Escort di lusso e stra potere.

E’ stato pubblicato!

Attenzione alle frodi telematiche.

Forse siete affacendati in tutt’altre faccende e non avete dato peso alla faccenda! L’articolo mi è stato pubblicato stamane sul quotidiano “LA GAZZETTA DI REGGIO EMILIA”. Durante il periodo estivo aumentano in modo esponenziale i furti, le rapine, le frodi, il clonare la carte di credito, aumentano i suicidi e gli omicidi. Le persone causa il caldo e la stanchezza, le bollette da pagare, l’anno di lavoro (chi ce l’ha!) e le noie che con esso ne derivano, sono particolarmente provate. Non avendo i riflessi pronti e l’accortezza di portare ad esempio nel caveau della banca gli oggetti preziosi, li lasciano in casa a portata di ladro e poi scrivono su Facebook che sono via da casa e rimarranno via per venti giorni! Raccolgo chiavi di casa dimenticate per strada ovunque, trovo portafogli, documenti d’identità, medicine e giochi per bambine. Segnale forte che la mente è stanca, il cervello non è più attivo come durante l’anno e abbassandosi la soglia di attenzione si è più prediposti a fare cazzate! Attenzione dunque: i delinquenti e i borseggiatori sono ovunque, gli imbroglioni prolificano e stiamo attenti ai colpI di sole! Oltre a dimenticarci le chiavi di casa su un muretto non DIMENtICHIAMOCI IN AUTO IL NOSTRO BAMBINO!!!!!
Siamo circondati da popoli di falsari, in grado di copiare, riprodurre o clonare per usare un termine moderno anche gli esseri umani. Vi metto al corrente di una recente frode subita pochi giorni fa, ma sventata in tempo dalle Poste Italiane, che in questo caso si sono rivelate molto celeri al contrario di ciò che comunemente si pensa. Posseggo un conto corrente Postale in una filiale del reggiano che mi occorre per pagare la retta della Casa di Riposo della mia mamma. Il conto si chiama conto “CLICK” è a zero spese, non necessita di blocchetto assegni ma occorrono un piccolo lettore ottico e una carta di credito con appositi codici segreti per effettuare, on line da casa il bonifico in questione. Una specie di carta Bancomat come quelle che ognuno di noi comunemente possiede. Arriviamo a sabato 11 Luglio e mi squilla il cellulare con un numero a me sconosciuto: 011 3144172, si presenta la signora tal dei tali dicendo che è delle Poste Italiane di Torino mi fa un sacco di domande sul mio conto postale, alle quali però lei sa dare una risposta veritiera ancor prima che io risponda. Rimango un poco sconcertata e balbettando, le domando che cosa vuole propormi, dal momento che le telefonate che riceviamo ultimamente sono tutte volte alla vendita di qualche prodotto elettronico o qualche utenza da cambiare. Invece la signora mi dice con tono serio che la mia carta bancomat è stata clonata da un utente francese, che ha cercato di fare due prelievi, senza successo alcuno dal conto postale. Uno di 14,00 euro e l’altro di 22,00 euro. Mi chiede conferma se sono io che ho ordinato i due addebiti e la risposta è stata chiaramente negativa. A quel punto mi chiedo se non sia la signora al telefono uno dei malvivente della “Banda Bassotti”, e dico in tutta fretta che mi recherò nella Posta dove ho il conto corrente per avere maggiori informazioni. Come ultima notizia mi avverte che da quel momento in poi. Il conto era, per mia sicurezza, bloccato, la carta bancomat estinta e avevano richiesto loro d’ufficio una nuova carta bancomat. La nuova carta mi sarebbe arrivata nel giro di 15/20 giorni circa, al mio indirizzo di casa. Chiusa la telefonata arrivano mille dubbi ad attanagliarmi la mente, memore di quando lavoravo in Banca e di tutte le frodi alle quali ho assistito. Non sapevo più che cosa pensare: ho provato ad effettuare il bonifico per la Casa di Riposo ed effettivamente il conto era bloccato. Mi sono anche ricordata degli avvisi che dicevano che gli addetti delle Poste Italiane non telefonano a casa ai correntisti, ma scrivono lettere! Ero sempre più in confusione e con ansia, ho atteso il lunedì per recarmi d’urgenza alla filiale preposta. La Dirigente mi ha confermato che era tutto quanto vero e che le Poste Italiane in questi casi così particolari e ben definiti avvertono il malcapitato e bloccano il conto. Per una volta mi sento di ringraziare di cuore la solerzia e l’attenzione visiva ai tabulati elettronici da parte degli impiegati delle Poste Italiane! Onore al merito per tutte quelle volte che le mie cartoline non sono mai arrivate a destinazione!LIDOPODIBORETTOEMIACAMMINATAACANALI 029

Sapere, conoscere, essere informati,capire e diffondere allunga la vita.(parte seconda)

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Dai quarantacinque anni sino ai settantaquattro all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia è possibile partecipare ad un programma chiamato”Screening gratuito per la diagnosi precoce del tumore alla mammella”. Le donne dai 45 anni sino ai 49 se vorranno, potranno usufruire di questo servizio che il SSR dell’Emilia Romagna mette a disposizione. Dai 50 anni ai 74 anni, invece si verrà invitate ogni due anni, dal momento che le statistiche dicono che dopo i 50 anni, ci si può ammalare di meno di questa terribile malattia. Al seno, specifichiamo, lo dicono le statistiche specifichiamo, ma le statistiche non sono la Bibbia o la Costituzione. A Reggio Emilia veniamo invitate allo screening gratuito anche per il pap test, ogni uno, due ,tre anni, dipende dall’età che abbiamo e man mano che gli anni passano dovrebbe abbassarsi il rischio di ammalarci. Dovrebbe e si suppone. Il fatto importante è che il pap test, comunemente chiamato “striscio” è uno strumento valido ed efficace per il controllo e la prevenzione del tumore al collo dell’utero. Non so come funziona nelle altre città Italiane ed Europee, non so se questi screening completamente gratuiti esistono:ci terrei molto a saperlo. Mi era stato sempre detto di alternare alla mammografia, la visita manuale al seno con relativa ecografia. L’ alternanza di questi due esami dovrebbe rivelare per tempo se ci sono noduli in vista. Se non rivelasse un nodulo maligno la mammografia, ci arriva la visita senologica con l’ecografia. Insomma il bastardo non dovrebbe scappare con questi due controlli incrociati. Sino all’anno duemilatredici, potevo farmi visitare da una senologa molto brava (alcune donne direbbero di no, ma il parere relativo ad un medico è sempre diverso a seconda dei risultati che l’ammalato ottiene), però a pagamento, cioè in modo privato, cioè a 150,00 euro la visita. L’anno scorso non ho effettuato la visita ma solo la mammografia, risultata negativa. Quest’anno mi sono chiesta perché continuare a spendere una cifra così alta, che sommata a tutte le altre visite e medicine a pagamento che io e la mia famiglia dobbiamo sostenere, mi fa ottenere una somma tale per la quale, chiedere un finanziamento bancario? Scherzi a parte, ho cominciato da sola ad investigare per trovare una stradina che potesse condurmi ad effettuare la visita senologica pagando solo l’obolo del ticket. Chiedo al mio medico di famiglia il quale mi risponde con certezza, che, per le donne oltre i cinquant’anni non c’è strada e non c’è ticket: si deve andare a pagamento. Sento altre donne, i loro pareri, come si sono comportate, che percorsi hanno sostenuto e le mie poche e ben confuse idee, si sono aggrovigliate ancora di più. Chiamo il centro senologico non fidandomi più di nessun parere, per sapere direttamente da loro come fare per accedere alle loro visite gratuite, se ne ho il diritto o al massimo come devo fare per poter pagare solo il ticket. Mi viene spiegato da una gentile infermiera in un’ora di telefonata, che posso accedere a quello che loro chiamano”COLLOQUIO PER CONSULENZA GENETICA” solo se in famiglia, da parte di padre o di madre, ho avuto due casi (due) di tumore alla mammella. Con due punti hai il bonus per accedere al colloquio con un oncologo. Se non ci sono questi due casi di ammalate (povere antenate!) niente colloquio per consulenza genetica gratuito. Attenzione! Care amiche! Ho detto solo colloquio e non visita con ecografia, quella da raggiungere è ancora lontana! Un lungo colloquio, cioè un’anamnesi accurata e dettagliata per provare a stabilire, secondo i loro programmi, che percentuale ho di ammalarmi di cancro alla mammella. Continua a leggere “Sapere, conoscere, essere informati,capire e diffondere allunga la vita.(parte seconda)”

Sapere, conoscere, essere informati,capire e diffondere allunga la vita.(parte prima)

L’ abbiamo detto, scritto, sentito alla radio e alla televisione, forse lo abbiamo anche capito e ribadito ad altri come in una catena di Sant’Antonio. Il sapere, il conoscere, l’essere informati nel modo corretto, aiuta ed innalza non solo il livello culturale delle persone, ma a volte può salvare anche la vita. Credo che la persona più idonea a fare questo capillare e continuo lavoro di informazione, sia il nostro medico di base o medico condotto, o medico di famiglia che dir si voglia! Questa figura che compare nelle nostre vite da quando nasciamo sino a quando ce ne andiamo, è indispendabile per informarci sulle pratiche sanitarie, sugli esami da eseguire, sui check up, sugli screening ai quali noi donne dobbiamo sottoporci senza mai stancarci. Come un bravo Vigile stradale, di quelli non assenteisti per l’ultimo dell’anno  ci deve pazientemente guidare, consigliare, rassicurare ed indirizzare nel giusto e più idoneo percorso per il nostro tipo di patologia. Va da sè che egli stesso deve essere informato sulle giuste procedure, deve leggere e studiarsi le circolari che gli arrivano dal SSN, e anche se trascorre una giornata campale, fosse anche l’una di notte, ha il dovere di sapere, per poi trasmetterlo  a noi ignoranti in materia.  Se questi non è aggiornato, non espone i cartelli, non legge e non va ai corsi di aggiornamento, devo essere io cittadina normale che va per uffici, per USL, per uffici informazioni, per tutti gli ospedali di Reggio E., e provincia per informarmi su cose e strade che dovrebbe essere lei/lui a dirmi?  Se non sa, non può diffondere, se non diffonde noi rimaniamo nell’oscurità più totale, rischiando a volte anche la vita stessa. In genere dobbiamo spendere mensilmente per visite ed esami a pagamento circa 500/700 euro per una famiglia media di 4 persone, mediamente sane. E parlo di cifre medie per controlli normali: che so un’ecografia al collo per controllo tiroide? I raggi al menisco da operare? Il dentista per i figli, un prelievo del sangue, gli esami per le allergie (questo è il periodo..), una visita dal ginecologo…non sto parlando di esami galattici o particolari perchè in quel caso i mutui diventano due!

Regole generali per l’utente

  • Visita senologica ( donne) per donne con età fino ai 39 anni – è possibile prenotare la visita c/o ambulatorio di Via Monte S. Michele, con apposita richiesta, c/o CUP- Farmacup- Cuptel – Medicup; in caso di richiesta medica urgente o differibile, con specificato ECO+visita senologica, occorre recarsi direttamente alla radiologia dell’ASMN (aperto da lun al ven 7.15-19 e sab. 7.30-13.00

NB – oltre i 40 anni non è possibile prenotare visita senologica

  • Colloquio per consulenza genetica (familiarità per tumore al seno)Le donne che abbiano due familiari con tumore al seno, con apposita richiesta da parte del MMG o specialista, possono telefonare all’ambulatorio senologico di Via Monte S. Michele per fissare appuntamento per effettuare un colloquio con i medici specialisti oncologi.(..continua la storia….)

Voto anch’io, no tu no!

Prendo spunto da un post piuttosto interessante pubblicato da un’altra padrona di casa, che ha buttato sul “tavolo delle trattative” un argomento di assoluta freschezza perchè è argomento d’estrema attualità, ma stantio e puzzolente per quanto riguarda i contenuti. Desidero come mio uso e costume essere piuttosto schietta senza giri pindarici e decifrare i comportamenti derivati dalle recentissime elezioni.Sono conscia che l’argomento è parecchio spinoso,intricato, importante ma di assoluta tristezza e riguarda,inutile ma doveroso ricordarlo, le votazioni per i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, la mia regione e la Calabria, altra Regione Italiana che conosco poco e solo per mete turistiche di vacanze estive, molto lontane da casa mia.Non mi sto a soffermare sui numeri dei votanti, dei non votanti o astenuti, sulle percentuali e sui lati meramente matematici. Riporterò solo per dovere di chiarezza e così nel frattempo li imparo anch’io,i nomi dei nuovi Presidenti. Presidente Stefano Bonaccini per l’Emilia Romagna in sostituzione di Vasco Errani,stefanobonaccinivascoerrani
Presidente Regione Calabria: Mario Oliverio,in sostituzione di Giuseppe Scopelliti.mariooliverioGiuseppe-Scopelliti.Non mi sono recata nell’urna cineraria a depositare l’uovo, non me la sono sentita, non avevo entusiasmo e fiducia in nessuno dei sei candidati della mia regione. Premetto che non conosco le vite,i volti, le storie, il passato e le proposte che questi sei si accingevano a fare nelal speranza di essere eletti. Ma lo sappiamo uno su mille ce la fa, (G.Morandi) ed in questo Bonaccini, uno dei sei ce l’ha fatta. Sono stata aspramente criticata, giudicata, additata, presa per un’irresponsabile, pensata come una donna che non rispetta i propri avi e chi ha combattuto per ottenere il diritto al voto. Quando una persona adulta e consapevole di come sta andando il mondo, non si sente di andare a votare, credo in tutta serenità che lo possa fare. Ho esternato ugualmente il mio voto e l’ho espresso in modo palese e molto chiaro: non andando a votare.Non desidero essere criticata per questo gesto non istintivo, ma ragionato pensato e voluto, uguale ad altri milioni d’Italiani, stanchi ed esausti di queste situazioni. Domenica non votando ho votato anche io ed in modo chiaro e limpido, se dovevo entrare nell’urna e votare scheda bianca per poi uscirmene, bella come il sole e fingere, beh! gente mia, le recite non fanno per me. Se in passato io, come come tanti miei connazionali, cioè voi che mi leggete, abbiamo contributo mediante l’esercizio del voto a pagare i sexy toysvibratori_rabbit

ed i cotechini, oltre al dentista, agli occhiali, ai centri estetici e allo scontrino da 0,50 cent per fare la pipì negli autogrill e la lista è infinita ora io, in tutta serenità e tranquillità di neonato dico basta.I signori Presidenti Errani,Scopelliti e anche di quelli delle altre Regioni, (v. Er batman) hanno fatto i loro porci comodi, ora milioni di Italiani faranno i loro. Sono stremata, stanca, demotivata, esausta, svuotata e la mia fede politica di quando ero ragazza non solo ha vacillato ed è cambiata nel corso degli anni, ma ora non ho più fede. Forse nemmeno in Gesù! non me ne voglia, ma le cose devono cambiare e di parecchio affinché io e altri connazionali possiamo ancora con il sorriso ritornare dentro a quell’urna. Dal canto mio non sarebbero elezioni valide, dal momento che ha votato meno del 50 % degli aventi diritto. Renzi si aggiusti bene il nodo della cravatta come è solito fare, perché questa volta temo che il nodo gl istringerà molto la gola. Anche se lui, come sempre, fa finta di nulla-.

Siamo tutti nella m….edia.

Forse non me n’ero mai accorta del vero significato di questo obsoleto modo di dire. Ma adesso, con questa vita diversa e questo differente modo di viverla, perché è obsoleto anche chiamarla crisi e mi fa un po’ schifo continuare a pensare che siamo tutti in crisi e se non ci siamo ci fanno credere che è così. Sono un italiana media, di altezza e peso medio, di media intelligenza, che vive nella media, che è nata a metà degli anni sessanta e ha vissuto sempre al di sopra della media. Sfidando le convenzioni ed il portafogli, spendendo più di quanto guadagnassi e togliendomi ogni soddisfazione. Oggi non è più così: né per me e né per milioni di italiani, per fortuna, oggi si va al iper meno caro a fare la spesa, si sta più attenti, si sceglie con oculatezza, o per lo meno lo dovremmo fare. Io sono come tutte quelle persone che si vestono oggi con abiti comprati all’ Oviesse, da Zara, all’ H & M o al mercato delle nostre città o ai mercatini dell’usato, dove trovo la moglie del tal avvocato, la figlia di… la sorella dell’assessore. Anche a loro è calata la montata lattea? Ci vanno e di grazia che possono comprare!Abbiamo fatto i ricchi e i benestanti, mentre eravamo gente media, mediocre, gente normale, senza strafare, non siamo stati capaci di stare nella media come gli altri Europei e ora invece siamo tutti a mollo nella merda, per non stare in media con i nostri stipendi. Da piccola avevo pagelle “nella media”. Dicevano gli insegnanti “Mah, sì, in certe materie ci arriva poverina, con il sei strappato appena però! D’altronde ha una volontà ferrea, la ragazzina è molto educata, rispettosa delle istituzioni, ma per il resto….beh! In ragioneria, in tecnica e computisteria è proprio nella media, in quella medio bassa, vogliamo dire, è una figliola che potrà fare gli studi più leggeri all’Università se vorrà andarvi. Ma noi diremmo, sì ecco, insomma se desidera andare a lavorare dopo il Diploma (di ragioniera con 50/60..nella media ndr) forse forse, sarà una brava lavoratrice, vostra figlia! Per la volontà che ci mettevo, ci arrivavo sempre, mai bocciata, ma pagelle da urlo, non se ne sono mai viste. Le fughe dei cervelli all’estero? Ma dove fuggono, quei pochi e sparuti esseri con un ‘intelligenza forse un pochino al di sopra della media? Se ne andranno in cento? In mille? Fai anche in diecimila che vanno fuori da questa Italia, che ora è al di sotto della media ,avendo gli studenti più ignoranti del mondo in matematica e in italiano. Ho capito bene?? E gli altri quasi sessanta milioni di Italiani dove sono nascosti perbacco? Ma qui, siamo tutti qui, a fare il girotondo e a giocare a briscola, siamo noi i furbetti dei nostri quartierini, che per essere più furbi degli altri ci fingiamo gran ricconi, intelligentoni, laureati alla Harvard University con tanto di master ad Oxford esposto nel salotto buono. Che spacconi che siamo! Ci presentiamo al mondo con mestieri e velleità che neanche lontanamente possediamo! Siam tutti scrittori, poeti, attori, filosofi, chimici, pittori, fotografi, ingegneri nucleari, informatici da urlo e alla Apple, Microsoft, nel colosso di Facebook e compagnia bella chissà perché son tutti meno che Italiani. O pochi, ma pochini pochini. Il made in Italy non è migliore del made in Germania, o del made in Francia, o del made dove volete voi, siamo il meglio in qualcosina che abbiamo imparato bene. La moda ad es. nasce in Francia con Coco Chanel, Yves Saint Lauren, Guy Laroche, Christian Louboutin, le eccellenze culinarie? Ogni Paese ha le sue prelibatezze, nessuna da scartare, tutte ottime! Ogni paese ha il suo punto di forza e il suo punto nevralgico, come tutti, come me e come te. Avremo il parmigiano reggiano, il crudo di Parma, l’extra vergine d’oliva, avremo i sassi di Matera patrimonio dell’Umanità , ma mica possiamo mangiarli quei sassi, o usarli a pagare i debiti! Però siamo nella media, siamo mediamente belli ed interessanti, abbiamo amori medi e orgasmi mezzani. Il grandissimo amore poi, non parliamone nemmeno! Quello se lo sposano le altre, noi ci dobbiamo accontentare di un brav’uomo nella media. Siamo il Paese che ha più storia da raccontare? Che ha le città più belle del mondo? I monumenti più particolari e studiati da architetti delle epoche passate, meravigliosamente intelligenti ed originali? Siamo invece ben al di sopra della media per cafoneria, per sporcizia nelle nostre città, per esibizionismo, per maleducazione, per degrado delle infrastrutture, per inciviltà, per mancanza di conoscenza della lingua Italiana, per supponenza, vogliamo sempre e dovunque prendere per i fondelli il prossimo. Non ci sappiamo stare un passo indietro agli altri, non siamo capaci di mettere la codina schiacciata tra le gambe, ora che ne avremmo di ben donde da vergognarci! Le nostre città Italiane, soprattutto quelle d’arte, quelle che dovrebbero rappresentarci nel mondo, teniamole pulite e lucide! Sono nauseata quando vedo Roma, Firenze, Milano, anche la mia Reggio Emilia così sporche che nemmeno la stalla e la porcilaia dei miei genitori erano così luride! Veramente ora che sto ripassando (io) e studiando (lei) l’antica Grecia, mi pare che di storia da raccontare gli antichi Greci ne abbiano in quantità esponenziale!
Io sono un’Italiana alta cm. 162, sono nell’altezza media delle donne Italiane, sono andata in menopausa ad un età media di cinquant’anni e sbaglio molto. Al di sopra della media! Compro qualche mobile all’ Ikea per non spendere troppo, ho la grande fortuna che mio marito li sa assemblare con precisione estrema. La mia salute è precaria? Un pochino, ma è nella media, ho dei figli sani? Sì, per fortuna? Tengo un blog interessante? Nella media con l’altro milione e mezzo di blog! I figli sono intelligentissimi? Macché! Nella media tutti e due e non devo fingere il contrario!Ho una bella casa? Abbastanza, senza esagerare, in linea e nella media con l’Italiano medio. Sono stata fortunata perché ho dato le dimissioni dalla banca e ora sono Dirigente di Famiglia? Beh, parliamone…senza 1.600,00 euro al mese con soli due rientri pomeridiani e 15 mensilità, parliamone bene della fortuna! Ma ho dovuto fare una scelta, sono stata coerente e non sono rimasta per scaldare con il mio grande culo la poltroncina di Cassiera. Ho fatto come ho potuto, ho scelto, consapevole dei pro e dei contro e che cavolo! Mi sento dire da tutti da cinque anni, se ero impazzita nel 2009, a dare le dimissioni da una banca, dopo 18 anni di servizio e tutte le agevolazioni del caso.! Nella vita mediamente si scelte un migliaio di volte al giorno, ho fatto come tanti, non credo di essere diversa dalla media di persone che si vede costretta a fare una scelta. Se mi fossi comportata come si conveniva al mio stato sociale, forse oggi non dovrei fare mille rinunce e scelte oculatissime sotto ogni punto di vista, ma son contenta lo stesso, sto imparando la lezione. In passato ho fatto come milioni di Italiani nella media, che credendo e comportandosi al di sopra delle loro possibilità, hanno fatto sì che si creasse tutto questo patatrac! Ma sono serena ugualmente e vivo la mia vita di oggi come posso, cerco di condurla con onestà e rispetto, non facendo la pipì in piazza San Prospero, davanti a tutti per fare scena!Tanto lo so e non è diverso da come sembra. No, no, è proprio come pensiamo: non vanno avanti le persone meritocratiche, quelle che si son fatte un c… così per studiare ed arrivare, quelle magari devono andare a fare tutt’altro che quello che saprebbero fare con eccellenza! Finora è avanzato di carriera chi aveva agganci politici, chi ha pagato con “profumate polpette”, chi si è sdraiato in qualche divano, chi aveva la spintarella giusta, chi ha accettato compromessi mafiosi, chi ha cambiato fede politica o religiosa, chi si è snaturato pur di avanzare. Chi insomma non è voluto rimanere nella media, ma ha preteso di emergere senza esserne all’altezza. Mi sono stancata, sono spossata e stanca di Isis, di pedofili, di deflazione, dell’art. 18, delle bollette che devono crescere ancora, sono senza forze, inerme e con una rabbia che non si placa. Dicono che c’è l’inflazione altissima e tutti a piangere…..poi annunciano che c’è deflazione e tutti a strapparci le mutande e ad urlare. Giustamente, considerandoci poco intelligenti e al di sotto della media, ci fan credere ciò che vogliono, fanno bene se continuiamo a permetterglielo! Senza generalizzare, qualcuno è dove si trova per merito, ma sono radi perbacco, radi come i peli delle mie ascelle, oramai in via d’estinzione!! Vorrei rimanerci in questa media, mediamente amata e vissuta come tanti, vorrei che ci adeguassimo ai criteri e alle regole di oggi, vorrei che i sordi aprissero le orecchie, i muti parlassero ed i finti non vedenti facessero ammenda.

Lui l’ha fatto!

Ho ascoltato ieri sera con estrema soddisfazione e piacere, la notizia clamorosa dell’arresto dell’ex arcivescovo polacco Jozeg Wesolowski il prete pedofilo arrestato in Vaticano. E’ stato arrestato martedì scorso dai gendarmi Vaticani, per volere del nostro meraviglioso e “palluto”, Papa Francesco “L’ha voluto il Papa”, scrivono molte testate giornalistiche, la questione è molto forte e delicata al contempo. Le accuse rivolte a questo escremento umano (perdonatemi la terminologia, ma non saprei chiamarlo in modo diverso!)sono oserei dire le solite e purtroppo note: pedofilia,rapporti sessuali con minorenni, detenzione di parecchio materiale pedo-pornografico, pagamento per ottenere favori sessuali da minorenni. Questi fatti di una gravità inconcepibile, reiterati nel tempo, pratiche oramai comuni ai prelati e non solo, si svolsero nella Repubblica Dominicana, dove l’ex monsignore era stato a lungo nunzio apostolico. Il prelato, secondo quanto denunciato da un’inchiesta della giornalista Nuria Piera nel 2013, avrebbe adescato alcuni ragazzini su una spiaggia di Santo Domingo, pagandoli per fare sesso. Continua a leggere “Lui l’ha fatto!”

L’età si evince anche da un flaconcino di cacca.

Nella posta che sto continuando a smistare, tra i vari annunci pubblicitari, le fatture (tutte pagate fortunatamente!), le rare cartoline delle vacanze che ho ricevuto, mi era sfuggito un invito singolare, in busta chiusa. Ho pensato, aprendo la busta di scatto come di solito faccio, ad un invito ad un the, un’inaugurazione di una mostra di quadri, o un invito di un amico espositore per visitare un mercato dell’antiquariato. Oramai è tempo di mercati, mi son detta! ed il Mercanteinfiera di Parma inizierà il 4 Ottobre. No, nulla di così gradevole e passionale, per me ,amante del vintage e dell’antico da sempre. Aprendo la busta, ne esce una lettera composta di un solo foglio, dove nell’angolino sinistro leggo che è il mittente è il Servizio Sanitario regionale Emilia Romagna. La data è del 30/04/2014, periodo nel quale me ne stavo beatamente in montagna, dove di lì a pochi giorni si svolgeva la sfilata degli abiti da sposa. La lettera, scritta in stampatello minuscolo recita così:
SCREENING PER LA PREVENZIONE E LA DIAGNOSI PRECOCE DEI TUMORI DEL COLON RETTO.
Gentile signora, la invitiamo a fare un esame delle feci previsto dal programma di prevenzione dei tumori dell’intestino, cioè colon-retto. (già da queste prime righe un crampo alla pancia mi ha disturbata non poco….)Spesso non riconosciamo i sintomi di questi tumori. Questo esame permette di vedere se nelle Sue feci (cioè le mie personali, non un clone!)è presente del sangue, anche se non si vede ad occhio nudo. Secondo la letteratura scientifica fare l’esame ogni due anni aumenta la possibilità di cura e di guarigione.
La invitiamo a ritirare il flaconcino e le istruzione per raccogliere le Sue feci
giovedì 18/09/2014 dalle ore 11.00 alle ore 12.00
c/o i Poliambulatori dell’Ospedale S. Maria Nuova piano terra.
stanza 0.010. V.le Risorgimento n. 80 Reggio Emilia.
Questo esame è gratuito, (speriamo con la crisi che incombe, non riciclino l’oggetto del contendere.), semplice e rapido. (Rapido sarà per chi non soffre di stitichezza acuta come me, gratuito, vorrei vedere il contrario! semplice ne parliamo a feci eseguite!).Un infermiere le darà (sogghignando forse?!) il flaconcino e le istruzioni per preparare il test a casa. (Mi dirà se tenere in frigo o in freezer il corpo del reato sino a consegna avvenuta? E come fare per prelevarla dal water? Eppure dopo il mio libro, dovrei essere un’esperta…)Non è necessaria la richiesta del medico di famiglia, porti con sè solo questa lettera e il flaconcino contenente le Sue feci. (La ringrazio per la S maiuscola, questo mi inorgoglisce!). Cordiali saluti, il Responsabile Sanitario dott. R. S.
Richiudo la lettera e decido di prendere un caffè per digerire l’invito, poco piacevole a codesta pratica da eseguire con le mani, munite di due paia di guanti, perché non si sa mai, gli incontri che si possono fare, cammin facendo. Lodevole ed apprezzabile il fatto in sè: il SSN si prende carico di farti un esame gratuito,tutto e subito, quando per fare una semplice ecografia aspetti anche 6 mesi. ma hai 50 anni quindi sei un soggetto potenzialmente a rischio tumori. Rientri  nel cosiddetto “screening di massa”, così come noi donne siamo invitate ad eseguire gratuitamente il pap-test e la mammografia. Tra un anno o forse due, riceverò anche l’altro invito, ancor meno piacevole se non addirittura doloroso se eseguito senza sedazione: colon-retto scopia, esame utilissimo, ma imbarazzante assai. A me personalmente le questioni importanti piace prenderle di petto e ben sveglia, guardando il viso l’interlocutore e in posizione possibilmente eretta, al massimo seduta a gambe incrociate come Sharon Stone, con indosso le mutande, s’intende! Sdraiata, incosciente, senza slip e sedata, con un tubo infilato vi lascio immaginare dove che vaga per diversi metri d’intestino è per me fonte di grande paura e preoccupazione! Ergo, che due anni fa a 48 anni, ho fatto il primo esame delle feci e fortunatamente risultò negativo, oggi ne ho 50 e tra due anni, con quel flaconcino in mano ne avrò 52! Come nasconderlo? Sono esami questi riservati ad una fascia d’età che supera i 50, ma vi assicuro che al pensiero..Stool transport – Coprocoltura – Wikipedia

Stronzi o cattivi?

Mi offre lo spunto per sviluppare questo tema, Stefania, che in merito alla seconda parte dell’intervista che ho “subito” dalla Bignardi, mi dice “Io non so essere stronza, mi manca la giusta cattiveria”. Queste sue parole mi fanno riflettere parecchio, non amando la parola “stronzo” e dovendola usare diverse volte nel corso di questo post, la sostituirò con la parola “striminzito”. Personalmente non credo che per essere striminziti occorra essere cattivi, non vanno di pari passo i due aggettivi qualificativi usati al negativo. Si può essere striminziti solo in determinate occasioni,non con tutti e si colpisce mirando bene l’obiettivo “persona”. Striminziti non si è sempre e tutti i giorni, a tutte le ore di tutto l’anno! Si usano certi toni, certi eufemismi,certe sdolcinerie, si finge di sorriderti davanti e ti trombano dal dietro, con una nonchalance elegante e subdola. Questa potrebbe essere di primo acchito la definizione più calzante che mi viene in mente per riferirmi allo striminzito. L’essere umano cattivo/a invece lo è sempre non finge, lo è con tutti, non può fare diversamente e non sa progettare a priori l’atto di stronzaggine acuta, riversata con goduria sul bersaglio giusto. Non su un altro, con il quale può dimostrarsi al contempo, carino e molto gentile, nonché accattivante, altra leggera variante dello striminzito. Il cattivo per eccellenza non è dotato di un’intelligenza eccezionale, o quantomeno la usa e la dosa molto male, lo sento come un essere molto rozzo e grezzo, che spara cattiveria a vanvera, anche laddove non ce ne sarebbe bisogno. Capace di compiere azioni grossolane, si avvale di un linguaggio molto forte e deciso, sa come farsi mal volere, a volte può chiedere scusa pentendosi del gesto compiuto. Lo striminzito no, è arguto, perspicace, sa qual’è il punto debole dell’avversario e affonda la lama nella piaga elegantemente, quasi sempre sfoderando un sorriso beffardo. Abbino la stronzaggine (nonriesco a sostituire questa parolaccia!) soprattutto al genere femminile, non me ne vogliano le mie sorelle in Eva! Colloco la cattiveria invece in tutti e due i sessi, se poi una persona oltre che striminzita è anche cattiva le faccende relazionali si complicano maggiormente. Cattivi lo si può diventare in seguito a vicende molto dolorose accadute nel corso della propria esistenza. Successivamente si potrebbero sviluppare astio e livore, aggressività, violenza, ferocia, e altri stai d’animo non riconducibili alla stronzaggine pura e semplice. Trovo che chi si comporta da persona striminzita abbia questa peculiarità sin dalla nascita, ereditata dai genitori o da chissà chi, ma l’ombra e i primi sentori si intravedono già in tenera età, per poi coltivarla in adolescenza, conclamandola nell’età adulta. la persona striminzita può anche aiutare un altra persona in gravi difficoltà di salute, o se la vede sdraiata per terra, l’essere umano cattivo non aiuta nessuno. A meno che, ma qui entriamo in un meandro molto complicato, non ne tragga un enorme beneficio per se stesso. Per guarire da questa peculiarità non saprei che cappello mettermi, se ce l’avessi come costante della mia vita. Non saprei se rivolgermi ad un Santo per guarirne, ad un medico, al Parroco o se tenermela ben sapendo di possederla. Diverso è il problema della cattiveria, che se mal gestita può sfociare in perfidia sino a far compiere al soggetto cattivo, atti e gesti dei quali potrebbe amaramente pentirsene. Il cattivo per eccellenza, i film, i libri, i racconti ce lo insegnano: ci sono sempre i buoni ed i cattivi, in genere sono i buoni che vincono alla fine. In genere il bene vince sul male, ma contro la st…..aggine poco si può fare. Colui che riveste il ruolo reale di “cattivo” può anche arrivare ad uccidere, lo striminzito in genere sta dietro le quinte e manda avanti il cattivo per manovrare con stronzaggine i fili. Non mi sento perciò di appartenere a nessuna delle due categorie, ma se dovessi darmi un brutto voto me lo darei per la stronzaggine che a volte ho usato e uso, in dosi lievi e sporadiche. Ma attenzione! Solo con chi lo è con me per primo, allora reagisco e qualche battuta pungente mi scappa. Altro non saprei fare, altro non voglio fare, dal momento che non sono una persona cattiva. Anche quando ho ricevuto tanto male non ho reagito con cattiveria, ma ho incassato, mettendo “le pive nel sacco”. Che poi il mio sia un atteggiamento giusto e risolutivo questo non lo so, so per certo che tra i tanti difetti che ho, la cattiveria non mi appartiene. Forse su questo ci dovrei lavorare un poco, non mi piace per niente essere striminzita, anche se qualcuno/a lo meriterebbe molto di più di quanto io non sia stata. Aspetto vostre sensazioni e pareri, che mi auguro siano costruttivi e sinceri come sempre. Buon appetito a tutti, anche se il galateo non lo prevede, ma qua siamo tra amici…

Un pannolone per ogni stagione.

Sento raccontare a volte con queste orecchie che non dovrebbero sentire, faccende e situazioni che di così eclatante da essere scritte sul Guinness dei Primati, non hanno proprio nulla. Siamo sempre noi donne a creare l’incredibile, noi vipere e non prive di invidie e rancori nei confronti di altre donne e mamme che vanno sbandierando i successi e le conquiste dei loro pargoletti. Come se fossero loro, cioè le mamme a raggiungere determinati successi o traguardi prima delle altre mamme. Non è così, non per i piccoli: ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi metodi per abituarsi o disabituarsi a situazioni nuove o per staccarsi da oggetti e riti per lui molto importanti e rassicuranti. Io stessa quattro anni fa, ho forzato mia figlia al “disciucio” che come recita la parola è il contrario dell’inciucio, in poche parole l’ho costretta a consegnarmi il ciucio quando ella non era assolutamente pronta. Ovviamente ne ho pagato le conseguenze, in termini di disagi profondi. Stamane cercherò di affrontare la tappa, del cosiddetto “SPANNOLINAMENTO”, traguardo stupidamente fondamentale per quasi tutte le mamme che vogliano arrivare per prime. A che cosa non l’ho ancora capito! Forse a smetterla di sentire tutte le sfumature delle puzze di cacca e pipì che i nostri angioletti ci regalano, forse sono stanche di lavare culetti per circa otto volte al giorno, consumando altrettante paia di guanti sterili. Ho sentito una mamma che si vantava, urlandolo ai 4 venti che la propria figliola di mesi venti, cioè di nemmeno due anni, aveva tolto il pannolone a luglio. Conquista eccezionale per il mondo delle mamme, evento unico e raro, “UNA COSA DA PRIMATO, MAI AVVENUTA PRIMA!”. Questo hanno udito le mie orecchie, non ho proferito parola, ma ho iniziato la nota riflessione che mi ha dato lo spunto per questo spero, simpatico Post. Spannolinare o togliere l’abitudine del pannolone ad un bambino, se questi non è realmente pronto, potrebbe causare diversi disagi ai pavimenti e ai mobili antichi di famiglia. Dobbiamo essere certe che l’esserino dica con convinzione “Mamma, cacca” oppure “Mamma, pipì”, inoltre dobbiamo essere nelle vicinanze del pargolo per udire le sacrosante parole. Nel caso fossimo noi stesse a fare pipì o popò, oppure avessimo la musica della radio alta, l’esserino la mollerebbe dove capita, fosse anche sopra ad una ribalta in radica di noce del 1600. E con quel che costano i restauri al giorno d’oggi, non è il massimo della vita.huggies

.Questo si chiama Spannolinamento Forzato e spronato al fine di entrare nel Guinness dei Primati di cui sopra. Altro caso: il bambino, imitando i coetanei dell’asilo si sente pronto e sul famoso vasino con paperella evacua e innaffia. Se a chiederlo è lui o lei, possiamo essere certe che il momento è quello buono e non ci ritroveremo per casa e dentro ai cassetti della biancheria antica della bis nonna, i resti puzzolenti di nostra figlia. Non è finita qui. La bimba cresce, la mamma imbianca, il pannolone, anche se in formato ridotto ritorna. Con la prima mestruazione o menarca che dir si voglia, inizia un lungo e doloroso, nonché articolato percorso di pannolini o assorbenti intimi, che avrà termine dopo diversi decenni. All’inizio ci farà sentire “grandi”, “signorine” e in grado di conquistare i primi ragazzini, senza pannolone ci si augura! L’operazione è un poco meno complicata: si useranno solo una volta al mese per pochi giorni, poi il tutto si concluderà con l’ espellere un vecchio uovo, per covarne uno nuovo il mese successivo. pannolinihellokitty

Dal punto di vista monetario, si spenderà meno, e se proprio non possiamo permetterci gli assorbenti di nuova generazione, igienici, usa, impregna e getta, dovremo ricorrere al famoso baule dei grembiuli. Custoditi con amore e canfora, troveremo sicuramente gli antichi “ciripa’” o pannolini per bambini e le pezze di cotone per il mestruo delle nostre nonne. A voi la scelta. Finisce così dopo una quarantina di anni circa anche la stagione del pannolone mensile. Non ci manca, siamo felici, anche se parecchie vampate di calore e sudore ci avvolgono, ma in fin dei conti, stiamo bene così e ci siamo spannolinate, questa volta per mano di Madre Natura. Fine degli acquisti, si ripongono i “ciripà” nei bauli, previa sterilizzazione degli stessi. …e invece no! Passano altri anni e un bel giorno ci accorgiamo che le nostre mutandine sono bagnate…”Ma oggi non piove”, affermiamo con stupore. “Ma non le hai asciugate bene prima di indossarle?” chiede nostro marito, accorgendosi che anche lui sente umidità nelle zone basse. Ahia, ahi, ahi, care amiche pensierose e cari amici umidicci, che cosa starà mai succedendoci? Succede che arriva l’autunno e poi l’inverno e con esse, arrivano le perdite al governo e le perdite alle nostre stanche e provate vesciche. O viceversa alle strapazzate e morbide prostate dei signori uomini. Cosa fare in questi casi? Mica possiamo andare al supermercato o al cinema, lasciandoci dietro la scia acquosa, oppure non possiamo fare come i gatti che “segnano il territorio”. Dobbiamo perciò rassegnarci e ricominciare ad acquistare i pannoloni per incontinenza. Il formato sarà diverso, il pacco però molto ingombrante e, una volta usciti dalla Farmacia o sanitaria, si comprenderà benissimo che cosa contiene la borsa di plastica. vecchietti

Ne è passata di acqua sotto i ponti e dentro quei pannoloni! ma il significato non cambierà con gli anni, i pannoloni fanno parte della nostra vita e della nostra storia, ma stavolta temo fortemente che nessuno più, avrà il coraggio di venire a spannolinarci per poi farlo sapere ai parenti. A meno che non siamo in odore di “eredità” cospicua.
Buon pranzo a tutti e non dimenticatevi di acquistare oltre al grembiule, un pannolone per ogni stagione, non si sa mai!