L’arte di sapersi stirare.

Uno dei gesti piu’  dolci, “coccolosi e ciondolanti”dopo una buona notte di sonno, è l’arte dello stirarsi. Con tanto sbadigli e gesti primordiali, a volte anche un poco buffi, lasciamo che sia il nostro corpo a decidere come svegliarsi. Con i piedi sul tappetino e le membra ancora assonnate, 

iniziamo a fare quei movimenti dolci e lenti che oltre a rimettere in piedi la “macchina” ci consentono di iniziare la giornata non indolenziti, ma leggeri e con una buona dose di ottimismo.

Proviamo a muoverci adagio prendendoci il nostro tempo, che non e’ certamente quello dell’orologio, camminiamo dal bagno alla cucina senza meta, lasciamo che sia l’ignoto e l’inconsapevole a guidarci. Ciondoliamo, dondoliamoci e facciamo come i bambini piccoli: senza fretta e senza ansia. Ne beneficiera’ tutta la nostra persona che potra’ cosi’  iniziare la giornata nel.migliore dei modi.  Provare pet credere! E se noi siamo lenti e sereni, tutti coloro che staranno a contatto con noi lo.saranno. E npn dimentichiamoci MAI delle preghiere del mattino! Una dolce e calma domenica a tutti voi!

È uno di quei sabati che..

Che non ho vissuto mai così. Mi sono svegliata e questo è il primo miracolo del mattino, ho potuto dormire abbracciata al mio dolce “doppio ” e sentire nell’altra stanza il respiro di mia figlia. Ottime le vostre ultime pubblicazioni mi accingo a ricevere i baci del sole, che a quest’ora non sono forti e non scottano anima e corpo. Sono amata dai rumori attorno, che scandiscono le mie giornate: Zac che mi da il buongiorno abbaiandomi sonnacchioso,Pia che spazza il cortile con la sua scopa di s aggina, la mia macchina Lavazza che mi regala un caffè strepitoso, il falegname che batte sul legno per farne un capolavoro.questa è vita, ho amore dentro ed attorno che mi circonda e mi protegge e la natura ancora qui vive indisturbata. Speriamo che gli dei cattivi se ne stiano lontani e non la tocchino.

Sperimentazione o regressione, parte seconda.

Come ogni cosa o situazione che si sperimenta per la prima volta, la componente che gioca il ruolo di  attaccante è la scoperta ed il non sapere dove porterà il gioco.20160220_180739.jpg

 

Quel senso di mistero e d’ignoto tante volte immaginato ma non ancora raggiunto. Quando il bambino riceve un dono egli non sà a priori che cosa conterrà la scatola, può solo immaginare se sarà il giocattolo dei suoi sogni o un altro che egli non conosce. Egli dapprima si avvicinerà titubante e guardingo, farà un paio di giri attorno al pacco con il grande fiocco che invoglia il bimbo, poi piano pianino avvicinerà. Dopo aver tolto il luccicante fiocco ed aperto la grande scatola, con stupore e meraviglia vede che è un giocattolo nuovo, che non conosce per niente, che non ha mai immaginato di possedere e di conseguenza non sa nemmeno come si usa. Lo prende in mano, fanno amicizia ed inizia a sperimentare come può usarlo, quali benefici ricavarne e giocandoci da solo scoprirà quanto è bello e prezioso ciò che non conosceva,20160411_111840.jpg

 

Insomma fa una scoperta, sperimenta il nuovo e non ne rimane deluso. Questa storiella-similitudine del vero, per farvi comprendere quanto io sia rimasta attratta dalla nuova situazione di postare sul canale INSTAGRAM, fotografie da me scattate, mettere una breve dicitura e via! Questo sistema di comunicazione veloce, rapida ed indolore non è per la sottoscritta così coinvolgente emotivamente come lo è questo blog e gli altri che leggo ogni giorno. Ognuno di noi con il proprio fardello più o meno pesante da portare, ognuno anche se non traspare ha storie di vita tristi o situazioni irrisolte, ma furbescamente non lo fa trapelare da un banale e semplice diario virtuale.Dai miei studi che da anni effettuo sul comportamento dell’essere umano, ho notato che sopra queste piattaforme non è certamente tutto oro ciò che luccica, così come ho percepito che qualche mio lettore/ice assiduo, dopo che ho deciso di essere su Instagram così presente ogni giorno non lo è piu.20160611_193244.jpgE per carità! Meno male che siamo liberi ed ognuno ha facoltà di seguire un altro o di “lasciarlo”, di assentarsi e di tornare, di cambiare faccia, identità e di proclamarsi renziano se invece in fondo è Grillino… nulla di male, ognuno sempre nel rispetto dell’altro fa quel che si sente di fare. Torno a me, alla mia infanzia, alla mia adolescenza non vissuta perchè avevo i genitori che mi tenevano lontano da tutte quelle attività ludiche o extra scolastiche (si direbbe così oggi  ) che non fossero strettamente correlate alla scuola. Niente vacanze con le amiche, niente corsi di nuoto o tennis, niente gite scolastiche, niente discoteca se non da loro accompagnata al pomeriggio ed aspettata nel parcheggio, con la vergogna che gli altri amici li vedessero….a casa d’estate entro le 21.30…e altre regole militaresche alle quali ho dovuto sottostare sino ai ventidue anni. Età nella quale, per scappare da loro ho voluto sposarmi, con le conseguenze disastrose del caso, a me e a mio figlio ben note.welcomeOggi pur aborrendo tutti e dico tutti i social, le chat private o pubbliche, gli sms, Whats App(pur riconoscendone la praticità e lo zero spese!) mi sono fatta irretire da mia figlia che mi ha proposto il nuovo gioco (INSTAGRAM) ed ho aperto la scatola! Ed ora scopro che mi piace moltissimo, così come mi paice rivedere le facce di alcuni miei compagni/e di classe o persone di Reggio Emilia che non vedevo più da anni.

rosa di aprile 2016 002 Attraverso le loro fotografie scopro frammenti delle loro vite, questo però è come curiosare di nascosto dal buco della serratura e tutti coloro che lo fanno (me compresa) sono un tantino sadicamente ed allegramente curiosi dei cavoli altrui. Ho scoperto che mi piace, mi mette allegria e mi riporta inidetro all’infanzia vissuta poco, a quando mi fotografavano con la Polaroid perche’ dicevano che ero bellissima(con un viso di porcellana, disse un famosissimo fotografo di Reggio Emilia, di cui non faccio il nome per rispetto alla famiglia che conosco, dato che lui non c’è piu’..).Mi sento vanitosa, ciarliera, cinguettante ed allegra pur senza MAI mancare di rispetto ai miei figli e a mio marito. Vivo, sono quassù al fresco e mi abbronzo, rido con mia sorella e con mia figlia, dopo tanto dolore alla schiena. Mi riprendo nella semplicità di uno scatto fotografico un pezzettino della mia giovinezza, felice di poco, contenta del nulla. So che indietro non si torna, ma ora la vivo coì questa fantastica estate 2016, poi in fondo….chi vivfiumesangrofinalerà vedrà!lilium

Regressione o sperimentazione?

Quando qualcosa o qualcuno bussa prepotentemente all’interno del mio corpo e della mia mente, non posso far finta di nulla. Quando le vene pulsano forte, il cuore accelera i battiti e cambia ritmo allora è il momento di ascoltarmi bene. Devo staccare la spina e chiudere il mondo fuori da me, devo riflettere ed ascoltare dove Fabiana vuole portarmi. E se non ascolto la direzione che il cuore desidera suggerirmi, spesso sono guai e vado a sbattere contro il muro.20160720_161546.jpg

Io non so come verrò giudicata, ma mi diverto da morire e riscopro di me lati vanitosi che fanno emergere la voglia di essere fotografata e di fermare attimi d’amore. .La voglia ed il piacere femminile di essere corteggiata ed apprezzata, pur non volendo tessere nessuna  storia clandestina o di sesso. Essendo pero’  una donna mediterranea e molto  passionale, posso provare piacere ed amore anche solo fotografando un paesaggio o un cielo. Io non so se rimarrò a lungo su InstAgram ma questa esperienza mi sta regalando attimi di spumeggiante vitalità  e cosa non trascurabile, incontro amici ed.amiche che non vedevo più da troppo tempo. Stiamo curiosando ed annusando a vicenda i nostri momenti di vita, poi a casa da settembre in poi ci rivedremo con alcuni.Fabiana sta vivendo un momento magico della propria estate e questo non era nei programmi..


Ma proprio per questo è meravigliosamente eccitante. Io ve lo dico sottovoce. ..venite su InstAgram a vedermi sotto un altro punto di vista. Vi abbraccio ! Con lo pseudonimo di “Gattolonapasticciona”.

Il lunedì si ricomincia.

Con che meteo avete trascorso il week end? Sole cocente o diluvio universale come qua a Cervarezza ieri pomeriggio?  Tanta acqua è scesa che faceva i “cappelletti” si dice da noi!!wp-image-116684246jpg.jpeg Vi ringrazio per le varie richieste di acquisto dei pezzi.vintage che espongo. wp-image-1047542741jpg.jpeg

V’invito a prenotare un pezzo se vi ha colpito in modo particolare! I prezzi sono giusti ed abbasati,  non impegnativi ma commisurati al valore e all’epoca dell’oggetto. 20160616_122629.jpg Desidero rinnovare la mia merce perciò vorrei vendere tutta la rimanente, facendo una specie di svendita ON LINE. Sono anche su INSTAGRAM su SPOCK e su SUBITO.IT. Le vendite importanti di cristalli o argenteria o altri generi molto impegnativi non li pubblico, le persone interessate vengono a casa mia a visionari da vicino. 20160612_112640.jpg20160612_112911.jpg


 

Aspetto con gioia le vs domande e richieste: spero di accontentare tutti. Non mi piace insistere ed in questo non sono una brava venditrice…ma se vi piace qualcosa, prenotatelo. Rischiate di non trovarlo più. Come con la Royal Albert: andata a ruba quasi tutta! Chiamatemi al 3204380039 o mail a: faby1964@alice.it. grazie di cuore a tutti voi!20160610_091407.jpg20160610_091432.jpg20160503_082426.jpg20160501_163509.jpg

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20160503_082438.jpgimg_20160421_154312.jpg20160503_082415.jpg20160503_082116.jpg( i tre quadri esposti sono ricamati a mezzo punto, cornici dorate del 1965, i bambolotti e Topo Gigio, sono marcati nel collo “MIGLIORATI” e “FURGA”. Il pouf appoggiapiedi è in mogano inglese, periodo primi anni del Novecento.

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Consigli per i vostri acquisti.

Coppia di statuine tedesche alte cm 7: sono una bimba che tiene in mano un cestino di fiori vista fronte e retro
Coppia di statuine tedesche alte cm 7: sono una bimba che tiene in mano un cestino di fiori vista fronte e retro

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img_20160620_105251.jpgwp-image-20838938jpg.jpeg20160616_122610.jpg20160612_124340.jpgimg_20160610_171024.jpgQ20160614_183940.jpg20160615_180138.jpgQualche piccolo assaggio di pezzi in vendita, per informazioni riguardanti misure, epoche, materiali e prezzi…scontati perchè con l’autunno rinnoverò tutto l’atelier! Andate a visitare anche la pagina: Cristalli e Vetri. Trovate alcuni pezzi vintage anche su:
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SPOCK,  SUBITO.IT, INSTAGRAM….20160614_182832.jpg

20160614_182832.jpg20160610_092424.jpg20160609_074440.jpg

Sempre in tema di arrosti..

Con l’introduzione di stamane dei ricordi legati all’arrosto, vado qui di seguito a raccontarvi di una ricetta alla quale sono particolarmente legata, che riguarda, guarda caso! proprio un tipo di arrosto. La ricetta me l l’ha insegnata mia suocera Luigina, che si fa chiamare da tutti e da una vita Luisa perchè non le piace per niente il suo nome! ( andate a leggere la ricetta con l’ingrediente segreto della pizza di Luigina ,nella cat. “le mie ricette”) Luisa oramai avanti con gli anni, non cucina più e non raduna più tutti i figli con mogli e nipoti nelle grandi occasioni annuali. Era ed è ancora una cuoca Reggiana eccezionale, fautrice di piatti molto elaborati pur mantenendo saldi i principi delle cesarine reggiane e preparando esclusivamente piatti della cucina Emiliana. Ha sempre cucinato ricette tradizionali ma in un modo molto curato e particolareggiato: avrebbe potuto benissimo aprire un Ristorante e siamo tutti sicuri che lo avrebbe portato avanti in maniera egregia.Come ben sanno i Reggiani o gli amanti di tale cucina, molti sono i primi piatti che la innalzano a cucina ottima anche se molto saporita. Non sono da meno i secondi, costituiti per lo più da arrosti di carne, usandone svariati tipi preparati in mille maniere. Sempre all’insegna del gusto forte e deciso e delle calorie ivi contenute. Un arrosto che faccio spesso, forse l’unico che mi impegno a fare, non mangiandone più come dicevo stamattina è un titpo di arrosto semplice, ma lavorato in modo che il risultato finale è eccellente. Vado qui di seguito a spiegarvi la ricetta e abbraccio con tutto il mio affetto, mia suocera Luigina, augurandole una pronta e veloce guarigione.

       ARISTA INFARINATA ALL’ACETO BIANCO

Ingredienti: un pezzo da 1,5 kg di arista di maiale con una buona parte di grasso, uno scalogno grosso, uno spicchio di aglio, basilico, rosmarino, un bicchiere di aceto bianco, sale e pepe q.b., olio di semi, farina, brodo di dado per arrosti e carni,  panna, un bicchiere di vino bianco secco.  Il giorno prima della cottura, mettere in concia l’arista in questo modo: il solito trito di scalogno, aglio, basilico, rosmarino, e volendo anche un paio di carote grosse ben sapendo che il sapore dolce della carota toglierà un poco di “grinta” all’arrosto, ma se sono gradite, perchè non metterle? Cospargete il pezzo di carne, bagnandolo bene con l’olio di semi, il sale, un pizzico di pepe bianco, il vino bianco secco. Lavorarlo bene con le mani ( pulite, mi raccomando!) poi chiudere il contenitore con pellicola trasparente e metterlo in frigo nella parte bassa a riposare per una notte intera. Se prima di andare a letto lo rigirerete dall’altra parte, la concia farà un lavoro spettacolare, insaporendo bene il nostro arrosto! L’indomani, toglietelo dal frigo almeno mezz’ora prima di metterlo sul fuoco, preparate la pentola a pressione e adagiatelo. Per i primi 10/15 minuti lasciatelo rosolare per bene rigirandolo spesso. Quando sta per asciugare aggiungete un poco di brodo di dado e continuate ancora a rigirarlo. Una volta terminato il fondo di cottura, spegnete il gas, estraete delicatamente l’arista ed infarinatela abbondantemente su ogni lato. Poi, rimettetela nella pentola a pressiona, giratela e rigiratela in modo che si inizi ad “arrostire” su tutti i versanti, aggiungendo il bicchiere di aceto bianco! il profumo che sprigionerà è fantastico, e quando anche l’aceto sarà evaporato del tutto, aggiungete uno/due bicchieri di brodo di dado in modo tale che l’arista non si attacchi al fondo della pentola. Chiudete, lasciate che fischi e poi, mettendo il gas al minimo con piastra di metallo, lasciatelo cuocere un’ora e mezzo circa. Spegnete il gas, lasciate che esca tutto il vapore ed aprite la pentola. Dopo di che trasportate l’arista e tutto il suo fondo di cottura in una pentola alta di spessore antiaderente, mettete alto il fuoco e cospargete il tutto con uno/ due misurini di panna da cucina, io uso quella Light, è meno pesante. Cospargete delicatamente l’arista con la panna, giratela e lasciate che assorba quasi tutto il suo sughino. Una volta terminata la cottura, in tutto sono 2 ore e mezza circa, lasciatelo raffreddare e mettetelo in frigo. Si affetta un arrosto solo quando è freddo, usando se lo possedete, il coltello elettrico per fare fettine regolari e perfette. Per ultimissimo frullate tutto ciò che rimane nella pentola e distribuitelo in modo omogeneo sulle fettine che avrete avuto cura di riscaldare a fuoco bassissimo. Ben si accompagnano a questo tipo di arrosto il purè di patate, le patate arrosto cotte nel forno o più semplicemente le verdure cotte al vapore. Vi assicuro che è strepitoso, non difficile da preparare anche se la preparazione inizia il giorno prima! 

Nonsoloarrosto.

Non amo molto gli arrosti in generale, non amo servirli e nè prepararli, ma lo faccio perchè sono molto graditi ai miei famigliari soprattutto a mio marito, legato alle tradizioni e agli arrosti fantastici e spaziali di mia suocera! Per coerenza non mi piace nemmeno più mangiarli, ma se ne vedo uno che si discosta per sapore e per presentazione dai soliti noti, allora una fettina la mangio! Legata agli arrosti classici vi è tutta una varietà  di carni lavorate a lungo come i brasati, le carni allo spiedo, gli arrosti cotti al forno o in padella, oppure il poco noto (da noi..) TANDOORI,ossia un alimento spennellato con chili e poi cotto in un forno a carbonella, secondo una tipica ricetta dell’India settentrionale L’etimologia della parola ARROSTO significa: tecnica di cottura con esposizione diretta a una fonte di calore. In particolare, carne cucinata in questo modo, o anche in tegame prima rosolata e poi cotta a lungo con aggiunta di poco liquido: arrosto di pesce, di verdure, di maiale o arrosto ben cotto. Si può usare nel detto comuneessere tutto fumo e niente arrosto, molto fumo e poco arrosto, più fumo che arrosto, si dice di persona o cosa che nonostante l’apparenza conclude o vale poco. Gli arrosti, al pari di tortelli, cappelletti, risotti, coniglio alla cacciatora, cannelloni ripieni, zuppe inglesi e tiramisù, mi ricordano le feste comandate di tanti anni fa. Quelle interminabili domeniche che iniziavano alle 6.00 del mattino con il rito dell’apparecchiatura e la lucidatura, (con l’alito di mamma o papà) dei bicchieri di cristallo di famiglia, tirati fuori dalla credenza del salotto per l’occasione. Si estraeva dal controbuffet, il servizio da caffè serviziomammaBianca

che durante l’anno non si poteva nemmeno guardare! 20160614_183228.jpg

La tovaglia bianca del corredo di mamma, in fiandra, linda di bucato fatto a mano e sbiancata con la cenere,si mettevano  le lenzuola pulite nel letto ed il copriletto rosa “della domenica” con l’immancabile bambola sul letto, a gambe aperte e vestitito lungo, vinta alla fiera del paese!

bambolasullettoIl rito dell’arrosto mi ricorda mia madre ed il metterlo “in concia” la sera prima verso mezzanotte, perche’ sino a quell’ora doveva accudire gli animali ed i cristiani. Ci sono io piccola,  che la voglio guardare e ancora non vado a letto senza lei,  ed osservo i movimenti precisi e diretti, li imparo e li avrò impressi nella mente per sempre. Quella sua stanchezza cronica, ma quella forza infinita di fare tutto, di non tralasciare nulla anche se era notte fonda, quell’ostinazione e cocciutaggine di volercela fare ad ogni costo. Oggi si direbbe che mamma Bianca era una donna multitasking, con la differenza che lei non si lamentava mai: erano i suoi occhi e le occhiaie a parlare al suo posto. Ho davanti agli occhi la sua aria stanchissima, i capelli arruffati e le occhiaie scure, mentre con la mezzaluna sbeccata da una parte, tritava con vigore rosmarino, aglio, scalogno, carote, prezzemolo, basilico, e forse anche salvia….se ci penso bene e  chiudo gli occhi mi sovviene il profumo di essa. E quel trito, magicamente a poco a poco diveniva una polvere finissima, che nemmeno con il robot di oggi si riuscirebbe ad ottenere! Poi con abile maestria lo cospargeva sul pezzo di carne ancora immacolato, lo strofinava energicamente con le mani, lo impregnava da ogni lato ed in ultimo aggiungeva olio, aceto del nostro vino, sale grosso, pepe e lo forava delicatamente per fargli penetrare quella concia maestosa in ogni dove. Infine, si toglieva il sudore dalla fronte con un lembo del grembiule, se lo slacciava, mi prendeva in braccio e andavamo su per le scale di graniglia a dormire. Io dormivo con lei o con mia sorella Giuliana, mai da sola, sino a ventidue anni. img-20160612-wa0000.jpgQualche volta usava anche l’alloro o i chiodi di garofano, noce moscata o altre diavolerie che puzzavano, “droghe” si chiamavano allora che ovviamente si acquistavano in “drogheria”. Che nulla avevano a  che vedere ,con il termine droghe che intendiamo oggigiorno. Quelle spezie così forti e decise, non piacevano a nessuno, specialmente a papà Antonio, che non ne sopportava nemmeno l’aroma. Ma lei si ostinava a dire che per quel determinato tipo di arrosto occorrevano i chiodi di garofano e quindi si faceva così punto e basta.  (fine prima puntata)cropped-20160428_092821.jpg

Merenda colorata.

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Solo in montagna con il venticello che entra dalle finestre ed il sole che mi bacia di continuo e mi ha regalato un’aria sana, posso concedermi questo peccato di gola.  img_20160720_161955.jpg

Ma se non pecchiamo sodo qualche volta,  che cosa stiamo al mondo a fare? Oggi merenda con baguette fresca di forno montano,  burro del casello di mucche allegre e scanzonatemucche

e marmellata..cavolo!! Tanta marmellata che mi sono “sbrodolata” come una bimba piccola!!Una merenda meravigliosa accompagnata da caffè d’orzo macchiato al caffè Lavazza! Una goduria che a casa non facevo più.  E che vada a farsi friggere anche il colesterolo per una volta….i risultati?  Beh…giudicate voi! 

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