Pausa natalizia.

Le 4 calze classiche per i 4 MOSCHETTIERI!

Mi sono dovuta fermare con la pubblicazione di Ninuccia perché il lavoro mi assorbe completamente! I miei clienti aspettano con ansia i prodotti da me acquistati! Io, mamma natale per eccellenza, scelgo, inventario, incarto e spedisco pacchi a ritmo incessante! I corrieri vanno e vengono da casa mia di continuo, sono le mie ” renne” che recapitano pacchinin tutta Italia ed Europa.

Una parte dei 3 Presepi.

Finiti finalmente gli addobbi in casa mia ora mi concentro sulla fine degli ordini da evadere entro il 22 dicembre. Poi spero di riposarmi anche io qualche giorno rigorosamente in casa a godermi figli e marito. In quell’occasione di ferie scolastiche e chiusura dello studio di mio marito, continuerò con la scrittura e correzione di Ninuccia.

Luce, tenerezza, felicità, speranza, bontà, umiltà, affetto, comprensione, semplicità ed amore infinito x tutti. Questo è il mio augurio per tutti voi. E state in casa abbracciati solo ai vostri conviventi. E….teneteveli ben stretti!

Nonna Ione e il Natale.

Un’immagine simbolo di Ione Corvini che all’età di 70 anni circa faceva ancora la baby sitter quindi era ancora perfettamente in grado di lavorare e crescere una piccola creatura! Quando il bimbo divenne grande e lei se ne andò tutta la famiglia pianse molto perché andava via una fata, un angelo, una persona straordinaria!

Questa mattina non riesco a cominciare con Ninuccia ma sento prepotente il bisogno di parlare di lei. Che fosse una donna e una nonna fuori dai canoni classici l”ho già detto mille volte, ma nonna Ione sebbene figlia di NN andava ben oltre l’immaginario. Prendiamo come esempio questo periodo dell’anno dove noi tutti, COVID O NON COVID sembriamo dei pazzi alla ricerca dell’addobbo più bello ed originale, noi che compriamo i regali alla sera della vigilia lamentandoci delle code nei negozi, noi che aumentiamo di 3 kg per preparazione di cibi talmente calorici che poi ci vogliono 6 mesi x smaltirli! Noi che senza movida e senza l’aperitivo siamo disposti ad andare a San Marino pur di farcelo! Una generazione di incoscienti e debosciati aggiungo io e direbbe nonna! Ione Corvini non era abbiente come sappiamo, rimasta vedova a 32 età con 4 figli da sfamare doveva veramente mettere insieme il pranzo con la cena, andando di notte in giro x trovare i ricci, catturarli con guantoni e dopo averli fatti bollire x togliere gli aculei, li cucinava arrosto! Oppure catturava le rane da friggere ed i piccioni x fare il brodo da dare ai suoi bambini piccoli tra i quali mia madre. Non si lamentava mai, non si sentiva mai dalla sua bocca la parola” stanca” oppure ” non ce la faccio più “. Chi l’ha conosciuta meglio di me, ( v. Mia sorella Giuliana) ha detto che nonna aveva anche il dono del timido sorriso e ad ogni avversità che la vita le presentava, lei reagiva con un sorriso. Raramente si arrabbiava e se lo faceva era una rabbia dolce, morbida, una delusione nei confronti di chi la stava ferendo in quel momento. Mai urla o strepiti ma sempre parole costruttive e alla fine perdono per tutti! PERDONO! Quella parolina che noi esseri poco umani, degli anni 2000 abbiamo perso per la strada. Voi lo sapete ancora che cosa significa perdonare? Lei sì, perdonava ed andava avanti!

Torniamo al natale, avendo 4 bimbi piccoli voleva in un certo qual modo mettere nella sua umilissima dimora un simbolo di questo Bimbo che nasceva la notte del 24 dicembre, dicono. Si recava notte fonda nel bosco a sradicare con la sola forza delle sue braccia un piccolo pino che poi avrebbe ripiantato e coglieva un mastello pieno di muschio vero ai primi segni di luce mattutina. Raccoglieva quelle tenere zolle di muschio con la terra attaccata stando bene attenta di non fare troppo male alla natura, quel muschio verde alto e soffice con una coperta di rugiada sopra e con tanti piccoli animaletti che avrebbero fatto parte del piccolo presepe. Un muschio che raccoglieva anche il mio amato papà Antonio x farmi fare un presepe il più realistico possibile! Altro che il muschio finto e puzzolente di plastica di oggigiorno! Occorreva andare vicino ai fossati o sulle rive dei torrenti per trovare quello più morbido e verde smeraldo! Arrivava quindi il momento di addobbare alberello e animare il presepio. Le coccinelle ( portafortuna diceva!) le lasciava tutte, le piccolissime chiocciole pure, qualche piccola lumaca la lasciava e le grandi servivano per la cena della vigilia.

Veniamo ai personaggi principali: li confezionava lei cucendo a mano con ago e filo dei rimasugli di abiti vecchi e logori, usava fili di lana, tappi delle bottiglie,fili sottili di ferro per fare i pastori e dal parroco un paio di pecorelle in coccio se le faceva prestare in cambio di servigi in chiesa. La neve? Una spolverata di borotalco che tanto amava, ma solo una spolverata perché doveva centellinarlo era la neve che mescolava ad un pizzico di preziosa farina! Le montagne, i dirupi, i torrenti e i ponticelli fatti con pigne con foglie, con rami di alberi, con tappi di sughero, sassolini di varie forme….una piccola e sbeccata ciotola piena d’acqua con dentro palline di pane vecchio erano il cibo per le ochette…

Insomma ad oggi si chiamerebbe ” riciclo creativo” lei perciò è stata un precursore e si ingegnava! Quanto avrei voluto vederlo ed ammirarlo quel piccolo capolavoro eseguito a mano! Sarei rimasta piacevolmente colpita dalla fantasia e dalla grazia di nonna e un paio di lacrime sarebbero sicuramente scese!A proposito anche la parola “ingegno” è caduta in disuso! Alla fine degli addobbi mancava la stella cometa che faceva disegnare a Bianca, la figlia maggiore( mia madre) che frequentando la prima elementare e avendo il dono del saper disegnare divinamente, sapeva come farla! Ecco fatto albero e presepe e Nonna Ione era fiera di averlo fatto x i suoi bimbi! Ma mancano i regali? Come si fa??

A quelli ci pensavano gli abitanti del paese x sdebitarsi con lei, che aiutava tutti nel momento del bisogno in ogni maniera possibile! Chi portava due caramelle, chi un mandarino, chi una piccola torta, oppure i più ricchi 4 libricini di scuola x i bambini! Era una donna straordinaria, umile, dolce, affettuosa, equilibrata….e non finirei più di decantarla. Lei era così: una donna abbandonata da una mamma probabilmente giovanissima, che per una qualche strana ragione non poté tenere con sé ma il buon Dio in compenso l’aveva dotata di altre peculiarità che nella vita sono risultate per lei indispensabili. Mi manchi nonnina, manchi tanto anche a Giuliana. Parlerò ancora di te molto presto. Ti voglio un mare di bene e tu per me sei ancora viva qui con noi che sferruzzi a maglia l’ennesimo golfino

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Nonna Ione vedova giovanissima a 32 anni. Il viso triste ma x abbigliamento e capelli sembrava molto più anziana.
NONNO ALDO FORNARI MORTO A 31 DI TIFO E NONNA IONE CORVINI A 32 APPENA RIMASTA VEDOVA.

Il cuore non mente.

Un angolino del mio nuovo ingresso!
Ho iniziato una nuova collezione! Per chi suona la campana?
Cominciano a incartare qualcosa?
Tu sai a chi mi riferisco. Ti auguro una serena notte anche se so che non dormirai ha stanotte lavori. Finché avrò un alito di forza io sarò sempre e per sempre al tuo fianco. Buonanotte tesoro dolce.

Finché…

Finché c’è vita c’è speranza?Io direi piuttosto il contrario: finché abbiamo la vita c’è speranza. Quando saremo morti che speranze potremo mai avere? Quelle di andare in Paradiso o all’inferno? In purgatorio ci siamo già, perciò….la risposta è scontata.

A più tardi con Ninuccia! A proposito siete in pari con la letture?

Sorrisi e speranze

Chissà se il miracolo avverrà!
Sono 2 palle di pelo che si abbracciano! Beati loro che possono farlo! L’ho già detto e scusate se mi ripeto: mi mancano tantissimo gli abbracci, i baci, il contatto fisico di 2 mani che si stringono. Io sono una persona molto fisica e devo sentire o abbracciare mio figlio che è tantissimo che non lo bacio, le amiche e gli amici…quanto mi manca questa parte di vita!
Il grande Puffo, il mio caro papà Antonio Con il braccio la Puffetta Alice! Mi ripeto anche qui ma lui mi manca tantissimo!Troppo! Dopo 13 anni dalla sua dipartita dovrebbe mancarmi meno, invece avvicinandosi questo Christmas blue come lo chiamano mi sta distruggendo!
Se errare è umano, perseverare è diabolico. Il tornare con gli ex è molto più frequente di quanto non si pensi. Rinunciare x sempre ad un amore molto grande si fa x ultimo. Prima ci si prova e si riprova. Poi ovviamente ogni caso è un caso a sé.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù!! Dipende quanto è grossa la pastiglia!

Paolo Rossi era un ragazzo come noi….sono sempre i migliori ad andarsene per primi. Mi dispiace da morire. Abbracci virtuali a tutti voi, con amore da Faby.

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NINUCCIA e GLI ANGELI: II PARTE DEL IV CAPITOLO

Tempo di lettura stimato in 20 minuti tranquilli

Buona lettura a tutti, con amore e pace.

L’identità che Ninuccia aveva deciso di assumere era quella della dottoressa Dora Scalzi. Per prima cosasi si era prefissata di trovare una dimora non lussuosa, quindi niente alberghi, dove senz’altro l’avrebbero riconosciuta, ma solo una ” cuccia confortevole e calda” le aveva raccomandato Rosina. Decise di chiedere aiuto al Parroco di Castrolibero, ma di quale Parrocchia? Si ricordava della chiesetta di Santa Liberata dove un tempo c’era don Gaudenzi Alessio come parroco e decise che quella parrocchia andava benone e per il nome che aveva, pensò che sarebbe stata di buon auspicio. ” Ma prima devo assolutamente telefonare a Rosina e sapere come sta. Ora cerco un bar con il telefono, dato che il cellulare me lo ha buttato via quel…quell’elemento di uomo che fissava il pavimento che spero di non rivedere per un bel pezzo a venire!”La sua bocca diceva queste parole ma il suo cuore pensava tutt altro: anzi si chiedeva come mai non si era ancora fatto vedere o non lo incontrava in nessun angolo del paese per ora.

Si aspettava che da un momento all’altro uscisse dal cilindro come fa il prestigiatore con il coniglio, almeno per chiederle come stava e se aveva freddo ai piedi. Entrò dentro al primo bar che incontrò sul suo cammino, l’insegna diceva” GLI AMICI DEL BAR” ed anche questo le sembrò di buon auspicio perciò entrò subito e chiese di poter telefonare. Acquisto’ dal gestore del bar diverse monete da due euro usando parte del resto che Mafaldo le aveva cambiato sulla corriera e che aveva conservato sul doppio fondo della valigia. Glielo aveva cucito Rosina, era di stoffa a quadri blu e bianchi

Sembrava una tovaglia da pic nic ma fungeva perfettamente da ripostiglio segreto. Dentro vi era la sua carta d’identità vera, la patente, le medicine e una fotografia di lei e Rosina da bambine. Inoltre aveva anche i documenti falsi di Dora Scalzi che le aveva procurato Aristide con l’aiuto di certi suoi vecchi amici fidati. Scalzi Dora, residente a Modena, nata il 14 ottobre 1950 ivi residente, in via Emilia Ovest n

55, professione: dirigente di primo livello. Stato civile: vedova

Fabiana a.22 anni nel 1986.

Nella fattispecie Dora era dirigente all’assessorato per l’istruzione, reparto politiche per l infanzia e l’ adolescenza. Prese in mano il telefono e compose il numero di casa, per fortuna fu proprio Rosina a riapondere” Pronto, Palazzo Ercolano, chi parla? ” con un sorriso che le avvolgeva tutto il viso, Ninuccia quasi urlò dentro al telefono ” Sono io Rosa, sono arrivata circa un paio d’ore fa, il viaggio è andato bene. Tu come stai? Che cosa ti ha fatto quella screanzata di Greta? Come sta Celeste? Ma soprattutto come stai tu! ” Ehi piano con la raffica delle domande, risponderò a tutto ma vai adagio con le parole altrimenti ti verrà uno dei tuoi attacchi ed io non sono lì con te ad aiutarti” disse Rosina cercando di dare un contegno alla voce già rotta dal pianto e dall’emozione di sentire la sua Ninni.” Tutto sommato non sto malissimo, ma ciò non vuol dire che io stia benone. Le lastre hanno evidenziato la rottura scomposta della caviglia, del crociato, ed anche la parte superiore del menisco. Ne avrò per almeno sei mesi con il gesso che mi hanno messo, poi ci sarà un intervento chirurgico abbastanza complicato e poi dovrò fare moltissima fisioterapia e poi…poi sono nelle mani del Signore. Parlando di persone sgradevoli come ua figlia Greta vorrai perdonarmi l’aggettivo? Sta facendo degli accertamenti in clinica per capire l’origine della sua nausea e soprattutto da dove le deriva tutto quel nervosismo che ha. Non sono dunque partite per Saint Moritz quindi ergo,se non sono rimbecillita del tutto che mi ha spinta per niente quella….quella..non oso definirla! Comunque tutto sommato stanno bene entrambe e ce la caveremo egregiamente anche senza di te! Io e Aristide temiamo per la tua salute ma tu questo lo sai benissimo, lo hai messo in preventivo che soffrirai molto?

Tu lo sai benissimo che la tua delusione sarà immensa quando avrai la certezza che lui è morto e non esiste. Non è mai esistito, se non per brevissimi istanti

Tu lo hai potuto vedere solo per un attimo, anche se il suo volto e’ stampato nella tua memoria da ben 46 anni. Hai deciso di partire da sola, di lasciarti tutto alle spalle, piantando in asso chi ti ama veramente, quasi per una rivalsa per dimostrare a te stessa che potevi essere anche per lui una buona mamma? Dovevi pensarci prima cara mia, non puoi più permetterti alla tua età di giocare con la vita degli altri, me compresa, per cercare un uomo che nemmeno conosci e che non puoi amare così tanto solo per averlo visto pochissimi minuti ” Rosina disse queste parole arrabbiata e tutte d’un fiato prima di perdere il coraggio per proferirle” Tu a questo punto vieni a dire a me che cosa è giusto e cosa non lo è? Sono io che non te lo permetto dal momento che quello stramaledetto mattino tu non l’hai fermata con la tinagliozza di mio padre, piantandogliela nella pancia, mentre io urlavo dal dolore come un’indemoniata.”

“Ma ti rendi conto Ninuccia di quello che dici? Noi eravamo piccole, impaurite in mezzo a quel fiume di sangue. Lei invece era un mostro di tre taglie più grande di noi messe assieme. Era pure ubriaca fatta, piena di forza e di odio. Non saremmo mai riuscite a batterla, nemmeno se tu fossi stata in piedi anche se sanguinante.” Non si lasciavano parlare a vicenda, quella telefonata si stava rivelando molto pericolosa perché erano ancora troppo arrabbiate con la. vita e con il destino ma si amavano profondamente e nessuna delle due voleva avere la responsabilità del dolore dell’altra e così finivano spesso per bisticciare.:” Ti chiedo la cortesia di lasciarmi finire di parlare, ti sottolineo che dovevi pensarci prima a compiere questo folle ed insensato gesto. Che cos’è questa improvvisa voglia di maternità tardiva, non ti bastano le tue figlie? Ora starai doppiamente male, la.tua salute come la mia non è più quella di un tempo e tu lo sai. Tu sei voluta partire da sola. Sì beh insomma tu per la.prima volta non sei partita con me.vicina, ecco sono riuscita a dirlo accidenti a te! Te lo hanno ripetuto fior di detective privato a suon di cifre folli, spese per sentirti dire che di lui non vi è traccia, non hanno trovato nemmeno una piccola lapide sulla quale piangere, non abbiamo nessun fottutissimo indizio di qualcuno che abbia sentito o visto qualcosa.Niente di niente a conti fatti tu non lo hai nemmeno partorito. Nessuno a Castrolibero ti vide con la pancia e lei non parlò con anima viva della tua gravidanza. O almeno così abbiamo creduto per mezzo secolo.

CONTINUO??

Quell

Ti

Ogni tanto…

Ogni tanto cioè spesso ti penso e mi manchi. Ogni tanto perdo il filo ma il fuoco dei ricordi mai

Questo non dovrebbe esistere dal momento che è stato solo un sogno durato pochi minuti. Ma se fosse stato reale? Cosa sarebbe successo poi?

Basta domande senza risposte, meglio che io continui a scrivere Ninuccia che nonostante tutto è molto più saggia di me e tenace!

Ninuccia e gli Angeli: I parte del IV CAPITOLO.

Camminando di buon passo si ritrovò in contrada Santa Annunciata, lo capiva sentendo in lontananza le campane della chiesa di San Paolo. Forse oggi la chiesa era in disuso, chissà!Ricordava di aver letto da qualche parte che era di proprietà degli Eredi Mielilupo e ricordava che non veniva più utilizzata da tempo memorabile per recitare ls Santa Messa. Le campane con il.loro disarmonico suono che lei riconosceva ancora molto bene nelle orecchie, funzionavano anche se con il battacchio rotto oramai da decenni. Si chiedeva come mai dopo trent’anni non era ancora stato riparato, così come il suo cuore non era ancora guarito per le atrocita’ subite nonostante i numerosi rammendi qua e là. Senti’ che nove rintocchi suonavano. A quell’ora lei di solito era già in piedi da almeno un paio d’ore. Mentre camminava adagio, guardava con curiosità ed attenzione il paesaggio che le si prospettava davanti. Cercava con uno sforzo sovrumano di ricordare se tutto quanto fosse ancora al proprio posto se negli anni qualcosa fosse cambiato in quel paese. Ogni tratto delle stradine ghiacciate sembrava che le parlasse dicendole ” guarda che sei tu che te ne sei scappata, sei tu che ci rinneghi da anni e sei profondamente cambiata. Noi ci siamo ancora tutti, o quasi, e ti aspettavamo da molto tempo dolce Ninuccia. Ogni viso che passava in fretta, ogni colore che intravedeva nel grigio e nel bianco di quella giornata invernale, ogni pezzetto di sasso messo lì sulla sua strada le parlava e le domande che le venivano rivolte non avevano ancora le risposte. La sua più grande preoccupazione era quella di non venire riconosciuta da anima viva, nessuno doveva sapere che era lì per cercare suo figlio, in modo tale che se qualcuno aveva qualcosa da spifferare per errore o per la voglia di chiacchierare del passato, lei lo avrebbe captato subito. Doveva ascoltare ogni.parola attentamente e raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, da qualunque fonte arrivassero. Poi lei con arguzia ed intelligenza avrebbe scartato le sciocchezze e tenuto a mente le notizie che potevano riportarle Beniamino.

Papà Antonio, nonna Ione Corvini con un bimbo del quale lei era la sua baby sitter. Li ho trovati i miei Angeli Custodi.

Purtroppo sarebbero uscite di bocca dagli abitanti anche le nefandezze che don Raffaele Quadri compieva non solo all’interno della Fabbrica,ma anche all’interno delle tenere cosce delle sue lavoranti. Chissà che fine aveva fatto, se era morto o vivo,avrebbe voluto saperlo certa che se lo avesse rivisto lo avrebbe ucciso con le sue mani. Lo.stupro da lei subito era stato occultato e mascherato a dovere da Angelica e da Rosina, che a suo tempo si premunirono di mandare via dal paese Ninuccia quando lo stato interessante si fece evidente, dicendo a tutti che era andata a Reggio Calabria da una zia per evitare di riprendersi l’ennesima broncopolmonite. In paese nessuno secondo i suoi ricordi si era accorto della gravidanza. Angelica aveva sparso la voce che un residuo della.pandemia di asiacella l’aveva deformata per giustificare le sue prime rotondità. Aveva.pagato profumatamente i dubbi con l’indennizzo ricevuto da mastro Raffaele per il gravissimo torto subito. E se qualcuno avesse avuto il benché minimo sospetto di una gravidanza di Ninuccia ci avrebbe pensato la “dolce” Angelica a zittire le petulanti bocche. Dove non arrivava lei con i suoi metodi ci arrivava mastro Raffaele con il suo denaro ed il suo potere. Passarono così gli anni e quel mistero tanto ambiguo quanto inconsueto cadde per così dire, in prescrizione e man mano che Ninuccia cresceva e dimagriva a.vista d’occhio, non se ne riparlo’ più. Di bambini piccoli in casa in via dei Tigli n. 8 a casa

Ercolano nemmeno l’ombra, Di conseguenza ogni dubbio o sospetto era svanito come neve al.sole

Ora doveva cercare di ricomporre un .mosaico lungo 46 anni e doveva trasformarsi in una perfetta ed abile investigatrice, forse uno dei pochi mestieri che non aveva ancora svolto in vita sua. Se il bambino si fosse salvato dalle mani dell’assassina, in modo a questo punto inspiegabile, potevano stare tutti certi che sua madre lo avrebbe ritrovato. Ma Rosina scuoteva sempre la testa e abbassava lo sguardo” il bambino è morto, non c’è più, in che lingua te lo devo dire? Per me è uno strazio ogni volta che te lo ricordo!” In questa situazione non si trattava di vendere migliaia di libri o di acquistare una banca;era in gioco la carne della sua carne che ancora gridava vendetta per quello.che era stato fatto ad entrambi……continua…

…se lo gradite. Continuerò la scrittura. Non pensiate sia una passeggiata correggere e riscrivere un romanzo così intricato e forte! È x me fonte ogni volta di fatica fisica e psicologica ripagata non so come e in che misura. Mi piace scrivere, mi piace far conoscere questo personaggio così complicato,ma.vi assicuro che non è semplice per niente. Buon pranzo a tutti, proseguirò nel pomeriggio! Attendo come sempre vostri graditi pensieri che non arrivano ma io vado avanti per la mia strada con Ninuccia vicina.

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Dormi dormi piccolino.

Riccardo a 2 anni. Estate 1996.

Dormi bene paciocchino, la tua mamma ti è vicino. Ops! Sono passati 25 anni, non me ne sono accorta!

Nel frattempo è arrivata anche tua sorella, ed io in pataglia sono stanca e invecchio?
Fabiana Accontentati! Sei ancora in grado di pensare con la tua testa e di fare ciò che desideri. Non è poco! Buonanotte amori miei!

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