Eccolo che arriva..

Siamo quasi pronti x fare il conto alla rovescia? Tra poche ore saremo nel 2018 ed un altro anno pieno di tutto ci attende. Auguro a me e ad ognuno di voi che sia il più leggero e sereno possibile. 

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Come fare gli auguri di Natale?

Ci sono tanti modi per fare gli auguri di Natale, in quella che dovrebbe essere la ricorrenza più importante dell’anno. Dovrebbero essere giorni dedicati alla famiglia, giornate lunghe e pigre nelle quali riscoprire i momenti d’intimita’ e di complicità che ci legano ai nostri cari. Ore nelle quali giocare a tombola o a carte, tempi e spazi fatti per parlare con i figli ed ascoltarli, con quella calma che durante l’anno non ci concediamo. I primi addobbi e simboli commerciali natalizi sono comparsi nei negozi e nei centri commerciali verso la fine di ottobre, impedendoci di finire di gustarci i colori dell’autunno. Oramai è tutto anticipato e volto ai solo fini economici e commerciali, meramente danarosi senza ricordarci che cosa significa da 2017 anni ad oggi, il 25 dicembre. Che siamo o no credenti cattolici, tutto il mondo sa che quella notte nacque un Bambino destinato a morire molto giovane su una croce. Da molti anni  il Natale è tutto fuorché quella ricorrenza.  Dal 15  dicembre in poi i supermercati ed i centri commerciali si riempiono di persone con occhi allucinati, paiono reduci di guerra che non mangiano da mesi! Riempiono i carrelli a strati, corrono come pazzi per accappararsi l’ultimo polipo rimasto, sgomitano di qua e di là per comprare l’ultimo regalo all’ultimo minuto, prima della cena della Vigilia. Sono giorni frenetici nei quali l’ansia aumenta del 33% soprattutto nelle donne e negli over 45 in generale. Non usa quasi più  mandare biglietti d’auguri scritti a mano(io lo faccio ancora e credo che non smetterò mai!), poche le  telefonate con la voce, molti sms o whats app per fare ancora prima. Un’immagine gif presa dalla rete, qualche copia/incolla per velocizzare la procedura “auguri”, le solite frasi trite e ritrite fatte tra uno sbadiglio e l’altro come fosse un obbligo.  Poche visite di persona e se queste vengono fatte, si svolgono nell’arco di alcuni minuti, in piedi e con la fretta di andare via. La tredicesima mensilità che un tempo si accantonava per fare “il mucchietto”, oggi, crisi o no si spende per fare regali quasi sempre inutili e superflui. La spesa maggiore è per il cibo e questa x me è la più grossa idiozia che una persona possa fare. Gli auguri e le lucine di Natale sono belle e colorate, il ritrovarsi almeno una volta all’anno a dividere un desco molto parco sarebbe cosa buona e più consona alla festa. Gli auguri si fanno con un abbraccio, con un bacio sincero, con una parola ed una visita di conforto, magari regalando tutti quei cesti stracolmi di cibi pro colesterolo a chi ha bisogno per davvero. Il mio augurio a tutti voi è quello di trascorrere giornate tranquille e serene, gioiose ma molto umili ed in pace con voi stessi e con i vostri cari. Pensando ad un piccolo Bambino che non aveva l’i-phone per fare gli auguri ai suoi amici…

Ecco perché non scrivo più.

 Ho scritto migliaia di articoli in questi anni, ho toccato e sviluppato diversi argomenti, ci ho messo sempre tutta me stessa. Li ho scritti come ho potuto, non certo come una giornalista provetta! Ho  provato ad essere una vostra amica, con i limiti grossi del virtuale, mi sono comportata come una persona vera e sincera con la quale conversare sempre con la massima sincerità. Ora è uno di quei momenti che x qualsiasi “scrittore” vero o fasullo che sia, la vena creativa non butta più. Le foglie stanno cadendo copiose dagli alberi, gli animali oramai vanno in letargo e la mia mente, nonostante mi sforzi,a non riesce a tradurre in parole qualcosa che possa interessarmi ed eventualmente interessare anche a voi. Naturalmente i motivi ci sono e purtroppo sono sempre legati a problemi di salute miei o dei miei famigliari più stretti. La mente è proiettata ad aiutare chi ora ha più bisogno di me, e non scrivo mai tanto per riempire una pagina. Se qualcuno di voi ha imparato a conoscermi, sa che scrivere 6 volte al giorno, prima e dopo i pasti, non fa x me. Questa cosa mi rende molto triste, amo la scrittura che per me è sempre stata anche terapeutica, ma ora le parole e le idee non ci sono. Ho cominciato anche ad andare in piscina 2 volte a settimana e questo mi piace molto, oltre che rilassarmi. La vita non va sempre come vorremmo, ci sono delle priorità, e per me la mia famiglia viene prima di tutto. Ma non vi dimentico e mi sembrava giusto e corretto dirvelo. Quando assieme ad una leggera coltre di neve torneranno anche le idee e le parole, riprenderò certamente a scrivere. Ciò non toglie che risponderò a tutti i commenti, sperando da qualche vostra parola che io possa cogliere un seme nuovo x riprendere a comunicare con voi. Una dolce e struggente serata a chi mi legge, Fabiana. 

Una seduta terapeutica.

Quando la stanchezza arriva sino agli alluci,quando non c’è il tempo di scrivere o i giorni passano veloci senza chiederti il permesso, uso uno dei miei rimedi semplici ma efficaci. Mi reco dalle mie parrucchiere per farmi coccolare con una messa in piega. Una buona scusa x uscire di casa, prendersi un’ora per sé lontana dalle faccende domestiche e dal famigerato “cosa faccio da mangiare?”. È un periodo ancora troppo caldo e soleggiato per rimanere in casa, non sono ancora pronta per quegli interminabili pomeriggi in casa causa nebbie spesse o pioggia, o peggio vento. Fattori climatici dannosi x la cervicale ed altro ma che servirebbero x pulire l’aria. Tra poco andrò al lavatesta e inizierà il mio relax. Mi piace da morire che mi lavino i capelli, frizionando e massaggiando vigorosamente il cuoio capelluto. Mi viene quasi da addormentarmi..Dalla parrucchiera si ascoltano tante piccole storie di vita che noi donne sappiamo raccontare condendo più o meno i contenuti. S’imparano gossip di ogni tipo, mentre sbadigliando sotto al casco, si legge una rivista sempre non impegnativa, con gli occhi a mezz’asta. E meno male che  ci sono le nostre terapeute del relax, le nostre amate parrucchiere! 

La pizza al giovedì?

Questo della pizza che preparo una volta alla settimana, è uno di quei capisaldi della mia vita sui quali non vi sono incertezze. É un’abitudine oramai assodata, reiterata nel tempo e se non la faccio vuol proprio dire che sono troppo stanca o non mi sento bene. In genere la preparo al mercoledì, in modo da spezzare la settimana ma stavolta l’ho fatta oggi che é giovedì, perché verrà un’amica di Alice a cena. Con il segreto della defunta suocera, non sbaglia direi mai! Basta prepararla tutta già disposta nelle teglie e lasciarla per un’ora buona in cucina con accanto una grossa pentola piena  di acqua a gas acceso. In questo modo si crea una stanza piena di vapore, io la chiamo la”cucina termale“. La pizza lievita già negli stampi ed una volta cotta, è molto friabile e leggera da digerire. Il processo di lievitazione naturale lo fa attraverso il vapore che la fa alzare molto di spessore e diviene morbidissima.
È Mi rilassa molto prepararla, mi mette pace e sbadiglio spessp…sono azioni e gesti che faccio migliaia di volte, così come ricamare il mezzo punto o stirare. La testa dormicchia e riposa, perché sono azioni ripetute negli anni che non richiedono una grandissima attenzione! Parlo x il ricamo ovviamente. X la pizza occorrono le giuste dosi e x lo stiro se ci dormo un po’ su, rischio di stirarmi le dita. Speriamo sia buona come di consueto e piaccia a tutti! Non è famiglia o amore se non c’è la pizza di Fabiana! Povera a me come sto invecchiando….baci a tutti! 

Oggi hai fatto la cacca?

Il mio problema principale non è andare di corpo ma è il tempo che mi manca e non ne ho mai abbastanza. È sempre sera ed è sempre mattina, passo dalla colazione alla cena e non me ne accorgo. Così come mi accorgo solo ora che ho scritto qualcosa il 9 ottobre poi il nulla. Eppure ci sono! Anche se non scrivo vi penso, anche se non vi conosco mi sento in colpa per non dedicarvi il tempo di due righe..C’è chi d’abitudine scrive ad ogni ora della giornata stancando il lettore, c’è qualcuno cioe’ moltitudini di persone che hanno cosi’ bisogno di essere presenti che scrivono a qualsiasi ora del giorno e anche della notte. Alla fine non scrivono nulla d’interessante, riempiono la tastiera di pensieri sconditi e tristi,però scrivono e si mettono in gioco. Io no. Io mi blocco, come faccio con le persone e non riesco più a parlare x giorni e x mesi. Un groppo alla gola e un nodo alla mente e alle dita che non ne vogliono sapere di scrivere! Ma se non ho niente da dire e se la mente non partorisce, io non scrivo. Forse in passato ho fatto così anche io: il buon giorno, il buon pranzo, il buon riposino, il buon pomeriggio, la buona cena, la buona notte….e via discorrendo in un andirivieni di rottura di palle
 a leggere tutto ciò che succede ad una persona durante la giornata. O per lo meno ciò che ci vogliono comunicare. Perché leggi di qui e leggi di là, non ho ancora trovato qualcuno che scriva se oggi ha fatto la cacca. Eppure stitichezza a parte, tutti la facciamo e tutti andiamo sul WC almeno una volta al giorno a depositarla. Come se a fare pipì e pupu’ ci fosse qualcosa di male, ma manca il coraggio di scriverlo e di comunicarlo agli altri. Quella sì che sarebbe una bella Condivisione e un modo per discutere su un fatto certo che ci accomuna tutti quanti. Da qui in poi il famoso e scurrile detto “ma vai a cagare…” non dovrebbe più essere un’offesa, ma un grande augurio per chi è stitico.