Che bello il baratto!

Domotica
Domotica (Photo credit: Giuseppe Bognanni)

Cari amici, come ho più volte scritto e sostenuto,una grossa crisi come quella che stiamo vivendo, può divenire un’ottima occasione di cambiare vita, riappropriandoci di abitudini e consuetudini catalogate come obsolete, ma che tali non sono. Dal momento che siamo i figli dei nostri padri, che discendono a loro volta dai nostri nonni, dobbiamo pur avere da loro imparato, che non è possibile mangiare la carne del vitello ancora in gestazione, nella pancia della mamma. I nostri progenitori non hanno avuto la sfortuna (o fortuna?) di avere dalla loro parte,la tecnologia più raffinata, l’elettronica a livelli superlativi, i mezzi di informazione di ogni tipo, magari venivano a sapere le notizie quando le faccende si erano già concluse. Non sapevano nemmeno che cos’era,quella scienza interdisciplinare, che oggi chiamiamo con familiarità Domotica. Ogni movimento, ogni azione, ogni gesto che compiamo, da quando apriamo gli occhi al mattino, a quando tentiamo di richiuderli la sera, è accompagnato da un mezzo tecnologico, da un medicinale di supporto o da un qualcosa di aritificiale, uno strumento che ci occorre, pare, per continuare a vivere. Senza il quale, parrebbe impossibile, se non utopia allo stato puro respirare, mangiare, dormire, lavorare, amare… Non c’è momento o spazio dove l’avanguardia e le tecnologie non siano entrate nelle nostre vite, accompagnandoci in tutto ciò che facciamo. A partire dai gesti più banali come grattuggiare il formaggio,dove dobbiamo avvalerci di un Robot di ultima generazione, passando per televisori satellitari o computer in grado anche di stirare anche le camicie! Non credo che i nostri avi fossero degli stupidi, tutt’altro! Quello che sono riusciti ad ottenere con le mani, con le braccia, con l’uso più o meno appropriato della parola parlata e scritta a mano, ma soprattutto con l’ingegno ed il cervello, è un patrimonio di risorse non scontato, ed è un vero peccato che noi non possiamo attingerne a piene mani! Rischieremmo forse di venire additati come “cavernicoli” o esseri umani dell’età della Pietra? Non dimentichiamo che se noi,uomini e donne di oggi, possediamo un climatizzatore e altri aggeggi elettronici, lo dobbiamo a loro e ai sacrifici, oculati e mirati che hanno fatto per una vita intera. Mi chiedo se a questo punto dei nostri articolati percorsi,dove abbiamo oramai raschiato il fondo del barile, non sia giunto il momento di rispolverare antiche usanze, come ad esempio il baratto. E’ stata la prima forma storica dello scambio commerciale di beni, senza uso della moneta. Ho avuto l’enorme piacere e soddisfazione, di poterlo sperimentare per la prima volta, a casa mia, durante una merenda pomeridiana tra amiche. Come primo tentativo è stato un successo, ci siamo riproposte di ripeterlo periodicamente.Il momento cruciale dello scambio dell’oggetto,se visto nella giusta ottica e vissuto con lo spirito del risparmio, non è banale e nemmeno puerile. E’ una scuola di vita e di pensiero, già percorsa con successo,da chi ci ha preceduto. Esso è molto gratificante e galvanizzante! La corsa eccessiva al consumismo più sfrenato, che abbiamo compiuto sino ad oggi, pur senza potercelo permettere,ci obbliga a reinventarci e a darci uno stop. Queste scelte, potrebbero penalizzare un poco gli esercizi commerciali, ma rovesciando la medaglia, hanno lo scopo prioritario di farci rallentare la corsa, obbligandoci a rimettere in pratica quanto abbiamo visto e imparato nel corso dei decenni.E’un piccolo escamotage,una goccia di acqua che togliamo da un oceano di debiti, non ci sono dubbi! Sino a quando le geniali menti che ci dirigono, non capiranno che per tutti ci devono essere “oneri e onori”, in egual misura, senza preferenze per nessuno, sino a quel momento bentornato al Baratto e a tutte quelle forme di risparmio oculato, che ci consentano di riacquistare dignità, facendo ritornare bianchi quei conti che ora sono di un rosso acceso.

Fabiana, Canali 26 Novembre 2012.