Il pensiero del giorno.

Ogni mattina come sapete scrivo il primo pensiero che mi viene alla mente mentre faccio colazione. Mi auguro che sui vostri smartphone o tablet o computer, voi possiate trovarlo e se volete, qualche volta commentarlo o scrivere che cosa ne pensate! Quello di stamattina è il seguente: È meglio morire per amore, o amare sino a morire? Credo sia un quesito forte, ardito, passionale, una domanda che troverà la sua risposta strada facendo e a priori non si può determinare che strada scegliere. Premesso che i Grandi Amori sono quasi sempre impossibili e fanno soffrire molto, fanno sudare sia x conquistarli che x tenerseli stretti. Amare ed essere ricambiati con la stessa intensità non è facile, non tutti i 2 partners a volte sono sulla stessa lunghezza d’onda e ciò che a me pare poco, x lui può essere già tantissimo. È qui scatta la sofferenza, la disillusione, la rabbia e ci si sente morire poco a poco. Trova la sua ragion d’essere la frase che anche voi avrete pronunciato ” Ti amo da morire”. Non ho mai detto ” Ti amo così tanto da vivere 200 anni”!. No, è quel “morire” che mi fa battere il cuore ma mi pone davanti a degli interrogativi giganti! Perché per amare così tanto devo arrivare all’estremo gesto della morte, provocata da me stessa o arrivata da sola a furia di lasciarmi andare e spegnermi così come una candela? Ci sono stati in passato e ancor oggi tragedie d’amore e suicidi/omicidi per amore. Più si ama più si muore dunque? No, non si deve arrivare a tanto, eppure quel tiamodamorire è frequente….L’orgasmo stesso è chiamato “piccola morte” perché in quei momenti si arrivano a provare sensazioni di stordimento tale da perdere quasi i sensi annullandosi completamente, perdendosi negli occhi dell’altro senza più sapere se sei vivo o morto. Non vi è la percezione del tempo durante un amore, le lacrime scorrono veloci sul viso, per l’enorme felicità, non ti curi più del resto del mondo, tutto proiettato la’. Tutto la tua vita gira attorno all’essere Amato, conquistato, voluto e tenuto senza accorgersene dentro una rete immaginaria affinché non scappi più. Si arriva a morire dentro, si può morire anche esternamente, si può dare la morte a chi ostacola questo rapporto, ma la morte dovunque e comunque c’entra spesso. Continuerò sicuramente questo argomento che mi interessa parecchio e per ora aspetto numerosi i vostri pareri.