Un alito di vento

KEANU REEVES

Giorni duri e difficilissimi da gestire. Ero ripartita felice di scrivere, ma il diavolo ci ha voluto mettere di mezzo la coda. Problemi di salute ancora e ancora affliggono in modo pesante la mia famiglia. Senza tregua! Devo trascurare non solo il blog ma anche amiche e i miei hobbies e sono entrata in un vortice dal quale sono risucchiata. Spero di uscirne presto, ma questa volta sarà molto molto dura.

Come farebbe Nonna Ione in questa intricatissima situazione? Prima di tutto starebbe molto calma, emergerebbe il suo lato che io chiamo “Zen”

Poi metterebbe il problema dentro ad un quadrato, contestualizzando l’accaduto e pensando con raziocinio a come fare x uscire dal tunnel. Temo però che questa volta anche lei avrebbe molta molta difficoltà a saltarci fuori. Spero che da dove si trova mi mandi un segnale, un messaggio, una dritta su come comportarmi e quale strada seguire. Sarò stupida e un po’ illusa ma voglio credere che sarà così e che nonna mi illumini. In fin dei conti la speranza è l’ultima a morire ed io non ho ancora buttato la spugna@

Se ne sta andando…

Me ne accorgo dal canto delle cicale sino a pochi giorni fa continuo ed assordante.  Notte e giorno un frinire fortissimo, con un tono molto più alto delle altre estati. Che anche loro si siano accorte che qualcosa di grande è avvenuto? Un martellare nella testa senza tregua ad ogni angolo di casa mia e dintorni, pure in citta’ purché ci siano viali alberati,  un coro incessante che mi aveva fatto venire il mal di testa più di una volta.  Il verso della cicala maschio ha lo scopo di sedurre le femmine che, ammaliate dal canto, si recano dal maschio per la copula.

Le cicale muoiono con l’arrivo dell’inverno non perché non hanno provviste per affrontare il freddo… ma perché il loro ciclo di vita giunge al termine. Le cicale, infatti, non sono annoverate tra gli animali che vanno in letargo.

Me ne accorgo dal lenzuolo che verso il fare del giorno con gli occhi chiusi vado a cercare in fondo ai piedi, per coprirmi da quella leggera brezza mattutina che tanto bramavo. Quanto ho aspettato questo momento ! È stata un’estate particolarmente calda ed afosa, pesante, sotto molti punti di vista, il condizionatore che avrà fatto lievitare non poco la bolletta ora è spento. Le tonnellate di acqua per annaffiare pratino, fiori, piante e siepe ora stanno leggermente diminuendo! Le continue docce che tutti abbiamo fatto più volte al giorno x rinfrescarci, mia figlia che per essere ancora più bella ogni giorno lavava i capelli, le migliaia di acqua che abbiamo bevuto….insomma un’estate dispendiosa e molto calorosa! Ora avremo magari una coda ed un exploit di caldo che come un fuoco d’artificio andrà a chiudere quella che è stata un’estate tra le più complesse che io ricordi. Le lenzuola di cotone sono pronte e stirate per coprirmi al mattino, voglio avere freddo e riaddormentarmi arrotolata nel cotone….ed intanto dal mio atelier fanno già capolino gli addobbi di Halloween 🎃..

Voglio volare.

L’ammissione della colpa/bugia.

Chi non ha mai sbagliato almeno una volta nella vita, scagli la prima bugia. Oppure chi non ha mai mentito nella vita dica la seconda bugia. Il meccanismo mentale degli esseri umani è talmente contorto e complicato che spesso s’inceppa e non riesce nel giro di pochi minuti ad autoripararsi. In questi casi per saltar fuori da una situazione imbarazzante il cervello tenta di difendersi recitando una o più bugie” A fin di bene” come usava dire spesso mia madre! Mi discosto dalla sua idea in modo totale, dire bugie non è mai corretto, è come barare giocando a carte. In questo modo l’umano crede di aver risolto la situazione con buona pace dei credenti o creduloni alle di lui parole. Non è così. Dire una bugia implica poi di doverla sostenere, dicendone altre per essere creduti, senza perdere il filo logico e senza ingarbugliarsi nelle parole dette. Dal momento che ciò che si è affermato non è vero, si potrebbe incorrere ( e spesso accade) di mescolare la realtà con la fantasia, arrivando ad un minestrone nel quale è molto difficile distinguere i ceci dalle lenticchie. Per ogni bugia raccontata c’è sempre dietro ad essa una colpa per qualcosa di sbagliato che si è detto o fatto.. È come un’ammissione di non colpevolezza, un volersi lavare la coscienza, perché assumersi la colpa per qualcosa di sbagliato è molto amaro da digerire. La ricerca della perfezione che sta dietro ad ognuno di noi, l’immagine di infallibilita’ che vogliamo mostrare, la convinzione che ” io non sbaglio mai ci portano in un delirio di onnipotenza dal quale è molto difficile uscire puliti e indenni. Di conseguenza la colpa da ammettere fa ancora più male e soprattutto è come una malattia: nessuno di noi la vuole. Rifletto spesso sul fatto del silenzio, del ” bel tacer che non fu mai scritto” del non dire piuttosto che dire la bugia. È una colpa anche questa o un mettere la testa sotto alla sabbia sperando che nessuno mai venga a sapere del misfatto?

L’importanza di capire.

NEMO PROPHETA IN PATRIA

Quando diede questa intervista, nel 2016, Giovanni Sartori aveva quasi 92 anni e la sua lucidità era ancora abbacinante. Sarebbe morto un anno dopo. Le sue parole sono di una attualità estrema.

«Non mi importa nulla di destra e sinistra, a me importa il buonsenso. Io parlo per esperienza delle cose, perché studio questi argomenti da tanti anni, perché provo a capire i meccanismi politici, etici e economici che regolano i rapporti tra Islam e Europa, per proporre soluzioni al disastro in cui ci siamo cacciati».

Quale disastro?

«Illudersi che si possa integrare pacificamente un’ampia comunità musulmana, fedele a un monoteismo teocratico che non accetta di distinguere il potere politico da quello religioso, con la società occidentale democratica. Su questo equivoco si è scatenata la guerra in cui siamo».

Perché?

«Perché l’Islam che negli ultimi venti-trent’anni si è risvegliato in forma acuta – infiammato, pronto a farsi esplodere e assistito da nuove tecnologie sempre più pericolose – è un Islam incapace di evolversi. È un monoteismo teocratico fermo al nostro Medioevo. Ed è un Islam incompatibile con il monoteismo occidentale. Per molto tempo, dalla battaglia di Vienna in poi, queste due realtà si sono ignorate. Ora si scontrano di nuovo».

Perché non possono convivere?

«Perché le società libere, come l’Occidente, sono fondate sulla democrazia, cioè sulla sovranità popolare. L’Islam invece si fonda sulla sovranità di Allah. E se i musulmani pretendono di applicare tale principio nei Paesi occidentali il conflitto è inevitabile».

Sta dicendo che l’integrazione per l’islamico è impossibile?

«Sto dicendo che dal 630 d.C. in avanti la Storia non ricorda casi in cui l’integrazione di islamici all’interno di società non-islamiche sia riuscita.Pensi all’India o all’Indonesia».

Quindi se nei loro Paesi i musulmani vivono sotto la sovranità di Allah va tutto bene, se invece…

«…se invece l’immigrato arriva da noi e continua ad accettare tale principio e a rifiutare i nostri valori etico-politici significa che non potrà mai integrarsi. Infatti in Inghilterra e Francia ci ritroviamo una terza generazione di giovani islamici più fanatici e incattiviti che mai».

Ma il multiculturalismo…

«Cos’è il multiculturalismo? Cosa significa? Il multiculturalismo non esiste. La sinistra che brandisce la parola multiculturalismo non sa cosa sia l’Islam, fa discorsi da ignoranti. Ci pensi. I cinesi continuano a essere cinesi anche dopo duemila anni, e convivono tranquillamente con le loro tradizioni e usanze nelle nostre città. Così gli ebrei. Ma i musulmani no. Nel privato possono e devono continuare a professare la propria religione, ma politicamente devono accettare la nostra regola della sovranità popolare, altrimenti devono andarsene».

Se la sente un benpensante di sinistra le dà dello xenofobo.

«La sinistra è vergognosa. Non ha il coraggio di affrontare il problema. Ha perso la sua ideologia e per fare la sua bella figura progressista si aggrappa alla causa deleteria delle porte aperte a tutti. La solidarietà va bene. Ma non basta».

Cosa serve?

«Regole. L’immigrazione verso l’Europa ha numeri insostenibili. Chi entra, chiunque sia, deve avere un visto, documenti regolari, un’identità certa. I clandestini, come persone che vivono in un Paese illegalmente, devono essere espulsi. E chi rimane non può avere diritto di voto, altrimenti i musulmani fondano un partito politico e con i loro tassi di natalità micidiali fra 30 anni hanno la maggioranza assoluta. E noi ci troviamo a vivere sotto la legge di Allah. Ho vissuto trent’anni negli Usa. Avevo tutti i diritti, non quello di voto. E stavo benissimo».

E gli sbarchi massicci di immigrati sulle nostre coste?

«Ogni emergenza ha diversi stadi di crisi. Ora siamo all’ultimo, lo stadio della guerra – noi siamo gli aggrediti, sia chiaro – e in guerra ci si difende con tutte le armi a disposizione, dai droni ai siluramenti».

Cosa sta dicendo?

«Sto dicendo che nello stadio di guerra non si rispettano le acque territoriali. Si mandano gli aerei verso le coste libiche e si affondano i barconi prima che partano. Ovviamente senza la gente sopra. È l’unico deterrente all’assalto all’Europa. Due-tre affondamenti e rinunceranno. Così se vogliono entrare in Europa saranno costretti a cercare altre vie ordinarie, più controllabili».

Se la sente uno di quegli intellettuali per i quali la colpa è sempre dell’Occidente…

«Intellettuali stupidi e autolesionisti. Lo so anch’io che l’Inquisizione è stata un orrore. Ma quella fase di fanatismo l’Occidente l’ha superata da secoli. L’Islam no. L’Islam non ha capacità di evoluzione. È, e sarà sempre, ciò che era dieci secoli fa. È un mondo immobile, che non è mai entrato nella società industriale. Neppure i Paesi più ricchi, come l’Arabia Saudita. Hanno il petrolio e tantissimi soldi, ma non fabbricano nulla, acquistano da fuori qualsiasi prodotto finito. Il simbolo della loro civiltà, infatti, non è l’industria, ma il mercato, il suq».

Si dice che il contatto tra civiltà diverse sia un arricchimento per entrambe.

«Se c’è rispetto reciproco e la volontà di convivere sì. Altrimenti non è un arricchimento, è una guerra. Guerra dove l’arma più potente è quella demografica, tutta a loro favore».

E l’Europa cosa fa?

«L’Europa non esiste. Non si è mai visto un edificio politico più stupido di questa Europa. È un mostro. Non è neppure in grado di fermare l’immigrazione di persone che lavorano al 10 per cento del costo della manodopera europea, devastando l’economia continentale. Non è questa la mia Europa».

Qual è la sua Europa?

«Un’Europa confederale, composta solo dai primi sei/sette stati membri, il cui presidente dev’essere anche capo della Banca europea così da avere sia il potere politico sia quello economico-finanziario, e una sola Suprema corte come negli Usa. L’Europa di Bruxelles con 28 Paesi e 28 lingue diverse è un’entità morta. Un’Europa che vuole estendersi fino all’Ucraina… Ridicolo. Non sa neanche difenderci dal fanatismo islamico».

Come finirà con l’Islam?

«Quando si arriva all’uomo-bomba, al martire per la fede che si fa esplodere in mezzo ai civili, significa che lo scontro è arrivato all’entità massima».

Da Il Giornale, 17/01/2016

Buon compleanno( II PARTE)

Passavano così i gg ed i mesi ed io, sempre più intenta a postare e a studiare gli argomenti che potevano interessare al grande pubblico perdevo intere giornate di vita su un vecchio monitor, naturalmente muto e rassegnato. Oramai i tasti erano divenuti inutilizzabili per il mio picchiettare convulso su di essi, le matite smangiucchiate, le stanghette degli occhiali pure e le urla dei miei famigliari che mi dicevano che avevano fame! Una smania da blog, una voglia incontenibile di scrivere, una bulimia continua ma senza il rigetto del dopo. Pensavo scioccamente di raccogliere tanti di quei seguaci o followers come si dice nel gergo dei social, da divenire che ne so.

chissà….un’influenzatrice delle masse di coglioni che seguono talora l’uno o talora l’altro!

Non capivo allora che non si può essere così sprovveduti da farsi influenzare da un personaggio qualsiasi anche se noto in tutto il.mondo! Dobbiamo avere i ns gusti e le ns idee ben precise, i ns gusti nel vestire e nel parlare! Invece mi accorgevo che ogni blog era il clone di un altro, seppur sviluppando temi diversi.

Tutti eravamo e siamo qui non x noi stessi perché ci fa piacere scrivere ( faccio presente a chi non mi conosce) che amo la scrittura smisuratamente sin dai tempi della scuola materna) non x tenere un diario personale, che non sarebbe certo divulgato, ma perché vogliamo fortemente essere letti dal popolo sovrano. Seguiti, condivisi e commentati, e forse dato che da cosa nasce cosa…magari anche sviluppare un flirt con qualcuno…

Spiaggia di MASTICHARI a KOS (GRECIA) LUGLIO 2021.

Non doveva essere così. Stavo per aprire gli occhi ed acuire i sensi, rendendomi conto ben presto che non volevo condurre un dialogo così, non in quel modo! Non età quello il gioco che sognavo! Tutti quei personaggi iscritti , mai conosciuti, che mai lasciarono un commento, mi stavano facendo perdere la pazienza e perciò li invitavo caldamente a disiscriversi e a cercare altre persone. Non volevo presenze mute ed oltretutto assenti come parole. Io sono una persona molto fisica e x me il grosso limite di questi social è il non potersi guardare negli occhi, non sentire la voce dell’altro, non capire le emozioni e le sensazioni che ci trasmettiamo a vicenda, insomma stavo per mollare il blog. E parecchie volte l’ho fatto. Lunghi o medi periodi di tempo nei quali ero assente, per poi ritornare magari con una veste grafica diversa e con nuovi argomenti da offrire gratuitamente a chi svogliatamente mi leggeva. Stava nascendo in me la convinzione che ero di troppo, che anche se avessi chiuso definitivamente i battenti non sarei certamente mancata a nessuno! Ovunque mi girassi c’era un nuovo blogger, una flotta intera di persone che non sapendo come meglio trascorrere il tempo…..aprivano un blog! Spuntavano come funghi, mi sentivo accerchiata ed imprigionata in un meccanismo perverso ben diverso da ciò che speravo!

Questi strani personaggi oltre a pubblicare una foto presa dalla rete e dire” buongiorno, buon pranzo, felice pomeriggio, serena notte, andate in pace e così sia.

Altro non avevano da dire. E fu così che la tristezza mista a consapevolezza stavano prendendo il sopravvento in me. Dovevo cambiare rotta e farlo al più presto se non volevo essere inghiottita.( continuerò..)

Ci prendete per il c..o?

Buongiorno alla redazione e ai gentili lettori, premetto che io e tutta la mia famiglia siamo in possesso di green pass, felicemente vaccinati con le 2 dosi di rito.  Essendo passato molto tempo dall’ultima somministrazione, ci auspicavamo di aver prodotto una discreta quantità di anticorpi.   Per motivi privati ci siamo recati in una farmacia della ns città per controllare in primis se siamo mai venuti a contatto Con il ” carogna virus” in secondo luogo che percentuale di anticorpi abbiamo sviluppato.  Le risposte sono state queste: 2 test erano fallati quindi sono stati buttati nel pattume, gli altri davano zero come percentuale di anticorpi.  Sbigottiti dopo un paio di gg ci siamo recati in una struttura ospedaliera x fare i test molecolari,  dove x ognuno di noi sono uscite le relative percentuali.  Ora mi chiedo: ci hanno iniettato acqua e prosecco ( come purtroppo in molto no vax affermano!) Oppure i test della farmacia non sono attendibili?  Attendo una gentile risposta dagli addetti ai lavori per tranquillità ns e di tutta la comunità. Grazie.


Fabiana Schianchi Ugoletti 

Buon compleanno! ( I PARTE)

Non avrei detto che erano passati così tanti anni dall’apertura di questo ” salotto x amici” come lo chiamavo all’inizio!

Più che un anniversario sembra la cornice di un epitaffio, ma va bene uguale!

Quante cose sono cambiate in me e nel modo di rapportarmi con il mondo che non conosco, in questi 9 lunghi anche se da un lato cortissimi anni! Soprattutto è cambiata la concezione di come gestirlo e di cosa aspettarmi da un mezzo di comunicazione oramai obsoleto. A quel tempo x me era la scoperta dell’America, tutto nuovo, persone mute che mi scrivevano alle quali io rispondevo con temi lunghissimi! Emozionata come una bimba che riceve un giocattolo nuovo e non sa come usarlo. Mente ingenua, cuore da donare senza riserve, condividere tutto con tutti senza limitazioni. Insomma non avevo capito nulla!

Comportamenti sbagliati e soprattutto mi sono spesa troppo per ricevere in cambio quasi nulla… avevo accumulato parecchi followers e x ognuno che si iscriveva al mio salotto, scrivevo un post di benvenuto per lui/lei, personalizzando ad hoc! Quanta fatica mista ad entusiasmo fare lavorare le meningi di continuo come se per ogni persona in più che si iscriveva da me, io ricevessi un premio! Mera e pura illusione! La voglia di essere letta, capita, seguita sempre era molto forte. Le cause di questo mio voler ” apparire ed essere sempre sul pezzo” vanno ricercate in radici profonde e molto antiche. Non è questo certamente il post adatto x sviscerarle. Venne poi la fase del ” va e vieni”, dei like messi a caso senza leggere l’articolo, delle persone che si iscrivevano poi non lasciavano mai un commento.

Tutti questi comportamenti per me molto ambigui non facevano altro che accrescere la mia smania bulimica di scrivere oceani di parole, facendo anche ricerche accurate su ciò che pubblicavo.( continua con la II PARTE)

Vi penso e mi unisco a voi.

Inutile dirvi che ho voglia di mare e di sentirmi libera. Tra covid e miei dolori a schiena e trocantere sono 3 mesi che soffro molto. Immagino che ognuno di voi abbia le proprie magagne di salute o psicologiche o cause varie derivanti dal COVID. Non ho voglia di scrivere. Scrivo nella mente ma poi non riporto nero su bianco. Vi leggo, cercando di capire cosa volete comunicare.

Ho compiuto 57 anni domenica 6/6, posso affermare che è stato uno dei compleanni più brutti e tristi che io abbia mai trascorso. Il dolore fisico e morale questa volta non vogliono abbandonarmi, ma credo e spero che possano passare. Leggo in voi pensieri diversi, leggo parole molto diverse da prima. Sì perché c’è stato un prima del covid e ancora non c’è un dopo. C’è un durante ed è ora e dobbiamo sfruttarlo bene, poi verrà un dopo covid forse e forse rinasceremo.
Mi si è girato il mio mondo quest’anno. I valori di prima e gli obiettivi, i progetti e l” inventiva che mi erano consone se ne sono andate e dormono un lungo 😪

Mi sento come la brutta addormentata, aspetto che qualcosa o qualcuno venga a scuotermi da questo torpore fatto di medicine e dolori. Finirà questo incubo?

C’era una volta…

In un tempo molto lontano non ben definito esistevano 4 fratelli e sorelle. Si chiamavano: Primavera, Estate, AUTUNNO, INVERNO. Si volevano molto bene tra di loro, poi il maestro Tempo con.la consorte Vita, complice il figlio più indisciplinato chiamato Meteo li fecero litigare tra di loro.

A soccombere furono la sorella più piccola Primavera ed il fratello gemello Autunno. Essi dopo aver pianto lacrime amare, decisero di andarsene via dalla terra per sperimentare e conoscere nuovi mondi dove, forse li avrebbero accolti con amore. Di loro non se ne seppe più nulla, ed i fratelli maggiori, che conoscono benissimo il posto nel quale si trovano hanno la bocca chiusa serrata.

E a noi hanno raccontato un mare di bugie, dicono che torneranno ma io non ci credo più. Parlano i pullover di cotone, le scarpe leggere,.le prime giacche leggere,le calze corte alla caviglia…tanti indumenti che segnavano precisamente il loro arrivo e la loro permanenza. Guardate quest’anno: aprile non c’è proprio stato, lui ribatte che ogni giorno è un barile! Maggio mese del Rosario, delle rose, degli innamorati e dei primi abitini corti persiste nel regalarci pioggia a catinelle!
Anche i termosifoni e le stufe che stavano andandosene in vacanza sono costrette qualche seta a fare un’oretta leggera di straordinari. Giusto x rompere quell’umido antipatico che entra nelle case e pennetta nelle ossa! Ahhhhh!! Povere schiene, dolenti cervicali, immancabili mal di testa con un lontano parente di terzo grado chiamato Vento. Che disastro amici cari! Che rivoluzione quella che fu la litigata per eccellenza dei 4 fratelli secolari@

Io provo a mandare una lettera a Primavera ed al gemello Autunno, proverò con fare gentile ed educato a supplicarli di tornare….quei bei maglioncini e quelle belle chanel mezze aperte e mezze chiuse fanno la muffa! E le persone già in confusione per altre faccende non ci capiscono più nulla e combinano solo.pasticci! Vado a prendere carta, penna e calamaio e provo in bella grafia a scrivere loro…cominciando cosi:

C’era una volta….

Riapro?

Pur essendo ancora dentro a quella bolla che mi isola dagli urti esterni, qualche buchino sta formandosi. Io molto cauta, metto per un attimo fuori la testa per guardare dove siamo e cosa sta succedendo poi me ne torno dentro, accovacciata nei miei pensieri, lontana diecimila miglia dal presente pur molto cosciente di sserci dentro. Il canto mattutino degli uccellini mi dà la sveglia, mi ricorda il ritmo circadiano della giornata

Così come il buio e le tenebre mi inducono ad addormentarmi in un sonno non naturale ma estremamente ristoratore.

Credo che noi e un po’ di culo siamo gli artefici delle nostre vite, oltre ad un percorso già stabilito e segnato nel momento esatto in cui usciamo dalla bolla materna, cioè la pancia di nostra madre. Seguiamo il percorso con una pila bella grossa che faccia luce ove luce non ve n’è più, teniamo lo sguardo diritto senza voltarci indietro e proviamo ad andare avanti. Altro non ci è concesso. Non possiamo tornare indietro e nemmeno saltare il.presente
Buona e leggera giornata a voi.