Unamammaeunafiglia che meraviglia!

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Dopo una giornata intensa iniziata con la cura del sole e l’azzardo del bikini, termino in dolcezza.

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Io boccolosa e chioccia, Alice Aurora con le trecce siamo vicine vicine per guardare la tv insieme. Mi manca l’altro pulcino che oramai è  un galletto e temo che non verrebbe a “cova” con mamma e sorella.

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Lui cioè Riccardo, è il primo da destra sui go kart al Lago di Garda con suo amico! Non sembra un top Gun? Mancherebbe anche il Gallo grande che salirà sui monti domani, a meno che a Reggio Emilia non l’abbiano fatto allo spiedo dal caldo! 

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Inutile dirlo, scherzo, rido e piango, soffro e gioisco, m’invento la vita e la vivo come fa un giocoliere con i birilli, cercando di farne cadere il meno possibile. Ma alla fine della giornata ci sono sempre e soltanto loro: la pulcina, il galletto, il Gallo.

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Buonanotte a tutti voi che mi tenete compagnia e non vi dimenticate di me. Ma anch’io non mi dimentico mai di ognuno e nel mio cuore vi tengo stretti immaginando per ognuno di voi come siete per davvero. Anch’io mi sono fatta i miei profili mentali su ognuno ed immagino anche le voci. A presto.

La mia prima volta in montagna

Dato che le giornate quassù in montagna sono di 48 ore, ho tempo per sperimentare cose e situazioni nuove! Con l’aiuto di mia figlia, nativa digitale 2.0 abbiamo aperto un canale su you tube dal nome: ioemiafigliachemeraviglia! Racconteremo le vicissitudini più buffe e strane che succederanno in questa pazza vacanza; partita all ‘insegna di un contatore dell’anteguerra. Il primo video di prova, pubblicato oggi si intitola” il miracolo del contatore”. Speriamo ne apprezziate il coraggio se non il contenuto! Buon pranzo amici!

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Dirigente di Famiglia a riposo.

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Buongiorno amici ed amiche vicini e lontani! Spero abbiate dormito bene e siate pronti per guardare e sparlare di come si presenta una Dirigente di Famiglia quando è in libertà in vacanza. Premesso che ieri ho iniziato le mie necessarie, manutenzioni corporali ordinarie e straordinarie con un pedicure da favola, eseguito da Chiara, una delle estetiste della Spa “Onda della pietra ”

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Confermato appuntamento per tinta ai capelli nel pomeriggio, inizio anche la mitica “cura del sole” o tintarella che tutti sappiamo essere molto più potente e duratura se fatta in montagna! Non soltanto  dona colore e vitalità al viso grigio e smunto dopo un inverno e una primavera chiusa in casa, ma aiuta e regala vitamina D per le nostre fragili ossa.. Questo soprattutto x le donne in pre o menopausa conclamata. Ma ragionando contatore alla mano ho tratto le seguenti ed importanti considerazioni.

 

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So benissimo di non avere più vent’anni e di non pesare più 48 kg! Ma non per questo devo sentirmi a disagio perché ne peso dieci di più, ed ho ancora molto cortisone in corpo da smaltire! Sono scappata, letteralmente fuggita dal caldo opprimente ed afoso della citta per venire in un paesino molto amato e conosciuto! Questi due mesi di montagna mi permetteranno di rigenerarmi e di ossigenarmi dopo mesi di clausura in una cella, con il mal di schiena! Voglio sentirmi libera da regole cittadine, da sguardi e chiacchiere astiose volte spesso a criticare gli altrui comportamenti. Sono quei finti nobili Reggiani, non certo Partigiani che guardano ed osservano se una persona ha un hg di ciccia in più o quanti mq misure la casa dove abita.

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Era tantissimo tempo che non permettevo a nessuno di fotografarmi, vergognandomi profondamente di come sono ora. Stamattina complice mia figlia mi sono fatta riprendere al naturale: vedrò nel corso della giornata come mi sento. ….e se non volete guardarmi cambiate contatore! Ops vokevo dire canale!

Il pedicure del contatore.

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Una delle stradine che porta dalla casetta dove abito al centro del paese, è composta da una lunga e ripida scalinata. Sulla lunga ringhiera ci sono oltre a roselline e altri fiori, una serie di fragoline tentatrici. Sono ancora piccine ma cresceranno e credo che in quel momento, almeno una l’assaggero’

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Il contatore oggi per un attimo ha fatto “focaccia” e con il bollitore acceso per il the del pomeriggio, è saltato! Ma è successo per ora solo una volta!! Quindi lo perdono. Ora mi concedo una seduta dall’estetista per depilazione e pedicure. È una delle manutenzioni più piacevoli in assoluto ed il massaggio ai piedi è molto rilassante!!!

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Ecco lo smalto che ho scelto: Diego della Palma numero 220
Con i piedi rifatti e le gambe lisce vi auguro una allegra e fresca cena by Cervarezza Terme

Buonanotte ai contatori!

Pardon! Ai suonatori e agli avventori, ai collaboratori e ai finti attori. Ai cultori e ai fautori di amicizie e di liete notizie. Dormite bene trombettisti e anche voi amici artisti. Un buon sonno ristoratore vi accompagni per le prossime ore,  dolci sogni ci siano per voi e buonanotte col senno del poi. Non dimenticate di dire una preghiera, che sia di buon auspicio come ogni sera e se miracoli non farà, di certo la pace ci donerà.

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Il nuovo contatore.

Evviva! La proprietaria della casetta in “Canada” ha preso la decisione. Dopo le mie varie rimostranze e numerose telefonate, si è decisa e ha fatto aumentare la Potenza del contatore portandola a 3 kilowatt. Me ne sono accorta oggi pomeriggio mentre stiravo ed il boiler era acceso. Panico per un attimo, corsa al contatore, poi il miracolo: stavano accesi tutti e due! Sicuramente un disagio in meno e la possibilità di fare un azzardo montanaro in più: due docce per sera e asciugatura dei capeĺli con il phon.

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Senza esagerazioni ma dosando bene gli usi degli elettrodomestici si può ottenere un grande risparmio di soldi a favore dello Stato. Imparare ad ottimizzare la gestione di una casa non è cosa semplice o scontata, abituati cone siamo al “tutto e subito”.

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A me come a tutti male non fa ritornare un poco indietro nel tempo. In fondo se ci pensiamo bene, certe cose si fanno e si facevano al buio…

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Il malefico contatore!

Non c’è niente di più brutto ed antipatico ad ssere abituati a tutti gli agi e le comodità che nella nostra dimora abituale diamo per ovvi e scontati. Il banale fatto che in casa funzionino  contemporaneamente lavatrice, lavastoviglie, vaporella e phon non è cosa eccezionale. La luce non salta,  la casa non si ferma, io nn do di matto, mentre mia figlia è al computer e mio marito pure. A suo tempo avevamo alzato la Potenza dei kilowatt a 5, invece dei normali 3. Paghiamo di più in verità nelle bollette,  ma ciò ci permette di non andare su e giù dal garage in inverno quando c’è freddo per rialzare la leva del contatore. Lo diamo per scontato, non ci poniamo poi nemmeno il pensiero di dover scegliere se stirare o farci la doccia. Se asciugarci i capelli o farci un caffe’ con la macchina Lavazza naturalmente eleytrica! Quassù nella casetta affittata quest’anno x la prima volta, invece le cose non vanno esattamente come in città.

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A casa usiamo per farci la doccia l’impianto normale che oramai tutti hanno, quassù invece c’è ancora il boiler con capacità di soli 30 lt di acqua calda. Ma se uno di noi vuole fare la doccia deve usare poca acqua, altrimenti gli altri si lavano il giorno dopo.!

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A casa le tv funzionano tutte bene, anche le vecchiotte con il loro bel decoder: qua non riusciamo ancora a sincronizzare bene perché sul tetto non c’è la parabola. In montagna le stazioni radiofoniche non si sentono bene, qua a Cervarezza o ascolto radio zeta o radio Maria. A casa non mi pongo il problema, come non mi pongo il problema del cellulare che funziona ovunque mentre qui….devo stare incollata alla finestra di cucina altrimenti cade la linea dieci volte durante una telefonata! Bazzecole, sciocchezze, lussi che a casa vengono considerati diritti che dobbiamo avere ed usare e se qualcosa non funziona sono guai!
Quando vengono a mancare quelle comodità alle quali ci siamo abituati nel corso del tempo, ci accorgiamo di quanto siamo fortunati ad averle e ricordiamo che siamo in un paese civilizzato

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Possiamo fare anche tre docce per uno al giorno che l’acqua calda non viene a mancare! In questa vacanza con il contatore Enel che elargisce solo 1,5 kilowatt dovrò imparare l’arte del risparmio e ricordarmi bene di quando mia mamma lavava i piatti nel “secchiaio”…

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Ah proposito: chi si fa la doccia e capelli stasera? E ricordiamoci di spegnere luci e radio altrimenti ci tocca uscire per andare dal malefico contatore!!

Buonanotte montanara.

Ulula forte il vento quassù, sembra che voglia parlarmi. Dopo un week end di lavoro intenso per avviare una dimora che è nuova per me, mi guardo intorno e cerco di fare amicizia con i muri della camera. Come ogni anno c’è un mini trasloco da fare e nuovi usi e costumi da imparare. Il computer è a casa, mi avvalgo solo del telefono che peraltro funziona malissimo perché qua occorrerebbe Wodafone mentre io ho Tim. Ma perché anche i cellulari non mutano operatore a seconda della zona?

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Quanta fatica si fa per abituarsi alle cose nuove!  Mi rendo sempre più conto che ogni anno è sempre più dura passare via da casa così tanto tempo. Ma non sopportando più il caldo devo fare delle scelte. A domani amici e una buona notte con le mani che lunghe ed il plaid.

Fare o rifare un cammino.

Ho provato la volta scorsa a
intavolare un argomento spinoso ma molto intrigante. Firmare e formare un’ Unione a due è molto complicato, soprattutto con le esigenze moderne. Non sopportiamo piu’ niente e guai a cambiare le nostre radicate abitudini! Se poi nasce un figlio tutto si complica e gli spazi misti all’intimità per la coppia divengono minimi o si annullano per i primi anni di vita del pargolo. Quando il bebe’  cresce però, i pruriti e le voglie di trasgressione, gli entusiasmi, i sentimenti veraci, le passioni ed anche il sesso mutano e non saranno mai più gli stessi di prima. Si trasformeranno in base alle esigenze del figlio che sarà sempre al primo posto e le sue esigenze vorranno  sempre prima delle nostre. Diverranno amplessi “light” sporadici e veloci, con un occhio all’orologio perché il giorno dopo la sveglia suona molto presto, e un occhio alla porta che non entri di colpo la bimba e veda i genitori che si muovono come scimmie dandosi pure qualche schiaffetto!

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Ne nasce una specie di monotona e ripetitiva vita a conduzione famigliare,  con molti problemi quotidiani da affrontare, poche gioie, molti soldi da spendere e poca intimità tra la coppia. Che da coppia uomo/donna, o uomo/uomo….diviene coppia genitoriale. Tutta un’altra musica signori! L’abbiamo imparato a memoria, sperimentato sulle nostre pelli, abbiamo perso notti di sonno e acquisito chilogrammi in più di peso,  siamo diventate suore di clausura con cerette da fare e ricrescita di capelli oltre i 4 cm ma….Stolti come solo l’essere umano sa essere, avidi di avere un compagno/uomo nuovo che ci sc….ancora dopo secoli, desiderose e bramose di riprovarci ancora ci andiamo ad impantanare in una nuova è precoce relazione. I casi sono due, anzi uno solo: non abbiamo capito nulla della vita! Cari amici il caldo fa scaturire queste riflessioni profonde e chi vi parla si è sposata due volte ed ha due figli : uno per ogni matrimonio. Ma sono della vecchia guardia e non mollo. Che sia semplice e tutto un fiore?? Ma x carità!  Dopo 12 anni di matrimonio siamo ancora insieme.  Per ora ma non per sempre??

Farsi o rifarsi una vita?

Che domandona con il caldo che fa! Parto da un concetto molto personale che la nostra vita è già stata tracciata, poche situazioni per non dire nessuna sono lasciate alla nostra libera scelta. In genere quando meno ce l’aspettiamo accadono e di solito non siamo preparati ad accoglierle. Le abbiamo aspettate per mesi o anni e nulla, poi un bel giorno accade l’insperato. O ciò che non avremmo mai voluto accadesse proprio a noi. Credo che uno di quei casi che non vorremmo accadesse mai sia quello delle separazioni e conseguenti divorzi, sempre più in aumento negli ultimi anni per la non capacità di accettare i difetti e le incompatibilità di carattere con l’altro/a. Siamo diventati insofferenti e suscettibili a tutto e a tutti, marito compreso. Se una volta si doveva sopportare il matrimonio e tirare avanti situazioni pesanti, vuoi perché la donna non era autosufficiente economicamente e per altre ragioni che qui non elencherò, oggi non ci vuole molto a chiudere una relazione anche se ci sono figli. La prima parte della nostri vita viene così chiusa e in un certo modo archiviata, tentando di comportarci come non fosse mai esistita. Selle riviste patinate si legge di personaggi famosi che si fidanzano, poi in quattro e quattr’ otto si sposano, fanno quasi subito un figlio se non è già in viaggio, poi dopo poco tempo si lasciano. E fin qui mi tocca dire, niente di nuovo all’orizzonte, sempre facendo riferimento ai tempi di oggigiorno. Quello che mi spiazza è che in brevissimo tempo trovano un compagno/a nuovo, lo frequentano un poco e poi di nuovo una gravidanza e così via anche per due/tre matrimoni nel corso della vita. Non sono bacchettona né tanto meno moralista, però sono obiettiva e mi domando come sia possibile piangere sino al giorno prima perché nostro marito ha un’altra donna, cosa durissima da digerire per noi donne! poi in breve ci dichiariamo innamorate perse di un altro e ci facciamo pure un figlio. Che va a sommarsi con quelli delle nozze precedenti. Noto un’urgenza quasi corporale e fisica, lacerante di non rimanere sole ma di “rifarci” una dignitosa vita. Come se una vita fosse un vestito nuovo da acquistare. Se nel primo matrimonio o convivenza senza firme, usiamo dire che ci stiamo facendo la nostra nuova vita, dopo il divorzio affermiamo che ce la stiamo “rifacendo”. Non mi piace per niente questo verbo: rifare. E’ come dire che stiamo tentando un rammendo, ci mettiamo una toppa alla nostra vita e proviamo a continuare a vivere con le pezze nel sedere. Pezze che però si riferiscono a vite umane, sentimenti nuovi, case nuove, figli nuovi che dovrebbero in teoria amare i “vecchi” ed il nuovo compagno essere in perfetta sintonia con la prima figlia. E andare così tutti quanti d’amore e d’accordo nella nuova e rifatta famiglia. Spesso non è così. E ritorno al termine antipatico “rifarsi” una nuova vita. bigliettinod'auguri e melograno 003Soffermiamoci a riflettere e pensiamo che noi rifacciamo una cosa se la prima non è venuta bene, come la torta o un arrosto. In questo caso tentiamo di intraprendere una nuova vita ed un nuovo cammino che nulla ha a che vedere con il primo. Non stiamo rifacendo pace con il primo compagno, cioè non stiamo tentando di ricucire il rapporto e di ricominciare con lui, ma siamo desiderose e smaniose di avere un compagno nuovo, rifacendoci un qualcosa che non c’è più. La faccenda è molto intricata e non è certamente tutta rose e fiori come si evince dai giornali, con la solita ricetta: tradimento, nuova compagna/o, separazione dei due coniugi, liti per l’affidamento dei bambini, nuovo amore oramai dichiarato, nuova pancia e nuova convivenza. Accrocchio? Tentativo di ricominciare tutto, come quando avevamo vent’anni, ed eravamo pieni di sogni e di desideri? Voglia di rivincita e di rivalsa? Potremo anche avere una nuova e seria famiglia, ben venga! Ma non sarà mai facile far andare d’accordo tutto il complesso sistema famigliare tra la vecchia vita e quella “rifatta”. Se poi ci sono figli dalla prima unione le cose si complicano ulteriormente e nascono fattori limitanti la bellezza e l’armonia della nuova unione. Ma questo noi a priori non vogliamo nemmeno udirlo!

20160531_192505.jpgLa mia nuova vita che mi sono rifatta, andrà a meraviglia, questa volta non sbaglierò e sarà per sempre. Faremo un figlio che ci unirà ancora di più e cancellerò con un colpo di spugna tutto il passato. Diciamo cose nelle quali non crediamo tanto nemmeno noi, ma è troppo forte, è più forte di noi e spesso la solitudine ci fa fare altri errori difficilmente rimediabili. I ripieghi ed i rammendi anche se fatti ad arte si vedono ugualmente e non sfuggono all’occhio critico che sappiamo avere all’occorrenza.cropped-20160424_185451.jpg20160531_192541.jpg