S.o.s. cerco lavoro di praticantato per mio figlio.

Cari amici e amiche, questa mattina, vorrei fare un appello ed ho bisogno di voi e del vostro aiuto, se vorrete e potrete darmelo. Mio figlio maggiore, 19 anni, sta terminando la Fondazione Simonini (Reggio Emilia) e darà lunedì e martedì prossimo gli esami per avere la qualifica di Elettricista. Vorrebbe fare pratica nell’estate, lavorare seriamente, come ha sempre fatto durante gli stage, ma per farlo ha bisogno di una ditta elettrica ben avviata, o di un elettricista che possa stargli vicino, ed insegnargli dal vivo come si lavora sul campo. Mi rivolgo a voi, che avete senz’altro come me figli e conoscete la grave situazione, nella quale versa il nostro Paese, per chiedervi se possiamo dare una mano ad un bravo e serio ragazzo, che chiede solo e soltanto di poter lavorare! E’ risultato tra i due migliori della Scuola, ben sapendo che tale Scuola non è equiparata ad un istituto tecnico, ma sapendo anche che è una scuola di vita e di dure leggi. Per affrontarla e riuscire ad interagire con gli altri alunni/e di parecchie etnie,  servono coraggio, dignità e tenacia ed anche attributi notevoli. Soprattutto serve il rispetto dell’altro e di te stesso, altrimenti è meglio cambiare Istituto. Vi chiedo pertanto, la grossa cortesia di segnalarmi al più presto( forse è anche tardi!) un nominativo di tale settore. in un qualche modo ve ne sarò grata. Per una volta vi chiedo aiuto, ma non per me, per mio figlio e non me ne vergogno!

Grazie a prescindere, Fabiana Schianchi.

Casalinghe sotto al grembiule niente: secondo capitolo.

Come vi avevo promesso, penso sia giunto il giorno giusto, per proseguire con il ricercato e ambito racconto che tanto bramate. Fatto sta, che oggi 6 giugno 2013, giorno per me molto speciale, sono pronta, in grembiule di crinolina al profumo di naftalina, per proseguire la seconda parte del sensual racconto, quello delle casalinghe in grembiule e presumo, nude sotto ad esso. Comincerò con il dirvi che ieri sera ho passato un paio d’ore deliziose con un’amica d’infanzia, alla quale tengo moltissimo: per infanzia intendo, che quando, le nostre mamme ci hanno messe vicine l’una all’altra, per la prima volta eravamo in fasce e pannoloni, essendo nate ad un mese e poco più di distanza. Quindi le nostre vite sono iniziate da lì: sotto al grembiulino, intanto avevamo un pannolino, di cotone, di lino, di stoffa, ma pur sempre un pannolino! Essendo datata ’64, perciò oramai considerata vintage, perciò ricercata e DOC, posso affermare che nella mia epoca non erano ancra stati inventati i Pampers, quindi stoffe a volontà, sporcate con continuità, lavate e bollite non senza difficoltà.Onore al merito a Donna Bianca, che “stergiava”,(puliva con tenacia) che era un piacere, occultando a dovere le macchie di cacca e pipì che inevitabilmente producevo a quell’età. Anzi, le smacchiava alacremente pure con cenere di caminetto, la candeggina di allora, dopo averle bollite nel pentolone di rame, per mostrare alle altre puerpere che i suoi ciripà e le sue pezze erano più linde delle loro,. Occorreva  far sparire la macchia di cacca, come fosse un disonore! Mi auspico che il calderone preposto all’uso, fosse solo per quell’uso e non per fare le marmellate e la conserve che poi distribuiva, previo pagamento salato, a parenti ed amici. Tornando alla questione del grembiulino con sotto il pannolino, spendo volentieri una parola sul neonato/a: ditemi che cosa può fare, un neonato, se non piangere, succhiare il latte e fare la popò e la pipì. E’ il suo mestiere: non deve far altro che eseguire la suzione, dove trova soddisfazione e svuotare il pancino, per ricominciare daccapo, dopo poche ore.
Son passata poi al grembiulino per recarmi alle Scuole Elementari, rigorosamente bianco, inamidato di brutto,allacciato anche sul davanti oltre che sul retro, rigido dall’amido di riso usato per stirarlo! Per indossarlo dovevo irrigidirmi anch’io come dovessi entrare in una cassa da morto!Roba da matti! Il fiocco azzurro, (ai miei tempi erano tutti azzurri e non rosa et azzurri..) era enorme, con le ali così grandi ed ingombranti che sovente, me le ritrovavo in bocca, non potendo far altro che morderle con voluttà. Ben sapendo che avrei scatenato le ire funeste di Donna Bianca! Passano gli anni e a dieci, in quinta elementare, divento Signorina. Non si poteva dire “le è arrivato il menarca”, non stava bene, non si addiceva ad una bambina perbene di buona famiglia asserire che aveva il ciclo mestruale, quindi si sussurrava, alle orecchie delle altre mamme e con un filo di voce,“Fabiana è diventata Signorina!”, quindi sotto al grembiule altro pannolone. Siete stanchi, delusi, disorientati?Non è ciò che vi aspettatavate? Stamane, invece sotto al grembiule rosso e nero che ho indossato per l’occasione, con pizzi e pettorina di voile, frappè e nastrini… a proposito, nella mano sinistra ho anche un frustino, la destra la sto usando per scrivere, porto un mascherina nera sugli occhi, poi…sotto all’indumento incriminato, indosso…….behhh ve lo dico alla fine del post, così siete costretti a leggerlo tutto! Prosegue la mia storia e la signorina Fabiana, diventa una ragazza non molto alta, ma proporzionata, morbida e burrosa, taglia comunque quaranta e inizia a sfilare (per vanità e beneficenza) con abiti da sposa multistrati o a “meringa” di gran moda negli anni ottanta. Puntualmente, ogni volta che c’era una sfilata importante, come quella volta al teatro L. Ariosto di Reggio Emilia, nella quale il ricavato era per l’UNICEF, avevo il mestruo, accipicchia! Perciò come fare per non sporcare quell’immacolato e zuccherosissimo abito da sposa con venticinque sottogonne? Ma è ovvio e scontato: mi misero un triplo pannolone da bebé, incapsulato in un paio di pantaloncini bianchi da corridore, tanto con tutti quei sottogonna non si sarebbe visto! Passano gli anni, ma venti son lunghi, però questa donna ne ha fatta di strada (lo dice A.C. ndr) ed inizia a coltivare una delle sue molteplici passioni: quella per la cucina e le ricette! E qui sono dolori, cerca i grembiuli più colorati e strani, li vuole originali e colorati, fa una fatica pazzesca a trovarli nei negozi e alla fine, voi lo sapete bene, li trova nel baule della nonna. Ad ogni compleanno, ricorrenza speciale, incontro audace, o anche semplicemente quando sono sola in casa, mi diverto ad indossarne uno a caso, con cuffietta, calze e guantini coordinati! Ebbene, sotto al grembiule che indosso mentre scrivo, ho dovuto per necessità indossare una cintura Gibaud, modello Ortho, l’ernia al disco grida vendetta! Mamma mia, non ci sono più i seni sodi granitici di una volta, la schiena è ancora diritta ma l’ernia ha usucapito il territorio e nel piede sinistro l’alluce valgo sta facendo la sua comparsa e si sta costruendo una cipolla di Tropea…Ma sapete, sono cose della vita e come dico sempre, vanno prese un po’ così, io comunque sino qua ci sono arrivata e son contenta ugualmente. La mia vita sino ad oggi l’ho vissuta appieno e continuo a farlo, facendo solo ed esclusivamente ciò che mi pare e piace, non pretendo altro. Ora vi saluto, vi abbraccio tutti quanti e vi do appuntamento alla saga di “Casalinghe, sotto al grembiule niente:Terzo Capitolo”. A rigor di logica, quando lo scriverò , forse forse sotto a quel grembiule avrò un altro pannolone, penso quello per l’incontinenza senile! Buona giornata a 

La vostra inossidabile Fabiana.

Canali in Festa: terza edizione.

Sabato 1 e domenica 2 Giugno 2013, si è svolto per la terza estate consecutiva, l’appuntamento annuale tanto atteso della festa di Canali. Oramai questo è un avvenimento molto bramato e preparato da mesi con cura, da tutto il nostro delizioso Paese. A partire dagli Esercizi Commerciali, quasi tutti aperti, coordinati dalla efficiente e deliziosa Signora M. E., (Cartolibreria, merceria, profumeria..), il dolce Sig. M.G:, colonna portante della festa, tutti gli amici che hanno lavorato, instancabili, disponibili e sorridenti! Quest’anno abbiamo avuto il piacere di ospitare numerosi agricoltori, con i loro prodotti squisiti e genuini! Tante bancarelle variopinte, addobbavano la piazza, facendo da richiamo a parecchie persone. Ognuno di noi esponeva con cura le proprie collezioni o creazioni, qualcuno di noi si è inventato un mestiere, estraendo dalla mente creatività ed estro fenomenali! I ristoranti, i bar, le gelaterie, la Farmacia, le pizzerie aperte, la Pubblica Assistenza (per fortuna non ce n’è stato bisogno!) tutti quanti e non vorrei dimenticare nessuno, hanno contribuito a rendere il clima della festa,“paesano” cordiale ed amichevole. Proprio come si conviene ad una vera festa tra amici, dove tutti si vogliono bene e lavorano tutti per il bene del Paese. Si respirava aria di amicizia, sensazione non consueta di questi tempi, non ho sentito invidie o gelosie, rivalità o eccessi di presenzialismo. Ho avuto il prezioso ed utile aiuto di Roberta, la mia amica ritrovata, con la quale sto reimpostando un’amicizia nuova e rivisitata. La ringrazio di cuore, anche se è potuta rimanere solo un paio ore, “rubate” alle mille incombenze domestiche e feste di fine scuola, ringrazio Bruna, che mi ha permesso di andare a casa per una buona mezz’oretta, a farmi una Santa doccia, verso le 14.00! Ero accaldata, stanca (in piedi dalle5.30!) e stravolta per la mattina frenetica e le vendite, che per fortuna, si sono susseguite a ritmo serrato per quasi tutta la giornata. Continua a leggere “Canali in Festa: terza edizione.”