Viaggio alla scoperta delle Marche (Recanati parte prima).

Questo famosissimo paesino delle Marche è uno di quelli da me visitati nella  mia vacanza nella regione Marche. A mio vedere tra tutti quelli visitati è quello che mi ha trasmesso maggior tristezza e malinconia. E’ comunque famoso e rinomato, molto visitato dai turisti italiani e stranieri  e tale rimarrà per aver dato i natali il 29 Giugno 1798 al poeta per eccellenza Giacomo Leopardi. Primo maschio di sette figli, nato dal conte Monaldo e da Adelaide Antici, madre solo biologica. “Le uniche carezze fatte da nostra madre erano con gli occhi”, soleva dire Giacomo, non avendo mai ricevuto un gesto gentile o affettuoso dalla madre. Recanati è poco distante da Sirolo e si trova,come tanti altri paesini sulla vetta di un colle. Si entra nella parte antica tramite un arco molto alto, o porta della città,  si cammina su stradine in salita formate da sassi storici, sanpietrini e percorsi sconnessi che si snodano in vari vicoli e portano al cuore del paese. Ricordo con una sorta di melanconia struggente quei luoghi, nei quali Giacomo ha vissuto pochi anni, (m.14/06/1837 a Napoli) trascorsi tutti a studiare, a conoscere e ad imparare. Palazzo Leopardi si trova in una piazzetta a Montemorello, chiamata “Il sabato del villaggio”, la struttura esterna non è particolarmente sontuosa ed arzigogolata, ma presenta linee severe e diritte, anche se signorili. L’ultimo restauro si dice sia stato eseguito da un prozio del Poeta, tale architetto Carlo Orazio Leopardi nel settecento. Alla sinistra del Palazzo troviamo la chiesa di S. Maria di Montemorello, costruita anch’essa da un avo del sommo Poeta,  tale Pier Niccolo’ Leopardi, nel cinquecento. Di fronte all’entrata principale del Palazzo c’è ancora l’edifico dei domestici, scudieri e cocchieri di casa Leopardi. Vi abitava anche la figlia, Teresa Fattorini che ispirò la famosissima poesia “A Silvia”. Ho visitato anche i giardini, quieti, verdissimi, immensi, lunghissimi e custodi delle passeggiate di Leopardi, che sono situati nella parte posteriore del Palazzo, ho visitato l’Ermo Colle, con  la scritta incisa su pietra “SEMPRE CARO MI FU QUEST’ERMO COLLE” ed ho immaginato lui, che solo e ricurvo, si fermava a scriver le parole e ad osservare “il mar da lungi e quindi il monte”che ispirò l’altra meravigliosa poesia “L’infinito”. In quei momenti ho pensato e sentito una presenza imponente, una guida che mi metteva la solita mano sulla spalla e mi incitava ad andare avanti in questa battaglia terrena che noi tutti combattiamo ogni giorno. L’intero primo piano del Palazzo sopra alle cantine è invece occupato dalla famosa biblioteca, che contiene ad oggi circa 20.000 volumi, pur non avendoli potuti vedere tutti, dal momento che egli è morto dieci anni prima di suo padre. Che con una febbre e una fame del sapere mai placata, continuava a comperarne e a procurarsene a carovane, per lasciare ai discendenti e ai posteri quell’immenso tesoro di cui tutto il mondo può godere, studiandolo. Di questi ventimila libri, per usare un eufemismo, ma io li definirei tesori preziosi, la nostra guida ci ha detto che il poeta ne ha letti 8.400 circa, se ho ben sentito la sua voce. E’ comunque una quantità impressionante per un uomo qualunque, un numero altissimo di nozioni e conoscenze che possano rimanere tutte nel cervello di un essere umano Continua a leggere “Viaggio alla scoperta delle Marche (Recanati parte prima).”