Quando vincere diventa una condanna.

Frank Vandenbroucke
Frank Vandenbroucke (Photo credit: Wikipedia)

Apprendo con sgomento dai media rimanendo inerme, la notizia dell’ennesima morte, di un grande campione: il ciclista belga Frank Vandenbroucke. E’ stato trovato morto all’età di trentaquattro anni, in una squallida camera di albergo a Saly, nota località balneare del Senegal, a settanta chilometri circa da Dakar. All’apparenza morte per embolia polmonare. Nella realtà e scavando nel profondo, le cause di tale morte fanno parte di un triste e oramai noto corollario che accomuna altri campioni, noti personaggi televisivi del presente e del passato. Da Josè Maria Jimenez detto “EL CHABA”, trentadue anni corridore spagnolo, morto per arresto cardiaco, a Fabrice Salanson (23 anni) morto per infarto nel sonno, Marco Rusconi (23 anni), stessa causa cardiaca, Marco Pantani, (il Pirata). Per dovere di cronaca, anche se nera, vorrei tristemente ricordarvi altri numeri uno: Maradona il super asso del pallone, andato a un passo dalla morte diverse volte, Gianluca Pessotto, ex calciatore della Juventus, salvo dopo un volo fatto per sfuggire alla solitudine che lo attanagliava, nonostante una splendida e innamorata moglie e due bambine (sue parole!). Chris Benoit, canadese, lottatore del Wrestling, disciplina amatissima dai nostri figli in età adolescenziale, spesso imitato per le mosse violente, morto suicida dopo aver ucciso moglie e figlio, stessa fine per Eddie Guerrero, Wrestler messicano, morto all’età di trentotto anni. Gli ingredienti nefasti che accompagnano tutti questi decessi, sono purtroppo sempre gli stessi: alcool, abuso di sostanze stupefacenti, antidolorifici assunti in quantità massicce, per non sentire dolore durante le loro fantasmagoriche performances, doping, depressioni furenti, divorzi, violenze fisiche sui loro cari, desiderio e richieste da parte di manager e allenatori di essere sempre e comunque il NUMERO UNO. Queste povere anime, addestrate a vincere di continuo, a dispetto a volte, dei loro problemi cardiocircolatori o altro, non conoscono nel loro vocabolario il numero due o peggio, il numero tre, quattro, cinque…Continua a leggere “Quando vincere diventa una condanna.”

Merenda d’autunno con baratto.

 

 

 

 

 

 

 

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Ieri pomeriggio, 15 novembre 2012 per chi legge, si è svolta presso la mia dimora, la oramai tradizionale “MERENDA D’AUTUNNO”, alla quale partecipano le mie amiche d’ogni età, senza distinzioni di sorta. Trattasi di uno di quei pomeriggi, sabbatici, dove si dovrebbe chiacchierare in allegria, condividere le merende dolci e salati che ognuna di noi prepara e rilassarsi sedute su un divano o su di una comoda poltrona. Il tempo come tutti ben sappiamo non solo è tiranno, ma è pure cattivello e ci impone ritmi e orari da nobel dell’infarto. Non ce lo fa fare nessuno comunque di arrivare sempre dovunque trafelate, con la lingua a pulire il pavimento, i capelli scarmigliati ed il viso tirato con le pinze. Per non parlare delle occhiaia o borse che abbiamo sotto agli occhi, che a volte diventano valigie pesanti da portare, dipende da come abbiamo passato la notte e dai pensieri che ci assillano la mente. Credo sia terapeutico e fondamentale prendersi ogni tanto una pausa, senza nulla togliere alla famiglia e ai figli, ricordandoci che ci siamo anche noi stesse e le nostre priorità verso i riguardi della nostra persona. Fatta quest< doverosa premessa, vi informo che ieri pomeriggio oltre alle solite modalità, vi erano due nuove sorprese, rispetto alla merenda dell’anno passato.La prima, gradevole e molto apprezzata dalle Signore e Signorine, è stata la dimostrazione con prova, dei prodotti JUST,

 

da parte della signora Tiziana, referente e capogruppo della nota casa cosmetologica svizzera. Poi terminata la “conoscenza” con tanti dei prodotti che le loro linee offrono, vi sono stati gli ordini compilati da parte di ognuna di noi, e a me per aver ospitato a casa mia questo “PARTY” e fatto raggiungere a Tiziana una certa quota di vendita è stato regalato un prodotto a mia scelta!justamichepersempre

 

Un pensiero davvero carino ed un nuovo modo per conoscere nuove amiche, donne come me, con figli o nipoti, non importa, ma che ieri per circa due/tre ore si sono regalate un pomeriggio di cordialità e risate. Complimenti di cuore da parte mia e delle altre partecipanti a Tiziana, alla sua dolcezza e alla sua professionalità, sperando ci siano altre occasioni e altri “PARTY” da condividere insieme. Dopodichè, come in ogni Party che si conviene abbiamo sbocconcellato le cibarie preparate da alcune di noi: dolci, salate, frutta e biscotti, il tutto annaffiato con del buon Prosecco fresco, o con bibite e acqua per le signore astemie.La seconda sorpresa, che tutte attendevamo con ansia come delle bambine, è stata un esperimento che ho voluto provare per la prima volta: il baratto, o scambio di oggetti tra di noi. Questo scambio tra amiche, avviene già in molte città d’Italia, ho letto di recente che qualcoso sta nascendo anche a Reggio Emilia. Oltre ad essere un bellissimo modo per non buttare via oggetti o abbigliamento, libri, suppellettili, biancheria.ancora in ottimo e attuale stato, è l’occasione per barattarla con altre cose che ci piacciono! Inoltre non è da trascurare l’aspetto sociale del momento scambio, dove ognuna di noi, può trovare amicizie nuove, nuove relazioni sociali e buttare le basi per altre iniziative brillanti. Il momento è stato oltremodo galvanizzante, simpatico e siamo riuscite quasi tutte a barattarci le nostre cose! Ieri, essendo la prima volta, è stata, diciamo così una prova, ma dal momento che mi pare, non sia dispiaciuta, la ripeteremo senz’altro a più ampio raggio e magari, portando ognuna di noi due o tre oggetti da barattare. Sono molto spiacente, per chi di voi non ha voluto o potuto partecipare, l’occasione sarebbe stata molto molto gradevole, e le vostre presenze sicuramente gradite! Speriamo sia stata la prima prova di una lunga serie, per dar modo reali di iniziare anche noi da Canali o da Reggio Emilia, l’appuntamento del BARATTO!

fiori Chi di voi è interessato a tale progetto me lo faccia sapere tramite i miei recapiti: telefono, mail, blog. Insieme e in tanti possiamo farcela a dar luogo a qualcosa di: nuovo, carino, simpatico e utile per la crisi! Crederci sempre, arrendersi mai!!

Buon week end a tutti.

 

Ma l’età è un limite per essere madri?

 Ci sono nella vita di ognuno di noi difficoltà pensati da gestire. Argomento d’attualità del quale si sta parlando ad ampio raggio, è quello delle coppie di genitori non più giovanissime.  Sono state prese di recente, decisioni importanti, gravi, da parte degli Organi Competenti: togliere i figli piccoli a genitori molto avanti con gli anni. Coppie, che per come è impostata la nostra società, sarebbero certamente più adatte nel ruolo di nonni. Come se l’età anagrafica avesse un limite per procreare! La storia Biblica ci insegna che Elisabetta cugina di Maria e moglie di Zaccaria, divenne Madre di Giovanni il Battista, in tarda età, ma questa appunto è un’altra Storia.Tutti conosciamo genitori che per motivi di sterilità, dal momento che la vita ha deciso di non regalare loro un figlio naturale,  fanno di tutto per cercare di averne uno proprio. Anche a costo della loro stessa vita. Per proprio figlio si intende una creature, generata dalle carni e dal DNA dei due soggetti, solitamente un uomo ed una donna, che decidono, di comune accordo di mettere al mondo un essere umano. Prescindendo dal fatto, che secondo il mio modesto punto di vista, i figli sono di chi li cresce e li ama, di chi li segue e li educa, di chi dà a loro amore incondizionato sempre e non sono di chi li ha generati. I figli non sono proprietà nostra come un’ automobile a noi intestata, ma sono il dono più prezioso che la Vita ci possa fare. Conosco personalmente donne che si sono sottoposte ad innumerevoli trattamenti contro la sterilità, costosissimi, inefficaci,dolorosi, inutili, dannosi.. donne che hanno messo a repentaglio la loro vita ed il loro corpo per procreare. Hanno dovuto affrontare lunghi viaggi all’estero,con coraggio e determinazione, sempre con ottimismo,anche se al ritorno da ogni viaggio, chiamiamolo della speranza, ogni volta un altro fallimento si aggiungeva al precedente. Nessuno e nulla le ha fatte desistere dal proposito di partorire un bambino, che uscisse dal proprio grembo e dal proprio utero, non da un altro grembo o da un utero “in affitto”. I figli per me mamma e madre, sono la priorità nella mia vita: l’ultima l’ho data alla luce a quarantuno anni e mi sentivo una bambina, anche se ero tra le più “anziane” della Nursery. Ci sono donne single, divorziate, vedove ancora giovani, mamme alle quali è morto un figlio, coppie gay, che farebbero carte false nel senso più vero della parola, per poterne adottare uno. Madri e coppie alle quali questo privilegio raro viene ancora negato dalla nostra Legislatura Italiana. (…..).

Risposta del capocronista Dottor Nitrosi Davide.

Il tema della maternità e della paternità è delicato e personale. Pertanto va trattato con rispetto per tutti: per i padri, per le madri, per le coppie e soprattutto per i bambini. Nella sua lunga lettera (che abbiamo come dovuto tagliare per questioni di spazio) lei citava anche il caso delle coppie gay. E’ impossibile commentare le sue osservazioni senza banalizzare, in così poche righe. Mi auguro che lei possa dare il via ad un dibattito fra i nostri lettori: credo che l’argomento sia degno.

Sant’Elisabetta
Maria in visita ad Elisabetta, affresco di Giotto, Cappella degli Scrovegni

Basta un orto per ricostruire una società felice.

Martedì 29 settembre io e mia sorella decidiamo di andare a Parma per visitare il tanto decantato orto della mitica ed inossidabile Zia Bruna. Arriviamo e come saluto ci offre subito una cassettina di legno contenente prodotti coltivati e confezionati esclusivamente da lei. Fanno bella mostra di sé il liquore prugnolino, le marmellate di uva, pesche, susine, pere, le salsine di peperoni e pomodori per accompagnare i nostri “lessi” o bolliti, il tutto contornato da una cascata di noci e nocciole, sempre ottenute dalle sue coltivazioni. Basta osservare la cassettina di legno per rendersi conto di quanto lavoro, amore e dedizione ci sta dietro a tutto questo. Ho un flash immediato nel pensare e confrontare la cassettina con gli scaffali dei supermercati e la miriade di prodotti esposti. Tutti in fila dentro a barattoli e bottiglie di vetro, plastica, o alluminio, con scritto in piccolo piccolo, gli ingredienti, gli additivi chimici, i coloranti, i conservanti e le relative scadenze.(…)ci trasferiamo in auto lontano dalla periferia di Parma, dirigendoci, guidate da lei, lungo una stradina di campagna verso il famoso orto. Continua a leggere “Basta un orto per ricostruire una società felice.”

Il futuro appartiene alle Donne.

Con la lettera,(Politica e ruberie) pubblicata il 6 Ottobre 2012, abbiamo dato il via ad un importante e speriamo, costruttivo dibattito. Per non perdere il filo del discorso avviato, mi chiedo quali strategie posso mettere in atto, come donna e mamma, ex bancaria per scelta, ora casalinga, per iniziare a fare quell’ordine, tanto auspicato. Per fare ordine e pulizia, cioè un cambio totale e non solo stagionale degli armadi, ci vuole prima un enorme disordine e su questo punto, siamo ben attrezzati. In secondo luogo, occorre la capacità organizzativa, precisa e raziocinante di Donne con la D maiuscola. Partiamo da noi, che di pulizie con gli spazzoloni ce ne intendiamo. Una donna può fare moltissimo per risanare l’economia e non solo quella domestica, per poi fare “carriera” ed arrivare a livelli di risanamento più ampi. Perché non unire le forze e le risorse, partorendo strade percorribili e semplici, per poterle poi proporre e comunicarle anche ad altre Donne, che in questo momento, forse, sono demotivate da tutto questo carosello in nero e nero? Diffondiamo il nostro sapere, non teniamo per noi le risorse imparate nei secoli, comunichiamo con gioia le nozioni apprese ad altre donne, anche le più semplici e all’apparenza banali. Ho grandissimo rispetto e ammirazione per tutto ciò che le Donne sono riuscite a compiere e ad ottenere, con tenacia, sin dall’antichità. Sono disarmata solamente di fronte a sparatorie gratuite, come quella subita da Malala Yousafzai, bambina di quattordici anni: voleva solo difendere le Donne in Pakistan, rivendicandone il diritto allo studio, per imparare ed insegnare alle loro figlie. (…..) Non dobbiamo dimenticarci che siamo il centro della nostra famiglia, il perno attorno al quale ruoterà l’enorme pulizia degli armadi.

Fabiana Schianchi Ugoletti.

 

Central panel: 71 x 70.3 cm, Left and right pa...
Central panel: 71 x 70.3 cm, Left and right panels: 71 x 30.5 cm (Photo credit: Wikipedia)

Risposta del dott. Nitrosi Davide.

Altro che quote rosa, da uomo non posso che constatare che nei Paesi dove al governo ci sono più donne, le cose vanno meglio. Casualità? O caparbietà?

 

Parere scritto dell’esimio sociologo, prof. Ferrarotti Franco.

L'ombra della Sapienza
L’ombra della Sapienza (Photo credit: Geomangio)

Carissimi, con grande onore, riporto qui di seguito il parere scritt di proprio pugno, dal noto sociologo italiano, credo il più famoso all’estero e nel mondo: l’emerito professor Franco Ferrarotti.  Egli, dopo aver letto ed apprezzato il mio libro, mi ha telefonato da Roma, complimentandosi con me, mentre mi avvertiva che stava per prendere un aereo (l’ennesimo) che lo avrebbe portato Oltre Oceano,  a tenere uno dei suoi famosi seminari agli studenti universitari. Tenendo presente l’età del professore, nato nel lontano 1926, ne apprezzeremo senza ombra di dubbio ciò che continua, con maestria ed intelligenza a fare nel mondo! Oltre ad essere stato Professore all’Università La Sapienza di Roma, egli ha scritto moltissimi libri, per Editori Italiani più o meno noti. Grande amante della lettura in tutte le sue forme, grandissimo collezionista di libri, ne ha ovunque in casa sua a Roma, anche accatastati su sedie e scale,  può discorrere tranquillamente con un interlocutore giovane o maturo, non teme le lingue, quelle taglienti, non le lingue straniere che conosce bene e nelle quali sono stati tradotti i suoi Libri. Persona attiva e “godereccia”, insomma un tipo molto tosto, mi piace molto e lo apprezzo per la sua poliedricità! A lato un paio di  foto che ho trovato in quest’arnese moderno, chiamato Wikipedia, perchè volevo vedere uno scorcio della famosissima Università. Spero di poter andare presto a Roma, per visitarla e per conoscere ed abbracciare il Professore!

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English: University of Rome “La Sapienza” – Faculty of Architecture at Piazza Borghese Italiano: Università di Roma “La Sapienza”. Una delle sedi di Architettura, a piazza Borghese (Photo credit: Wikipedia)
Italiano: Roma, piazza Borghese: a destra il f...
Italiano: Roma, piazza Borghese: a destra il fianco di palazzo Borghese, a sinistra il palazzo della famiglia Borghese, di fronte la sede della Facoltà di Architettura della Sapienza (Photo credit: Wikipedia)
sapienza courtyard
sapienza courtyard (Photo credit: Wikipedia)

Assegno di mantenimento ingiustificato.

…augurando una buona settimana a tutti, parto  stamane con un argomento che mi preme molto, attendo come di consueto vostri pareri e commenti sempre da me graditi ed essenziali, per continuare a rimanere in Vostra compagnia! Fabiana.

Mi unisco in modo favorevole, ai  commenti scritti dal Sig. Giangiacomo Papotti, sul resto del Carlino di alcuni giorni fa, in base al tema, spinoso e assai controverso che riguarda l’assegno di mantenimento all’ex coniuge,  in seguito a separazione consensuale o giudiziale. Assegno che, mi pare leggendo e studiando varie sentenze, stia diventando consuetudine errata, venga versato alle ex mogli. Tali ex mogli, non me ne vogliano, (parlando con conoscenza di causa..), pretendono assurdamente che venga loro dato un “vitalizio eterno”, anche se nel contempo si sono degnamente rifatte una vita nuova, con tanto di compagno/marito al fianco, partorendo nuovi figli. Il sig. Papotti, giustamente, sottolinea che il contributo riguarda le ex mogli, a volte gli ex mariti,  non parla di assegno di mantenimento versato alla moglie, in quanto  maggiorenne, destinato alla crescita del Minore, che peraltro abbisognerà di tale contributo sino a quando egli/ella, non si renderà completamente autonomo ed autosufficiente. Tenendo ben fermi e saldi, i criteri e le normative di Legge, che regolano tale assegno all’ex coniuge, dai quali non ci si può discostare, mi permetto di sottolineare il fatto, che la situazione si può anche ribaltare. Qualora l’ex coniuge, di sesso maschile, non lavori più da tempo, o non sia in grado di provvedere a se stesso, per motivi ritenuti validi da un Tribunale, è la moglie, che dovrà provvedere al mantenimento, versando a sua volta l’assegno. L’argomento è complesso, articolato, non privo di sassi e percorsi scoscesi, sentenze fiume e cause, protratte dalle Corti di Cassazione per anni. Tutto ciò, polemiche e rabbie, guerre intestine, che inevitabilmente si vengono a creare tra i due coniugi, ora denominati ex, non fa altro che ripercuotersi negativamente sul più debole e indifeso: il figlio/a, cioè su colui che ha dovuto subire, non per sua scelta, una separazione. Così come non ha chiesto di venire al mondo: ci si è ritrovato, punto. Mi par superfluo affermare, che una separazione, come dice la parola, è un taglio netto e preciso, effettuato da una lama ben affilata che noi adulti, consenzienti o discordi, attuiamo per staccarci dal coniuge, con il quale sino a ieri condividevamo tutto: figli,casa e assegni compresi. Va da sè che anche noi adulti ne soffriamo molto, pur avendo a nostra disposizione l’età e mezzi psicologici per arginare ed elaborare in tempi più rapidi “il lutto”. Queste sofferenze sia psicologiche che ecomomiche rimarranno per lungo tempo. Anche se la vita ci ha regalato un’altra opportunità e una nuova famiglia, i tagli e le cicatrici, seppur nascoste, non se ne andranno mai più via. Figuriamoci in questa baraonda di rivalse e ripicche,dove ci si litiga anche la collezione delle palline per l’Albero di Natale, di Avvocati (che a volte purtroppo, “ciullano nel manico”…), Giudici non sempre imparziali, parenti che si intromettono dicendo la loro… i poveri figli, spesso piccoli e deboli, che cosa ne dovranno patire. Sta all’intelligenza e alla coscienza che noi adulti genitori dovremmo avere, nel non trasformare una separazione in un duello ad armi impari, dove uno dei due gioca sporco, nella quale a farne le spese, con interessi passivi altissimi, sono sempre e comunque i nostri amati figli.

Canali, 12 Novembre 2012, Fabiana Schianchi.

La tosse del mattino.

Prima di riportarvi con orgoglio e soddisfazione, il sessantesimo circa, articolo, pubblicato sul Resto del Carlino,che riguarda Noi Donne, vorrei fare una premessa. Stamane, alle 5.45 i miei occhi erano già sgranati, credo che a svegliarmi, ma non ne sono molto sicura, sia stata una proverbiale tosse secca, di quelle che io definisco “a baionetta”. Traduco il termine a baionetta: un colpo dopo l’altro, senza interruzione alcuna, il caricatore sembrava non terminare mai, disturbando così oltremodo il mio dolce marito! Egli, con movimenti di gambe,spalle e mani, mi invitava dolcemente ma con fermezza, ad alzarmi per andare in altro loco a tossire. Io, un poco duretta di comprendonio e molto restia a lasciare il caldo giaciglio, me ne continuavo imperterrita a tossire! Nemmeno quando fumavo un pacchetto di sigarette al giorno,(le merit azzurre)  tossivo in codesta maniera, poi secca perbacco! Di quelle tossi stizzose e antipatiche che non ne vogliono sapere di maturare, forse ho la tosse che mi merito, direte voi!Proseguendo il racconto veritiero peraltro, confesso che ad un certo punto, a furia di contrarre la pancia, per cercare di attutire i colpi sparati, che invece aumentavano con furia e prepotenza,producendo rumori scimmieschi non umani,  anche la vescica ha iniziato a protestare! Come molti di voi sapranno, bevo da anni almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, come consuetudine e rituale, per mantenere una bella pelle, reni in ordine, fegato lucido… e come recita la pubblicità dell’uccellino di Alex Del Piero, “puliti dentro, belli fuori”. Bene, sommando le due variabili e cambiando l’ordine degli addendi il risultato è stato, che mi sono dovuta alzare dal soffice lettone per andare in bagno a tossire e fare plin plin. Uno scandalo, io che alle 6 del mattino faccio la pipì?Continua a leggere “La tosse del mattino.”

Cena bancaria all’agriturismo di Montebaducco.

Natale 2007
Natale 2007 (Photo credit: ЕленАндреа)

Vorrei coglier lor signori di sorpresa,

la mente studia per ingannar l’attesa.

Come può con voi simpatizzare,

essendo l’ultima entrata a scribacchiare

in questa allegra e grande brigata secolare?

L’impatto autunnale

fu quasi brutale

ad un nuovo clan mi dovevo abituare,

ma con pazienza e gran tenacia,

acuendo la solita audacia,

cominciai il nuovo cammino

nel cuore cittadino,

affidandomi alla sorte

e pregando anche un pochino.

Nella vita a tutto,ci si deve abituare

nulla si può regalare,

così a poco a poco,

imparai gli usi ed i costumi

mangiando coi colleghi,pani e salumi.

Strada facendo avanzò pure il Natale

e con esso doni e clima assai gioviale,

nel quale io donzella titubante,

apparecchiai un tavolo bene-augurante.

Esso stracolmo era di Presepi e campanelle,

per far sobbalzare pure le sottane delle

gentili ma invidiose damigelle.

Ci sorprese infine il nuovo Anno

con molto freddo, lavoro e tanto affanno!

Nuovi provvedimenti saranno presi

con il benestare dei Mastri Veronesi.

Si cambierà l’antico aspetto delle filiali,

dando nuovo lustro persino agli altari,

dove appoggiano i loro c…orpi possenti ed alteri,

gli adorati capisaldi: Noi Cassieri.

Vedremo sbucar nuovi troni e forse bollenti passioni

in mezzo a casseforti, contabili e vari ruzzoloni,

in questo clima bancario ma speciale,

dove ognuno di noi ha un ruolo cruciale

per la riuscita delle giornaliere chiusure,

senza errori di sorta o brutte figure.

Non vorrei stancarvi oltremisura

con queste righe scritte senza paura,

anzi il mio cuor gioisce ed è contento

di vedervi qua seduti senza alcun lamento.

Avete accettato il mio umile ed accorato invito:

per qualcun di voi il gesto era un poco ardito,

arrivando in codesto loco da molto lontano,

sfidando nebbie e sorvolando l’altipiano,

pur di non mancare a questa allegra serata,

che terminerà forse con una romantica ballata.

Auguro a tutti pensieri frizzanti, gioiosi,

e perché no, un tantino peccaminosi

per affrontar gli ultimi di Carnevale

con il giusto spirito a voi più congeniale.

Un grazie di

cuore per avermi ascoltata,

ed un bacio a tutti da questa collega,

quasi quasi…..un po’ attempata.

 

Montebaducco, 23 Febbraio 2001.

Al mio adorato Ricky.

Sei la mia unica gioia,

la mia unica presente

ragione di vita.

Il bastone al quale

mi aggrappo,

i miei sorrisi

che non ho più,

la mia ingenuità

e innocenza eterne.

Attraverso la tua crescita

vorrei crescere anch’io,

attraverso i tuoi occhi

desidero vedere ancora tutto

il mondo che è intorno a me.

Voglio rimanere vicino

a te per sempre,

ti adoro mio unico

e solo amore.

Rivalta, settembre 1998.

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