Uno spunto da Fede 63.

In merito all’articolo sul libro da me letto “Il magico potere del riordino”, Fede in suo graditissimo commento mi offre lo spunto per approfondire l’argomento del riordino nelle nostre case. Riporta la frase ...”di oggetti della sua cara mamma che ora non c’è più e non desidera buttare perchè le sono molto cari. Si ricorda benissimo degli oggetti e dei ricordi buttati e dice che oggi sarebbero bellissimi e preziosi. Si chiede inoltre qual’è la cosa giusta da fare...

Premesso che non sono Marie Kondo, provo a rispondere per come io stessa ho interpretato e capito questo libro, che per me è stato un faro illuminante, uno dei più belli ed interessanti che io abbia mai letto. Cercavo da tanto tempo un modus per mettere in ordine in modo definitivo casa mia, che solo all’apparenza era ordinata. Pulita ed igienizzata sì, ma l’ordine nei cassetti, negli armadi, nelle ante di cucina, nei mobili dei quattro bagni che ho, nella mia stanza dedicata alle vendite, non era un ordine ma un appoggiare le cose senza un metodo vero e proprio. Questo fatto mi ha sempre creato ansia, non mi sono mai sentita a posto con me stessa ed ho sempre rimandato di anno in anno questo fatto preciso. Ho fatto come buona parte delle Dirigenti di Famiglia, il cambio biancheria a seconda delle stagioni, ma mettevo la biancheria un pò come capitava, pur riponendola lavata e stirata. La scrittrice non pone l’accento sul buttare i ricordi affettivi che tra l’altro sono gli ultimi nella sua scaletta a dover EVENTUALMENTE essere buttati, ma insegna il metodo sull’ordine da tenere proprio dentro a cassetti ed armadi. Nell’insegnare come impilare maglie, calze ( che non vanno mai arrotolate come palle da tennis ad es…) scrive una scala per categoria di cose da buttare. Iniziando proprio dalla biancheria e terminando con i ricordi affettivi. In mezzo ci sono tutte le altre categorie merceologiche che una casa può contenere. Libri, dischi, medicine scadute o che non si usano più, bigiotteria, scarpe, cornici, quadri, trousse di trucchi, raccoglitori, elettrodomestici, giocattoli, borse e borsette, costumi e cose per il mare, oggetti per i vari hobby dei componenti. La Kondo suggerisce  le regole per riordinare una categoria alla volta, raccogliendo ad esempio tutte le scarpe che sono sparse per casa. E spiega chiaramente come fare per non ottenere l’effetto boomerang, che non deve mai accadere se si procede come lei insegna. Si rifiuta anche di insegnare agli uomini, tenendo corsi esclusivamente per donne, si reca nelle abitazioni e dà le sue consulenze ma le spiega alla donna, non all’uomo di casa. Una volta che la persona addetta al riordino, di solito la Dirigente Donna,  avrà davanti agli occhi tutti i cosmetici e trousse di trucchi (ad esempio,,,)  tutti schierati sul letto o su un tavolo grande, deciderà quali tenere, quali le suscitano ancora emozioni e se vale la pena tenerli. Butterò con sicurezza invece quelli che non usa più e che non le trasmettono più la voglia di usarli.  Spetterà solo a lei la decisione se buttare o no, ma non dovrà regalarle a nessun componente della famiglia, senò in questo modo ritorneranno in circolo ed il “circolo vizioso” non si interrompe. Tutto questo giro inutile creerà nervosismo, rabbia e il vedere di continuo circolare cose che non volevamo più che però non abbiamo avuto il coraggio di buttare, è un modo rovinoso di vivere serenamente la nostra casa. wp-1465969930145.jpeg

Per avere una dimora in ordine occorre fare un grosso disordine e possono volerci anche diversi giorni per avere tutto in perfetta sincronia: non si riordina stanza per stanza, ma categoria per categoria. Io lo sto sperimentando con la biancheria di tutta la casa, intanto ho impiegato tre giorni usando circa una decina di ore e ancora non ho finito. Ne ho ricavato già una decina di sacchi da 25 kg. ciascuno e non potevo crederci! Il sollievo ottenuto dopo è una sensazione inspiegabile, non dico che sia come dopo aver raggiunto un orgasmo ma ci si va molto vicini. 20160509_183756.jpg

Ci si sente svuotati, privi di forze, imperlati di sudore,  si fa uno sforzo enorme considerando che le giornate sono ancora molto calde, ma alla fine la beatitudine raggiunta è infinita. L’arte di vivere zen si basa su un modo di vivere completamente diverso dal nostro, che è fatto di fretta, di caos, di confusione, di pressapochismo e in tantissimi abbiamo la mania ossessivo compulsiva di tenere tutto. Io ero una di quelle! Ora nella mia testa riesco a discernere ciò che mi occorre e che voglio ancora vedermi attorno e ciò che con coraggio sono riuscita a buttare. I Giapponesi hanno una loro mentalità anche nell’arredare una stanza per allontanare le negatività: il letto ad es. va messo in un certo modo rispetto alla finestra ed alla porta, i colori delle pareti devono trasmettere calma e serenità visto che ci si dorme. Io ho solo imparato da mamma e nonna che non si mette mai il letto con i piedi rivolti verso l’uscio, è di cattivo auspicio dato che dalle mie parti si dice che quando  si abbandona una casa uscendo  con i piedi rivolti verso l’uscio si è defunti! Sicuramente avere troppe cose in casa è deletereo per la salute, per l’ordine, per la manutenzione, per la serenità e per la difficoltà nei vari passaggi. Con il passare degli anni, rimpiango di non avere un piccolo appartamento tutto su un piano che mi creerebbe sicuramente molti meno problemi logistici. Veniamo ora al dubbio di Fede, tenendo conto che l’autrice mette per ultimi i ricordi affettivi da selezionare, da tenere o da buttare. In questo tu e solo tu puoi decidere cosa tenere e ti fa stare bene e cosa buttare via per sempre. Se in passato hai buttato o venduto, questo non devo saperlo io, avrai avuto le tue buone ragioni per farlo. Io una settimana fa ho buttato ricordi che credevo buoni, che mi volessero bene, che fossero un toccasana per me, invece ogni volta che li tiravo fuori piangevo come una fontana e stavo male per tutto il giorno. Quindi ho preso la decisione di non vederli mai più e ora sto meglio. Le persone che abbiamo amato sono con noi e nel nostro cuore, non è che buttando via una loro foto o un loro servizio di piatti li amiamo meno. Poi se il servizio di piatti vale un milione di euro e non vogliamo più vederlo perchè ci arreca dolore, possiamo anche prendere la decisione di venderlo. Basta che siamo noi e solo noi a volerlo fare. Spero con questo mio scritto di essere stata un poco più esaustiva, consiglio a tutti di leggere il libro comunque! Buon sabato sera amori miei.20160824_090011-640x384.jpg

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Coppia di statuine tedesche alte cm 7: sono una bimba che tiene in mano un cestino di fiori vista fronte e retro
Coppia di statuine tedesche alte cm 7: questa è la bimba che tiene in mano un cestino di fiori vista di fronte

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