I ripescati.

Quel testardo dell’Ariete!

Come tutti i segni di fuoco se pensa di essere nel giusto non ha mezze misure, non ascolta ragioni e prende fuoco immediatamente. Si spegne altrettanto facilmente, per poi canticchiare come nulla fosse successo, lasciando l’interlocutore senza parole, a volte spaventato per l’attacco di collera improvviso e violento sempre a parole. ( queste sono mie considerazioni avendo figlia e marito Ariete)… Se prende una decisione difficilmente la cambia, prima ci pensa su molto ma una volta intrapresa quella strada indietro NON torna. Segno troppo sanguigno, cocciuto, testardo, per come li ho conosciuti io, pur avendo anche doti buone in riguardo alla protezione della famiglia ed alla serietà ed onestà in tutto ciò che fanno. Passiamo ora a qualche considerazione generale:

L’uomo Ariete ha dinamismo e slancio, vitalità e forza fisica, spesso ardimentoso. Con queste 3 caratteristiche riesce a superare con buona facilità i problemi della propria vita. La vita personale è semplice e priva di sotterfugi, in genere è ottimista. In amore è spontaneo e leale, si dona all’amore con tutta la sua forza e la sua virilità. È portato per gli innamoramenti facili, ma poco duraturi, per la sua forte propensione a ricercare continue novità. Solo il “grande amore” potrebbe fermarlo. Onesto e sincero sempre, ispira simpatia per i suoi comportamenti schietti e naturali, di qualsiasi argomento egli tratti. La donna Ariete è indipendente, spontanea, a volte prepotente, non sa accontentarsi di amori passivi e il più delle volte è lei a prendere l’iniziativa. È molto vanitosa: amante delle conquiste, desidera essere ammirata ovunque va. È In genere una donna di grande successo. I loro punti deboli x la salute sono il sistema nervoso ed i reni.

Vi ritrovate in queste caratteristiche generali?

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I ripescati.

#sveliamoisignificati.

Solo Gianpaolo del blog “NEWHITEBEAR” ha compreso il significato dei detti emiliani di ieri. Essendo di Ferrara, cugina vicina di REGGIO EMILIA, li ha tradotti in men che non si dica. Lo scrivo anche per tutti gli amici non dell’Emilia Romagna e aspetto magari qualche loro detto o frase tipica delle loro zone. Provo così a mettermi alla prova se conosco anche il linguaggio di altre Regioni, tutte Italiane come è la mia.

Fare il filo a qualcuno: significa corteggiarlo in modo discreto e ben educato, da qui L’altro detto”avere il filarino”, cioè i primi timidi fidanzatini giovani.

Tenere su il lumino: si riferisce in genere ad una coppia, qualcuno fa il terzo incomodo tipi un’amica/o che esce con loro mentre loro si stanno “morosando”. Il moroso saper e tutti cos’è, vero?

Avere la pataglia sporca: qualcuno poteva pensare, avere la nota camicia da notte sporca. NO. Significa avere la coscienza sporca per aver detto bugie in cattiva fede.

Proviamo con qualcun’altro?

Caio ha finito di saltare la cavallina?

Gigetta ha il pratico!

Non pestatemi i calli x favore!

Ne tiene più la voce che la pancia!

Mentre ci pensate, vi auguro un’ottima colazione ed un sabato mattina soleggiato ed allegro, attendendo le vostre risposte ed i vostri detti!

I ripescati.

#parrucchieramonamour!

Vado di corsa dalle mie parrucchiere a fare il colore ai capelli! La ricrescita é indecorosa e bisogna correre ai ripari prima di vincere il primo premio! X che cosa? Per le cento sfumature di ricrescita che ho: castano chiaro, castano scuro, bianco ( malefici peli bianchi!), biondi….vedremo più tardi il risultato! Buona Colazione a voi.

eventi del giorno, Evviva le donne imperfette!, I rapporti umani.

#SONOUSCITADISERA!

C

he argomento interessante, sai che novità, direte voi nel leggere distrattamente il titolo dell’articolo! Invece per me è una cosa inusuale e praticamente impossibile da realizzare! Sì, a parte con la mia famiglia qualche sera, uscendo molto presto e rientrando altrettanto presto, dopo cena non amo mettere “il becco” fuori dalla porta di casa. Soprattutto in inverno ed in autunno, stagioni nelle quali vado letteralmente in letargo, cioè nel mio grande lettone a gustarmi i film registrati magari giorni prima, ed i miei programmi preferiti. Con l’età sono diventata molto più chiusa,ostica, riluttante rispetto alla mondanità e alle uscite serali, di giorno è un’altra cosa. Se penso che anni fa andavo in discoteca e tornavo quando mio padre si alzava x andare a curare le mucche nella stalla! Ci salutavamo con un “buongiorno” lui a me, ed un “buonanotte papà” io a lui. Mi chiederò sempre come facevo!! Oggi mi danno molto fastidio il rumore dei locali ed il parlottare, anche la musica se è a volume troppo alto…Mi irritano le risate sguaiate degli altri ospiti, non mi sento più a mio agio nel marasma e se esco, cerco posticini tranquilli non molto frequentati. Consideriamo che a mangiare la pizza andiamo alle 19, 19.30 massimo e che alle 21.00 sono già nel mio letto, in pataglia, lavata, struccata ed incremata, avvinghiata alla mia dolce metà. Ieri sera invece ho accettato l’invito di 2 carissime amiche d’infanzia.,una delle 2 non la vedevo da più di 10 anni e lo stupore reciproco è stato notevole! Quanti cambiamenti in noi e nei nostri figli, tutti già molto grandi a parte Alice che ha 13 anni e sta crescendo anche lei! Quante chiacchiere e quante cose ci siamo raccontate! M. Non sapeva nemmeno il nome di mio marito e tante altre mie novità x me scontate, ma x lei che non vedo mai, sono state delle pillole di gossip! E così 2 ore sono volate, tra ricordi e tante risate, ed alle 21.30 me ne sono tornata a casa, felice di mettermi sotto le coperte.

I ripescati.

#NONCENESTAPIU’.

Il cassetto è pieno, stracolmo di azioni e di avvenimenti. La domenica mi è volata via, forse è stata una di quelle che non ho odiato. Sono un groviglio di pensieri che hanno un loro ordine logico però, lavoro incessantemente nonostante il mal di schiena non se ne sia ancora andato completamente. Aspetto pochissimi giorni per fare la risonanza magnetica e vederci chiaro in questa schiena nemica che non ne vuole sapere di stare zitta. Mi chiedo spesso come faccio a sopportare tutte quelle situazioni che mi aggrediscono l’una dopo l’altra e alle quali devo far fronte il più delle volte senza aver tempo di pensare. E visto che il cassetto è pieno, che la pataglia pulita e profumata è pronta sul letto, visto che sono le 20.12 vado a finire di vedere il tg e poi m’immergo in un bagno caldo ristoratore. A voi che dire, di nuovo e di originale? Fatevi una doccia calda ed infilatevi sotto alle coperte abbracciati stretti a chi amate di più. Buonanotte amici miei, a domani.

Digestione lenta? Rabarbaro Cynar., Evviva le donne imperfette!, I miei affetti più cari., I miei racconti, I rapporti umani.

È mancato il nostro pediatra.

Ho visto poc’anzi affisso al muro di Canali, uno di quegli avvisi scritti in nero con caratteri ben visibili. Uno di quelli che non si vorrebbe mai leggere. Ho appreso così in modo cruento, della morte del nostro pediatra di famiglia, avvenuta ieri. Di famiglia perché da 24 anni era un grande punto di riferimento per la salute dei miei figli e per noi genitori. Un colpo allo stomaco violento mi ha costretta a fermare l’auto, a parcheggiarla alla bell’e meglio per leggere da vicino se era proprio vero. Ebbene sì, lo stimato e noto dottor Gherardi Eugenio, pediatra da una vita è mancato all’affetto dei suoi famigliari, alla giovine età di 59 anni! E manchera’ sicuramente anche a tutte le famiglie con bambini, che seguiva e curava da sempre. Mi permetto di scrivere queste due banali righe per esternare il dolore che si prova nell’apprendere che anche i medici, nati per cercare di aiutare e di salvare le vite altrui, non sono purtroppo invincibili. Eugenio lo conosco da circa 24 anni, età di mio figlio maggiore e quando, ho dovuto abbandonarlo per passare al medico di famiglia, mi piangeva il cuore. Ha preso in carico e seguito anche mia figlia per ben 13 anni, e questo doveva essere l’ultimo anno con lui, per poi fare il passaggio al medico di famiglia anche per lei! A prescindere dalla grande professionalità e meticolosità nel prendersi cura dei suoi piccoli pazienti, aveva grandi doti di umanità, e aveva sempre un consiglio calmo e ottimista, una parola buona per noi mamme, spesso agitate anche per un banale raffreddore dei nostri bambini. La collaborazione come l’aveva impostata Eugenio ( mi permetto di chiamarlo così..) era una collaborazione non fredda e frettolosa, ma frutto di saggezza, di esperienza acquisita negli anni di lavoro anche all’estero, e del suo carattere buono ed altruista che dimostrava in ogni occasione. Ci mancherà molto e mancherà tanto ai bambini la sua risata tranquillizzante ed il suo modo di fare da “papa’ qual’era più che da medico vecchio stampo, di quelli con il camicione lungo sino ai piedi! Non sapevo della sua malattia, la notizia in questi casi ci coglie impreparati, ammesso che ci si possa preparare per tempo alla dipartita terrena. Questa volta non c’è stata la medicina miracolosa o l’antibiotico giusto, che scriveva nelle ricette per poi apporle nella bacheca di legno del suo ambulatorio. Un pensiero affettuoso alla sua famiglia e possa egli riposare in pace in un mondo ben lontano e diverso da questo. Ciao dottor Gherardi.