Le infedeltà maschili: senza o con nuova prole. Prima puntata.

Avevo il forte desiderio da tempo memorabile, di approfondire ed affrontare questo tema di cui nel titolo più sopra, con persone Giulietta Masina on the set of Federico Fellin...

che sapranno gestire e comprendere al meglio i miei pensieri e le mie riflessioni. Riflessioni profonde, domande alle quali non ho dato tutte le risposte, o se ne ho trovata qualcuna, essa non mi soddisfa appieno. Sappiamo per certo dalla notte dei tempi, che l’uomo e questa volta intendo Uomo, soggetto singolare maschile, è portato a rivestire i panni del cacciatore o corteggiatore, noi bambine,  quello della facile preda. Sin dalla più tenera età, siamo state ammaestrate e indottrinate, a sederci con le gambine strette e ben chiuse, dobbiamo fare le brave, starcene a casa a fare l’uncinetto, crescere i figli, preparare cibi succulenti, esaudire il compagno nelle sue richieste sessuali, a volte a noi non gradite. In teoria, anche se siamo negli anni duemila, a notizia certa di tradimento subito e conclamato, per il bene di non si sa chi, qualche donna decide di non reagire in nessun modo, ma digerire, con l’ausilio di un liquore digestivo robusto, comportamenti maschili, non consoni ai patti di fedeltà e rispetto reciproco, scambiati in quel dì di festa. Nei decenni,in tutti i Paesi del mondo e in ogni ceto sociale, si è potuto osservare, leggere dai media o assistere di persona, a tradimenti ai danni di Donne esemplari e molto intelligenti. Queste donne,  non solo hanno accettato che il proprio uomo pratichi sesso non nel talamo nuziale,  ma sono arrivate addirittura ad accettare, i figli derivanti dalle altre unioni non ufficiali. Credo che ci siano tradimenti e tradimenti, fermo restando che chi mette le corna comunque vada ha tradito le promesse, però ci sono conseguenze altamente delicate quando l’infedeltà non è un atto sessuale fine a se stesso, ma lascia dietro, anzi mette davanti ai due amanti la nascita di un innocente creatura. Capiremo bene che la situazione è delicata, gli equilibri sono di cristallo, perché l’inconfutabile prova del tradimento è visibile agli occhi di tutti, con la gravidanza “dell’altra”. L’ altra, il terzo o quarto incomodo o donna scomoda, donna che non mi sento assolutamente di condannare o giudicare, oppure chiamare con il fin troppo facile appellativo di “rovina famiglie”. Ricordiamoci sempre il vecchio detto ”Per costruire un fossato ci vogliono due rive”, quindi per fare un figlio occorrono un uomo e una donna, chi si accoppiamo insieme. Questo tra tutti i tipi di tradimento, credo sia il più grave ed importante, ma la storia e gli avvenimenti ci insegnano che anche in questi casi, la moglie, spesse volte, non fa nulla di eclatante per punire il fedifrago. Non lo prende a pugni e a cazzotti, non gli recide il membro, (anche se qualche volta è avvenuto ndr..)  ma rimane al suo posto, nella loro casa, svolgendo il noto ruolo di moglie, usando il cognome del marito, aspettando con pazienza, che “passi a nuttata”. Continua a leggere “Le infedeltà maschili: senza o con nuova prole. Prima puntata.”

Piovono commenti sul post”diamo lo stipendio alle Dirigenti di Famiglia”.

Buon pomeriggio, sono stordita e felice dello “spolverone” sollevato dal mio post di qualche giorno fa. Vi confesso con orgoglio e una punta di imbarazzo che mi hanno scritto moltissime persone (tanti uomini stavolta!) ma che come sovente avviene, mi chiedono di non pubblicare i commenti pubblicamente. Questo sotto, lo posso riportare e lo faccio. Attendo anche i pareri di altre mie iscritte/i e amiche/i che non sento più da tantissimo tempo! Me ne rammarico e la cosa mi rattrista! Per me sono fondamentali i vostri pareri, quindi carissime Sandra, Cinzia, Federica, Monica, Roberta R, Roberta S, Roberta T, Eugenio, Francesco, Sandra V,. Bea, Raffaella, ……fatevi avanti! Vi attendo. Un bacio a tutti.

@Fabiana: Io credo semplicemente che forse hai passato
molto tempo a combattere l’invidia e davvero non ne hai più bisogno.
Tutta l’importanza che ci hai attribuito, è nel passato! Quindi non ha
importanza sapere come se la passa chi ti ha invidiata. E’ uno spreco di
risorse tue. E non ha neppure importanza che dividi le donne in
“dirigenti di famiglia” e in “donne nervosamente in carriera”. Sempre
più donne in Italia sono sia casalinghe che lavoratrici nel senso più
tradizionale del termine. E a volte sono loro le lavoratrici e il marito
il casalingo. La società sta cambiando in questo. E io sono dell’idea
che ognuno debba fare quello che sente davvero giusto e che lo fa
sentire in pace. Se ritieni buono portare avanti la tua proposta fatta
nel commento qui sotto sono certa che il mio blog non sia il luogo
migliore, ma magari, perché no, potresti pensare di candidarti in
politica, o confrontarti in spazi virtuali e non che hanno questo come
tema. Ci hai pensato? Un abbraccio da Chiara Grandin.

Risposta di Fabiana.

Circe Invidiosa ("Circe, abounding in env...
Circe Invidiosa (“Circe, abounding in envy”) by John William Waterhouse: in the magical tradition, invidia was a danger that could be provoked or turned away by spells (Photo credit: Wikipedia)

Cara Bea ti ringrazio molto per i
complimenti che mi hai fatto per il mio blog! Non so se questa mia
risposta ti arriverà ugualmente ,dal momento che la nostra dolce Chiara,
oggi ha trattato un nuovo, appassionante tema. Spero di vederti tra i
miei nuovi iscritti aspettando da te e da tutte Voi, commenti, opinioni e
tanta tanta collaborazione e costruttività femminile. Il mondo e la
famiglia, inteso come nucleo a due o più persone ha bisogno di una
figura femminile forte, dolce, rassicurante ed efficiente alla quale
fare riferimento sempre. Figli o non figli, siamo ancora noi donne che
nel 2013 diamo la luce alle creature umane: fino a che questo compito
sarà nostro ,fatti salvi casi da Guinness di uomini che hanno partorito,
mi sento di dire che se vogliamo fare le Dirigenti di Famiglia, è
inutile che piangiamo sopra alle carriere lasciate. Se vogliamo la bici e
pedalare per carriere e riconoscimenti sul lavoro, dobbiamo lasciare i
figli a qualcun’altro ed occuparci di compagni e casa quando possiamo.
Non mi stancherò mai di dire che la giornata è fatta solo di 24 ore, la
settimana quindi di 168 ore. Le possiamo trascorrere in un modo o
nell’altro, ma senza il dono dell’ubiquità: l’essenziale, come dice
Chiara, è fare le cose ed i gesti convinte e contente. Se sono in questo
luogo qui e ora, è perfettamente inutile che io voglia essere al Museo
di Topkapi ad Istanbul. dopo queste mie osservazioni ringrazio anche
Chiara, ma ho due piccole cose da precisare. Prima cosa, non ho
compreso bene perchè questo spazio virtuale non fa per me, o forse il
mio tema non c’entrava nulla con il tuo dell’invidia? Seconda cosa,
candidarmi in politica? Fossi pazza, con i tempi che corrono e le
situazioni che dobbiamo inghiottire ci vorrebbe uno psicopatico per
entrare in mezzo a quella baraonda! Mi piace scrivere, credo lo si sia
capito, mi piace conversare e ricevere pareri, amo collezionare gli
oggetti vintage, amo cucinare, ed inoltre adoro i bambini (presto uscirà
la mia prima favola…). tra pochi mesi compirò 50 anni! Non tornerei “in
pista” per niente al mondo: ora la cosa che mi interessa maggiormente è
riuscire a pubblicare i miei libri ed essere serena. Tutto qua,
continuate a leggermi! Un abbraccio sincero ed affettuso a tutti. Fabiana.

 

 

 

 

Mi sento accerchiata e violentata, voi no?

Dolcissimi esseri umani, per augurarvi il buongiorno, fresco ma umido di pioggia finalmente, dopo tanta calura per me insopportabile, voglio condividere con voi l’accerchiamento, per ora solo virtuale che sto subendo da parecchi giorni a questa parte. Ricevo numerose telefonate o meglio, tentativi di telefonate, da enti per me sconosciute, sostituti del vecchio ENEL, del caro estinto AGAC, dei gestori telefonici di tutte le tipologie.  Dico tentativi, perchè nelle ore in cui i callcenteristi mi disturbano, spesso  sto facendo il pisolino pomeridiano, oppure sono “impegnata in altra conversazione”, o ancora più semplicemente il cellulare è spento. Sono tutti numeri che hanno per prefisso: 02. 06. 051. 081. 082. Se per caso premo il verde e accetto la telefonata, dall’altro lato una voce fastidiosa, logorroica e pressante comincia a recitare il solito Rosario prestampato delle offerte da loro promosse. A volte chiudo dopo le prime parole, dicendo “non mi serve niente”, a volte li lascio parlare e recitare, stancamente il loro repertorio per poi dire alla fine” non mi occorre niente”. Oppure se mi stanno già girando le braccia ad elica, per altri motivi, chiudo alla prima domanda”scusi lei é Fabiana? Stiamo parlando con Schianchi Fabiana?” Con tono da vero amico di lunga data! Mi chi li ha autorizzati a chiamarmi per nome e cognome, chi fornisce loro i nostri riservati numeri di cellulare? Chi dà loro il permesso di tempestarci di offerte, tutte più o meno fasulle? Forse nelle loro teste e in quelle di chi li stipendia (miseramente per altro..) non possono pensare, che se noi italiani, desideriamo cambiare il fornitore di riscaldamento o altro, ci abbiamo già pensato da soli? I tempi delle vendite in casa o per corrispondenza come il superato giornale Vestro (ve lo ricordate) o Postal Market, l’Avon, gli elettrodomestici del Folletto, le dimostrazioni di prodotti in casa come la Tupperware, la Just, o quant’altro, credo siano terminati. La gente come noi, normale e di buon senso ha già pensato a come fare per risparmiare su quelle esorbitanti bollette, non c’ nè tempo e nè danaro da spendere nel superfluo, ci vogliamo guardare dentro con i nostri occhi e toccare con mano. Mano risparmiosa ed oculata! Continua a leggere “Mi sento accerchiata e violentata, voi no?”

Over 40,50,60 e 70 alla riscossa: e togliamocelo ‘sto grembiule!

I Will Survive
I Will Survive (Photo credit: Wikipedia)

Simpatiche e combattive amiche di ogni età, mi pare giunto il fatidico momento settembrino per fare i nuovi proponimenti in vista dell’ autunno inverno. Il caldo finalmente inizia a calare, al mattino è una delizia camminare e sudare, non mi stancherò mai di proporvelo e di dirvelo: camminare a passo spedito, sgombra la mente e fa dimagrire in modo armonioso. Le entrate in danaro sono calate, le pance ed i fianchi sono invece cresciuti credo per tutte e in quanto donne intelligenti del 2013, dobbiamo fare di necessità virtù ancora una volta.  Se proprio proprio non ci possiamo permettere corsi in palestre, pilates, yoga, piscine, centri estetici…beh! sapete che vi dico: arrangiamoci da sole e saremo sode e toniche ugualmente. Sono molto felice e ciò conferma le mie tesi,  di vedere ogni mattina, tante donne camminare veloci e sicure di sè. Alcune e non più giovanissime addirittura azzardano una corsetta, tutte intente e composte nel compiere il loro esercizio quotidiano.  Le vedo ogni mattina, segno che ci sono anch’io tra le abitudinarie, pur senza conoscerci ci salutiamo con la mano e con un sorriso. Anche il semplice”buongiorno” costa troppo in termini di fiato! Alcune fanno esercizi di stretching con l’ausilio delle molte panchine sparse per Canali, altre muovono (come me) braccia e spalle mentre camminano. E’ una gioia per gli occhi! Finalmente abbiamo capito di “tenerci sù” per noi stesse principalmente,  per i nostri uomini, per i nsotri  gatti o cani, se uomini non ne abbiamo, o per le nostre donne se siamo fidanzate con le nostre consorelle. Quanto è bello vederci sudare, impegnarci, sorridenti ed orgoliose, consapevoli che raggiungeremo poi l’obiettivo finale.  Pensate che da un anno all’altro gli sforzi fatti, si vedono sui nostri corpi e sui nostri visi: alcune hanno tagliato i capelli, il viso è meno timoroso di farsi vedere in giro a sudare, non c’è vergogna o timidezza,  il passo è più spedito ed allenato,  donne che l’anno scorso camminavano o correvano con pantaloni informi e maglie nere, quest’anno, azzardano pantaloncini corti e top fosforescenti, così noi altre le vediamo bene e attingiamo forza e coraggio. Vi dirò,  che anche in casa si possono ricreare momenti di ginnastica ottimale: accendete lo stereo e mettete un CD di Anastacia, ha una grinta tale che fa paura! Le è servita non solo a sconfiggere il cancro al seno, per la seconda volta, ma ti mette voglia di ballare anche se stai facendo la macedonia! é libidinoso tagliare la banana o la pesca al solo ritmo della sua pazzesca voce, vien voglia di liberarsi degli abiti e di ballare pure sul tavolo di cucina! Oppure Tina Turner, un portento! Quando l’ascolto faccio tutto in cucina e rifaccio anche i letti, mentre ballo a tempo, o almeno ci provo. Ma sudo, ma quanto sudo, ballo da sola, canto rido e sudo!  Faccio ridere e vergognare anche mia figlia di anni 8, ma in casa non c’ è nessuno, solo io e lei, cosa c’è da vergognarsi? Quante tossine buttiamo fuori camminando e ballando, non ci rendiamo conto del bene che fa il movimento fisico. Poi Gloria Gaynor, ricordate “I will survive” pezzo eccezionalmente bello e ballabile del 1978? E ancora Whitney Houston, Laura Pausini, Giorgia, Mario Biondi.. e non smetterei più di citarne. Tanti movimenti eseguiti oggi con aggeggi elettrici casalinghi, li possiamo benissimo ricominciare ad eseguire con spalle, braccia, dorsali e pettorali. Ora vi svelo, a quali “armi elettriche” sto cercando di rinunciare per fare ginnastica casalinga: la grattugia, il pelacarote, il robot, la scopa elettrica, il mixer per frullare il minestrone, l’aspirapolvere, la macchina lavavetri elettrica.  Se ci pensate sono tutti movimenti che fanno bene alle braccia “a tendina”, dovute anche ai facili e troppo rapidi dimagrimenti e..portate pazienza anche all’età. Rinunciare anche all’ascensore fa molto bene, facendo le scale a piedi si innalzano i glutei e si rassodano le cosciotte.

Se avete altri stratagemmi per non indossare più quel benedetto grembiule e scoprire finalmente il nostro corpo, armonioso e bellissimo,fatemelo sapere! Sempre vostra.

Gloria

Come reagire alle delusioni?

Capitano all’improvviso e senza preavviso alcuno nelle vite di ognuno di noi, situazioni reali assai pesanti, che mai e poi mai avremmo ipotizzato potessero verificarsi. Sono febbri improvvise che bruciano il corpo e lacerano l’anima, priva di anticorpi e di difese per scacciarle. Si verificano, mentre tranquilli e beati viviamo le nostre giornate, pensando che vada tutto bene e che avremo gli esiti sperati, oppure non pensiamo che qualcuno di nuovo possa turbare le nostre giornate, all’apparenza tutte fotocopiate uguali.Raramente mettiamo in preventivo che una virgolina possa andare di traverso o che un frammento di giornata possa venire spezzato. Non pensiamo mai nememno di poter bruciare la torta o l’arrosto, non ci sovviene che all’improvviso, a nostro figlio possa venire un quaranta di febbre e rovinarci così il week end al mare, programmato da mesi. Non ci passa nemmeno lontanamente per la testa, che il tale o il tal altro evento potrà succedere proprio a noi. Quando la bomba ci scoppia tra le mani, è come se il cielo e tutti i suoi pianeti ci stessero cascando addosso, un boato ci squarcia in due e non riusciamo a spostarci per evitare la catastrofe, piccola o grande che sia. In tanti rimangono esterrefatti, impietriti e non sanno come muoversi da lì, quasi sempre si è impreparati ad affrontare il nefasto evento. Le delusioni si sviluppano in tutti i settori della nostra vita, non risparmiano nulla e nessun individuo, vanno a sparare nel punto della nostra fortezza, che credevamo il più forte e protetto. Continua a leggere “Come reagire alle delusioni?”

Lunedì 18 Marzo 2013: vi chiedo scusa.

Cari amici sono consapevole e molto dispiaciuta per avervi trascurato, prometto che in un qualche modo farò ammenda, raccontandovi il seguito dell’avvincente storia a puntate di “Sotto al grembiule niente, parte seconda”. Gli impegni familiari di un certo rilievo hanno preso il sopravvento su tutto, mi hanno fatto mettere da parte le amicizie, le serate a cena con gli amici, il Blog, ho trascurato anche la mia persona fisica mettendomi da parte e imbruttendomi. Non ha importanza, non mi vergogno a dirlo, ma in questi ultimi tempi ho voluto dare la priorità a persone che mi stanno molto molto a cuore. Ho preso con loro impegni morali e pratici,l’ho fatto con coscienza e porterò gli impegni sino alla fine,  anche se emotivamente ne sono molto coinvolta. In compenso quello che faccio mi dà felicità, suscitandomi aspetti ed emozioni a me sconosciute, per il solo fatto di poter aiutare chi, in questo momento ha veramente bisogno della mia persona. Nel percorrere le strade che non conosco bene, non vi nascondo che le difficoltà e le incombenze da conciliare sono tante e non sempre riesco ad intrecciarle come vorrei, relazioni interpersonali comprese Continua a leggere “Lunedì 18 Marzo 2013: vi chiedo scusa.”

Signore, dacci il nostro lavoro quotidiano.

Domenica 11 marzo al termine della Santa Messa nella mia parrocchia di Canali, ho visto fuori sul sagrato, un banchetto con appoggiato un foglio, dove si invitavano i fedeli ad apporre la propria firma per protestare, contro l’apertura domenicale e serale degli esercizi pubblici. I fedeli erano stati preavvertiti di tale tavolo alla fine della Messa da una “pia donna”, al leggio del nostro Parroco. Constatato ed appurato che Nostro Signore, consigliava di santificare le feste e che il settimo giorno si è riposato, provato sulle nostre stanche membra che i ritmi settimanali sono frenetici ed insostenibili, ci siamo chiesti e risposti quanti negozi chiudono l’attività commerciale ogni giorno a causa della crisi nella quale versa buona parte del Pianeta Terra. Non mi è sembrata una richiesta strettamente religiosa e da credente in Dio, ma non negli uomini, intesi come portatori della parola del Signore. Ho disapprovato nel mio intimo, la richiesta commerciale ed il luogo scelto per tale pantomina. Ma come si può, mettere un tavolo per una raccolta firme, sul sagrato di una Chiesa, dove tutt’al più, si dovrebbe riflettere e capire,  l’omelia appena ascoltata? Quanti di noi all’uscita della santa Messa saprebbero ripetere che cosa abbiamo ascoltato delle Sacre Letture? Chi di noi saprebbe che cosa ha detto il parroco nella cosidetta Predica? Continua a leggere “Signore, dacci il nostro lavoro quotidiano.”

Circolo tennis recalcitrante!

Come privata cittadina e abitante della elegante e nota via Hugo a Canali, mi permetto di segnalare per l’ennesima volta, un antipatico ma risolvibile disagio che con un pizzico di buona volontà,  potrebbe essere tolto in men che non si dica! Mi riferisco allo stretto e disagevole viottolo di proprietà del Circolo Tennis, che conduce alle abitazioni sino al numero civico quarantasette, dove  io risiedo. Il Circolo Tennsi, molto ben organizzato dal punto di vista mondano e festaiolo, eccellente nelle manifestazioni sportive tennistiche, non solo ha la cattiva abitudine di parcheggiare sil sopra gli alberi, impedendo la corretta viabilità di chi deve recarsi alle proprie dimore, ma fa anche orecchie da mercante, quando lo si sollecita per ripristinare l’enorme e storica buca ora  più profonda, situata a metà del viottolo stesso. Ora più che mai si sta allargando causa  neve, sale, macchine spazzaneve e ghiaccio creando in noi automobilisti, disagi non indifferenti. A partire dalle gomme termiche rovinate, (anche quelle della sottoscritta!), per proseguire con sbalzi notevoli non di aiuto per le famose cervicali ed ernie al disco, per proseguire con le cadute dei nostri bambini in bicicletta, che inevitabilmente scorrazzano felici in primavera. Essi non sono attenti come noi adulti, cercando di aggirare l’ostacolo, ma puntualmente vi finiscono dentro balzando in avanti e sino ad ora, sbucciandosi solo ginocchia e fronte. Gentile Dottor Rodolfo Bellentani, mi permetta di domandarle in tutta serenità: se un bambino o un anziano in sedia a rotelle, dovesse farsi molto male, cadendo nella vostra buca, poi a chi verrebbe attribuita la colpa e chiesti i danni? Provo a risponderle io: la colpa è noto che è una brutta bestia e non la vuole mai nessuno, i danni economici eventualmente risarciti, sarebbero ben poca cosa, se confrontati con gravi conseguenze in termini di salute. Il nostro amministratore vi ha scritto diverse volte segnalandovi il problema, ma in sette anni, tanti quanti ne ha l’ intervento edilizio che usufruisce della servitù di passaggio, non ha mai ottenuto il ripristino a regola d’arte del cratere. Per ripristino non intendo una spolveratina di sabbia con una spruzzata di cemento sopra, ma pur non essendo muratore, credo di capire che occorra chiuderla con criteri precisi e non applicandovi una toppa di comodo. Dopotutto, una noncuranza come questa ed un degrado così evidente, di un pezzettino delle vostre proprietà, non fa altro che sminuire il vostro prestigio e la vostra indiscussa eleganza. Anche a nome degli altri abitanti, spero di cuore, con questa bonaria ulteriore segnalazione, di ottenere una risposta concreta dai  Vostri Direttore et Presidente, invitandoli a percorrere più volte al giorno il viottolino, per rendersi conto di persona del disagio visibile e palpabile. Ringrazio e confido nella sobrietà e nell’esecuzione prossima dei lavori necessari, per un’agibilità leggera senza conseguenze pesanti alla viabilità, di grandi, anziani, ammalati e piccini.
 

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Diatribe tra cosche telefoniche.

Vorrei rendere partecipi i miei cari compaesani, dell’accaduto antipatico ma tutto sommato anche piacevole, del quale siamo stati protagonisti,volenti o nolenti io e la mia famiglia dal novembre 2009 a tutto ieri 20 gennaio 2010.Tutto ebbe inizio,quando mio marito ed io nel novembre scorso decidemmo di passare dal gestore TELECOM al gestore INFOSTRADA. Fin qui nulla di anormale: è diritto di ogni cittadino cambiare gestore per la linea telefonica. Mandiamo i documenti necessari al passaggio,tramite raccomandata con R.R., che indietro mai non torno’,espletiamo tutte le pratiche con precisione e attendiamo fiduciosi il passaggio. Da quel momento per tutta risposta non solo ci viene tolta la linea telefonica, ma anche la ADSL. Dopo varie e varie telefonate da parte nostra ai due gestori,altre lettere di reclamo scritte,faxate,scritte a mano,a macchina Olivetti,mandate col piccione e non,riceviamo solo parole di conforto,che ci invitano a mantenere la calma e ad attendere. Peccato!In prossimità delle feste natalizie avremmo usato volentieri il telefono per scambiare gli auguri a voce, avremmo usato le e-mail per disegnini simpatici e perché no! La sottoscritta avrebbe volentieri consultato Internet anche per motivi di lavoro. Nulla. Silenzio telefonico completo e gioco di ping-pong tra i due gestori, che dandosi la colpa (brutta bestia! non la vuole mai nessuno)l’un l’altro, non sanno cosa rispondere, adducendo che i tecnici devono andare in centrale, da dove il nostro paese dipende,per controllare il guasto. Ma ahimè, complice la neve, complice Telecom che non vuole lasciare lo scettro,pardon,il cliente, complice Infostrada che non vince il match su Telecom, morale della favola chi ne fa le spese?Ovviamente sempre “Pantalone”, che senza telefono, senza Internet, senza fax e con il cellulare rotto, che fa? Dal cassetto estrae carta, penna e calamaio e manda gli auguri natalizi a biro, con i disegnini fatti a mano!Oggi 21 gennaio, chi vi scrive ha la linea ADSL, ma e’ già stata avvisata dagli schermitori, che sarà per poche ore,perché la guerra non e’ ancora stata vinta e l’ultimo match devono giocarlo. Sorrido, attendo fiduciosa e sperando di riuscire a terminare la mail per il nostro beneamato quotidiano,auguro a lor signori un buon anno nuovo.

Canali,Dicembre 2010.

Consigli per gli acquisti.

 

Sono delusa e molto triste per i troppi titoloni e controsensi che ne derivano,da quanto purtroppo apprendiamo dai mass media,in merito alla crisi che ci attanaglia oramai da diverso tempo, senza trascurare nessun settore. Alcuni ne sono più toccati, altri meno; la sostanza purtroppo non cambia. Leggiamo e sentiamo di tutto,ma anche il contrario di tutto. Sono disorientata, cerco di ragionare, anche se non capisco il motivo per cui, prima ci fanno credere che vi è qualche segnale di ripresa, poi ci avvertono mettendoci in allarme, che moltissime persone non riescono nemmeno più a fare una spesa alimentare dignitosa. Cerchiamo il discount meno caro anche se lontano,approfittiamo di tutti i tre per due, possibili ed immaginabili. Stiamo attenti alle offerte di prodotti non di marca, o generici che dir si voglia, un pò come sta succedendo per i medicinali. Non sottovalutiamo il fatto che a volte, i generici o sostituti del prodotto originale, possono dare delle sorprese non gradevoli: mi riferisco in particolar modo ai prodotti alimentari.Io stessa, fino a poco tempo fa non conoscevo nemmeno il costo di un chilo di pane, ora sto attenta alle liquidazioni totali per rinnovo locali,guardo attentamente le tabelle dei distributori di benzina,centellino gli acquisti del superfluo, uso mille accorgimenti per sfidare la crisi. Solo chi se lo può ancora permettere, acquista la classica fettina di bovino,o filetto di cavallo, quello di un tempo, tanto utile per la crescita. Quel macinato tenero di puledro, che mia madre metteva crudo con olio e limone, nel panino per la merenda a scuola. Come non ricordarci di quella buona carne rossa naturale, non colorata con addittivi per fare bella figura! I nostri genitori dicevano che “faceva sangue”, cioè ti dava forza e vitalità. Oggi invece mi pare, che il sangue ce lo stiamo facendo oltremodo amaro: nel peggiore dei casi accettiamo di farcelo togliere con salassi non richiesti. Un altro controsenso nei ristoranti,pizzerie o trattorie, sovente regna il “tutto esaurito” nel week end, tanto che per andarci, bisogna prenotare almeno una settimana prima. Osservando le boutiques di Reggio Emilia e di altre città, mi accorgo che spesso sono semi vuote, pur esponendo capi ed oggetti firmati ed esclusivi.Per fortuna le persone definite normali, cioè del ceto medio,la stra grande maggioranza alla quale anche io appartengo, si rivolgono sempre di più, in modo intelligente, ai mercatini dell’usato, ai mercati settimanali cittadini,agli Outlets. Si opta così per  acquisti mirati, a prezzi accessibili, abbigliamento grazioso,accessori deliziosi, in ottimo stato e ancora molto attuali! Oppure, cosa ancora più lodevole ed intelligente, tra noi mamme e donne oculate, ci scambiamo gli abiti dismessi dei nostri figlioli,i giocattoli, le scarpe, le video cassette di favole,i costumi di carnevale o Halloween, al fine di creare una catena di non consumo sfrenato, ma di aiuto reciproco.La ricerca a tutti i costi del nuovo, delle firme,dell’ultimo modello di cellulare, la corsa affannosa ad un finto progresso,ci sta conducendo ad un reale ed ineluttabile regresso.I negozi a prezzi accessibili e gli ambulanti di cui sopra,hanno migliorato molto la qualità della merce esposta, data la clientela esigente di oggi. Oramai non si trovano soltanto stracci o rimanenze, ma osservando e scavando bene nelle casse e cassette, possiamo quasi rifarci il guardaroba,con dignità e parecchio risparmio.Purtroppo gli stilisti, persone squisite, creative, brillanti, vivono nel loro mondo fantastico ed incantato: sono sì dotati di estro e matite magiche, ma sono un pochino fuori di testa per i tempi attuali: non me ne vogliano! Negli anni ottanta, ho lavorato per 3 anni nella più importante azienda di abbigliamento femminile che abbiamo a Reggio Emilia, il gruppo Max Mara, perciò con stilisti e personaggi creativi,ho mangiato assieme per molto tempo,alla mensa del dott.Maramotti.Anche se vi erano tavoli separati per noi comuni mortali ed impiegati e loro la classe dirigente, ma soprassediamo. Ogni anno questi campioni dell’estro, partorivano anche campionari splendidi,estrosissimi, pur mantenendo le linee classiche e del pret( mi manca l’accento grave sella e…)à porter,tipiche  del marchio Max Mara. A volte nascono modelli importabili sia per struttura del capo  disegnato, sia per prezzo, non accessibile a chiunque. Va da sè che è il loro mestiere, sono nati e hanno studiato per creare ed inventare, ma non tutte abbiamo la fortuna di essere assemblate come Naomi Campbell, o Elle Macpherson, non a caso chiamata per decenni “the body”.Troppa pubblicità ci avvinghia, facendoci soffocare in una morsa troppo stretta. Se disgraziatamente ci lasciassimo invogliare da tutto ciò che vediamo sfilare o leggiamo sui giornali ci ritroveremmo in poco tempo tutti quanti, in mutande e non di seta, sotto al Ponte del Crostolo,piccolo e noto torrente Reggiano.Io stessa e altre mie amiche del ceto medio,donne che lavorano, autonome finanziariamente, acquistiamo spesso ai mercati cittadini sempre forniti e con capi molto graziosi. Andiamo con piacere nei mercatini dell’usato, divertendoci a scovare le vere occasioni, non solo di abbigliamento, ma di qualsiasi altro genere. Occasioni vere, non certo quelle dei negozi dove puoi trovare un paio di stivali di pitone, spendendo solo quattrocento euro, invece degli ottocento a prezzo pieno.Tradotto in vecchie e dimenticate lire, un milione e seicento milalire, se ho scritto giusto! Era il mio stipendio di impiegata in Banca dopo diversi anni di servizio, oggigiorno potrebbe essere lo stipendio di una commessa part time: se decidessimo di acquistare il pitone, in quel mese forse, mangeremmo solo pane e cipolla!In tutto questo caos generale,le grandi firme delle case automobilistiche hanno capito finalmente che e’inutile, fuori tempo massimo e molto oneroso organizzare e presentare modelli di auto accessibili solo ai petrolieri arabi,o al massimo a persone come Donald Trump. Trattasi di centinaia di migliaia di euro o dollari: inammissibile di questi tetri tempi. Non ci sarà l’edizione anno 2010 delfamoso Salone dell’Auto di Londra, probabilmente nemmeno il Salone di Francoforte, di Ginevra, la Biennale di Colonia.Mancheranno sicuramente diverse firme anche per le due ruote.Ci auspichiamo che il tempo e le energie usate per organizzare e partecipare ai vari saloni,lo impieghino pensando e riflettendo, se non sia il caso di rivedere i piani di marketing e di vendite, se non vogliono fallire di brutto. Auto pensate per tutti, non solo per miliardari e i magnati arabi.Forse noi Italiani cominciamo a capire che non abbiamo il petrolio sotto al sedere? Dobbiamo guardare in faccia la realtà e comprendere che e’tempo di cambiare drasticamente, molte delle nostre abitudini,rinunciando a beni voluttuari,che prima compravamo (me compresa), senza ritegno alcuno. Forse non potendocelo permettere, anzi mi correggo! senza il forse. Pensiamo invece insieme,con coraggio e determinazione,a far rifiorire un tantino quello che era la nostra economia, partendo dalle piccolissime cose, magari unendoci tra di noi in nuove iniziative volte a salvaguardare anche il piccolo commerciante. Concludo su un punto che mi preme sottolineare: spero di vedere in tv meno modelle e modelli maschi confondibili tra loro, che ancheggiando su tacchi eiffelici, sfilano con abiti costosissimi. Non vorremmo più leggere di sbronze & coca dei medesimi, nei locali cosiddetti di grido, dove il conto che viene loro pagato non e’certamente insipido. Li inviterei caldamente, a turno, ad impiegare parte delloro tempo a fare volontariato,distribuendo a chi ne ha bisogno tutto quello che oramai non entra più nei loro armadi dentro ai loro lussuosi appartamenti.  Vorrei che si ricordassero solo per un istante, di una certa Signora chiamata Madre Teresa di Calcutta.
Dateci anche voi stelle di un Olimpo fasullo e virtuale, un piccolo segno, che in fondo, siete uomini e donne come noi.

Risposta del Dott. Davide  Nitrosi:

Rahm Emanuel, il capo dello staff di Obama, ha detto che “non bisogna mai sprecare l’occasione di una grave crisi”. Ed è davvero così: si può uscire da una crisi economica cercando di tornare come prima, sapendo che prima o poi ci ricascheremo, oppure cercando di cambiare regole, abitudini, stili di vita e modelli economici. Senza far chiudere le boutiques per carità! ma cercando di non farci travolgere dal verbo consumistico e dalla febbre delle mode. Riflettiamo.