Ragioniera forever.

Non avrei voluto fare Ragioneria, ma studi letterari che mi portassero poi a specializzarmi in psicologia o psichiatria, magari giornalismo e letteratura, ma non certo ragioneria! Avrei potuto insegnare, o aprire uno studio per cercare di capire i miliardi di problemi che attanagliano la mente umana.

E possibilmente aiutare me stessa e le altre persone a stare meglio. Ma non potei scegliere, nel 1978, ragioneria e la futura banca erano un impiego x la vita, così la pensavano i miei e tanti altri genitori, manovre e leggi finanziarie stronze a parte, in banca eti in una botte di ferro x la vita. E oltre, se volevi! I miei genitori, supportati da mia sorella ed il mio povero cognato, (entrambi insegnanti) presero la decisione di iscrivermi all’I.T.C. G. Scaruffi di Reggio Emilia e da lì a 5 anni, ero la Rag. ( che assomigliava tanto all’abbreviazione di ragade…). Fu così che con il mio bel diploma, iniziai la carriera del ” DARE & AVERE”, la conoscenza con giornali mastri e mastrini, il concetto di partita doppia che x me sino ad allora, significava solo una partita a ping pong in 4! Gli anni trascorsi in banca come cassiera, ruolo nel quale alla sera la cassa deve notoriamente quadrare facendo ” Zero”, furono fondamentali per la mia crescita professionale e cominciai da disordinata qual’ero a cambiare le mie abitudini. Se non si quadra la cassa, non si può andare a casa! E con questo leit motiv la mia vita si è snocciolata tra abitudini e rituali irrinunciabili, gesti ripetitivi ma rassicuranti ed amorevoli, amici? sempre quei pochi ma buoni.

Errore
Questo video non esiste

La mia giornata si conclude con la pulizia rigorosa del fornello e del lavello, che deve brillare, con l’apparecchiamento del tavolo per la colazione successiva e da novembre sino agli inizi della primavera, preparo per me è x mio marito la tisana della sera. Ceno e guardo il TG in camicia da notte, dormo con 2 cuscini da sempre, uno sotto la testa e uno sulla pancia, mi hanno anche qui spiegato il senso…Gesti amici, caldi, gesti amanti della mia persona che hanno il sapore di una coperta che mi scalda e mi avvolge tutta per non farmi ammalare. Ammalare di cosa per gesti ripetitivi? Ma ammalare di frenesia, di depressione, di paure, di terrore che la terra ci frani sotto i piedi, paure motivate e fondate che questo pazzo mondo ci trasmette. Trovo pace e dolcezza, nel ricevere al mattino un cuore tramite whats app o immagini tenere! Faccio colazione sempre allo stesso modo, solo in vacanza mi concedo qualche strappo…Oggi a quasi 55 anni, la mia parola d’ordine è: quadrare la cassa, dare e avere DEVONO fare zero, seno’ non si va a casa la sera!

Ricerco modi di vivere che mi siano famigliari, non amo più gli estremi di una vita che non mi appartiene. Felice di essere qui con voi, ancora in pataglia, mentre sorseggio l’ultimo goccino di caffè bevuto nel bicchierino di carta, così rimane più caldo, avvolta dall’amore totale che rappresentano la mia cucina, le mie collezioni, mute testimoni di una delle mie passioni, coccolata dal tintinnare dell’orologio e dallo scoppiettare della stufa, sorrido…Prima di iniziare a lavorare, devo svuotare la lavatrice, darmi le mie creme viso, vestirmi come se dovessi andare in ufficio e mandare un cuore mio marito. E se mi chiedessero che cosa vuoi fare da grande , io oggi la risposta ce l’ho: voglio fare la ragioniera! Con amore, Fabiana.