Ferie estive: il rovescio della medaglia.

 

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Quando durante l’anno lavorativo, in quelle giornate uggiose e novembrine si inizia a vagare con la mente e dopo vari giri pindarici, si arriva a fantasticare sul giorno che sarà il più atteso dell’anno: il giorno della partenza per le ferie estive. Visualizziamo, penna in bocca e sguardo al cielo gl iscenari che ci si prospetteranno, le scene che vivremo, i luoghi di vacanza che sceglieremo. Guardando fuori dalla finestra, sicuramente ci verrà voglia di mare e di andare su quell’isoletta tanto sognata.Se ascoltiamo il corpo e la mente vorremo di sicuro andare in montagna per camminare e per il fresco refrigerio, o se dobbiamo smaltire una qualche delusione d’amore il lago e la tranquillità che emana ci sarà d’aiuto. Imamginiamo la valigia da preparare,  ripromettendoci e giurando a noi stesse che quest’anno sarà molto più leggera e sciolta delle solite otto valigie più il trolley, più i beauty, più il bagaglio a mano. Intanto la giornata termina e una volta ritornati a casa andiamo nel cassetto dei costumi e facciamo una pre prova costume d’urgenza per vedere allo specchio come siamo messe sotto.Passano i giorni ed i mesi, tra palestra, diete forzate, camminate e corse estenuanti, qualche lampada abbronzante d’ordinanza, un occhio ai costumi in saldo dell’estate scorsa e piano piano, una luna dopo l’altra, arriva il fatidico giorno della partenza. Meta scelta, compagnia anche, valigia discreta, doratura corporale al punto giusto, saliamo finalmete sul mezzo che ci porterà (speriamo!) alla meta tanto agognata. Come tutte le situazioni belle e piacevoli, quelle che ti fanno dire sovente“questa sì che è vita!” quelle che ti fanno confondere i giorni della settimana e vivere in una specie di limbo, arriva il momento in cui tutto sparisce e ti ritrovi su quel mezzo che ti aveva portata in paradiso. E’ stato forse solo un sogno? E’ stato un flash colorato, un razzo che ti è passato davanti, un arcobaleno che non sei riuscita ad acchiappare? Eppure in men che non si dica sei nella lavanderia di casa tua, in mezzo a montagne di biancheria sporca che odora ancora di mare e di montanga! Sei seduta sopra ad un poco di sabbia e scorgi in un angolo, una stella del Ventasso, non ti ricordi perchè è finita lì. Poi distrattamente inizi a buttare alla rinfusa i panni sporchim che notoriamente si lavano solo in casa dentro a quella cosa automatica che lava al tuo posto. Sali al primo piano ed inciampi in ragni e ragnetti che hanno messo sù famiglia, eppure non è ancora Halloween! Non riconosci più i mobili di casa tua perchè sono sepolti da coltri di polvere….Sono troppi tre mesi estivi lontano dalla tua cuccia! Ogni anno te lo ripeti ed ogni anno ci ricaschi…. D’altra parte il caldo afoso ti fa finire regolarmente per terra, il condizionatore ti fa venire cervicale & co, e proprio non riesci ad abituarti a rimanere chiusa in casa per tutta l’estate! E c’hai raggggione! E allora non ti resta che andartene via, nella nota ed accogliente frescura di Cervarezza prima, poi una volata alle Baleari, tanto per saggiare il mare ed i suoi colori caraibici! Tre mesi ti sono serviti per lenire i dolori fisici e morali, per staccarti dalla spirale tossica che ti avviluppa e ti soffoca! 20160819_105315-640x384.jpg20160827_144448-480x800.jpg20160901_211504-480x800.jpgimg_20160814_211726.jpgOra sei tornata e come ogni anno, per i primi giorni non ti ritrovi più, non riconosci le mattonelle, il pavimento, i muri ti sono ostili e anche la doccia non è più la tua doccia! Sei passata da piccoli spazi tutti ad un piano ad una caserma su più piani nella quale all’inizio provi solo sconcerto e disagio. Non ti ci riconosci, non ricordi più dove avevi messo le cose e cercando la pasta ti escono le salviette del bagno! Prendi contro agli spigoli, inciampi nelle gambe dei tavoli, non ti sai muovere più nei grandi spazi che invece di favorirti ti costringono a reimparare le distanze. E ci devi prendere bene le misure e rispettare quelle distanze che hai messo tra te e quei muri di carne: all’inizio sarà durissima ma questo oramai dovresti averlo imparato. In lontananza il timer della lavatrice ti avverte che la prima è terminata, ora proseguirai con più ordine dividendo i colorati dai bianchi, i costumi dalle lenzuola e metterai ordine in casa e dentro di te. img_20160807_183844.jpgDopo la doccia calda ed avviluppante dai un’occhiata alla dispensa e ti accorgi che è vuota, scrivi la tua lista ancora avvolta dentro all’accappatoio che finalmente senti tuo e ti fai un caffè nella tua macchinetta Lavazza! Ora sì che ti riconosco: lavata e profumata, abbronzata e carnale, riposata e con la mente ancora attaccata alla sabbia di Minorca! E pazienza se la casa sembra quella della strega di Halloween, non fa nulla se le montagne di biancheria da lavare e da stirare aumentano esponenzialmente….tu intanto sei qua ed ora, con la tazzina in mano e la mente già pronta a fantasticare sulla prossima estate!img_20160807_182803.jpg

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