A.A.A. dolcezza cercasi.

Parola obsoleta, in disuso nella società odierna. Così come garbo, educazione, rispetto, carezze, abbracci, sentimenti buoni. Si parlava stamane del rito dell’uccisione del maiale, rito in uso nelle fattorie dei contadini, così come era d’obbligo parlare di ” famiglia perbene”. La quale famiglia, aveva figli perbene e quasi sempre una signorina ” illibata, casta e perbene” da maritare. Cosi’ come anch’io avevo “il salotto buono” per ospitare i parenti, l”‘olio buono” da usare alla festa e buone maniere da dimostrare. Le scarpe buone, il vestito buono e così via, il tutto condito con dolcezza e rispetto per ciò che veniva usato o esposto alla vista degli altri. Non mi piacciono gli sgarbi e gli sgarbati, i supponenti, i furbetti che ti vogliono passare davanti in fila ed usano ogni mezzo per farlo.

Credo che l’ultima cosa che si ricerca in una donna da sposare sia la verginità, altra parola non più in uso, e se usata viene interpretata a mo’ di onta. Ho conosciuto pochissime coppie arrivate all’altare illibati, avevano ( dicevano…) solo esercitato il petting, quindi casti a metà. A prescindere dalla verginità o meno, quello che più manca nella società è la dolcezza ed il garbo nei visi delle persone. Pochi i sorrisi, quasi tutti stentati o di convenienza. Eppure ce ne sarebbe un bisogno immenso, sicuramente le cose andrebbero molto molto meglio. L’educazione buona, le buone maniere, il buon padre di famiglia, l’essere affettuosi in modo dolce e non invasivo,sono comportamenti che non esistono quasi più. La durezza, la rabbia, la fretta, l’essere scontroso con chi si incontra è diventato invece naturale. Io opto e ricerco dolcezza anche nei gesti degli sconosciuti, ricerco sorrisi e tranquillità, umiltà ed educazione, la ricerco e la pratico costantemente. Forse sbaglio ad essere così antica?