o la cena in piedi al bar, adducendo la scusa che
fa molto “trendy”. Se le regala fiori sono sempre piscialetti di
campo, che lui chiama con il nome preciso, per fare bella figura
“Tarassaco”. Si esprime a monosillabi, se usa troppe parole gli
si prosciuga la lingua subito, poi deve spendere per colluttori e
dentifricio e bere parecchia acqua per far defluire ancora la saliva
in bocca. E’ avaro in tutto e per tutto, perciò non si capisce bene
il motivo per il quale decide di provare a conquistare una donna. Se
la porta al cinema, sceglie il film in decima visione per pagare meno
il biglietto, oppure noleggia la videocassetta (videocassetta e non
DVD) con la scusa, che guardarlo a casa seduti per terra,
sgranocchiando popcorn scaduti e bevendo acqua di rubinetto,
allungata con lo sciroppo Fabbri al gusto di amarena, è più intimo.
Se decide di invitare la malcapitata a dormire a casa sua, dormono
tutti e due sul divano, con le chiappe di lei, fuori dalla sponda. Lo
fa per non rovinare il letto e tenerlo immacolato, sessualmente è
un vero disastro: cronometro alla mano, un minuto di preamboli
maldestri e taccagni, poi, sul più bello..batte in ritirata e invece
di entrare, fa uscire la donna invitandola ad andare a casa sua,
adducendo una tonsillite in atto, di origine batterica. La poverina
con la paura di beccarsela e lo shock umiliante per non aver concluso
nulla, se ne scappa, ma non prima di avergli mollato un sonoro
ceffone. Meritato peraltro!

A come audace: qui
care amiche cominciamo a ragionare. L’uomo in questione non passa di
certo inosservato. Capello alla moda corto ma non troppo, quel tanto
che basta per lasciare il “coppino” profumato e lisciato, libero
di essere baciato da lei, mani curate, non fuma, sempre abbronzato di
sole naturale, preso dice lui, nel suo casale di campagna mentre si
occupa delle rose. Petto massiccio, non impiallicciato, solido e
senza reumatismi, non si lamenta mai di cervicali o ernie al disco,
sempre perfetto, sempre in orario, sempre impettito e pronto ad un
eventuale combattimento per conquistare l’amata. Ha muscoli forti e
saldi, gambe atletiche, nocche delle mani nervose ma che trasmettono
impeto e passione. Ha costantemente l’alito profumato, al posto dei
chewingum, si lava i denti con salvia, rosmarino, malva, alloro e
timo. Nel casale di campagna ha un’intera coltivazione di queste
piante botaniche che gli servono anche per strofinare le ascelle,
sempre asciutte ed immacolate, non gli sudano mai, beato lui. Per le
parti più intime e nascoste usa solo prezzemolo e limone, le mette
come dire “in concia”, poi le lava accuratamente dopo una
settimana di concia e le cosparge di maggiorana. Tiene anche qualche
piantina di basilico di Portovenere, le foglie le mette nelle scarpe,
è l’unico punto del suo corpo dove si sfogano le sue emozioni, gli
sudano i piedi e produce tanta acqua quanta ne contiene la fontana di
Trevi. E’ logico ed umano, in un qualche modo tutto questo grosso
lavoro per essere sempre all’altezza della situazione ,gli costa
molta fatica e sudore e meglio che si sfoghi nei piedi che in altre
parti del corpo. Sa sempre come muoversi e conosce le frasi da dire
in ogni situazione alla donna che conquisterà senza troppa fatica,
butta qua e là paroline piccanti ma non volgari per intricare la
preda, facendole perdere il sonno ed il senno. Vestito di tutto
punto, con la camicia bianca, sbottonata solo al primo bottone,
calzone e pacco ivi contenuto, rigido di stiratura, mocassino di
pelle umana marrone, è in grado di fare benzina nell’auto di lei, al
self service, senza sporcarsi minimamente e senza avere nelle mani
quell’odore sgradevole di benzina. Sembra un attore, un uomo che non
deve chiedere mai, mentre con una mano tiene la pompa della benzina e
con l’altra attira la preda, in un abbraccio serrato con tanto di
bacio linguale, interminabile. Unico rischio: la benzina una volta
riempito il serbatoio della vostra piccola utilitaria, si spargerà
per tutto il distributore, costringendo l’Audacissimo a chiamare i
soccorsi. Per lei, svenuta dopo quel bacio a base di salvia e per il
distributore e le case vicine incendiate dalla benzina. Ne varrà la
pena?