Termini reggiani italianizzati.

Questa specie di componimento appositamente strampalato,lo dedico a tutte quelle persone, soprattutto anziani,che non hanno avuto la possibilità e la fortuna, di frequentare le Scuole Elementari.Non hanno pertanto potuto raggiungere una preparazione decorosa,dal punto di vista del nostro lessico e della grammatica. Vorrei ricordarvi che anche i miei genitori,come gran parte degli anziani, nati agli inizi del secolo scorso, hanno frequentato solamente la prima o seconda elementare,nel migliore dei casi, non avendo nemmeno la possibilità di acquistare un quaderno.Nella mia storia personale,che conosco alla perfezione, i miei nonni li hanno abituati sin da bambini molto piccoli(5 anni)ad imparare il mestiere di contadini. Malgrado le insistenze, soprattutto di mia madre che adorava la scuola, la maestra, ed il sapere in tutte le sue forme,non ci fu nulla da fare. La nonna materna, rimasta vedova a 32 anni, con 4 figli da crescere, non si poteva certamente permettere il lusso di mantenere i figli agli studi.Questo per mia madre fu un dispiacere enorme, ne fece dei grossi pianti e strepiti, ma infine testarda e caparbia com’era,(forse ho preso da lei, i miei cocciuti geni??!), decise di applicarsi da sola, facendosi prestare i quaderni dagli altri bambini del paese, che andavano a scuola.Imparò così da sola,i primi rudimenti della nostra lingua italiana, facendo esercizio, come autodidatta, durante l’accudimento delle mucche al pascolo. Mentre le simpatiche ed ingombranti mamme, brucavano tranquille e serene, l’erba fresca dei campi, mia madre su di un sasso, scriveva il verbo essere con un gessetto da sarta. Sembra preistoria, ma è pura e semplice realtà,la dimostrazione tangibile e palpabile che “volere è potere”, come ha sempre detto lei.Così come ha imparato da sola, con grande tenacia e volontà ferrea, a fare la sarta, la cuoca, la cameriera, la giardiniera (non quella da mettere accanto ai bolliti…), la mediatrice immobiliare,la geometra,la parrucchiera, la consulente d’immagine (la chiameremmo così ai giorni nostri), l’insegnante di religione (catechista), l’ostetrica (faceva partorire gli animali della nostra fattoria…), l’infermiera professionista. Voi sorriderete e vi domanderete: ma era la donna bionica? O era la controfigura di Wonder Woman di cinquanta anni fa? Continua a leggere “Termini reggiani italianizzati.”