Il concetto di viaggio.

In quegli anni erano poche le automobili in circolazione e quelle poche,appartenevano a persone benestanti. Le guidavano con vanità ed orgoglio, mostrando al popolo plebeo la conquista ottenuta, il mezzo moderno per evitare di andare a piedi come avevano fatto per millenni. Oltre al fatto non da poco, di dimostrare che essi non sapevano condurre solo un carro trainato da buoi, ma avevano imparato a guidare quello che si rivelera’ in futuro un potente mezzo di circolazione. Per tutti gli altri c’erano i mezzi pubblici: la corriera sempre stracolma e maleodorante, che passava ad orari dettati e dalle condizioni climatiche e dalle condizioni delle strade. C’era il treno, con le sue carrozze lente e cigolanti, dentro le quali si poteva fumare ovunque e la gente era stipata all’inverosimile.  C’era anche la possibilità di salire su qualche malandato camioncino, che trasportava semenze e animali, sedendosi tra galline e maiali. O se il posto del passeggero non era già stato già occupato da altri avventori, ci si poteva accomodare accanto al guidatore discorrendo del più e del meno durante l’intero viaggio.