NINUCCIA e GLI ANGELI: II PARTE DEL IV CAPITOLO

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Buona lettura a tutti, con amore e pace.

L’identità che Ninuccia aveva deciso di assumere era quella della dottoressa Dora Scalzi. Per prima cosasi si era prefissata di trovare una dimora non lussuosa, quindi niente alberghi, dove senz’altro l’avrebbero riconosciuta, ma solo una ” cuccia confortevole e calda” le aveva raccomandato Rosina. Decise di chiedere aiuto al Parroco di Castrolibero, ma di quale Parrocchia? Si ricordava della chiesetta di Santa Liberata dove un tempo c’era don Gaudenzi Alessio come parroco e decise che quella parrocchia andava benone e per il nome che aveva, pensò che sarebbe stata di buon auspicio. ” Ma prima devo assolutamente telefonare a Rosina e sapere come sta. Ora cerco un bar con il telefono, dato che il cellulare me lo ha buttato via quel…quell’elemento di uomo che fissava il pavimento che spero di non rivedere per un bel pezzo a venire!”La sua bocca diceva queste parole ma il suo cuore pensava tutt altro: anzi si chiedeva come mai non si era ancora fatto vedere o non lo incontrava in nessun angolo del paese per ora.

Si aspettava che da un momento all’altro uscisse dal cilindro come fa il prestigiatore con il coniglio, almeno per chiederle come stava e se aveva freddo ai piedi. Entrò dentro al primo bar che incontrò sul suo cammino, l’insegna diceva” GLI AMICI DEL BAR” ed anche questo le sembrò di buon auspicio perciò entrò subito e chiese di poter telefonare. Acquisto’ dal gestore del bar diverse monete da due euro usando parte del resto che Mafaldo le aveva cambiato sulla corriera e che aveva conservato sul doppio fondo della valigia. Glielo aveva cucito Rosina, era di stoffa a quadri blu e bianchi

Sembrava una tovaglia da pic nic ma fungeva perfettamente da ripostiglio segreto. Dentro vi era la sua carta d’identità vera, la patente, le medicine e una fotografia di lei e Rosina da bambine. Inoltre aveva anche i documenti falsi di Dora Scalzi che le aveva procurato Aristide con l’aiuto di certi suoi vecchi amici fidati. Scalzi Dora, residente a Modena, nata il 14 ottobre 1950 ivi residente, in via Emilia Ovest n

55, professione: dirigente di primo livello. Stato civile: vedova

Fabiana a.22 anni nel 1986.

Nella fattispecie Dora era dirigente all’assessorato per l’istruzione, reparto politiche per l infanzia e l’ adolescenza. Prese in mano il telefono e compose il numero di casa, per fortuna fu proprio Rosina a riapondere” Pronto, Palazzo Ercolano, chi parla? ” con un sorriso che le avvolgeva tutto il viso, Ninuccia quasi urlò dentro al telefono ” Sono io Rosa, sono arrivata circa un paio d’ore fa, il viaggio è andato bene. Tu come stai? Che cosa ti ha fatto quella screanzata di Greta? Come sta Celeste? Ma soprattutto come stai tu! ” Ehi piano con la raffica delle domande, risponderò a tutto ma vai adagio con le parole altrimenti ti verrà uno dei tuoi attacchi ed io non sono lì con te ad aiutarti” disse Rosina cercando di dare un contegno alla voce già rotta dal pianto e dall’emozione di sentire la sua Ninni.” Tutto sommato non sto malissimo, ma ciò non vuol dire che io stia benone. Le lastre hanno evidenziato la rottura scomposta della caviglia, del crociato, ed anche la parte superiore del menisco. Ne avrò per almeno sei mesi con il gesso che mi hanno messo, poi ci sarà un intervento chirurgico abbastanza complicato e poi dovrò fare moltissima fisioterapia e poi…poi sono nelle mani del Signore. Parlando di persone sgradevoli come ua figlia Greta vorrai perdonarmi l’aggettivo? Sta facendo degli accertamenti in clinica per capire l’origine della sua nausea e soprattutto da dove le deriva tutto quel nervosismo che ha. Non sono dunque partite per Saint Moritz quindi ergo,se non sono rimbecillita del tutto che mi ha spinta per niente quella….quella..non oso definirla! Comunque tutto sommato stanno bene entrambe e ce la caveremo egregiamente anche senza di te! Io e Aristide temiamo per la tua salute ma tu questo lo sai benissimo, lo hai messo in preventivo che soffrirai molto?

Tu lo sai benissimo che la tua delusione sarà immensa quando avrai la certezza che lui è morto e non esiste. Non è mai esistito, se non per brevissimi istanti

Tu lo hai potuto vedere solo per un attimo, anche se il suo volto e’ stampato nella tua memoria da ben 46 anni. Hai deciso di partire da sola, di lasciarti tutto alle spalle, piantando in asso chi ti ama veramente, quasi per una rivalsa per dimostrare a te stessa che potevi essere anche per lui una buona mamma? Dovevi pensarci prima cara mia, non puoi più permetterti alla tua età di giocare con la vita degli altri, me compresa, per cercare un uomo che nemmeno conosci e che non puoi amare così tanto solo per averlo visto pochissimi minuti ” Rosina disse queste parole arrabbiata e tutte d’un fiato prima di perdere il coraggio per proferirle” Tu a questo punto vieni a dire a me che cosa è giusto e cosa non lo è? Sono io che non te lo permetto dal momento che quello stramaledetto mattino tu non l’hai fermata con la tinagliozza di mio padre, piantandogliela nella pancia, mentre io urlavo dal dolore come un’indemoniata.”

“Ma ti rendi conto Ninuccia di quello che dici? Noi eravamo piccole, impaurite in mezzo a quel fiume di sangue. Lei invece era un mostro di tre taglie più grande di noi messe assieme. Era pure ubriaca fatta, piena di forza e di odio. Non saremmo mai riuscite a batterla, nemmeno se tu fossi stata in piedi anche se sanguinante.” Non si lasciavano parlare a vicenda, quella telefonata si stava rivelando molto pericolosa perché erano ancora troppo arrabbiate con la. vita e con il destino ma si amavano profondamente e nessuna delle due voleva avere la responsabilità del dolore dell’altra e così finivano spesso per bisticciare.:” Ti chiedo la cortesia di lasciarmi finire di parlare, ti sottolineo che dovevi pensarci prima a compiere questo folle ed insensato gesto. Che cos’è questa improvvisa voglia di maternità tardiva, non ti bastano le tue figlie? Ora starai doppiamente male, la.tua salute come la mia non è più quella di un tempo e tu lo sai. Tu sei voluta partire da sola. Sì beh insomma tu per la.prima volta non sei partita con me.vicina, ecco sono riuscita a dirlo accidenti a te! Te lo hanno ripetuto fior di detective privato a suon di cifre folli, spese per sentirti dire che di lui non vi è traccia, non hanno trovato nemmeno una piccola lapide sulla quale piangere, non abbiamo nessun fottutissimo indizio di qualcuno che abbia sentito o visto qualcosa.Niente di niente a conti fatti tu non lo hai nemmeno partorito. Nessuno a Castrolibero ti vide con la pancia e lei non parlò con anima viva della tua gravidanza. O almeno così abbiamo creduto per mezzo secolo.

CONTINUO??

Quell

Ti