La febbre delle festività natalizie.

 

Non saprei come definire il periodo che precede, include e segue l’ anti Vigilia di Natale, la vigilia, il giorno di Natale, Santo Stefano, l’ultimo dell’anno ed infine l’Epifania, che tutte le feste si dovrebbe portar via. Ogni anno mi riprometto, facendo fior di fioretti di non farmi contagiare dalla febbre e da tutti i sintomi che si manifestano in questi giorni frenetici, stressanti, da persone schizzate, giorni nervosi  senza riposo, senza sosta nell’incartare pacchetti e pacchettini. Ben lontano è lo spirito con il quale, invece si dovrebbe festeggiare, in ogni famiglia, questo evento straordinario. Come consuetudine a casa nostra, i preparativi iniziano il 24 novembre, giorno del patrono con la composizione dell’albero principale e del Presepio, ma sono sincera, il prossimo anno preparerò il tutto molto più avanti. Ad oggi che è il 19 dicembre, non abbiamo ancora finito di appendere i pupazzetti di feltro, lana, cotone, ferro, legno, ottone, plastica, carta, in cucina, nei bagni, nei corridoi di passaggio ed in ogni metro quadro libero, per la gioia di mia figlia piccola ed il dispiacere del santuomo. I pacchetti dei regali  e regalini, pensieri, pensierini, pensierono, pensierini ini ini,  hanno invaso buona parte del salone, tant’è che il nostro albero non si vede più. Sto iniziando ad avere difficoltà respiratorie nel guardare tutta “l’attrezzatura” e “le porcherie” che ho messo insieme in anni e anni di acquisti insensati. Mi chiedo ora se stavo bene e se mi balenava per l’anticamera del cervello di tutti i soldi che stava buttando nella spazzatura, forse non pensavo come tante persone, che sarebbero arrivati tempi di vacche molto magre?? Continua a leggere “La febbre delle festività natalizie.”

Oggi si festeggia Santa Lucia.

 

Vorrei ricordare che oggi tredici dicembre, si festeggia la morte, (semmai si possa festeggiare un evento così negativo come la morte…), di una ragazza di Siracusa, nata intorno al 283. e morta durante le persecuzioni dell’imperatore romano Diocleziano, il tredici dicembre 304 a soli ventuno anni se l’anno di nascita è preciso. Divenne Patrona di Siracusa e la sua storia è nota per essere stata brutalmente martirizzata, dal momento che ella era una Cristiana Cattolica. Non si piegò all’adorazione degli dei romani, non rinnegò la sua fede, ma preferì la morte ,avvenuta per decapitazione si dice, preceduta da atti di violenza inaudita, sul suo giovine corpo. Si narra di questa bellissima giovine di Siracusa, figlia di benestanti dell’epoca, la cui madre si chiamava Eutichia, orfana di padre, che era stata promessa in sposa ad un pagano. La mamma gravemente ammalata e sofferente di copiose emorragie da molti anni, aveva speso molti dei suoi danari per curarsi, ma a nulla servirono. Madre e figlia decisero così di andare in pellegrinaggio sul sepolcro di Sant’Agata, per pregare affinché Eutichia potesse guarire. Lucia durante il sonno ebbe una visione di Agata che le diceva che la mamma sarebbe guarita, Lucia in cambio promise che si sarebbe consacrata a Cristo totalmente, disfacendosi di tutto ciò che riguardava la sua vita terrena, fidanzato compreso.Nella visione S. Agata le preannunciava anche il suo patronato sulla città di Siracusa. Ritornata a Siracusa e constatata la guarigione di Eutichia, Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo. Il pretendente, insospettito e preoccupato nel vedere la desiderata sposa vendere tutto il suo patrimonio per distribuirlo ai poveri, verificato il rifiuto di Lucia, la denunciò come cristiana. Erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall’Imperatore Diocleziano. Il processo che Lucia sostenne dinanzi all’Arconte Pascasio conferma e testimonia la fede sconfinata ed anche la fierezza di questa giovane donna nel proclamarsi cristiana. Minacciata di essere esposta tra le prostitute, Lucia rispose: “Il corpo si contamina solo se l’anima acconsente”. Il proconsole allora, ordina che la donna sia costretta con la forza, ma lei diventa così pesante, che decine di uomini non riescono a spostarla. Il dialogo serrato tra lei ed il magistrato vede addirittura quasi ribaltarsi le posizioni, tanto da vedere Lucia quasi mettere in difficoltà l’Arconte che, per piegarla all’abiura, la sottopone a tormenti. La cospargono di urina che si diceva togliesse il male e piegasse le streghe dell’epoca, la cosparsero di olio e pece e le diedero anche fuoco, ma lei non bruciò. Lucia esce illesa da ogni tormento fino a quando, inginocchiatasi, viene decapitata. Prima di morire annuncia la destituzione di Diocleziano e la pace per la Chiesa. Continua a leggere “Oggi si festeggia Santa Lucia.”

L’esempio di quel Ragazzo.

Oggi è il Giovedì Santo, inizio del triduo più importante e significativo dell’anno per il mondo Cristiano e Cattolico. Come  credente in Dio non posso non soffermarmi a pensare e ad affermare, che la storia di quel Ragazzo morto a 33 anni, su di una croce di legno, non sia uguale alle storie di oggi per diverse attinenze e similitudini. Per primo il tradimento che ha subito, da uno dei suoi migliori amici peraltro, per pochi vili e sporchi danari. Anche oggi,  si tradiscono gli amici  con nonchalance,  una vita umana viene fatta a pezzi e venduta, organi compresi. Mi passa davanti agli occhi come in un film muto, Lui, disperato, lasciato solo e abbandonato dal suo gruppo di amici, in quel buio orto. Avevano sonno, non sono riusciti a tenergli la mano prima dell’ultima fatidica ora, gli hanno dimostrato indifferenza, non uno dei dodici gli è rimasto accanto… Poverino! Piangeva e trasudava sangue, aveva sete e gli hanno dato aceto da bere. Anche oggigiorno ci facciamo sberleffi dei nostri simili, li abbandoniamo al loro destino, non li vogliamo nelle nostro confortevoli dimore, se non sono come noi: ben vestiti, distinti, italiani, laureati e con il deretano ben appoggiato su quello che rimane delle antiche poltrone. Questa è la società dell’apparire più che dell’essere, quanti sguardi increduli e schifati se facciamo una carezza, o diamo un bacio ad una persona che riteniamo “diversa” da noi!  Quando non abbiamo ancora capito che “gli altri” e “i diversi” siamo noi;  siamo noi che dovremmo vergognarci per i nostri comportamenti subdoli e altezzosi di fronte a chi non ha nemmeno la possibilità di scaldarsi con un termo sifone! C’è un altro aspetto inquietante, che rispecchia molto bene questi tre giorni di passione che nostro Signore ha vissuto. Si è volutamente lasciato morire poco a poco, si è sacrificato per salvare “gli altri”! Quel bravo Ragazzo ha avuto il coraggio di farlo quando poteva benissimo opporsi, ha scelto la fine della vita terrena ricevendo sino all’ultimo respiro sputi in faccia, bastonate, frustate e per ornamento una corona di spine sul capo. Tosto quel Giovane! Chi di noi vi riuscirebbe? Chi si farebbe deliberatamente uccidere per il solo raggiungimento di un obiettivo che si era prefissato cioè tentare di salvare l’intera umanità. L’ha portato a termine, costi quel che costi, ma c’è riuscito, sino a morire… La storia di allora è molto simile alle storie di oggi. Quel Ragazzo con la barba e la tunica, ci ha insegnato la dignità ed il coraggio, ci ha dimostrato che lo crediamo o no, che una volta che ci si è prefissati un obiettivo non bisogna fermarsi davanti a niente. Lui alla fine è stato premiato con la Resurrezione, per noi comuni mortali… onestamente, non credo che il premio sarà simile al suo.

Con i miei più sentiti auguri di una lieta e gioiosa Santa Pasqua 2013.

Fabiana Schianchi.

Buon natale a tutta Reggio Emilia e dintorni!

Il momento magico che tutti attendevamo e’ arrivato. Dolcemente,  senza rumore, ecco che l’albero maestoso trionfa, con tutti i suoi balocchi, contornato dal presepio che sembra vivente.Ecco i regali, anche quest’anno numerosi, avvolti con cura nelle lucide carte, i fiocchi saltellanti per la voglia che hanno di essere aperti.Si diffonde per la casa, un buon profumo di cappelletti fatti a mano, profumo d’infanzia, evoca ricordi struggenti. Ecco il gatto che miagola sotto le finestre, per chiedere un pezzettino di carne, eh già! E’ Natale anche per lui!Vedo i vostri volti arrossati dal tepore del caminetto che scoppietta acceso;ridenti le gote, pregustano le pietanze saporite, che tra poco si scioglieranno nei vostri palati. Vi faranno dimenticare per qualche ora, tutto quello che vi attanagliava la mente ed il cuore,sino ad un attimo prima. Allora i vostri occhi,colmi di felicità,vagheranno da un piatto all’altro, da un regalo all’altro, da un sorriso per la foto d’obbligo, ad un bacio con tanti e tanti auguri, in una giostra impazzita senza fine e senza senso alcuno. I soliti, retorici, banali, stanchi,auguri: sinceri ed affettuosi saranno?Una cosa è certa, sempre uguali e fotocopiati negli anni,sempre con lo stesso tono di voce, la stessa svogliata, identica stretta di mano. Tutti a giurare e a scommettere che il prossimo Natale sarà migliore, che l’Anno che sta per concludersi e’il più triste di tutti quelli che la nostra memoria ricorda. Così una dopo l’altra, le parole scorrono a fiumi, fino a farci stordire da soli, in un mare di illusioni e banalità, fatue e leggere come l’aroma del vino rosso, che stiamo sorseggiando con avidità. Abbiamo per una volta l’umiltà e la dignità di non aspettarci grandi cose, di non pensare al prossimo Natale ed al prossimo Anno come al liberatore di tutti i nostri mali, ma cerchiamo di avere un solo pensiero: aprire il nostro cuore e la nostra anima con gioia immensa, di fronte agli eventi che ci accompagneranno. Accettatiamoli tutti,senza riserve, senza odio,senza invidie dannose, cerchiamo in silenzio di non rifiutarne nessuno o cercare di evitarlo, sarebbe impresa inutile. Apriamo le braccia a sensazioni dimenticate o sopite dalla frenesia che ci pervade senza sosta: accettiamo il bene,il male,il dolore,la rabbia,la pace,l’odio,la felicita’ inattesa, i sorrisi di un bambino per la strada, le richieste d’aiuto di uno sconosciuto, i pianti, i lutti,le nascite inaspettate,l’amore che sboccia all’improvviso, le passioni e i tormenti. Impregnamo le nostre anime di ogni sensazione. Tutti dovremmo tenerlo a mente: ogni volta che proveremo una sola di queste sensazioni, potrebbe essere l’ultima, ed io desidero con tutto il cuore per ognuno di voi, che nulla rimanga incompiuto,che nessun rimpianto o rimorso dimori in voi mai. Fino alla fine dei nostri respiri.Buon Natale a tutti con affetto sincero.

 

Pubblicata sul Resto del Carlino il 22/12/2012.

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