Capodanno alle terme con delitto (Parte seconda).

 Dove eravamo rimasti? Ah si’: parlavamo dei conclamati e reiterati Capodanni alle terme, un tempo frequentate quasi esclusivamente da giovanotti più o meno attempati, da uomini con qualche lieve difetto fisico, da singles che giravano solo con mamma’. Percio’ si sapeva dal principio che scegliendo lui, portavi a casa il 2 x 1: un marito + una suocera! Per tutta la vita finché a uno dei 3 non arrivava una sincope. Vi andavano sovente e molto malvolentieri per via di quell’odore di uovo marcio le donzellette in odore di zitellaggine( se torno indietro…) ed in età da stra marito. Quando si giungeva poco dopo i ventitre, le signorine erano già considerate più che matura x sposarsi. Quasi andate a male, con un leggero aroma di acido e di muffa. Rimanevano dunque 2 luoghi nei quali provare ad accasarsi con dignità. Il mare d’estate o le terme in inverno. Chi se lo poteva permettere andava a caccia grossa di conigli con la spider rossa in settimana bianca, pregando e sperando che quel cavallo grigio, con tanto di principe in colbacco,

riuscisse ad  arrivare fin sulle alte vette. In genere i piu’ fortunati vedevano da lontano solo un’ alce bianca, con corna talmente grandi ed elaborate che le domande sul futuro marito davano adito a parecchi punti interrogativi.

 La preparazione fisica e morale per arrivare al 31 dicembre lustrate e restaurate, è molto lunga e complessa, costosa e faticosa e non sempre porta ai risultati sperati. Si parte il 30 con un peeling o scrub Total body che possa eliminare le cellule morte dalla pelle, per poi essere depilate e pittate le unghie di mani e piedi. Le massaggiatrici più corpulente effettuano sulla pelle nuova e scuoiata, un massaggio vigoroso con qualche schiaffo sulle parti più mollicce, così, tanto per arginare le cadute: di pancia e di stile. Parlando di pancia dalla sera del 30 sino al gran cenone, mangi, anzi! Bevi solo centrifugati di non so cosa, che ti costringono a correre in bagno parecchie volte. Forse una volta in uno di quei “drink color verde caccadeineonati” ho avuto il sentore ci fosse del fieno dentro. Magari poi mi sbaglio, ed era solo erba medica fresca, tenuta in congelatore dall’estate precedente. 

Loro la chiamano dieta “detox” io la chiamo preparazione x una colonscopia con relativa dissenteria al seguito. Arriviamo al momento della seduta dal parrucchiere: o la prenoti in luglio,  o non trovi un posto nemmeno dai parrucchieri cinesi, con tutto il rispetto x questo popolo. 

 Ed é dal parrucchiere che viene fuori la vera anima di coloro che vogliono essere notati a tutti i costi. Coloro che pur di fare il trenino e trovare il vagone gemello, rimangono seduti a tavola dalle 19.30 alle 23.50, trattenendo i residui della detox, stretti e costretti dentro a corsetti d’ordinanza o imbalsamati dentro ad abiti di 2 tg inferiori. Non pensando che i inghiottendo i 18 antipasti ed oltre, con il vitino di Vespa non Bruno ma quello di Rossella, ad un certo punto si scoppia: cioè come dire…o di sopra o di sotto,  con le conseguenze a noi note. Poveri parrucchieri! Tagli di capelli estrosi, cofane incotonate alte almeno 70 cm, messe fuori piega mai viste, colori fluo in testa ( mia figlia , anni 12, si è fatta colorare i capelli di viola, quelle colorazioni che dopo qualche lavaggio se ne vanno via..) boccoli alla rondo’ veneziano. Insomma teste che se non fosse il 31/12  non ci sogneremmo mai di metterle in testa! E al momento del pagamento? Ci vuole la carta di credito oro, perché il bancomat normale  non é sufficiente.. (continua?