Non prestiamo il fianco ai figli.

GENTILISSIMI genitori, mi rivolgo a voi che come me avrete senzaltro figli adolescenti che frequentano le scuole superiori. Mi sono trovata quest’anno, nel quale mio figlio sta terminando la seconda superiore,in una situazione a dir poco paradossale, dove io e la mia famiglia siamo rimasti inermi ed increduli sulle risposte che ci sono state date. Premetto, che il ragazzo ha deliberatamente deciso di non studiare mai, di non applicarsi in nessuna materia, nemmeno nelle più semplici, ma ha scelto di voler a tutti i costi “perdere l’anno scolastico”. Non solo, ma dal settembre 2009 a tutt’oggi e’ arrivato sempre in ritardo a scuola. e per sempre intendo sei mattine su sette. Ad un certo punto dell’anno scolastico, verso febbraio mi sono accorta che mancavano un certo numero di richieste di giustificazioni per i ritardi.Ne ho chiesto ragione alla vice preside e mi è stato risposto che qualche insegnante del proprio “team” o se ne è dimenticato o ha abbuonato al ragazzo i ritardi. Chiedo un colloquio d’urgenzacon il preside portando con me l’elenco delle assenze di mio figlio che non sono state da me giustificate. Viene effettuato un controllo accurato del registro di classe in mia presenza, (...) Infine viene chiamato il “fètentone” e la Professoressa nonché Vice Preside, dedica una ramanzina dolce e soave al mio figliolo. Conclusione: sono io la bestia rara che ha osato “denunciare” mio figlio chiedendo spiegazioni. Nonho usato .mai lo facon nessuno dei miei due. figli omertà, non coprirò nessun tipo di ribellione contro le istituzioni Scolastiche e non sarò complice di nessuna marachella: piccola o grande che sia!Mi è stato chiesto infine se io madre preoccupata, che pretende delle risposte ho per caso dei conflitti con mio figlio. Io mamma preoccupata e desiderosa di collaborare con la scuola sono passata per una persona disturbata psicologi
camente che esagera i ritardi del figliolo. Io, non posso sapere al mattino dove va il ragazzo, minorenne per l’altro, che cosa fa, che giri frequenta, ho solo lo strumento della comunicazione che la scuola mi dovrebbe fornire. Altrimenti, io lo penso in classe tranquillo, si fa per dire, a studiare e ad imparare con gli altri.
Certamente l‘adolescenza è un periodo delicatissimo nella vita di una persona, non affermo il contrario, ma lasciare correre sempre e non comunicare alla famiglia così tanti ritardi è una grave negligenza da parte della scuola. Per questo chiedo e pretendo dalla Scuola che mi e ci aiuti, segnalandoci sempre se qualcosa non va o se subentra un fatto anomalo. mi sembra il minimo! Non era mai successo, per lo meno in quell’Istituto, che una madre “sbugiardasse” il figlio, ma anzi mi è stato detto che buona parte dei genitori tendono a coprire le marachelle, le fughe, le assenze, i ritardi, le uscite anticipate. Chiedo che anche gli insegnanti facciano la loro parte, aiutandoci e dando ai nostri ragazzi dei segnali forti durante l‘anno scolastico, insegnando loro che non si può e non si deve prendere per i fondelli la scuola. Aiutateci a formare gli uomini e le donne del domani, da soli, senza voi, noi genitori serviamo a poco. Fabiana Schianchi

Risposta del capocronista dottor Davide Nitrosi:

La prima scuola è la famiglia, si dice.E lei mi sembra un’ottima preside della scuola famiglia.