Dalle stalle alle stelle!

essendo figlia di contadini e fiera di esserlo, la stalla custode di animali preziosi a me molto cari, mi fa pensare con malinconia ad un tempo che non esiste più. Oggi invece mi dicono che le statistiche sono alle stelle! Chissene….non so se ho fatto un passo avanti o 3 indietro, ripensando a quelle simpatiche e buone( in tutti i sensi!) scottone!

Pura illusione.

È successo ancora: se chiudo gli occhi vengo catapultata all’indietro e tutto ritorna com’era. I sorrisi, le speranze, i giochi, le mani intrecciate, le risate, i baci ed il futuro sono impressi nella mia mente e non se ne vogliono andare. Vent’anni sono passati ed io sono ancora qui a crederci e a sperare, sospesa tra la realtà ed il baratro dell’incoscienza. Eppure succederà mi dico, sta di fatto che tutto si è fermato in quell’ istante difficile da dimenticare, duro da elaborare, doloroso da comprendere. Quando penso che cambierà m’illudo soltanto, poi se riapro gli occhi il contatto con la realtà è sangue e fatica, la fatica di proseguire il cammino sapendoti felice.

Sputa il rospo.

Ieri pomeriggio musical simpatico al teatro Romolo Valli di Reggio Emilia,

canzoni dal vivo, uno strepitoso Gabriele Cirilli nei panni di Gomez con una voce che non avevo avuto modo di ammirare in TV. Ad un certo punto del II atto hanno fatto un gioco, dal nome ” Sputa il rospo”. Lo facciamo anche noi? Oggi che è domenica dedichiamoci alle risate e ai sollazzi, niente temi SERI! Partiamo? Se tu dovessi sputare un rospo che ti sta sullo stomaco, cosa sputeresti? Io lo dirò alla fine..

CHISSÀ SE CI FINISCO..

….all’Accademia della Crusca! Ci avevo provato l’estate scorsa con il termine “scrausa” che invece con mia grande ignoranza e dispiacere, già esiste! Potevo guardare sul vocabolario o in rete ed avrei scoperto che il termine, usato poco se vogliamo, esiste già. Ieri sera invece ripensa do ad una persona che conosco vista al mattino, mi è venuta la folgorazione! L’ho definita ” SPATAFLONA”. Non esiste, non c’è da nessuna parte, ed ora ve ne do la definizione esatta. Io e mio marito abbiamo cominciato a ridere e abbiamo riso talmente tanto da dover fare pipì. Ma tornando a “cose serie”, si fa per dire, è stato come avere davanti la persona, ed il termine mi è uscito spontaneo, aggiungo che ben le si addice!

SPATAFLONA: donna ben oltre la sessantina, molto in carne, occhiali con catenella sempre attorcigliata alle collane, capelli non in piega ma piegati male, corporatura pesante, ansima quando cammina e zoppica leggermente. Vestita sempre di nero ( ieri indossava una palandrana viola quaresimale), pelle raggrinzita per le troppe lampade UVA fatte in gioventù. Ella finge di esser un po’ scemotta, ma è furba ed avida come ZIO PAPERONE. Te la ritrovi ovunque, sempre sola, cercando compagnia e attaccando bottoni da cappotto. Leggera ( finta!) Balbuzie per risultare più simpatica, difficilmente guarda negli occhi l’interlocutore, si fregia di 5 titoli tra diplomi e lauree ma in realtà non ha mai lavorato seriamente in vita sua. Con quel suo bel deretanone ondeggiante non m’incanta: SPATAFLONA è e SPATAFLONA rimane. Girare alla larga da tipi come lei!

Non so se ho reso l’idea!

P.S. lo Zingarelli ha pubblicato anche il termine “fighettismo”, che è il contrario di SPATAFLONA.

Il pensiero del giorno.

Ogni mattina come sapete scrivo il primo pensiero che mi viene alla mente mentre faccio colazione. Mi auguro che sui vostri smartphone o tablet o computer, voi possiate trovarlo e se volete, qualche volta commentarlo o scrivere che cosa ne pensate! Quello di stamattina è il seguente: È meglio morire per amore, o amare sino a morire? Credo sia un quesito forte, ardito, passionale, una domanda che troverà la sua risposta strada facendo e a priori non si può determinare che strada scegliere. Premesso che i Grandi Amori sono quasi sempre impossibili e fanno soffrire molto, fanno sudare sia x conquistarli che x tenerseli stretti. Amare ed essere ricambiati con la stessa intensità non è facile, non tutti i 2 partners a volte sono sulla stessa lunghezza d’onda e ciò che a me pare poco, x lui può essere già tantissimo. È qui scatta la sofferenza, la disillusione, la rabbia e ci si sente morire poco a poco. Trova la sua ragion d’essere la frase che anche voi avrete pronunciato ” Ti amo da morire”. Non ho mai detto ” Ti amo così tanto da vivere 200 anni”!. No, è quel “morire” che mi fa battere il cuore ma mi pone davanti a degli interrogativi giganti! Perché per amare così tanto devo arrivare all’estremo gesto della morte, provocata da me stessa o arrivata da sola a furia di lasciarmi andare e spegnermi così come una candela? Ci sono stati in passato e ancor oggi tragedie d’amore e suicidi/omicidi per amore. Più si ama più si muore dunque? No, non si deve arrivare a tanto, eppure quel tiamodamorire è frequente….L’orgasmo stesso è chiamato “piccola morte” perché in quei momenti si arrivano a provare sensazioni di stordimento tale da perdere quasi i sensi annullandosi completamente, perdendosi negli occhi dell’altro senza più sapere se sei vivo o morto. Non vi è la percezione del tempo durante un amore, le lacrime scorrono veloci sul viso, per l’enorme felicità, non ti curi più del resto del mondo, tutto proiettato la’. Tutto la tua vita gira attorno all’essere Amato, conquistato, voluto e tenuto senza accorgersene dentro una rete immaginaria affinché non scappi più. Si arriva a morire dentro, si può morire anche esternamente, si può dare la morte a chi ostacola questo rapporto, ma la morte dovunque e comunque c’entra spesso. Continuerò sicuramente questo argomento che mi interessa parecchio e per ora aspetto numerosi i vostri pareri.

La coppia.

Ho aperto questo blog nel 2012 e tra alti e bassi, sono ancora qui a scrivere.Questo è il settimo anno di scrittura su questo diario di bordo puramente virtuale. Abbiamo litigato molto io ed il mio salotto! Ci siamo amati , ci siamo lasciati almeno un paio di volte, siamo tornati insieme, abbiamo fatto pace e ci siamo ripromessi di non lasciarci mai. Ci siamo confrontati, io gli ho cambiato spesso d’abito ed io mi sono tagliata i CAPELLI parecchie volte. Siamo cresciuti insieme, non ci siamo mai traditi però! Né io per altri blog o social, o meglio, ci avevo provato ma non ci resisto, né lui che mi aspetta sempre fedelmente qualsiasi cosa io decida di fare. Questa forma d’arte e di relax, permette di abbandonare le difese o di sfogarsi quando siamo arrabbiati. Siamo noi che decidiamo sino a che punto usarlo, come sfruttarlo e quanto vogliamo esporci agli altri che ci leggono. Per me è tuttora un aiuto morale, una terapia, una compagnia che mi ha permesso non solo di poter scrivere ed affrontare parecchi argomenti, ma mi permette di conoscere persone nuove, da me molto diverse.

Riconosco che la parola “conoscere” è una parola grossa e che qui sopra tanti di noi nella realtà non sono come appaiono. È il grande limite di questo cinema muto, la grande barriera che ci impedisce di conoscerci sul serio. Io mi sono fatta come voi del resto, delle idee su come siete, come camminate, il vostro viso com’è, com’e’ la vostra voce, ma non saprò mai la verità vera. All’inizio dell’avventura ero famelica di avere tanti iscritti, li volevo come un bambino diabetico vuole barattoli interi di Nutella e sa che non la può mangiare. Oggi, dopo 7 anni e 1527 articoli scritti, non me ne frega nulla di chi si iscrive, chi va e chi arriva, tanto chi mi scrive sono in pochi. Pochi ma preziosi e a me basta così. Il settimo anno di solito potrebbe essere quello della crisi di coppia e potremmo anche lasciarci, anche se spero ciò non avvenga. Anche se sono stanca la sera o al mattino il risveglio non è dei più lieti, non mi dimentico di lui, compagno muto e spettatore di tante lacrime e di altrettante risate. Credo proprio che non lo lascerò mai!

Gli errori.

Vorrei poter tornare indietro per compiere alcuni errori che mi hanno fatta crescere e maturare. Non tutti gli errori, ammesso che si possano chiamare così sono distruttivi o negativi. Ce ne sono tanti che sono stati vissuti a suo tempo come vita vera, riconosciuti poi come sbagli in futuro, ma che oggi rifaremmo tranquillamente. Non posso considerare ” errori” le decisioni prese consapevolmente ed in pieno possesso delle mie facoltà mentali. Se non vi è mai errore e tutto fila liscio, come si fa ad imparare e a diventare grandi? Benedico dunque alcuni miei errori evitabili se vogliamo, ma indispensabili per essere arrivata sin qui. Poi l’essere umano testardo e compulsivo, tende a rifarlo forse in modo leggermente diverso, ma con gli stessi risultati. Eppure lo aveva compreso che era uno sbaglio….mah! Valli a capire questi esseri non troppo umani ma un poco alieni!

Influenze ed influenzatori.

Non parlerò oggi di influenze e affini: il raffreddore sta scemando e non sveglio il can che dorme! Mi riferisco a quelle persone uomini o donne che siano, che vantano il titolo di “INFLUENCER” anche se pelano patate da mattina a sera! Mi stranisce molto questo fatto di gente che solo per fare una scorreggia di traverso, lanciano una moda! Il secondo passo é quello di pubblicare il rumore, con tanto di sonoro e smorfia suo viso, in modo tale che questo divenga ” virale “. Se avessero inventato anche il computer che trasmette odori ed effluvi, arriverebbe a noi anche lo scomodo profumo, che naturalmente cercheremmo di imitare alla perfezione! A questo punto, la scoreggite circola ovunque, soprattutto sui social( e dove seno?) e d’ora in poi saremo tutti ammalati di meteorismo e flatulenza

Errore
Questo video non esiste

! Ma si può essere così sciocchi da farci ammaliare e influenzare da mode ed alimenti, abbigliamento e sport, modi di parlare o di camminare, imitiamo come scimmie ammaestrate anche il modo in cui mangiano, come questi venissero da altri Pianeti x vedere quanto é scema l’umanità! C’è chi imita persino nuove posizioni su come fare sesso, ma attenti ai dolori reumatici! Non siamo tutti i Ferragnez e non abbiamo a disposizione il personal trainer ad ogni ora del giorno e della notte. Questi furbetti della rete, si sono evoluti: un tempo si chiamavano blogger come noi comuni mortali, ancor prima erano giornalisti e scrittori, nell’età più antica era il parroco o il medico, affiancato da Donna Letizia che su “annabella” dispensava consigli certi e fermi a chi le chiedeva un parere di cuore. Nella notte dei tempi c’erano i santoni, i predicatori, gli oratori, gli zingari ed i gitani che leggendoti la mano, ti predicavano il futuro, influenzandoti

Così sulle scelte da compiere! Il primo influenzatore che la storia ricorderà fu il serpente, che nonostante avesse detto a Eva di non mangiare la mela, lei non lo ascoltò. I danni che ne derivarono sono ancor oggi sotto agli occhi di tutti, ma almeno Eva ha avuto le palle di non farsi influenzare! Abbiamo perso la coda e camminiamo quasi eretti, ma perché dobbiamo seguire catatonici, tutto quello che ci viene proposto e suggerito? Non ce l’abbiamo noi, generazione 2puntozero, un piccolo cervello pensante? Se x la prossima estate le influenzatrici mi fanno avere, tramite il virus.. la moda del cappello con sopra l’ombrello che tiene sopra un pitale pieno di pipì, io posso decidere di non indossarlo! Se la Chiara porta Fedez a sbiancarlo da tutti i tatuaggi che ha, fa opera buona e si potrebbe pure imitarla, ma se fa tatuare sulle chiappette del piccolo Leone, i visi di loro due, beh! ALLORA M’INCAVOLO DAVVERO! UN PO’ DI ANIMA E DI MODE NOSTRE E SOLO NOSTRE, CE LE AVREMO O NO?