Ecco Ninuccia

Oggi 11 marzo 2021, riprendo il capitolo di Ninuccia lasciato in sospeso per darvi modo di ricordare ” Dove eravamo rimasti “? Aspetto da voi molti commenti ed impressioni scusandomi se non sono riuscita a proseguire prima.

NINUCCIA E GLI ANGELI: I PARTE DEL VII SETTIMO CAPITOLO. ALL RESERVED RIGHT

La sua filosofia di vita era fondata su una regola ben precisa: circondarsi di poche ma preziose ed intelligenti persone e rispettarle sempre pagandole profumatamente a seconda dei meriti conseguiti. In cambio chiedeva ed otteneva fedeltà assoluta. Questo era il ferreo comportamento ed il rispetto che il Commendator Sangalli aveva nei confronti dei suoi dipendenti, non dimenticando mai che essi lavoravano da decenni esclusivamente per il suo bene, per la sua persona e per il suo impero senzamao tradurlo. Mai in nessuna occasione si erano fatti comprare dalla concorrenza per qualche lira in più. E di occasioni nella vita di Sangalli ve ne erano state parecchie, soprattutto quando si trattava di avvicinarsi troppo alle mogli dei presunti amici. Di conseguenza poteva essere facilmente ricattabile, se non avesse avuto l’aiuto della sua solida famiglia,come la chiamava lui.

Il dottor Ambrosetti convocò nell’ufficio di rappresentanza del Palazzo tutto il personale uno ad uno, chiamandoli per nome e cognome con il ruolo che essi rappresentavano. Uscivano dalla stanza dopo circa trenta minuti cadauno, per lasciare il posto al collega seguente. Avevano tutti le lacrime agli occhi e non solo per la dipartita del loro Principale, ma soprattutto per quanto avevano avuto in dono, ben lontano da ciò che avevano immaginato di ricevere. Non aveva dimenticato nessuno e non si sarebbe fatto dimenticare da nessuno. Pietro Sangalli arrivato oramai alla settantina, stanco di lavorare ed accumulare, saturo di ogni più sfrenato lusso, avrebbe desiderato una famiglia vera ed una compagna devota. Quando vide Ninuccia per la.prima volta perse il lume della ragione anche se tra lui e quella splendida creatura fatta di carne e cervello vi erano ben trentotto anni di differenza. La conobbe in un periodo della sua vita nel quale lei era al massimo della forma fisica e nel pieno del suo fulgore nonché vigore fisico, che le usciva da ogni poro della sua pelle di porcellana. Le gemelle avevano quasi tre anni ed erano deliziose nei loro abitini da bambole cuciti da lei stessa. Non le assomigliavano per niente: erano la fotocopia della nonna paterna, l’ex suocera Iones Acerro. Quando Sangalli la conobbe perderla testa in meno di un secondo e non esitò a decidere di pubblicarle subito il primo dei suoi manoscritti quello che aveva conservato per anni in cassaforte senza mai segnarsi di studiarlo. Era il primo libro di Ninuccia, scritto di notte sulle pezze bianche di cotone delle bambine, sulle tomaie delle scarpe, sulle carte del fornaio e ovunque ci fosse una superficie per scrivere. Assemblava gli appunti con lo spago della Fabbrica per far sì che quell’ammasso di pseudo fogli sembrasse almeno un brogliaccio. Il manoscritto lo aveva recapitato Tirotta Mafaldo in uno dei suoi viaggi su al Nord, quando per ordine del Padrone andava a chiedere le sovvenzioni alle.tonache nere per far sì che la Fabbrica delle Scarpe non chiudesse i battenti. E questi diciamo così prestiti venivano fatti non senza interessi da usurai quali erano o in cambio di pericolosi favori. Si conosceva bene in tutta la Calabria del bassissimo costo delle scarpe ” e Castrufrancu” così come se ne conosceva la bassa qualità ma i Calabresi non potevano ancora permettersi di acquistare le scarpe confezionate su a Torino. In particolar modo a rompere le uova nel paniere agli Scarpari di Castrolibero vi erano anche i LUZZITANI,cioè i calzolai di Luzzi che erano i loro più acerrimi concorrenti nonche’ rivali.

Sangalli dopo aver letto il.manoscritto non più di 2 volte e averlo fatto evitare dai suoi collaboratori ne fece stampare subito una notevole quantità di copie. Gli piacque moltissimo e si dava dello stupido per non averlo letto prima e per non aver dato credito a.quella sconosciuta ma testarda ragazza di Castrolibero. Le.copie stampate e distribuite nelle varie librerie non furono sufficienti nemmeno a soddisfare le richieste di Bologna, ne fece fare parecchie ristampe ed in brevissimo tempo vendette 3 milioni di copie! Un successo inaudito per una principiante per di più sconosciuta. Il libro sui.primi rudimenti che Ninuccia aveva imparato a sue spese dove spiegava come allevare un figlio in modo dolce ed amorevole. Il libro ando’ a ruba e non solo.in Italiama anche in vari stati del Mondo e sui giornali non si faceva che parlare d’altro. PIETRO SANGALLI ancora una volta aveva visto giusto sia negli scritti che nei seni pieni e turgidi di Ninuccia Ercolano. Comprese ben presto che era lui quello che stava facendo un investimento di sicuro successo per la sua rimanente vita e non il contrario, ma la.cosa si rivelò reciproca. Ninuccia aveva scritto sei veri capolavori in tutti questi lunghi anni trascorsi a Castrolibero, tra le botte e i tradimenti di Fornasetti.

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In tutta probabilità le esperienze vissute in giovine età l’avevano sì traumatizzata ma anche forgiata per la sua vita futura. La violenza carnale subita da bambina, il veder uccidere suo figlio appena nato per mano di una madre pazza e psicotica,l’essere stata ricucita come si cuce un pezzo di stoffa per dimostrare ad un ubriacone qualsiasi che era ancora vergine, perciò ” donna d’onore”,l’insignificante figura di suo padre Biagio…. tutte queste dolorose prove le avevano ispirato quanto aveva partorito nei suoi magnifici manoscritti. Achille Fornasetti ubriaco com’era di solito,non si.sarebbe manco accorto se lei avesse perso sangue la.prima notte di nozze come palese dimostrazione della sua verginità. A lui bastava eiaculare dentro ad una vagina quelle due gocce di sperma ammalato e non di prima qualità per poi soddisfarsi completamente con le puttane della locanda. Con sua moglie giusto due o tre spinte date maldestramente ed in fretta per metterla subito incinta e perciò farla stare fin da subito zitta e docile. Ma non era da Ninuccia essere sottomessa e zittita da un porco come lui. Rimase però gravida subito, stramaledicendo il.pene sgraziato di Formasetti! Quanto avrebbe desiderato avere Vindenzo Cordua per marito e padre dei suoi futuri figli! Dalla sua esperienza e dai suoi atroci dolori era scaturita una scuola di pensiero che non solo le.permise di essere letta in tutto il.mondo,ma l”aiuto’ ad elaborare il dolore subito, evitandole di divenire anch’Ella una bestia feroce ed aggressiva. In questo modo spiegò alle persone come.lei che avevano subito sevizie ed abusi da parte dei genitori come fare e come comportarsi con i figli in modo.dolce ed ovattato, spezzando così il circolo vizioso degli abusi. Insegnava le tecniche ” dolci” che lei stessa aveva elaborato e sperimentato su di sé e che l’avrebbero poi portata al.premio Nobel. Dopo il successo strepitoso del.primo libro il.Commendator SANGALLI chiese ufficialmente la.mano di Ninuccia ora Dottoressa laureata in scienze pedagogiche ed educazione dell’infanzia, nonché insegnante di italiano, storia e filosofia all’università di Bologna. Il.matrimonio da favola fu celebrato al teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, città del Tricolore,nella sala degli specchi.

Sala degli specchi, teatro municipale ossia ROMOLO VALLI di Reggio Emilia

.L’imponente e sfarzoso ricevimento ebbe luogo sulle colline di Albinea a Villa Aurora,e fu per tutti una festa principesca! Sangalli non aveva certo badato a spese e Ninuccia splendida come una modella ma.glaciale ed altera con gli invitati riusci’ a far piangere la sua amata e fidatissina amica Rosina.

La.sua nuova vita inizia a così a 33 anni con le sue gemelle vicine, un marito stra miliardario che la.adorava ed il mondo ai suoi piedi. Con queste nuove nozze avrebbe finalmente messo la.parola ” FINE ” allo stupro e a Castrolibero per sempre. O almeno così credeva.

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