Ciao papà,auguri!

Quando ero piccina ti.scrivevo la classica letterina che tu trovavi al rientro dal lavoro nei campi. La preparavo a scuola, sotto l’occhio vigile e severo della maestra Giuseppi\nna. Si usava metterla sotto al piatto, così tu ancora accaldato e stanco te la leggevi tutta d’un fiato e facendomi una carezza, con le tue mani ruvide piene di calli, mi sorridevi. Niente baci, a quei tempi non USAVANO le smancerie tra un papà già vecchio ed una bimba piccola. Ma quegli occhi e quel sorriso non li ho mai dimenticati. Auguri papà Antonio, ovunque tu sia non dimenticarti mai di me, la tua” pute’na” nata per errore ma che con il senno di oggi, amavi tantissimo.

Non si dice: auguri!

Quest’anno non me la sento proprio di fare gli auguri a nessuno! Non per cattiveria ma perché portano sfiga! Scusatemi e trascorrete in casa una serata tranquilla con i vostri affetti. Non è finita qui perciò armiamoci di santa pazienza e baci a tutti voi.

Caro COVID,

..ti scrivo questa mia missiva per farti sapere alcune cosette che devo dirti assolutamente. Intanto ti preciso che scrivo a titolo personale, non vorrei che tu possa pensare che mi sono fatta portavoce del mondo intero! Sei comparso a sorpresa nella mia vita circa a febbraio 2020, quando ancora non sapevo bene chi eri e che cosa volevi da me e non te ne sei ancora andato via! “Finché è in Cina” mi sono detta va tutto bene! E continuavo imperterrita a fare le mie stronzate senza sapere dove stavo per finire, senza valutare i danni che avrei fatto a me e ad altri. Poi hai fatto la tua entrata in scena anche in Italia colpendo prima aeroporti ed altre regioni. Poi sei arrivato ovunque, trasportato dal tuo fedele servitore Pangolinoe sei approdato anche a Reggio Emilia. Non me ne vogliano chi legge, ma dico finalmente! Ricordo che scrivo sempre a titolo personale! Mi hai così messa in castigo, ammanettata e fermata, cioè in lockdown, parolone che non conoscevo e da lì hai cominciato a farmi riflettere.

Ero dentro ad una bolla di igienizzante per le mani, costretta a non vedere più chi amavo
Dovevo attenermi a regole ben precise come in un regime dittatoriale! Le cavolate le ho dovute abbandonare sul nascere, gli affetti dimenticarli e reimpostare la mia vita come si fa in caserma. Mentre tu continuavi silente il tuo giro mietendo molte vittime ma risparmiando anche molti esseri umani. Con l’estate ti sei un po’ calmato, ci hai dato tregua, ed io già pronta x ricominciare con i miei vizi preparando ad agosto i progetti per l’autunno inverno! Non avevo messo in preventivo come i ns parlamentari tutti( che siano governo regioni città paeselli o parrocchie chissenefrega…)nessuno escluso, che saresti ritornato riposato dalle vacanze e più pimpante che mai. Forte, aggressivo, pronto a terminare il lavoro iniziato, un terminator nato! anche se abbiamo oggi molti più mezzi x combatterti. Ed io? Fortunatamente un mezzo lockdown ce lo abbiamo anche qui e ancora una volta mi fai riflettere, da sola, in casa, per ore e ore. E fai bene! Con le zucche dure come la mia ci vogliono le maniere forti, perché con quelle dolci non imparo le lezioni! Vedo che c’è molta meno gente ad inquinare le strade, meno auto, meno ragazzi/e che si ubriacano o si bucano, meno gente sui bus che straripavano del tuo odore e dei tuoi potenti feromoni. Gente che x farsi l’aperitivo è disposta anche a prenderti dentro al corpo, deficienti che pur di fare la movida vanno anche a San Marino o a cena alle 6 di mattina in quel di Firenze. Ma io ora penso a me, alla lezione di vita che mi stai dando, rimettendomi in caserma e stando io alle tue regole, non tu alle mie. La mia stupida presunzione pensava di continuare a prendere x il culo la vita, ma non è così che ci si comporta e se per capirlo ho bisogno di un serial killer della tua portata allora sai cosa ti dico: bentornato caro Covid! E se hai intenzione di far l’amore con me penetrando nel mio corpo, bada solo di non essere troppo violento e di non farmi troppo male. Se invece opterai x la soluzione estrema fai almeno in modo che io non debba avere quel casco in testa! Mi rovinerebbe il nuovo taglio di capelli e me ne andrei senza dignità. Perché è quella che mi stai insegnando.

Ora ti lascio e ti auguro di andare presto in pensione, così come ti chiedo di lasciare ad ognuno di noi un piccolo pangolino di peluche in ricordo di questa guerra che ancora non ha decretato il vincitore.

Con odio e con riconoscenza, tua fabiana schianchi.

Si fa presto a dire arrosto…

Sembra una banalità ma prima di riuscire a mangiare un buono e tenero arrosto la mia procedura è molto lunga! Inizio con lo scegliere il taglio giusto dal macellaio, di solito scelgo l’arista di maiale e questa volta me lo sono fatto irretire cioè mettere dentro alla retina in modo tale che poi riuscirò a tagliare fette perfette.

Questo è il risultato dell’arrosto cotto e pronto x essere affettato. Mi sono dimenticata di fotografare il pezzo di arista crudo, pazienza!
Una volta portato a casa, congelo subito l’arrosto. Raramente lo metto in concia subito! Dopo qualche tempo quando la voglia è giunta a maturazione lo scongelo e preparo la concia. Scalogno, rosmarino, sale e pepe bianco, aceto di vino bianco. Null’altro. Lo cospargo con questa vinaigrette e per 5 ore lo lascio a macerare. Dopo inizio la cottura, dapprima a fuoco molto forte per 15 minuti rigirandolo spesso. A parte avrò già preparato un brodo di dado molto saporito, un bicchierino da liquore di aceto bianco e farina.
Trascorsi i 15 minuti estraggo l’arrosto dalla pentola alta e antiaderente, lo infarino abbondantemente e con un pezzo di burro chiarificato lo faccio rosolare ancora da ambo le parti. Quando è dorato ed ha assorbito tutta la farina aggiungo un po’ di brodo, metto al super MINIMO il gas, avvolgo il coperchio nella stagnola ed inizia il procedimento di cottura. Mano a mano che il fondo di cottura diminuisce io aggiungo il brodo e giro l’arrosto. Morale della favola: 5 ore di cottura!
Non è finita qui! Lo lascio raffreddare per bene, lo metto in frigo e la mattina dopo, cioè ora mentre scrivo, tolgo la retina, lo affetto con il coltello elettrico e una parte, previa leggera riscaldata lo mangeremo oggi, l’altra se ne torna in freezer per una prossima volta! Che cosa ne dite? Ah dimenticavo….per contorno patate al cartoccio cotte in forno! Eh buon appetito amici miei.

difficile dirlo

come stai? non riesco a rispondere a questa domanda, mi sembra di essere dentro ad un film dell’orrore, un brutto incubo e non riesco ad uscirne.
cammini? mah sì. faccio il giro dell’isolato 5 volte distanza da casa mia circa 300 mt oltre da oggi non si può fare.
mangi? pure troppo! stando molto in casa non faccio altro che cucinare, sperimentare, fare scorte, spiccare e poi la bilancia protesta ed il colesterolo pure.
continui a vendere il tuo vintage? mah si, meno con i problemi più gravi che ci sono oggi, però mi tengo impegnata sempre.
e l’amore come va? passiamo alla domanda successiva.
perché questa foto? non lo so, forse ero veramente arrabbiata, poi nel salviettone ci sono 2 dei colori Italiani, infine perché se si potesse con un morso strappare via tutto quanto ognuno darebbe una grossa morsicata.
come vorresti concludere questa chiacchierata tra me e te cara schianchi? Dicendo che al primo posto ci sono loro, che li amo immensamente, e che prego stiano bene e non si ammalino.

noi tre insieme x sempre.

Ridere e pensare.

Toh! Fabiana che ride! ma cos’avra’ mai visto o sentito alla radio? forse pensa che è venerdì ma oramai volge quasi al sabato e non rido più.
Pensieri alla guida? nooo meglio stare concentrati! I capelli stanno ricrescendo, gli anni pure. Va beh! finché parliamo e leggiamo possiamo stare allegri.
Correva l’anno 1964 ed era luglio, faceva molto caldo, ma mi avevano messa dentro uno scafandro di pizzo tulle e raso! I battesimi erano così un tempo. se notate mamma Bianca di nero vestita sembrava ad un funerale, mia sorella Giuliana pareva la mia mamma…In basso a destra papà Antonio giovanissimo negli anni della II guerra mondiale che lui ( purtroppo!) ha fatto! per ultima ma nata molto prima di me, una piccola e seria Giuliana con fiocco in testa e guance paffute! Che ricordi@ comunque è questa la mia famiglia d’origine, nel bene o nel male questa è. In due se ne sono andati, io e Giuliana siamo ancora qui. Per quanto? Ai posteri l’ardua sentenza!
Chiudo il venerdì sera con uno dei servizi più frizzanti della Royal Albert” ARISTOCRAT”. IL NOME LA DICE LUNGA SU QUESTO MAGNIFICO MARCHIO INGLESE.
….non ho voglia di cucinare! stop!

in Pataglia forever

è la mia divisa per eccellenza,la mia seconda pelle, la metterei anche per uscire. Domenica ne ho comprate 15 tutte vintage!
vi do i miei riferimenti” 3204380039. mail: faby1964@alice.it. mi va molto stretto il mondo del mutismo, dei segni, delle emoticons di tutto questo NON PARLARE. siamo anima e corpo ma ce lo.dimentichiamo spesso!
vi ho invitato varie volte ad iscrivervi gratuitamente alla mia vetrina vintage SHPOCK , ma eccetto alcune rarità nessuno si avvicina x comprare!,peccato@
Tornerò presto a teatro a vedere il musical sul mio vicino di casa Luciano Ligabue
.ci vuole anche l’ultimo! beati gli ultimi che forse saranno anche i primi! baci e vi aspetto a acquistare su SHPOCK.

Odio le medicine,però

Le ho sempre odiate, le ho sempre dovute prendere, sempre dovrò farlo. Oggi le benedico @ senza abusarne ma prendendone il minimo indispensabile ed oggi forse non sarei qui a scriverlo.
non c’è una seconda scelta. Parto con lo spazzare le scale, ho 4 piani di scalein questo modo faccio lavorare anche i glutei e farà loro in gran bene!
appena posso ci ritorno!
è verissimo: chi non fa non falla! È molto comodo stare su un divano e non provare a scrivere e a rimettersi in gioco! a più tardi

buona domenica

mi preparo per piacere a me stessa.
preferisco darli a chi è vicino a me, non fosse mai che si perde lungo la strada!
già fatti cadere gli anni trascorsi. ora l’albero è rigoglioso!
ma anche di giorno te le rivolgo solo che tu sei sordo e non ti arrivano! peccato!
sempre maestoso il teatro Romolo valli di casa mia!
vedo di capirlo bene perché sono ancora troppo pochi. Devo diventare più egoista ed amare meno. un piccolo dettaglio che farà la differenza ai ciechi sordi muti e stolti .

Padova e Montegrotto

santuarietto/tomba dedicata a Sant’Antonio da Padova all’interno della enorme basilica